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    Numeri ordinali e cardinali: differenza ed esempi

    Di Redazione Recaplica · Aggiornato il 20 settembre 2026

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    I numeri cardinali contano una quantità (uno, due, tre...), i numeri ordinali indicano una posizione in una serie (primo, secondo, terzo...). In italiano le prime dieci forme ordinali sono proprie, mentre dall'undicesimo in poi si formano con il suffisso -esimo, con due eccezioni ortografiche per i numeri che finiscono per tre e per sei. Gli ordinali si scrivono anche in numeri romani o con un numero seguito da esponente (2°, 9ª), e di solito precedono il nome tranne che con sovrani e papi, dove lo seguono. In inglese la logica è simile, ma con più forme irregolari e un'eccezione precisa da 11 a 13.

    Punti Chiave

    • I cardinali rispondono alla domanda "quanti": due mele, ventinove pagine, centoquattro persone.
    • Gli ordinali rispondono alla domanda "a che posto": il secondo classificato, il ventinovesimo giorno.
    • In italiano le prime dieci forme ordinali (primo... decimo) non derivano da un suffisso, sono forme proprie.
    • Dall'undicesimo in poi si aggiunge -esimo alla cardinale privata della vocale finale, salvo i numeri che finiscono per tre e per sei.
    • Gli ordinali si scrivono anche con numeri romani o con l'esponente o/a (2°, 9ª); con sovrani e papi si pospongono al nome.
    • I cardinali sono invariabili tranne "uno", che al femminile diventa "una"; gli ordinali sono sempre variabili in genere e numero.

    L'Approfondimento

    I numeri che si usano tutti i giorni fanno due lavori diversi. Quando si conta si usano i cardinali (due mele, ventinove pagine); quando si mette qualcosa in fila si usano gli ordinali (la seconda mela, il ventinovesimo giorno). Chi studia gli insiemi numerici incontra entrambe le famiglie fin dalle prime lezioni, perché sono due modi di leggere la stessa sequenza di numeri.

    I numeri cardinali

    I cardinali corrispondono alla serie dei numeri e rispondono alla domanda “quanti”: due, ventinove, centoquattro. Sono invariabili, con un’unica eccezione: “uno” ha anche la forma femminile “una” (un giocattolo, una scatola), mentre gli altri cardinali restano identici al maschile e al femminile (quaranta giorni, quaranta biglie).

    Esempio pratico: in una lista della spesa, “tre mele, due arance, una bottiglia” sono tutti cardinali: contano oggetti, non li mettono in ordine.

    I numeri ordinali

    Gli ordinali indicano il posto di una cosa o di una persona in una serie ordinata e sono variabili in genere e numero: il primo, la prima, i primi, le prime. Le prime dieci forme non derivano da un suffisso, sono proprie: primo, secondo, terzo, quarto, quinto, sesto, settimo, ottavo, nono, decimo.

    Dall’undicesimo in poi la regola cambia: si prende il numero cardinale, si toglie la vocale finale e si aggiunge -esimo. Sedici diventa sedicesimo, venti diventa ventesimo. Due gruppi di numeri fanno eccezione all’eliminazione della vocale finale: quelli che finiscono per tre conservano la -e (ventitré diventa ventitreesimo) e quelli che finiscono per sei conservano la -i (ventisei diventa ventiseiesimo).

    CardinaleOrdinaleIn cifre
    unoprimo1°
    duesecondo2°
    treterzo3°
    diecidecimo10°
    undiciundicesimo11°
    sedicisedicesimo16°
    ventitréventitreesimo23°
    ventiseiventiseiesimo26°
    trentatrentesimo30°

    Come si scrivono in cifre

    Gli ordinali si scrivono in due modi alternativi al numero per esteso: con i numeri romani (II, IX, X) oppure con un numero arabo seguito da un piccolo esponente, “o” per il maschile e “a” per il femminile (2°, 9ª). Questa seconda notazione compare spesso nei calendari, nelle edizioni e nelle classifiche: “la 9ª edizione”, “il 2° classificato”.

    I cardinali non hanno bisogno di una notazione parallela: si scrivono per esteso o in cifre arabe semplici, senza esponente, perché non portano l’informazione di genere e numero che invece l’ordinale deve mostrare.

    Prima o dopo il nome

    Di solito l’ordinale si antepone al sostantivo: il quinto piano, la seconda porta. Con i nomi di sovrani, papi e principi la regola si inverte: l’ordinale si pospone e si scrive quasi sempre in numeri romani, come in Napoleone III o Giovanni Paolo II. La stessa posposizione si usa per numerare le tappe di una successione dinastica o pontificia, e anche per capitoli, canti e atti di un’opera (capitolo terzo, canto ventesimo, atto primo).

    Esempio pratico: in un albero genealogico, “Luigi XIV” si legge “Luigi Quattordicesimo”: l’ordinale segue il nome nello scritto e si dice per esteso nel parlato.

    Un confronto rapido con l’inglese

    Anche in inglese i cardinali contano (one, two, three) e gli ordinali ordinano (first, second, third), ma le forme irregolari sono più numerose: first, second, third, fifth, eighth, ninth e twelfth non seguono la regola generale del suffisso aggiunto alla cardinale. La regola dei suffissi -st, -nd, -rd, -th ha un’eccezione netta da 11 a 19, dove il suffisso resta sempre -th (11th, 12th, 13th), anche quando l’ultima cifra farebbe pensare a un suffisso diverso.

    Chi ripassa la formazione dei numeri per esteso trova esercizi simili anche in aritmetica, dove cardinali e ordinali tornano utili per leggere sequenze, potenze e progressioni; e in algebra, quando una formula indica “il termine ennesimo” di una sequenza — un ordinale generico che riassume tutti gli altri.

    Presentazione

    Slide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo.

    Slide 1 della presentazione su Numeri ordinali e cardinali: Numeri ordinali e cardinaliSlide 2 della presentazione su Numeri ordinali e cardinali: Quanti, o in che posizione?Slide 3 della presentazione su Numeri ordinali e cardinali: Il percorsoSlide 4 della presentazione su Numeri ordinali e cardinali: Capitolo 01: CardinaliSlide 5 della presentazione su Numeri ordinali e cardinali: Quantità o posizioneSlide 6 della presentazione su Numeri ordinali e cardinali: Capitolo 02: OrdinaliSlide 7 della presentazione su Numeri ordinali e cardinali: Proprie · Regolari · Tre e seiSlide 8 della presentazione su Numeri ordinali e cardinali: Capitolo 03: Scrittura e posizioneSlide 9 della presentazione su Numeri ordinali e cardinali: Prima o dopo il nomeSlide 10 della presentazione su Numeri ordinali e cardinali: Non si dice "il terzo Napoleone"Slide 11 della presentazione su Numeri ordinali e cardinali: Capitolo 04: Confronto con l'ingleseSlide 12 della presentazione su Numeri ordinali e cardinali: Le forme che rompono la regolaSlide 13 della presentazione su Numeri ordinali e cardinali: Come diventa "sedici" in ordinale?Slide 14 della presentazione su Numeri ordinali e cardinali: Per approfondire
    Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta14 slideTutti i capitoli e gli approfondimenti

    Falsi miti

    • ✗ Mito Dall'undicesimo in poi tutti gli ordinali italiani si formano sempre togliendo la vocale finale e aggiungendo -esimo, senza eccezioni.

      ✓ Realtà Con i numeri che finiscono per tre la -e finale si conserva (ventitré diventa ventitreesimo, non ventitresimo) e con quelli che finiscono per sei si conserva la -i finale (ventisei diventa ventiseiesimo, non ventisesimo): sono le due eccezioni ortografiche della regola generale.

    • ✗ Mito Il nome di un sovrano o di un papa si scrive con l'ordinale anteposto per esteso, come "il terzo Napoleone".

      ✓ Realtà Con i nomi di re, papi e principi l'ordinale si pospone e si scrive quasi sempre in numeri romani, come in Napoleone III o Giovanni Paolo II: è l'uso stabile della lingua per le successioni dinastiche e pontificie, non una scelta stilistica libera.

    • ✗ Mito In cifre l'ordinale si scrive sempre con l'esponente "°", anche quando si riferisce a un nome femminile.

      ✓ Realtà L'esponente cambia con il genere perché l'ordinale resta variabile anche in cifre: "o" per il maschile (2°) e "a" per il femminile (9ª); scrivere "la 2° classificata" è un errore di genere, non una variante ammessa.

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    Mappa concettuale: Numeri ordinali e cardinali: differenza ed esempi
    • Numeri ordinali e cardinali
      • Cardinali Indicano una quantità
        • Formazione due, ventinove, centoquattro
        • Invariabilità eccezione uno/una
      • Ordinali Indicano una posizione in una serie
        • Prime dieci forme primo... decimo, forme proprie
        • Dall'undici in poi cardinale senza vocale finale più -esimo
        • Eccezioni ortografiche numeri che finiscono per tre e per sei
      • Scrittura in cifre
        • Numeri romani II, IX, X
        • Numero con esponente 2° maschile, 9ª femminile
      • Posizione nella frase
        • Anteposizione uso comune, prima del nome
        • Posposizione sovrani, papi, principi
      • Confronto con l'inglese
        • Ordinali irregolari first, second, third, fifth, eighth, ninth, twelfth
        • Suffisso -th eccezione 11th, 12th, 13th

    Quiz: mettiti alla prova

    Rispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione.

    Voto 0/10 0/5
    1 Cosa indica un numero cardinale?

    I cardinali corrispondono alla serie dei numeri e rispondono alla domanda "quanti": due, ventinove, centoquattro.

    2 Come diventa "sedici" in forma ordinale?

    Dall'undicesimo in poi l'ordinale si forma togliendo la vocale finale della cardinale e aggiungendo -esimo: sedici diventa sedicesimo.

    3 Vero o falso: "ventitré" diventa "ventitreesimo", conservando la e finale.

    È una delle due eccezioni ortografiche della regola: con i numeri che finiscono per tre la -e finale si conserva.

    4 Con i nomi di sovrani e papi, come si scrive di solito l'ordinale?

    Con re, papi e principi l'ordinale segue il nome e si scrive quasi sempre in numeri romani, come in Napoleone III.

    5 In inglese, quale suffisso hanno gli ordinali 11th, 12th e 13th, in deroga alla regola generale?

    Da 11 a 19 il suffisso è sempre -th: è l'eccezione esplicita alla regola che assegna -st/-nd/-rd ai numeri che finiscono per 1, 2 o 3.

    Risposte: 1-A · 2-A · 3-A · 4-B · 5-A

    Flashcards

    Tocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva.

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    Spiegalo con parole tue

    Il test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap.

    La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.

    I numeri cardinali contano una quantità (uno, due, tre...), i numeri ordinali indicano una posizione in una serie (primo, secondo, terzo...). In italiano le prime dieci forme ordinali sono proprie, mentre dall'undicesimo in poi si formano con il suffisso -esimo, con due eccezioni ortografiche per i numeri che finiscono per tre e per sei. Gli ordinali si scrivono anche in numeri romani o con un numero seguito da esponente (2°, 9ª), e di solito precedono il nome tranne che con sovrani e papi, dove lo seguono. In inglese la logica è simile, ma con più forme irregolari e un'eccezione precisa da 11 a 13.

    Domande e risposte

    Qual è la differenza tra ordinale e cardinale?

    Il cardinale indica una quantità (due, ventinove), l'ordinale indica una posizione in una serie ordinata (secondo, ventinovesimo). È la stessa serie di numeri usata per due scopi diversi: contare oppure ordinare.

    Come si scrivono gli ordinali in cifre in italiano?

    In due modi: con i numeri romani (II, IX, X) oppure con un numero arabo seguito da un piccolo esponente, "o" per il maschile e "a" per il femminile (2°, 9ª).

    Perché si scrive "Napoleone III" e non "il terzo Napoleone"?

    Perché con i nomi di sovrani, papi e principi l'ordinale si pospone al nome ed è quasi sempre in numeri romani: è la convenzione stabile per le successioni dinastiche e pontificie.

    Quali numeri ordinali sono irregolari in inglese?

    First, second, third, fifth, eighth, ninth e twelfth non seguono la regola generale del suffisso aggiunto alla cardinale: sono forme a sé.

    Perché in inglese si scrive 11th e non 11st?

    Perché da 11 a 19 l'ordinale prende sempre il suffisso -th, anche quando l'ultima cifra farebbe pensare a -st, -nd o -rd: è un'eccezione esplicita alla regola generale del suffisso.

    Fonti consultate

    • Treccani – Aggettivi numerali ordinali
    • Treccani – Aggettivi numerali
    • Grammarly – How to Write Ordinal Numbers Correctly
    • Math Is Fun – Cardinal and Ordinal Numbers Chart
    • Grammarbook.com – Ordinal vs. Cardinal Numbers

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