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    Numeri complessi: cosa sono e a cosa servono, con esempi

    Di Redazione Recaplica · Aggiornato il 11 ottobre 2026

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    I numeri complessi estendono i numeri che già conosciamo con un nuovo elemento, l'unità immaginaria, che permette di scrivere la radice quadrata di un numero negativo. Si indicano con due pezzi uniti, uno reale e uno moltiplicato per l'unità immaginaria, e si possono disegnare come punti di un piano, il piano di Gauss. Nascono nel Cinquecento dal tentativo di risolvere equazioni di terzo grado che nei numeri reali non avevano soluzione. Con la somma, il prodotto e il modulo si lavora su a+bi quasi come su un numero reale, con una regola in più per i. Oggi servono anche fuori dalla matematica pura, in elettrotecnica, dove descrivono insieme ampiezza e sfasamento delle correnti alternate.

    Punti Chiave

    • Un numero complesso si scrive come a+bi, dove a è la parte reale e b la parte immaginaria.
    • L'unità immaginaria i ha la proprietà i² = −1, impossibile per qualunque numero reale.
    • Il piano di Gauss rappresenta un numero complesso come un punto, con la parte reale sull'asse orizzontale e la parte immaginaria su quello verticale.
    • Il concetto nasce con Cardano nel 1545 e riceve le sue regole operative da Bombelli nel 1572, prima del nome «numero complesso» dato da Gauss nel 1831.
    • Somma, prodotto, coniugato e modulo sono le operazioni di base sui numeri complessi.
    • In elettrotecnica i numeri complessi descrivono insieme ampiezza e sfasamento delle correnti alternate.

    L'Approfondimento

    Cosa sono i numeri complessi

    Un numero complesso si scrive come a+bi: a e b sono numeri reali, mentre i è l’unità immaginaria. Quest’ultima ha una proprietà che nessun numero reale possiede: i² = −1.

    Questa differenza basta a distinguere a, la parte reale del numero, da b, la parte immaginaria. I numeri complessi si aggiungono così alla scala degli insiemi numerici che va dai naturali ai reali: non la sostituiscono, la allargano con un elemento che i numeri reali non contengono.

    Perché nascono: un’equazione senza soluzione nei numeri reali

    Secondo il MacTutor History of Mathematics dell’Università di St Andrews, Gerolamo Cardano pubblicò nel 1545 l’Ars Magna, il primo trattato di algebra scritto in latino. Risolvendo l’equazione cubica x³=15x+4, Cardano si trovò davanti alla radice quadrata di −121, un’espressione che la matematica dei numeri reali non sapeva trattare: nessun numero reale, moltiplicato per sé stesso, dà un risultato negativo. Lo stesso ostacolo si incontra ogni volta che un’equazione di terzo grado non ha soluzioni reali: è lì che entrano in gioco i numeri complessi.

    Fu Rafael Bombelli, nel 1572, nella sua Algebra (di cui riuscì a pubblicare solo i primi tre dei cinque libri previsti), a studiare in dettaglio questo caso. Bombelli scrisse per primo, in forma di regole verbali, le operazioni di moltiplicazione tra le quantità che oggi chiamiamo +i e −i, gettando le basi dell’aritmetica dei numeri complessi. Con Bombelli queste quantità diventano oggetti su cui si può calcolare con regole proprie, un’estensione dell’algebra che fino ad allora si fermava ai numeri reali.

    Dal calcolo alla geometria: il piano di Gauss

    La rappresentazione geometrica dei numeri complessi arriva secoli dopo Bombelli, e non da un solo autore. Secondo Wikipedia, Caspar Wessel descrisse questa rappresentazione già nel 1799, in un lavoro che però passò inosservato. Nel 1806, mentre gestiva una libreria a Parigi, Jean-Robert Argand pubblicò privatamente un saggio con la stessa idea, proponendo l’interpretazione oggi nota come diagramma di Argand: un numero complesso a+bi diventa un punto del piano, con a sull’asse orizzontale e b su quello verticale.

    Questo piano prende anche il nome di piano di Gauss, perché secondo il MacTutor fu Carl Friedrich Gauss, nel 1831, a introdurre il termine “numero complesso” nella forma oggi in uso: a Gauss si deve il nome, non la rappresentazione geometrica, già descritta da Wessel e Argand nei decenni precedenti. La stessa logica del piano torna in geometria analitica, dove un punto si descrive con due coordinate: qui le due coordinate sono la parte reale e la parte immaginaria dello stesso numero.

    Le operazioni di base

    Esempio pratico: per sommare (3+2i) e (1+4i) si addizionano separatamente le parti reali (3+1=4) e le parti immaginarie (2i+4i=6i): il risultato è 4+6i.

    Secondo Wikipedia, la somma di due numeri complessi si fa addizionando separatamente le parti reali e le parti immaginarie. Il prodotto segue invece la proprietà distributiva applicata insieme alla relazione i²=−1: (a+bi)(c+di) si sviluppa in ac+adi+bci+bdi², e sostituendo i² con −1 si arriva alla parte reale e alla parte immaginaria del risultato.

    Due altre operazioni completano la cassetta degli attrezzi. Il coniugato di un numero z=x+yi è il numero con la stessa parte reale e la parte immaginaria di segno opposto, mentre il modulo è la radice quadrata della somma dei quadrati della parte reale e della parte immaginaria: nel piano di Gauss corrisponde alla distanza del punto dall’origine.

    OperazioneCosa faEsempio
    Sommaaddiziona separatamente parti reali e immaginarie(3+2i)+(1+4i)=4+6i
    Prodottodistribuisce i termini, poi sostituisce i²=−1(1+i)(1−i)=1−i²=2
    Coniugatocambia segno alla parte immaginariail coniugato di 3+2i è 3−2i
    Modulodistanza dall’origine nel piano di Gaussil modulo di 3+4i è 5

    A cosa servono i numeri complessi

    Il manuale “Electric Circuits II” di Tony R. Kuphaldt (LibreTexts) spiega che nei circuiti in corrente alternata grandezze come tensione, corrente e impedenza non sono quantità a una sola dimensione come nei circuiti in corrente continua. Un numero complesso è un singolo oggetto matematico capace di esprimere insieme le due dimensioni di ampiezza e sfasamento di una grandezza elettrica alternata.

    HyperPhysics, della Georgia State University, nota che se si usano seni e coseni per rappresentare tensioni e correnti, il calcolo dell’impedenza di un circuito con più componenti diventa rapidamente ingestibile; le funzioni esponenziali complesse semplificano quel calcolo, e la parte reale di una funzione esponenziale complessa può rappresentare una tensione o una corrente alternata. Nel piano complesso la resistenza occupa l’asse reale, mentre le reattanze del condensatore e dell’induttore si trattano come numeri immaginari: l’impedenza di un circuito ha quindi una parte reale, la resistenza, e una parte immaginaria, la reattanza. Nei circuiti in serie i valori si sommano come componenti di un vettore, con lo stesso calcolo descritto più sopra per l’addizione. Chi studia la corrente elettrica nei circuiti in corrente alternata incontra i numeri complessi come strumento di calcolo quotidiano.

    Presentazione

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    Slide 1 della presentazione su Numeri complessi: Numeri complessiSlide 2 della presentazione su Numeri complessi: Quanto vale la radice quadrata di un numero negativo?Slide 3 della presentazione su Numeri complessi: Da Cardano a un circuito elettricoSlide 4 della presentazione su Numeri complessi: Capitolo 01: Cos'è un numero complessoSlide 5 della presentazione su Numeri complessi: La forma di ogni numero complessoSlide 6 della presentazione su Numeri complessi: Capitolo 02: Le origini storicheSlide 7 della presentazione su Numeri complessi: Dal 1545 al 1831Slide 8 della presentazione su Numeri complessi: Capitolo 03: Il piano di GaussSlide 9 della presentazione su Numeri complessi: Parte reale · Parte immaginaria · ModuloSlide 10 della presentazione su Numeri complessi: Capitolo 04: Le applicazioniSlide 11 della presentazione su Numeri complessi: Gauss diede ai numeri complessi il nome con cui li conosciamo, quasi tre secoli dopo Cardano.Slide 12 della presentazione su Numeri complessi: Nei circuiti in corrente alternataSlide 13 della presentazione su Numeri complessi: Chi scrive le prime regole operative per i numeri complessi, nel 1572?Slide 14 della presentazione su Numeri complessi: Numeri complessi, in breve
    Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta14 slideTutti i capitoli e gli approfondimenti

    Falsi miti

    • ✗ Mito I numeri immaginari non esistono davvero, sono solo un trucco di calcolo.

      ✓ Realtà Nei circuiti in corrente alternata, secondo HyperPhysics, l'impedenza si calcola proprio con i numeri complessi, con la resistenza come parte reale e la reattanza come parte immaginaria. Non restano un passaggio astratto: descrivono grandezze elettriche misurabili.

    • ✗ Mito Gauss ha inventato i numeri complessi.

      ✓ Realtà Il nome «numero complesso» risale a Gauss, nel 1831. Il concetto però nasce già nel 1545, quando Cardano lo incontra risolvendo una cubica, e Bombelli ne scrive le regole operative nel 1572.

    • ✗ Mito La radice quadrata di un numero negativo non ha senso in matematica.

      ✓ Realtà Nei numeri reali nessun numero moltiplicato per sé stesso dà un risultato negativo, quindi quella radice non si può scrivere in quell'insieme. L'unità immaginaria i risolve il problema, perché è definita dalla proprietà i² = −1 e permette di scrivere la radice come un multiplo di i.

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    Mappa concettuale: Numeri complessi: cosa sono e a cosa servono, con esempi
    • Numeri complessi
      • Cos'è un numero complesso
        • La forma a+bi a e b sono numeri reali
        • L'unità immaginaria i² = −1
      • Le origini storiche
        • Cardano, 1545 l'Ars Magna e la radice di un numero negativo
        • Bombelli, 1572 le regole operative per +i e −i
      • La rappresentazione geometrica
        • Wessel, 1799 il primo lavoro sul piano complesso
        • Argand, 1806 il diagramma di Argand
        • Gauss, 1831 il nome «numero complesso»
      • Le operazioni
        • Somma parti reali e immaginarie separate
        • Prodotto distribuzione, poi i² = −1
        • Coniugato e modulo segno opposto, distanza dall'origine
      • Le applicazioni
        • Corrente alternata ampiezza e sfasamento insieme
        • Impedenza resistenza e reattanza nel piano complesso

    Quiz: mettiti alla prova

    Rispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione.

    Voto 0/10 0/5
    1 Qual è la proprietà che definisce l'unità immaginaria i?

    L'unità immaginaria è definita proprio dalla proprietà i² = −1, impossibile per qualunque numero reale.

    2 In quale opera Cardano si imbatte, nel 1545, nella radice quadrata di un numero negativo?

    Secondo il MacTutor, Cardano pubblica l'Ars Magna nel 1545 e, risolvendo x³=15x+4, trova la radice quadrata di −121.

    3 Chi scrive per primo, nel 1572, le regole per moltiplicare le quantità +i e −i?

    Bombelli descrive queste regole nella sua Algebra del 1572, gettando le basi dell'aritmetica dei numeri complessi.

    4 Cosa introduce Gauss nel 1831, secondo il MacTutor?

    Gauss conia il nome «numero complesso» nel 1831; la rappresentazione geometrica era già stata descritta da Wessel, nel 1799, e Argand, nel 1806.

    5 Nei circuiti in corrente alternata, cosa esprime insieme un numero complesso, secondo il manuale di Kuphaldt?

    Un numero complesso riunisce in un solo valore due informazioni della stessa grandezza alternata, la sua ampiezza e il suo sfasamento nel tempo.

    Risposte: 1-A · 2-A · 3-A · 4-A · 5-A

    Flashcards

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    I numeri complessi estendono i numeri che già conosciamo con un nuovo elemento, l'unità immaginaria, che permette di scrivere la radice quadrata di un numero negativo. Si indicano con due pezzi uniti, uno reale e uno moltiplicato per l'unità immaginaria, e si possono disegnare come punti di un piano, il piano di Gauss. Nascono nel Cinquecento dal tentativo di risolvere equazioni di terzo grado che nei numeri reali non avevano soluzione. Con la somma, il prodotto e il modulo si lavora su a+bi quasi come su un numero reale, con una regola in più per i. Oggi servono anche fuori dalla matematica pura, in elettrotecnica, dove descrivono insieme ampiezza e sfasamento delle correnti alternate.

    Domande e risposte

    Cosa sono i numeri complessi?

    Uniscono una parte reale a un multiplo dell'unità immaginaria i, il numero definito dalla proprietà i² = −1. Nel piano di Gauss ogni numero complesso diventa un punto, le cui coordinate sono proprio quelle due parti.

    Perché i numeri complessi si chiamano anche numeri immaginari?

    La parte bi si chiama parte immaginaria perché coinvolge l'unità immaginaria i, un numero che nessun numero reale può essere; il nome «numero complesso» nella forma oggi in uso viene da Gauss, nel 1831.

    A cosa servono i numeri complessi fuori dalla matematica pura?

    In elettrotecnica un numero complesso tiene insieme quanto è grande e quanto è spostata nel tempo una grandezza elettrica alternata: lo descrivono il manuale di Kuphaldt (LibreTexts) e HyperPhysics.

    Chi ha inventato i numeri complessi?

    Non c'è un solo inventore: Cardano si imbatte nel problema nel 1545, Bombelli ne scrive le regole operative nel 1572, Wessel e Argand ne danno la rappresentazione geometrica tra il 1799 e il 1806, e Gauss conia il nome «numero complesso» nel 1831.

    Fonti consultate

    • MacTutor — Quadratic, cubic and quartic equations
    • MacTutor — Biografia di Rafael Bombelli
    • MacTutor — The fundamental theorem of algebra
    • Wikipedia — Jean-Robert Argand
    • Wikipedia — Complex number
    • LibreTexts — Kuphaldt, Electric Circuits II (cap. 2.01)
    • HyperPhysics — Complex Impedance

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