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    Calcolo combinatorio: le formule per contare le possibilità

    Di Redazione Recaplica · Aggiornato il 15 ottobre 2026

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    Il calcolo combinatorio conta i modi di ordinare o scegliere gli elementi di un insieme: non serve elencarli uno per uno. Permutazioni, disposizioni e combinazioni rispondono a domande diverse, tutti gli elementi o solo alcuni, l'ordine che conta o no, la possibilità di ripetere un elemento o no. Ogni famiglia ha una formula propria, costruita a partire dal fattoriale e dal principio di moltiplicazione. I primi studi organici sull'argomento risalgono al Seicento, con il Traité du triangle arithmétique di Blaise Pascal.

    Punti Chiave

    • Il principio di moltiplicazione dice che gli esiti di due scelte indipendenti si moltiplicano tra loro.
    • Le permutazioni semplici ordinano tutti gli n elementi disponibili, e sono n! (n fattoriale).
    • Le disposizioni scelgono k elementi su n e l'ordine conta; la formula cambia se un elemento può ripetersi o no.
    • Le combinazioni scelgono k elementi su n senza badare all'ordine; senza ripetizione corrispondono al coefficiente binomiale.
    • Scegliere k elementi su n o i restanti n-k dà lo stesso numero di combinazioni, per la simmetria del coefficiente binomiale.
    • Il calcolo combinatorio ha una storia che comincia con Pascal, nel 1654, e arriva a de Moivre, nel 1718, nel giro di meno di settant'anni.

    I numeri chiave

    • 1654 Anno del Traité du triangle arithmétique, il trattato di Blaise Pascal che riporta i primi studi organici di calcolo combinatorio. Fonte: Treccani, Analisi combinatoria
    • 1713 Anno di pubblicazione dell'Ars coniectandi di Jakob Bernoulli, anch'essa dedicata al calcolo combinatorio. Fonte: Treccani, Analisi combinatoria

    L'Approfondimento

    Secondo l’Enciclopedia della Matematica Treccani, il calcolo combinatorio si occupa di contare le possibilità: quante disposizioni, quante scelte, quanti ordinamenti nascono da un insieme di elementi, senza bisogno di elencarli a uno a uno. Alla base c’è il principio di moltiplicazione: se una prima scelta ha un certo numero di esiti e una seconda, indipendente dalla prima, ne ha un altro, gli esiti complessivi delle due scelte insieme si ottengono moltiplicando i due numeri. È la stessa logica che regge ogni formula qui sotto, dalle permutazioni alle combinazioni con ripetizione.

    Permutazioni: ordinare tutti gli elementi

    Una permutazione semplice è un ordinamento che usa tutti gli n oggetti a disposizione, come spiegano le dispense di Statistica e analisi dei dati con Python dell’Università degli Studi di Milano. Il loro numero è n!, il fattoriale di n: si moltiplicano tutti i numeri interi da 1 a n, perché la prima posizione ha n scelte possibili, la seconda ne ha una di meno e così via, fino all’ultima posizione che resta obbligata. Il fattoriale è una delle poche operazioni del calcolo letterale che cresce più in fretta di qualsiasi potenza, e per questo i numeri delle permutazioni diventano enormi già con pochi elementi.

    Quando tra gli n oggetti ce ne sono alcuni indistinguibili tra loro, per esempio due gruppi di elementi uguali di n1 e n2 pezzi, le dispense milanesi indicano di dividere n! per il prodotto dei fattoriali delle dimensioni di ogni gruppo, altrimenti si conterebbero più volte ordinamenti che, scambiando gli elementi uguali, restano identici.

    Disposizioni: l’ordine conta, ma non si usano tutti gli elementi

    Le disposizioni scelgono solo k elementi tra gli n disponibili, mantenendo l’ordine come fattore distintivo. Nella versione senza ripetizione, un elemento già scelto non può tornare a disposizione per la scelta successiva: le dispense di Milano calcolano il totale come n!/(n-k)!, perché equivale a una permutazione fermata dopo k passi invece di arrivare in fondo a n.

    Esempio pratico: per contare i numeri di telefono di 7 cifre tutte diverse, scelte tra le 10 cifre da 0 a 9, si applica proprio questa formula; il risultato, secondo le dispense milanesi, è 604.800 numeri possibili.

    Nelle disposizioni con ripetizione, invece, uno stesso elemento può comparire più di una volta nello stesso gruppo ordinato, come indica anche l’Enciclopedia della Matematica Treccani. Il conteggio allora si fa applicando il principio di moltiplicazione k volte di seguito, cioè n moltiplicato per sé stesso k volte, n elevato a k. Math Is Fun lo illustra con un lucchetto a combinazione che usa 3 cifre scelte tra le 10 disponibili: ogni cifra può ripetersi, quindi i codici possibili sono 10 per 10 per 10, mille in tutto. Nelle disposizioni senza ripetizione, invece, ogni scelta successiva parte da un’opzione in meno rispetto alla precedente: Math Is Fun calcola così i modi di ordinare 3 palle da biliardo scelte tra 16 disponibili, arrivando a 3.360 possibilità, un numero molto più alto delle combinazioni corrispondenti, perché qui ogni ordine diverso delle stesse tre palle conta come un caso separato. La differenza tra numeri ordinali e numeri cardinali aiuta a ricordarla: le disposizioni rispondono a una domanda che dipende dalla posizione, primo, secondo, terzo, le combinazioni solo dalla quantità.

    Combinazioni: l’ordine non conta

    Treccani usa l’esempio di un gruppo di cinque carte per mostrare la differenza: in una combinazione importa quali carte si hanno in mano, non in quale sequenza sono state pescate, a differenza di una disposizione. Quando un elemento non può tornare una seconda volta, il loro numero si ottiene dividendo per k! le disposizioni che seguono la stessa regola, il numero di ordini possibili di k elementi; il risultato corrisponde al coefficiente binomiale «n su k».

    Una proprietà di questo coefficiente, mostrata da Math Is Fun, è la simmetria: scegliere 3 palle su 16 porta allo stesso numero di combinazioni possibili, 560, che scegliere le restanti 13 su 16.

    Le combinazioni con ripetizione aggiungono la possibilità di ripetere un elemento: si contano come il coefficiente binomiale di n+k-1 su k. Math Is Fun lo mostra scegliendo 3 palline di gelato tra 5 gusti, potendo ripetere un gusto: il risultato è 35 combinazioni possibili. Le dispense milanesi arrivano allo stesso tipo di formula lanciando 3 dadi indistinguibili a 6 facce, dove una faccia può ripetersi: il risultato è 56 combinazioni. Se invece si chiede che le tre facce escano tutte diverse, il conteggio cambia del tutto: 120 esiti se i dadi sono distinguibili e contati come disposizione, 20 se sono indistinguibili e contati come combinazione. La domanda che si pone — ripetizione ammessa o facce tutte diverse, dadi distinguibili o no — decide quale delle tre formule usare.

    Le formule in uno schema

    TipoL’ordine conta?Un elemento si può ripetere?Formula
    Permutazioni sempliciSì, si usano tutti gli n elementiNon!
    Permutazioni con elementi ripetutiSìelementi uguali già contati nel gruppon! diviso il prodotto dei fattoriali di ogni gruppo uguale
    Disposizioni senza ripetizioneSìNon!/(n-k)!
    Disposizioni con ripetizioneSìSìn elevato a k
    Combinazioni senza ripetizioneNoNocoefficiente binomiale n su k
    Combinazioni con ripetizioneNoSìcoefficiente binomiale di n+k-1 su k

    Una storia tra Seicento e Settecento

    Secondo la voce «Analisi combinatoria» dell’Enciclopedia Italiana Treccani, i primi studi organici sull’argomento compaiono nel Traité du triangle arithmétique di Blaise Pascal, del 1654. Gottfried Wilhelm Leibniz vi dedica la Dissertatio de arte combinatoria nel 1666, John Wallis lo tratta nel suo Treatise of Algebra del 1685, Bernard Frénicle de Bessy scrive l’Abrégé des combinaisons nel 1693. Jakob Bernoulli lo riprende nell’Ars coniectandi del 1713 e Abraham de Moivre nella Doctrine of chances del 1718: sei opere in meno di settant’anni, nel Seicento e nel primo Settecento.

    Il calcolo combinatorio torna ogni volta che serve contare gli esiti possibili di un esperimento, ed è uno dei mattoni su cui poggia la probabilità e la statistica: sapere quanti sono i casi favorevoli e quanti i casi totali è il primo passo per calcolare una probabilità, anche quella condizionata che sta alla base del teorema di Bayes. Chi lavora con i numeri naturali e gli altri insiemi numerici incontra il fattoriale e il coefficiente binomiale proprio a partire da queste formule, prima ancora di vederli applicati alla probabilità.

    Presentazione

    Slide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo.

    Slide 1 della presentazione su Calcolo combinatorio: Calcolo combinatorioSlide 2 della presentazione su Calcolo combinatorio: Quante password diverse si possono fare con 3 cifre scelte tra 0 e 9?Slide 3 della presentazione su Calcolo combinatorio: Le formule da riconoscereSlide 4 della presentazione su Calcolo combinatorio: Capitolo 01: Principio di moltiplicazioneSlide 5 della presentazione su Calcolo combinatorio: Cosa distingue le formule: Permutazioni, Disposizioni, CombinazioniSlide 6 della presentazione su Calcolo combinatorio: Capitolo 02: PermutazioniSlide 7 della presentazione su Calcolo combinatorio: Come nasce un ordinamentoSlide 8 della presentazione su Calcolo combinatorio: Capitolo 03: DisposizioniSlide 9 della presentazione su Calcolo combinatorio: La differenza che fa la ripetizioneSlide 10 della presentazione su Calcolo combinatorio: Capitolo 04: CombinazioniSlide 11 della presentazione su Calcolo combinatorio: Stesso lancio di dadi, conteggi diversiSlide 12 della presentazione su Calcolo combinatorio: Anche con le ripetizioni si può contareSlide 13 della presentazione su Calcolo combinatorio: Capitolo 05: Una storia di secoliSlide 14 della presentazione su Calcolo combinatorio: Dal 1654 al 1718Slide 15 della presentazione su Calcolo combinatorio: Scegliere pochi elementi non dà sempre meno possibilità di scegliere moltiSlide 16 della presentazione su Calcolo combinatorio: Quale formula serve per contare i numeri di telefono di 7 cifre tutte diverse tra le 10 disponibili?Slide 17 della presentazione su Calcolo combinatorio: E adesso, il ripasso
    Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta17 slideTutti i capitoli e gli approfondimenti

    Falsi miti

    • ✗ Mito Molti usano «disposizione» e «combinazione» come sinonimi, convinti che contino la stessa cosa.

      ✓ Realtà Treccani distingue le due: in una combinazione conta soltanto quali elementi si hanno, in una disposizione conta anche in che sequenza sono stati scelti, e per questo lo stesso gruppo di persone dà numeri diversi secondo la formula applicata.

    • ✗ Mito Molti pensano che il calcolo combinatorio riguardi solo le carte e i dadi.

      ✓ Realtà Le stesse formule contano anche i codici di un lucchetto a combinazione, i numeri di telefono con cifre tutte diverse e i modi di scegliere palline di gelato tra più gusti.

    • ✗ Mito Molti credono che scegliere pochi elementi dia sempre meno possibilità che scegliere molti.

      ✓ Realtà Scegliere 3 palle su 16 o le restanti 13 su 16 porta allo stesso numero di combinazioni, 560: è la simmetria del coefficiente binomiale a decidere il risultato, non la quantità scelta.

    Mappa concettuale

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    Mappa concettuale: Calcolo combinatorio: le formule per contare le possibilità
    • Calcolo combinatorio
      • Principio di moltiplicazione
        • Scelte indipendenti gli esiti di due scelte si moltiplicano tra loro
        • Base di ogni formula regge permutazioni, disposizioni e combinazioni
      • Permutazioni
        • Semplici n!, tutti gli elementi in ordine
        • Con elementi ripetuti n! diviso il prodotto dei fattoriali dei gruppi uguali
      • Disposizioni
        • Senza ripetizione n!/(n-k)!, un elemento scelto non ritorna
        • Con ripetizione n elevato a k, un elemento può ripetersi
      • Combinazioni
        • Senza ripetizione coefficiente binomiale n su k
        • Con ripetizione coefficiente binomiale di n+k-1 su k
      • Storia
        • Pascal, 1654 Traité du triangle arithmétique
        • Bernoulli, 1713 Ars coniectandi
        • de Moivre, 1718 Doctrine of chances

    Quiz: mettiti alla prova

    Rispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione.

    Voto 0/10 0/5
    1 Cosa distingue una disposizione da una combinazione, a parità di elementi scelti?

    Secondo Treccani, nelle combinazioni l'ordine con cui si scelgono gli elementi non conta; nelle disposizioni conta.

    2 Quanti modi ci sono di ordinare tutti gli n elementi di un insieme (permutazione semplice)?

    Una permutazione semplice usa tutti gli n oggetti disponibili e il loro numero è n! (n fattoriale).

    3 Nelle disposizioni con ripetizione uno stesso elemento può comparire più volte nel gruppo ordinato.

    È la caratteristica che le distingue dalle disposizioni senza ripetizione, dove un elemento già scelto non può essere riutilizzato.

    4 In che anno Blaise Pascal pubblicò il Traité du triangle arithmétique, con i primi studi organici di calcolo combinatorio?

    Lo riporta la voce Analisi combinatoria dell'Enciclopedia Italiana Treccani.

    5 Per contare i numeri di telefono di 7 cifre tutte diverse tra le 10 disponibili, quale formula si usa?

    Le cifre non si ripetono e l'ordine conta, perché cambia il numero: la formula è quella delle disposizioni senza ripetizione, n!/(n-k)!, con risultato 604.800.

    Risposte: 1-A · 2-A · 3-A · 4-A · 5-A

    Flashcards

    Tocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva.

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    Il calcolo combinatorio conta i modi di ordinare o scegliere gli elementi di un insieme: non serve elencarli uno per uno. Permutazioni, disposizioni e combinazioni rispondono a domande diverse, tutti gli elementi o solo alcuni, l'ordine che conta o no, la possibilità di ripetere un elemento o no. Ogni famiglia ha una formula propria, costruita a partire dal fattoriale e dal principio di moltiplicazione. I primi studi organici sull'argomento risalgono al Seicento, con il Traité du triangle arithmétique di Blaise Pascal.

    Domande e risposte

    Qual è la differenza tra permutazioni, disposizioni e combinazioni?

    Le permutazioni ordinano tutti gli elementi disponibili. Le disposizioni scelgono solo alcuni elementi e l'ordine della scelta conta. Le combinazioni scelgono alcuni elementi ma l'ordine non conta: cambia solo quali elementi si hanno, non in che sequenza sono stati scelti.

    Come si calcola il numero di permutazioni di n elementi?

    Si usa il fattoriale di n, scritto n!: il prodotto di tutti i numeri interi da 1 a n, perché ogni posizione successiva ha una scelta disponibile in meno rispetto alla precedente, fino all'ultima, che resta obbligata.

    Quando si usano le combinazioni con ripetizione?

    Quando si scelgono k elementi su n, l'ordine non conta e uno stesso elemento può essere scelto più di una volta: per esempio scegliere 3 palline di gelato tra 5 gusti, potendo ripetere un gusto. Si calcolano come il coefficiente binomiale di n+k-1 su k.

    Da dove nasce il calcolo combinatorio?

    I primi studi organici compaiono nel Seicento: il Traité du triangle arithmétique di Blaise Pascal, del 1654, seguito nei decenni successivi dai lavori di Leibniz, Wallis, Frénicle de Bessy, Bernoulli e de Moivre, fino al 1718.

    Fonti consultate

    • Treccani, Calcolo combinatorio (Enciclopedia della Matematica)
    • Treccani, Analisi combinatoria (Enciclopedia Italiana)
    • Dario Malchiodi, Calcolo combinatorio (dispense Statistica e analisi dei dati con Python, Università degli Studi di Milano)
    • Math Is Fun, Combinations and Permutations

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