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    Disequazioni fratte: come si risolvono, con esercizi svolti

    Di Redazione Recaplica · Aggiornato il 20 settembre 2026

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    Una disequazione fratta è una disequazione in cui l'incognita compare anche al denominatore di una frazione, non solo al numeratore. Non basta studiare il segno di un solo polinomio come nelle disequazioni intere: bisogna guardare separatamente il segno del numeratore e quello del denominatore, e poi capire dove i due segni concordano o discordano. Il denominatore porta con sé un vincolo in più, perché non può mai annullarsi: quel valore va escluso dalla soluzione fin dall'inizio. Il metodo si regge su quattro passaggi fissi: forma normale, studio separato dei segni, tabella dei segni, confronto con il verso della disequazione.

    Punti Chiave

    • La condizione di esistenza impone il denominatore diverso da zero: si scrive prima di ogni altro passaggio, e resta valida fino alla fine.
    • Si porta tutto a sinistra della disequazione fino a ottenere la forma N(x)/D(x) confrontata con zero.
    • Numeratore e denominatore si studiano separatamente, ciascuno con i propri zeri e il proprio segno.
    • La tabella dei segni incrocia i due studi e mostra il segno della frazione in ogni intervallo della retta.
    • Una frazione è positiva quando numeratore e denominatore hanno lo stesso segno, negativa quando i segni sono discordi.
    • Lo zero del numeratore può entrare nella soluzione se il verso è ≥ o ≤; lo zero del denominatore non entra mai, in nessun caso.

    L'Approfondimento

    Una disequazione fratta si riconosce da un dettaglio preciso: l’incognita compare anche al denominatore di una frazione. In (x-1)/2 > 0 la x è solo sopra la linea di frazione, e in pratica basta moltiplicare tutto per 2: è una disequazione intera scritta in modo un po’ insolito. In (x-1)/(x+1) > 0, invece, la x è anche sotto: quella frazione può cambiare segno al variare di x, e serve un metodo pensato apposta per questo.

    La condizione di esistenza

    Prima di qualunque calcolo va imposta una condizione: il denominatore deve essere diverso da zero. Non è un dettaglio tecnico da sistemare alla fine, è il primo passo, perché una frazione con denominatore zero non ha alcun valore: l’espressione perde di significato in quel punto. Questa condizione resta valida fino all’ultima riga della soluzione, anche se lo studio dei segni sembrasse in seguito includere quel valore.

    Per lo stesso motivo, quando più avanti si studia il segno del denominatore, lo si fa sempre con la disuguaglianza stretta (D(x) > 0 oppure D(x) < 0), mai con ≥ o ≤: il denominatore non può annullarsi, quindi quell’uguaglianza non è mai un’opzione da tenere aperta.

    Il metodo in quattro passi

    Una volta scritta la condizione di esistenza, la disequazione si affronta in quattro passaggi fissi.

    Il primo è la forma normale: si portano tutti i termini a sinistra del simbolo di disequazione, lasciando zero a destra, e si riduce l’espressione a un’unica frazione algebrica N(x)/D(x). Se ci sono più frazioni da sommare o sottrarre, questo è il momento di trovare il denominatore comune: saltare questo passo e lavorare direttamente sui termini separati è la scorciatoia più insidiosa, perché il segno di una somma di frazioni non si ottiene sommando i segni delle singole frazioni.

    Il secondo passo è lo studio separato dei segni: si analizza il segno di N(x) da solo, poi il segno di D(x) da solo, come se fossero due disequazioni indipendenti (rispettivamente N(x) > 0 o ≥ 0, a seconda del verso originale, e D(x) sempre > 0, per il motivo appena visto). Se numeratore o denominatore sono a loro volta composti da più fattori, ciascun fattore si studia singolarmente.

    Il terzo passo è la tabella dei segni (chiamata anche schema dei segni): sulla stessa retta numerica si segnano gli zeri di N(x) e di D(x), che dividono la retta in intervalli, e per ciascun intervallo si riporta il segno di N(x), il segno di D(x) e il segno risultante della frazione. La regola è la stessa della divisione tra numeri: numeratore e denominatore concordi (stesso segno) danno una frazione positiva, discordi (segni opposti) danno una frazione negativa.

    Il quarto passo è il confronto con il verso della disequazione originale: si leggono sulla tabella gli intervalli in cui il segno della frazione corrisponde al verso richiesto (positiva per > o ≥, negativa per < o ≤), tenendo conto che gli zeri del denominatore restano sempre esclusi, mentre gli zeri del numeratore entrano nella soluzione solo se il verso ammette l’uguaglianza.

    Esempio pratico: risolviamo (x-3)/(x+4) > 0.

    La condizione di esistenza è x ≠ -4. L’espressione è già nella forma N(x)/D(x), con N(x) = x-3 e D(x) = x+4.

    Studiamo N(x) > 0: x - 3 > 0 significa x > 3. Studiamo D(x) > 0: x + 4 > 0 significa x > -4.

    Sulla tabella dei segni: per x < -4, sia N(x) sia D(x) sono negativi, quindi la frazione è positiva. Per -4 < x < 3, N(x) è negativo e D(x) è positivo, quindi la frazione è negativa. Per x > 3, entrambi sono positivi, quindi la frazione è di nuovo positiva.

    Il verso della disequazione è >, quindi cerchiamo dove la frazione è positiva: x < -4 oppure x > 3. Il valore x = -4 resta escluso in ogni caso, per la condizione di esistenza; x = 3 non è incluso perché la disequazione è strettamente maggiore di zero. Se la disequazione di partenza fosse stata (x-3)/(x+4) ≥ 0, la soluzione sarebbe cambiata solo per x = 3, che a quel punto entrerebbe: x < -4 oppure x ≥ 3. x = -4 resterebbe comunque escluso.

    Chi ha già ripassato le equazioni riconosce la stessa forma normale, con una differenza cruciale: in un’equazione fratta il denominatore si esclude e basta, perché si cerca un unico valore; in una disequazione fratta il denominatore condiziona il segno su interi intervalli della retta, e va seguito passo dopo passo insieme al numeratore.

    AspettoDisequazione interaDisequazione fratta
    Condizione di esistenzanon servedenominatore diverso da zero
    Cosa si studiail segno di un solo polinomioil segno di N(x) e D(x), separatamente
    Disuguaglianza sul denominatorenon si applicasempre stretta, mai ≥ o ≤
    Valori esclusi a priorinessunogli zeri del denominatore

    Il calcolo letterale che serve per ridurre l’espressione a un’unica frazione e per scomporre N(x) e D(x) in fattori è lo stesso dell’algebra: senza saper fattorizzare un polinomio, la tabella dei segni non si costruisce. E la soluzione finale di una disequazione fratta non è quasi mai un numero solo, ma un insieme di intervalli: la stessa idea di intervallo tra numeri reali che si incontra studiando gli insiemi numerici.

    Un errore diffuso è saltare la condizione di esistenza convinti che il calcolo dei segni la ritrovi da solo. Non è sempre così: se il verso della disequazione è ≥, il calcolo potrebbe includere il punto che annulla il denominatore fra i valori che soddisfano N(x)/D(x) ≥ 0, semplicemente perché lo studio dei segni, da solo, non sa che quel punto rende la frazione priva di significato. Solo la condizione di esistenza, scritta all’inizio e tenuta valida fino alla fine, lo esclude con certezza.

    Un metodo che parte da lontano

    Il confronto tra frazioni, e l’idea che il segno di una frazione dipenda da numeratore e denominatore insieme, affonda le radici nell’aritmetica: è lì che si impara per la prima volta quando una frazione è positiva o negativa, molto prima di incontrare un’incognita al denominatore. Le disequazioni fratte applicano la stessa regola a un’espressione che cambia con x, invece che a un numero fisso.

    Come non sbagliare

    Il difetto più comune non è un errore di calcolo, ma di ordine: risolvere prima l’equazione associata, poi cercare di “aggiustare” il segno a intuito. Il metodo in quattro passi esiste proprio per evitare quella scorciatoia, che quasi sempre dimentica un intervallo o include per errore lo zero del denominatore.

    Presentazione

    Slide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo.

    Slide 1 della presentazione su Disequazioni fratte: Disequazioni fratteSlide 2 della presentazione su Disequazioni fratte: Perché non si può moltiplicare in croce?Slide 3 della presentazione su Disequazioni fratte: Il percorsoSlide 4 della presentazione su Disequazioni fratte: Capitolo 01: La definizioneSlide 5 della presentazione su Disequazioni fratte: Stessa domanda, metodo diversoSlide 6 della presentazione su Disequazioni fratte: Capitolo 02: La condizione di esistenzaSlide 7 della presentazione su Disequazioni fratte: Non negoziabileSlide 8 della presentazione su Disequazioni fratte: Capitolo 03: Il metodo in quattro passiSlide 9 della presentazione su Disequazioni fratte: Tre tappe, quattro ideeSlide 10 della presentazione su Disequazioni fratte: Frazione positiva · Frazione negativa · Frazione positivaSlide 11 della presentazione su Disequazioni fratte: Capitolo 04: Gli errori comuniSlide 12 della presentazione su Disequazioni fratte: Lo zero del denominatore non entra mai nella soluzioneSlide 13 della presentazione su Disequazioni fratte: In una frazione, quando il risultato è positivo?Slide 14 della presentazione su Disequazioni fratte: Il prossimo passo
    Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta14 slideTutti i capitoli e gli approfondimenti

    Falsi miti

    • ✗ Mito Ogni disequazione che contiene una frazione è una disequazione fratta.

      ✓ Realtà In realtà conta solo dove sta l'incognita. In (x-1)/2 > 0 la frazione c'è, ma l'incognita compare solo al numeratore: si risolve come una disequazione intera, moltiplicando semplicemente per 2. In (x-1)/(x+1) > 0 l'incognita è anche al denominatore, e lì serve il metodo delle disequazioni fratte, condizione di esistenza compresa.

    • ✗ Mito Per risolvere una disequazione fratta si moltiplicano in croce i due membri, come si fa con le equazioni fratte.

      ✓ Realtà Con le equazioni si può eliminare il denominatore perché si cerca un'uguaglianza. Con le disequazioni il denominatore ha un segno che cambia da un intervallo all'altro della retta, e moltiplicare per una quantità che a volte è positiva e a volte negativa capovolgerebbe il verso solo in certi tratti: un errore che si insinua facilmente quando i termini da mettere insieme sono più di uno, come in un'espressione con due frazioni da sommare prima di ridurre tutto a un'unica N(x)/D(x). Per questo si porta sempre tutto a sinistra e si studia il segno, mai si moltiplicano i due membri fra loro.

    • ✗ Mito Lo zero che annulla il denominatore, come quello del numeratore, può comparire nella soluzione se il verso è ≥ o ≤.

      ✓ Realtà I due zeri non sono equivalenti. Lo zero del numeratore rende la frazione uguale a zero, un valore accettabile quando la disequazione ammette l'uguaglianza. Lo zero del denominatore rende la frazione priva di significato: non esiste un numero che diviso per zero dia un risultato, quindi quel valore resta escluso sempre, con un pallino vuoto sulla retta, qualunque sia il verso della disequazione.

    Mappa concettuale

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    Mappa concettuale: Disequazioni fratte: come si risolvono, con esercizi svolti
    • Disequazioni fratte
      • Definizione
        • Incognita al denominatore è il tratto che distingue una disequazione fratta da una intera
        • Forma N(x)/D(x) l'espressione ridotta a un'unica frazione algebrica
      • Condizione di esistenza
        • Denominatore diverso da zero
        • Disuguaglianza sempre stretta il denominatore non può mai annullarsi, nemmeno quando il verso è ≥ o ≤
      • Metodo risolutivo
        • Forma normale tutto a sinistra, zero a destra
        • Studio separato dei segni prima N(x), poi D(x), ciascuno per conto proprio
        • Confronto col verso la tabella dei segni decide quali intervalli soddisfano la disequazione
      • Tabella dei segni
        • Zeri di numeratore e denominatore
        • Regola di concordanza segni uguali danno una frazione positiva, segni opposti una frazione negativa
      • Errori comuni
        • Moltiplicare in croce
        • Includere lo zero del denominatore

    Quiz: mettiti alla prova

    Rispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione.

    Voto 0/10 0/5
    1 Quale, tra queste, è una disequazione fratta?

    È fratta solo se l'incognita compare anche al denominatore: (x-1)/(x+3) > 0 ha x sia sopra sia sotto. Le altre tre hanno l'incognita solo al numeratore o in nessun denominatore.

    2 Qual è la condizione di esistenza da imporre in una disequazione fratta?

    Una frazione perde di significato quando il denominatore si annulla, quindi quel valore va sempre escluso, indipendentemente dal verso della disequazione.

    3 Vero o falso: il denominatore si studia sempre con la disuguaglianza stretta, anche se la disequazione di partenza ha il verso ≥.

    Il denominatore non può mai valere zero, quindi il suo segno si studia sempre con > o <, mai con ≥ o ≤, qualunque sia il verso della disequazione originale.

    4 In una frazione, quando il risultato è positivo?

    La regola dei segni della divisione è la stessa della moltiplicazione: due termini con lo stesso segno danno un risultato positivo, due termini di segno opposto danno un risultato negativo.

    5 Nella disequazione (x-3)/(x+4) > 0, quale valore va comunque escluso dalla soluzione, indipendentemente dal calcolo dei segni?

    x = -4 annulla il denominatore (x+4), quindi è escluso dal dominio prima ancora di studiare i segni: la condizione di esistenza lo elimina a monte.

    Risposte: 1-A · 2-B · 3-A · 4-A · 5-B

    Flashcards

    Tocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva.

    1 / 8

    Spiegalo con parole tue

    Il test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap.

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    Una disequazione fratta è una disequazione in cui l'incognita compare anche al denominatore di una frazione, non solo al numeratore. Non basta studiare il segno di un solo polinomio come nelle disequazioni intere: bisogna guardare separatamente il segno del numeratore e quello del denominatore, e poi capire dove i due segni concordano o discordano. Il denominatore porta con sé un vincolo in più, perché non può mai annullarsi: quel valore va escluso dalla soluzione fin dall'inizio. Il metodo si regge su quattro passaggi fissi: forma normale, studio separato dei segni, tabella dei segni, confronto con il verso della disequazione.

    Domande e risposte

    Come si risolve una disequazione fratta con esercizi svolti?

    Si parte sempre dalla condizione di esistenza (denominatore diverso da zero), poi si porta la disequazione nella forma N(x)/D(x) confrontata con zero, si studia il segno di N(x) e D(x) separatamente e infine si legge la soluzione sulla tabella dei segni, confrontando gli intervalli con il verso richiesto. Nel corpo di questo Recap trovi un esercizio svolto passo passo che segue esattamente questi quattro passaggi.

    Qual è la differenza tra disequazioni intere e disequazioni fratte?

    In una disequazione intera l'incognita non compare mai al denominatore, quindi si studia il segno di un solo polinomio e non ci sono valori da escludere per ragioni di dominio. In una disequazione fratta l'incognita è anche sotto la linea di frazione: serve una condizione di esistenza in più e lo studio del segno va fatto separatamente su numeratore e denominatore.

    Perché il denominatore non può mai comparire nella soluzione?

    Perché una frazione con denominatore zero non ha alcun valore numerico: l'espressione perde di significato. Per questo, a differenza dello zero del numeratore, lo zero del denominatore è sempre escluso dalla soluzione, qualunque sia il verso della disequazione.

    Si possono risolvere le disequazioni fratte online?

    Esistono strumenti online che restituiscono la soluzione di una disequazione fratta, e alcuni mostrano anche i passaggi intermedi. Sono utili per controllare un risultato già trovato, ma non sostituiscono la comprensione del metodo: senza sapere perché il denominatore va escluso o perché i segni vanno studiati separatamente, un risultato copiato da uno strumento online non si sa più applicare al problema successivo, che avrà numeri diversi.

    Cosa succede se non si impone la condizione di esistenza?

    Si rischia di includere nella soluzione un valore che annulla il denominatore, cioè un punto in cui l'espressione di partenza non esiste. La condizione di esistenza va scritta per prima e tenuta valida fino alla fine: anche se il calcolo dei segni sembrasse includere quel punto, la condizione di esistenza lo esclude comunque.

    Fonti consultate

    • Le disequazioni fratte (WeSchool)
    • Disequazioni fratte — procedimento risolutivo ed esercizi (Skuola.net)
    • 3.8 Polynomial and Rational Inequalities (Mathematics LibreTexts, Monroe Community College)
    • Solve Rational Inequalities Using the Sign-Line Method (dummies.com)

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