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Parabola e equazioni di secondo grado: la formula per vertice e soluzioni | ||||||||||||||||||||
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Parabola e equazioni di secondo grado: la formula per vertice e soluzioniCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta15 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoUn'equazione di secondo grado ha la forma ax²+bx+c=0, con a diverso da zero, e si risolve con la formula risolutiva, il completamento del quadrato o, quando possibile, la fattorizzazione. Il discriminante Δ = b²-4ac anticipa il risultato prima ancora di calcolarlo, positivo per due soluzioni reali distinte, zero per una soluzione doppia, negativo per due soluzioni complesse coniugate. Il grafico di questa equazione è una parabola, una curva con un vertice, un asse di simmetria e una concavità che dipende dal segno di a. Dal punto di vista geometrico la stessa curva nasce da un fuoco e una direttrice, è il luogo dei punti equidistanti da entrambi. Punti Chiave
L'ApprofondimentoUn’equazione di secondo grado si riconosce dalla presenza di un termine con la x elevata al quadrato: nella forma standard si scrive ax² + bx + c = 0, con a, b e c numeri reali e a diverso da zero. Se a fosse zero il termine quadratico scomparirebbe e l’equazione diventerebbe di primo grado. Chi ha già incontrato le equazioni di primo grado ritrova qui lo stesso impianto, risolvere significa trovare i valori di x che rendono vera l’uguaglianza, ma con un metodo diverso perché il grado è più alto. Tre metodi per trovare le soluzioniLa fattorizzazione scompone il trinomio ax² + bx + c in un prodotto di due fattori di primo grado e applica la proprietà del prodotto nullo: se il prodotto di due fattori è zero, almeno uno dei due deve essere zero. Posto ciascun fattore uguale a zero si trovano le soluzioni dell’equazione. Funziona quando il trinomio si scompone facilmente; per le equazioni che non si fattorizzano a vista servono gli altri due metodi. Il completamento del quadrato aggiunge o sottrae termini a entrambi i membri dell’equazione finché un lato diventa un trinomio quadrato perfetto, una forma che si scrive come il quadrato di un binomio. A quel punto si applica la proprietà della radice quadrata e si isola la x. Il metodo vale direttamente quando il coefficiente del termine di secondo grado è 1, altrimenti si divide prima l’intera equazione per quel coefficiente. Chi lavora già con il calcolo letterale dell’algebra riconosce in questo passaggio la stessa logica delle trasformazioni di un’espressione, applicata però a un’equazione. La formula risolutiva funziona sempre, qualunque sia l’equazione di secondo grado:
Il discriminante: cosa dice il segnoIl discriminante Δ = b² - 4ac è la quantità sotto radice nella formula risolutiva, e il suo segno dice in anticipo quante soluzioni aspettarsi e di che tipo, prima ancora di finire il calcolo.
Chi ha già incontrato i numeri complessi riconosce qui il punto in cui l’equazione li richiede davvero: quando il discriminante è negativo, non esiste nessun numero reale il cui quadrato dia un numero negativo, e la radice quadrata del discriminante si scrive con l’unità immaginaria. La parabola: vertice, asse e concavitàL’equazione ax² + bx + c = 0 ha un’equazione “gemella”, y = ax² + bx + c, che descrive non più solo i punti in cui y è zero ma l’intera curva sul piano cartesiano: una parabola. Scritta nella forma a vertice, f(x) = a(x - h)² + k, la coppia (h, k) è il vertice della curva, il punto in cui la parabola cambia direzione. L’ascissa del vertice si calcola con h = -b/(2a), e l’ordinata k è il valore della funzione calcolato in quel punto. La concavità e il tipo di vertice dipendono entrambi dal segno di a. Riprendendo l’esempio di prima, y = 2x² - 4x - 6 ha a = 2, quindi h = -(-4)/(2·2) = 1 e k = f(1) = 2 - 4 - 6 = -8: il vertice è (1, -8), e siccome a è un numero positivo quel punto è un minimo, con i due rami della curva che salgono verso l’alto. Con un coefficiente negativo accade il contrario: i rami scendono e il vertice diventa il punto più alto, un massimo. L’asse di simmetria è la retta verticale che passa per il vertice e divide la parabola in due metà speculari: ogni punto della curva ha un corrispondente alla stessa altezza, dall’altra parte dell’asse. Per questo le due soluzioni di un’equazione con discriminante positivo sono sempre equidistanti dall’ascissa del vertice, una a sinistra e una a destra. Fuoco e direttrice: la definizione geometricaLa parabola nasce anche da una definizione puramente geometrica, indipendente dai suoi coefficienti. È una delle sezioni coniche: si ottiene tagliando la superficie di un cono circolare con un piano parallelo a una generatrice del cono. Lo studio approfondito di questa curva, con le altre coniche, appartiene alla geometria analitica. Dati un punto fisso F, il fuoco, e una retta fissa d, la direttrice, ogni punto della parabola si trova esattamente alla stessa distanza da F e da d. L’asse di simmetria, in questa definizione, collega il fuoco alla direttrice restando sempre perpendicolare a quest’ultima; il vertice sta a metà del tragitto, dove l’asse tocca la curva. Lo stesso ruolo lo gioca il discriminante del trinomio ax² + bx + c quando si guarda alla parabola come grafico: il suo segno stabilisce dove la curva incontra l’asse delle ascisse. Discriminante positivo, la parabola interseca l’asse x in due punti distinti; discriminante nullo, lo tocca in un solo punto, è tangente; discriminante negativo, non lo tocca affatto. Le due letture, quella algebrica delle soluzioni e quella geometrica dell’intersezione con l’asse x, descrivono lo stesso fatto da due punti di vista. PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
Mappa concettualeTrascina lo sfondo per muoverti e i nodi per riposizionarli; usa − e + per chiudere e aprire i rami.
Quiz: mettiti alla provaRispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione. Voto 0/10 0/5
FlashcardsTocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva. 1 / 8 Spiegalo con parole tueIl test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap. La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.
Domande e risposteCos'è l'asse della parabola?È la retta di simmetria della curva, perpendicolare alla direttrice d e passante per il fuoco F. La parabola è uguale su entrambi i lati di questa retta, e il vertice sta esattamente dove la retta incontra la curva. Quando una parabola è concava o convessa?Lo decide il segno del coefficiente a nella scrittura y = ax² + bx + c. Con a sopra zero il grafico sale ai lati e il punto più basso, il vertice, è un minimo; con a sotto zero il grafico scende ai lati e quel punto diventa il più alto, un massimo. Cosa indica il discriminante (delta) della parabola?Il segno del discriminante del trinomio ax² + bx + c dice dove la curva incontra l'asse delle ascisse: due punti distinti se è positivo, un solo punto di tangenza se è zero, nessun punto se è negativo. Quante soluzioni ha un'equazione di secondo grado?Dipende dal discriminante: due soluzioni reali distinte se è positivo, una soluzione reale doppia se è zero, due soluzioni complesse coniugate se è negativo. Qual è la formula risolutiva delle equazioni di secondo grado?x = (-b ± √(b² - 4ac)) / 2a, dove a, b e c sono i coefficienti dell'equazione ax² + bx + c = 0 e a è diverso da zero. Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |













