Salta al contenuto
recaplica

    Un attimo: controllo di sicurezza

    Cloudflare vuole assicurarsi che tu non sia un robot. Spunta la casella qui sotto e la ricerca riparte da sola.

    EN
    recaplica Fonti attendibili per una ricerca scolastica: il metodo CRAAP passo per passo
    © 2026 Recaplica · recaplica.com — Tutti i diritti riservati
    Home › Educazione civica

    Fonti attendibili per una ricerca scolastica: il metodo CRAAP passo per passo

    Di Redazione Recaplica · Aggiornato il 21 settembre 2026

    Cosa stampare

    Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina.

    Slide

    Scegli il taglio

    Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta14 slideTutti i capitoli e gli approfondimenti

    Tutte e due hanno le note del relatore.

    Canale Telegram
    recaplica Chiaro in 30 secondi, tuo in 10 minuti.
    In 30 secondi Punti chiave Numeri Approfondimento Presentazione Falsi miti Mappa concettuale Quiz Flashcards FAQ

    In 30 secondi lettura lampo

    Non tutte le fonti trovate online valgono allo stesso modo per un tema, una tesina o una ricerca universitaria. Il test CRAAP raccoglie in cinque criteri, aggiornamento, pertinenza, autorità, accuratezza, scopo, le domande pratiche per capire se una fonte regge un lavoro scolastico. Serve anche a distinguere una fonte primaria, il documento originale, da una secondaria che lo commenta, e a capire che Google Scholar non applica alcun filtro di revisione tra i risultati che restituisce. I database curati come Scopus e Web of Science, al contrario, marcano la peer review a livello di rivista. Con questi strumenti uno studente valuta una fonte prima di citarla, invece di fidarsi del primo risultato in cima alla pagina.

    Punti Chiave

    • Il test CRAAP valuta una fonte su cinque criteri: aggiornamento (Currency), pertinenza (Relevance), autorità (Authority), accuratezza (Accuracy) e scopo (Purpose).
    • Una fonte primaria è il documento originale (un esperimento, una lettera, un'opera); una secondaria lo analizza o lo commenta, e la distinzione dipende dalla disciplina.
    • Google Scholar indicizza insieme articoli peer-reviewed, preprint, tesi e atti di convegno, senza etichettarli: comparire su Scholar non certifica la revisione tra pari.
    • Scopus e Web of Science marcano invece la peer review a livello di rivista e offrono filtri dedicati per isolare solo i contenuti revisionati.
    • Un dominio .edu o .gov indica solo il tipo di ente proprietario del sito, non l'affidabilità del contenuto di una singola pagina.
    • Prima di citare una fonte conviene controllare la data di pubblicazione, le credenziali dell'autore e se altre fonti indipendenti confermano lo stesso dato.

    I numeri chiave

    • 2004 Anno in cui la bibliotecaria Sarah Blakeslee ha ideato il test CRAAP alla Meriam Library della California State University, Chico, per il corso universitario UNIV 001. Fonte: Chico State Today

    L'Approfondimento

    Perché una fonte trovata in fretta non basta

    Un motore di ricerca ordina i risultati secondo il proprio algoritmo, non secondo l’affidabilità del contenuto: il primo link in classifica non è automaticamente il più solido per un tema, una tesina o una ricerca universitaria. Il test CRAAP nasce per dare a uno studente una checklist pratica invece di un giudizio a naso, e riguarda cinque aspetti di una fonte: quando è stata pubblicata, a chi si rivolge, chi l’ha scritta, quanto è sostenuta da prove e perché è stata scritta.

    Il test CRAAP, criterio per criterio

    La bibliotecaria Sarah Blakeslee lo ha ideato nel 2004 alla Meriam Library della California State University, Chico, per il corso universitario UNIV 001; da lì si è diffuso in altre scuole e università statunitensi, fino in Australia. L’acronimo raccoglie cinque domande:

    • Currency (aggiornamento): quando è stata pubblicata o aggiornata la fonte, e la data conta per l’argomento? Un dato di dieci anni fa su una tecnologia recente pesa diversamente da uno su un evento storico concluso.
    • Relevance (pertinenza): la fonte parla al livello giusto, divulgativo o specialistico, per il lavoro che si sta scrivendo? Una voce enciclopedica generalista non sostituisce un articolo scientifico quando serve un dato tecnico.
    • Authority (autorità): chi ha scritto o pubblicato il testo, e con quali credenziali o affiliazione? Un sito senza autore indicato né un modo di risalire a chi lo gestisce è già un segnale d’allarme.
    • Accuracy (accuratezza): le affermazioni sono sostenute da dati o citazioni verificabili, o restano opinioni senza riscontro?
    • Purpose (scopo): il testo vuole informare, oppure vendere, persuadere o intrattenere? Uno scopo commerciale non squalifica automaticamente una fonte, ma va tenuto in conto nel valutare cosa dice e cosa tace.

    Esempio pratico: uno studente cerca dati sull’inquinamento da plastica negli oceani e trova due pagine: un post di un’azienda che vende prodotti “plastic free” e un rapporto di un’agenzia ambientale con metodologia dichiarata e riferimenti in fondo al testo. Applicando Purpose e Accuracy, la seconda pagina resiste al controllo: spiega come ha raccolto i dati e non ha un prodotto da vendere in fondo alla pagina.

    Questi controlli si affiancano a quelli già visti per la media literacy: come riconoscere fonti autorevoli e aggiornate, applicati qui al caso specifico di un lavoro scolastico o universitario da consegnare con una bibliografia.

    Fonte primaria, secondaria o terziaria

    La stessa etichetta cambia significato a seconda della materia. Nelle discipline umanistiche una fonte primaria è un documento dell’epoca che si sta studiando, un sonetto, una lettera, un manifesto politico: in un lavoro sull’Ottocento europeo, un trattato scritto in quegli anni è primario, mentre un saggio critico che lo analizza oggi è secondario. Nelle scienze la fonte primaria è di norma uno studio empirico originale pubblicato su una rivista sottoposta a peer review, l’esperimento in sé, non il commento che ne parla altrove.

    Una fonte terziaria, come un manuale o una voce enciclopedica, riassume e organizza il lavoro di altri senza aggiungere ricerca propria. È utile per farsi un’idea generale all’inizio di una ricerca, meno per sostenere un’affermazione specifica nella tesina, dove conviene risalire alla fonte primaria o a una secondaria autorevole.

    Google Scholar non certifica la peer review

    Uno dei malintesi più diffusi tra chi comincia una ricerca è pensare che “trovato su Google Scholar” equivalga a “revisionato da altri esperti”. Google Scholar indicizza insieme articoli sottoposti a revisione tra pari, preprint non ancora revisionati, tesi, atti di convegno, libri e altra letteratura definita “grigia”, senza etichettare quale sia quale: è un motore che aiuta a scoprire i contenuti, non un ente che ne certifica la qualità.

    StrumentoCosa indicizzaFiltro per la peer review
    Google ScholarArticoli peer-reviewed, preprint, tesi, atti di convegno, libri, brevettiNessuno: i contenuti non sono etichettati
    ScopusRiviste selezionate a livello editorialeSì, la revisione è marcata rivista per rivista
    Web of ScienceRiviste selezionate con criteri propri, copertura diversa da ScopusSì, con filtri dedicati verificati manualmente

    Lo stesso controllo incrociato serve anche di fronte a un testo scritto con un sistema di intelligenza artificiale generativa: un paragrafo fluente non è una garanzia di accuratezza né di fonti verificate dietro, e il criterio Authority del test CRAAP si applica anche lì, chiedendosi chi (o cosa) ha scritto davvero il testo. Il criterio Accuracy, in particolare, è quello che aiuta a smontare un contenuto scritto per ingannare piuttosto che informare: se le affermazioni non sono sostenute da dati verificabili, il resto della fonte conta poco.

    Il dominio non fa la fonte

    Le estensioni .edu e .gov sono riservate rispettivamente a istituzioni educative e governative, ma indicano solo il tipo di ente proprietario del sito: non certificano che una singola pagina, magari scritta da uno studente su un server universitario, sia autorevole sul contenuto specifico. Vale anche il contrario: un contenuto tecnicamente solido può comparire su un dominio generico .com o .org, ed è la fonte che va valutata, non l’indirizzo che la ospita.

    Prima di citare, un controllo in tre mosse

    Prima di mettere una fonte in bibliografia conviene chiudere il cerchio con tre domande pratiche: la data regge il tema trattato, l’autore ha credenziali rintracciabili, e un’altra fonte indipendente conferma lo stesso dato. Due studenti che digitano la stessa espressione possono vedere risultati diversi anche perché gli algoritmi di raccomandazione lavorano su una bolla di filtraggio personalizzata: un altro motivo per passare comunque la fonte al test CRAAP prima di citarla.

    Presentazione

    Slide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo.

    Slide 1 della presentazione su Fonti attendibili per una ricerca scolastica: Fonti attendibiliSlide 2 della presentazione su Fonti attendibili per una ricerca scolastica: Questa fonte, la citeresti davanti alla classe?Slide 3 della presentazione su Fonti attendibili per una ricerca scolastica: Il percorsoSlide 4 della presentazione su Fonti attendibili per una ricerca scolastica: Capitolo 01: Il test CRAAPSlide 5 della presentazione su Fonti attendibili per una ricerca scolastica: Chi lo ha creatoSlide 6 della presentazione su Fonti attendibili per una ricerca scolastica: Capitolo 02: Tipi di fonteSlide 7 della presentazione su Fonti attendibili per una ricerca scolastica: Primaria o secondaria?Slide 8 della presentazione su Fonti attendibili per una ricerca scolastica: Capitolo 03: Google Scholar non bastaSlide 9 della presentazione su Fonti attendibili per una ricerca scolastica: Su Google Scholar non tutto è stato revisionato da altri espertiSlide 10 della presentazione su Fonti attendibili per una ricerca scolastica: Google Scholar · Scopus · Web of ScienceSlide 11 della presentazione su Fonti attendibili per una ricerca scolastica: Capitolo 04: Prima di citareSlide 12 della presentazione su Fonti attendibili per una ricerca scolastica: Il controllo finaleSlide 13 della presentazione su Fonti attendibili per una ricerca scolastica: Un sito .edu che parla di storia romana è per forza una fonte autorevole sull'argomento?Slide 14 della presentazione su Fonti attendibili per una ricerca scolastica: Il Recap completo
    Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta14 slideTutti i capitoli e gli approfondimenti

    Falsi miti

    • ✗ Mito Se un testo compare su Google Scholar, è automaticamente peer-reviewed.

      ✓ Realtà Google Scholar indicizza insieme articoli sottoposti a revisione tra pari, preprint non ancora revisionati, tesi, atti di convegno e altra letteratura senza distinguerli. Scopus e Web of Science, invece, marcano la peer review a livello di rivista e offrono un filtro dedicato per isolarla.

    • ✗ Mito Un sito con dominio .edu o .gov è sempre una fonte autorevole sull'argomento che tratta.

      ✓ Realtà Quelle estensioni sono riservate a istituzioni educative o governative, ma indicano solo il tipo di ente proprietario del sito: non certificano che l'autore della singola pagina abbia competenza sul tema specifico, né che il contenuto sia aggiornato o accurato.

    • ✗ Mito Il test CRAAP è un metodo scientifico universale per valutare qualsiasi fonte.

      ✓ Realtà È stato creato nel 2004 da una singola bibliotecaria, Sarah Blakeslee, per un corso universitario alla California State University, Chico, e da lì è arrivato ad altre scuole e università, fino in Australia: resta lo strumento pratico ideato per quel corso, senza lo status di un protocollo scientifico validato da un ente terzo.

    Mappa concettuale

    Trascina lo sfondo per muoverti e i nodi per riposizionarli; usa − e + per chiudere e aprire i rami.

    Personalizza
    Mappa concettuale: Fonti attendibili per una ricerca scolastica: il metodo CRAAP passo per passo
    • Fonti attendibili per una ricerca
      • Il test CRAAP
        • Currency La data di pubblicazione conta per l'argomento trattato
        • Authority Chi ha scritto il testo e con quali credenziali
        • Accuracy Le affermazioni sono sostenute da dati verificabili
        • Purpose Il testo informa, vende, persuade o intrattiene
      • Tipi di fonte
        • Fonte primaria Il documento originale, come un esperimento o una lettera storica
        • Fonte secondaria Analizza o commenta una fonte primaria
        • Fonte terziaria Riassume e organizza il lavoro di altri, come un manuale
      • Database accademici
        • Google Scholar Indicizza di tutto, senza etichettare la peer review
        • Scopus Marca la peer review rivista per rivista
        • Web of Science Stessi filtri di Scopus, copertura diversa
      • Segnali d'allarme
        • Nessun autore indicato
        • Dominio istituzionale da solo Non basta .edu o .gov a garantire il contenuto
        • Nessuna revisione dichiarata
      • Prima di citare
        • Verificare la data
        • Incrociare più fonti
        • Controllare chi finanzia la ricerca

    Quiz: mettiti alla prova

    Rispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione.

    Voto 0/10 0/5
    1 Cosa valuta il criterio Currency del test CRAAP?

    Currency riguarda la tempestività della fonte: una data recente conta molto per un tema tecnologico, meno per un documento storico concluso.

    2 Vero o falso: un articolo trovato su Google Scholar è sempre stato sottoposto a peer review.

    Falso: Google Scholar indicizza insieme articoli peer-reviewed, preprint, tesi e atti di convegno senza etichettarli. Il controllo della revisione va fatto sulla singola fonte, non dato per scontato.

    3 Cosa fanno Scopus e Web of Science che Google Scholar non fa?

    Sono database curati che verificano manualmente la peer review rivista per rivista, mentre Google Scholar è un motore di scoperta senza quel filtro.

    4 Chi ha ideato il test CRAAP e in che contesto?

    Sarah Blakeslee lo ha creato nel 2004 alla Meriam Library della California State University, Chico, per il corso UNIV 001; da lì si è diffuso ben oltre quel corso.

    5 Vero o falso: un dominio .edu garantisce che il contenuto di quella pagina sia scritto da un esperto della materia.

    Falso: .edu indica solo che il sito appartiene a un'istituzione educativa. Non certifica le competenze dell'autore della singola pagina né l'accuratezza del contenuto.

    Risposte: 1-A · 2-B · 3-A · 4-B · 5-B

    Flashcards

    Tocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva.

    1 / 7

    Spiegalo con parole tue

    Il test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap.

    La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.

    Non tutte le fonti trovate online valgono allo stesso modo per un tema, una tesina o una ricerca universitaria. Il test CRAAP raccoglie in cinque criteri, aggiornamento, pertinenza, autorità, accuratezza, scopo, le domande pratiche per capire se una fonte regge un lavoro scolastico. Serve anche a distinguere una fonte primaria, il documento originale, da una secondaria che lo commenta, e a capire che Google Scholar non applica alcun filtro di revisione tra i risultati che restituisce. I database curati come Scopus e Web of Science, al contrario, marcano la peer review a livello di rivista. Con questi strumenti uno studente valuta una fonte prima di citarla, invece di fidarsi del primo risultato in cima alla pagina.

    Domande e risposte

    Come faccio a sapere se un sito è affidabile per una ricerca?

    Si applica il test CRAAP: si controlla quando è stato pubblicato o aggiornato, chi lo ha scritto e con quali credenziali, se le affermazioni sono sostenute da dati verificabili e quale scopo persegue il testo (informare, vendere, persuadere). Nessun criterio da solo basta: contano insieme.

    Come si trovano fonti accademiche attendibili?

    I database curati come Scopus e Web of Science filtrano per peer review a livello di rivista. Google Scholar è più ampio ma non applica lo stesso filtro: va usato come punto di partenza, verificando poi la singola fonte trovata.

    Qual è la differenza tra una fonte primaria e una secondaria?

    La primaria è il documento originale, un esperimento, una lettera, un'opera; la secondaria lo analizza o lo commenta. La distinzione dipende dalla disciplina: nelle scienze la primaria è tipicamente lo studio originale, nelle discipline umanistiche è il documento dell'epoca studiata.

    Trovare un articolo su Google Scholar significa che è stato revisionato da altri esperti?

    No. Google Scholar indicizza insieme articoli peer-reviewed, preprint, tesi e atti di convegno senza etichettarli: comparire tra i risultati non certifica la revisione tra pari.

    Che cos'è il test CRAAP?

    Una checklist con cinque criteri, Currency, Relevance, Authority, Accuracy, Purpose, creata nel 2004 dalla bibliotecaria Sarah Blakeslee per un corso universitario alla California State University, Chico, e oggi usata in scuole e università per valutare una fonte prima di citarla.

    Fonti consultate

    • CRAAP Test Separates Good Resources from Bad — Chico State Today
    • Ask CRAAP Questions: Determine Credibility — Milner Library, Illinois State University
    • Evaluating Sources: Introduction — Purdue OWL
    • Is Google Scholar Peer Reviewed? — CASRAI
    • Primary, Secondary, and Tertiary Sources: A Quick Guide — Cornell University Library

    Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione.

    Ogni sera, i nuovi Recap del giorno sul canale Telegram. Iscriviti al canale →

    Continua a imparare

    • Educazione civica Firma digitale con SPID: cos'è e quando funziona davvero La legge italiana prevede dal 2020 una vera «firma con SPID»: un pulsante sul sito di un ente o di un'azienda che permette di sottoscrivere un documento con lo stesso valore giuridico della firma autografa, senza bisogno di una firma digitale qualificata a parte. Nella pratica, però, questo servizio gratuito e diretto resta quasi solo per enti pubblici e aziende convenzionate, non per il cittadino che vuole firmare un contratto da solo. Quello che InfoCert, Poste e altri gestori vendono al pubblico come «firma digitale con SPID» è quasi sempre un'altra cosa: SPID usato per riconoscersi e attivare una firma digitale qualificata separata, spesso a pagamento. Capire questa differenza evita di pagare per un servizio credendo che sia quello gratuito previsto dalle linee guida. Leggi il Recap →
    • Educazione civica Media literacy: come riconoscere le fonti autorevoli e aggiornate La media literacy è l'insieme di competenze che permette di leggere, valutare e usare in modo critico articoli, siti e voci enciclopediche. La University of Chicago Library propone cinque criteri pratici per giudicare una fonte: attualità, pertinenza, autorevolezza, accuratezza e scopo. FactCheck.org ha pubblicato nel 2016 un metodo in otto passi per riconoscere le notizie costruite ad arte, poi diffuso a livello internazionale dall'IFLA. Anche Wikipedia si valuta con la stessa logica, guardando alla qualità delle fonti citate in calce a ogni voce. Leggi il Recap →
    • Educazione civica SPID: cos'è, come attivarlo e rinnovarlo SPID è il Sistema Pubblico di Identità Digitale: una coppia di credenziali unica che permette di accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione, di alcuni servizi degli altri paesi dell'Unione Europea e di imprese che lo hanno scelto come modalità di accesso. Lo supervisiona AgID insieme al Dipartimento per la Trasformazione Digitale, ma a rilasciare l'identità sono gestori privati accreditati, tra cui si sceglie al momento dell'attivazione. Esistono tre livelli di sicurezza, scelti dal servizio che si vuole usare, e diverse modalità per farsi riconoscere la prima volta, incluso il riconoscimento tramite CIE. L'uso di SPID per il cittadino è gratuito; le credenziali hanno però una scadenza e vanno rinnovate. Leggi il Recap →

    recaplica

    Chiaro in 30 secondi, tuo in 10 minuti.

    I Recap Mappe concettuali Chiedi un Recap Canale Telegram Crea una mappa concettuale Il metodo Chi siamo Privacy e cookie Note legali e condizioni d'uso

    © 2026 Recaplica · Un progetto di Curi S.r.l. — P. IVA 05472000750

    Statistiche, solo se vuoi

    Per capire quali Recap aiutano di più useremmo Google Analytics, con dati aggregati e anonimi. Parte solo col tuo ok, e puoi cambiare idea quando vuoi. Informativa privacy