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Numeri complessi: cosa sono e a cosa servono, con esempi | |||||||||||||||
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Numeri complessi: cosa sono e a cosa servono, con esempiCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta14 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoI numeri complessi estendono i numeri che già conosciamo con un nuovo elemento, l'unità immaginaria, che permette di scrivere la radice quadrata di un numero negativo. Si indicano con due pezzi uniti, uno reale e uno moltiplicato per l'unità immaginaria, e si possono disegnare come punti di un piano, il piano di Gauss. Nascono nel Cinquecento dal tentativo di risolvere equazioni di terzo grado che nei numeri reali non avevano soluzione. Con la somma, il prodotto e il modulo si lavora su a+bi quasi come su un numero reale, con una regola in più per i. Oggi servono anche fuori dalla matematica pura, in elettrotecnica, dove descrivono insieme ampiezza e sfasamento delle correnti alternate. Punti Chiave
L'ApprofondimentoCosa sono i numeri complessiUn numero complesso si scrive come a+bi: a e b sono numeri reali, mentre i è l’unità immaginaria. Quest’ultima ha una proprietà che nessun numero reale possiede: i² = −1. Questa differenza basta a distinguere a, la parte reale del numero, da b, la parte immaginaria. I numeri complessi si aggiungono così alla scala degli insiemi numerici che va dai naturali ai reali: non la sostituiscono, la allargano con un elemento che i numeri reali non contengono. Perché nascono: un’equazione senza soluzione nei numeri realiSecondo il MacTutor History of Mathematics dell’Università di St Andrews, Gerolamo Cardano pubblicò nel 1545 l’Ars Magna, il primo trattato di algebra scritto in latino. Risolvendo l’equazione cubica x³=15x+4, Cardano si trovò davanti alla radice quadrata di −121, un’espressione che la matematica dei numeri reali non sapeva trattare: nessun numero reale, moltiplicato per sé stesso, dà un risultato negativo. Lo stesso ostacolo si incontra ogni volta che un’equazione di terzo grado non ha soluzioni reali: è lì che entrano in gioco i numeri complessi. Fu Rafael Bombelli, nel 1572, nella sua Algebra (di cui riuscì a pubblicare solo i primi tre dei cinque libri previsti), a studiare in dettaglio questo caso. Bombelli scrisse per primo, in forma di regole verbali, le operazioni di moltiplicazione tra le quantità che oggi chiamiamo +i e −i, gettando le basi dell’aritmetica dei numeri complessi. Con Bombelli queste quantità diventano oggetti su cui si può calcolare con regole proprie, un’estensione dell’algebra che fino ad allora si fermava ai numeri reali. Dal calcolo alla geometria: il piano di GaussLa rappresentazione geometrica dei numeri complessi arriva secoli dopo Bombelli, e non da un solo autore. Secondo Wikipedia, Caspar Wessel descrisse questa rappresentazione già nel 1799, in un lavoro che però passò inosservato. Nel 1806, mentre gestiva una libreria a Parigi, Jean-Robert Argand pubblicò privatamente un saggio con la stessa idea, proponendo l’interpretazione oggi nota come diagramma di Argand: un numero complesso a+bi diventa un punto del piano, con a sull’asse orizzontale e b su quello verticale. Questo piano prende anche il nome di piano di Gauss, perché secondo il MacTutor fu Carl Friedrich Gauss, nel 1831, a introdurre il termine “numero complesso” nella forma oggi in uso: a Gauss si deve il nome, non la rappresentazione geometrica, già descritta da Wessel e Argand nei decenni precedenti. La stessa logica del piano torna in geometria analitica, dove un punto si descrive con due coordinate: qui le due coordinate sono la parte reale e la parte immaginaria dello stesso numero. Le operazioni di base
Secondo Wikipedia, la somma di due numeri complessi si fa addizionando separatamente le parti reali e le parti immaginarie. Il prodotto segue invece la proprietà distributiva applicata insieme alla relazione i²=−1: (a+bi)(c+di) si sviluppa in ac+adi+bci+bdi², e sostituendo i² con −1 si arriva alla parte reale e alla parte immaginaria del risultato. Due altre operazioni completano la cassetta degli attrezzi. Il coniugato di un numero z=x+yi è il numero con la stessa parte reale e la parte immaginaria di segno opposto, mentre il modulo è la radice quadrata della somma dei quadrati della parte reale e della parte immaginaria: nel piano di Gauss corrisponde alla distanza del punto dall’origine.
A cosa servono i numeri complessiIl manuale “Electric Circuits II” di Tony R. Kuphaldt (LibreTexts) spiega che nei circuiti in corrente alternata grandezze come tensione, corrente e impedenza non sono quantità a una sola dimensione come nei circuiti in corrente continua. Un numero complesso è un singolo oggetto matematico capace di esprimere insieme le due dimensioni di ampiezza e sfasamento di una grandezza elettrica alternata. HyperPhysics, della Georgia State University, nota che se si usano seni e coseni per rappresentare tensioni e correnti, il calcolo dell’impedenza di un circuito con più componenti diventa rapidamente ingestibile; le funzioni esponenziali complesse semplificano quel calcolo, e la parte reale di una funzione esponenziale complessa può rappresentare una tensione o una corrente alternata. Nel piano complesso la resistenza occupa l’asse reale, mentre le reattanze del condensatore e dell’induttore si trattano come numeri immaginari: l’impedenza di un circuito ha quindi una parte reale, la resistenza, e una parte immaginaria, la reattanza. Nei circuiti in serie i valori si sommano come componenti di un vettore, con lo stesso calcolo descritto più sopra per l’addizione. Chi studia la corrente elettrica nei circuiti in corrente alternata incontra i numeri complessi come strumento di calcolo quotidiano. PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
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Quiz: mettiti alla provaRispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione. Voto 0/10 0/5
FlashcardsTocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva. 1 / 7 Spiegalo con parole tueIl test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap. La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.
Domande e risposteCosa sono i numeri complessi?Uniscono una parte reale a un multiplo dell'unità immaginaria i, il numero definito dalla proprietà i² = −1. Nel piano di Gauss ogni numero complesso diventa un punto, le cui coordinate sono proprio quelle due parti. Perché i numeri complessi si chiamano anche numeri immaginari?La parte bi si chiama parte immaginaria perché coinvolge l'unità immaginaria i, un numero che nessun numero reale può essere; il nome «numero complesso» nella forma oggi in uso viene da Gauss, nel 1831. A cosa servono i numeri complessi fuori dalla matematica pura?In elettrotecnica un numero complesso tiene insieme quanto è grande e quanto è spostata nel tempo una grandezza elettrica alternata: lo descrivono il manuale di Kuphaldt (LibreTexts) e HyperPhysics. Chi ha inventato i numeri complessi?Non c'è un solo inventore: Cardano si imbatte nel problema nel 1545, Bombelli ne scrive le regole operative nel 1572, Wessel e Argand ne danno la rappresentazione geometrica tra il 1799 e il 1806, e Gauss conia il nome «numero complesso» nel 1831. Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |












