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Torquato Tasso: vita del poeta e riassunto della Gerusalemme Liberata | ||||||||||||
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Torquato Tasso: vita del poeta e riassunto della Gerusalemme LiberataCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta17 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoTorquato Tasso nasce a Sorrento nel 1544 e muore a Roma nel 1595, dopo una vita passata quasi interamente al servizio della corte estense di Ferrara. Il suo capolavoro è la Gerusalemme Liberata, un poema in venti canti sulla prima crociata e la conquista di Gerusalemme, pubblicato nella sua forma definitiva nel 1581 dopo una gestazione durata oltre vent'anni. Al centro della vicenda c'è Goffredo di Buglione, che guida l'esercito cristiano, ma il racconto si apre di continuo a storie private di amore e dovere: il guerriero Tancredi, la maga Armida, il paladino Rinaldo. Nel 1593 Tasso pubblicò una revisione più severa dal titolo Gerusalemme Conquistata, che però non ha mai scalzato la fortuna della prima versione. Punti Chiave
L'ApprofondimentoUn poeta che vive quasi sempre a corteTorquato Tasso nasce a Sorrento l’11 marzo 1544. Trascorre l’infanzia e l’adolescenza spostandosi con la famiglia: nel 1556 raggiunge il padre a Roma, nel 1559 lo ritrova a Venezia, e tra il 1560 e il 1564 studia legge, filosofia ed eloquenza tra Padova e Bologna, pubblicando già in quegli anni un primo poema, il Rinaldo. Nel 1565 entra al servizio del cardinale Luigi d’Este, a Ferrara: comincia così il legame con la corte estense che segnerà gran parte della sua vita adulta. Nel 1572 passa alle dipendenze dirette del duca Alfonso II, e nel 1573 compone l’Aminta, un dramma pastorale. Tra il 1570 e il 1571 viaggia anche in Francia, ma è a Ferrara che matura il progetto del suo poema maggiore. Tra il 1577 e il 1579 Tasso attraversa un periodo di crisi mentale che lo porta a fuggire dalla corte estense; al suo ritorno viene internato nell’ospedale di Sant’Anna. Le fonti biografiche non indicano una causa unica per quella crisi: restano la sua durata e il modo in cui si conclude. Ne esce solo nel 1586, liberato da Vincenzo Gonzaga e trasferito a Mantova. Gli ultimi anni, tra il 1588 e il 1595, li passa spostandosi tra Napoli, Roma e altre città, fino alla morte, a Roma, il 25 aprile 1595. Vent’anni per scrivere un poemaIl progetto che diventerà la Gerusalemme Liberata nasce presto: Tasso comincia una prima versione dell’opera attorno ai sedici anni. Riprende la composizione secondo il disegno definitivo nel 1570 e porta a termine la stesura nel 1575, spedendo i canti ai revisori romani a partire dal febbraio di quell’anno. La pubblicazione arriva più tardi, e in due tempi. Nel 1580 esce solo una parte del testo, con il titolo provvisorio Il Goffredo; l’edizione integrale, con il titolo destinato a restare, Gerusalemme Liberata, vede la luce nel 1581. È il poema che rende Tasso, insieme a Dante e Petrarca, uno dei nomi cardine della letteratura italiana studiati a scuola. Anche dopo la pubblicazione Tasso non abbandona il testo: negli anni successivi lo rivede più volte, fino a dare alle stampe, nel 1593, una versione profondamente rimaneggiata, dal titolo Gerusalemme Conquistata, più rigida sul piano religioso. È però la prima versione a restare il punto di riferimento: la Conquistata resta un capitolo minore nella storia del poema.
Venti canti, cinque partiIl poema è scritto in ottave, la strofa di otto versi endecasillabi che Tasso eredita dalla tradizione dei poemi cavallereschi italiani, la stessa usata prima di lui da autori come Ariosto. In tutto conta 1.917 ottave, per 15.336 versi endecasillabi, distribuiti in venti canti di lunghezza variabile. I venti canti sono raggruppati in cinque parti, che corrispondono ai cinque atti della tragedia classica. Il proemio si apre con due versi divenuti celebri: «Canto l’arme pietose, e ‘l Capitano / Che ‘l gran sepolcro liberò di Cristo», riferiti a Goffredo di Buglione, e prosegue subito dopo con l’invocazione alla Musa e con la dedica esplicita al duca Alfonso II d’Este, «Tu magnanimo Alfonso» — un omaggio diretto al signore della corte in cui il poema è nato.
Il soggetto del poema è la prima crociata, e in particolare l’assedio finale che porta alla conquista di Gerusalemme: lo stesso evento storico raccontato, con un altro registro, nel Recap sul Medioevo. Tasso però non scrive una cronaca: costruisce un’epica personale che guarda a modelli antichi come l’Eneide di Virgilio e l’Iliade, oltre che alle cronache delle crociate e ai poemi cavallereschi italiani. Goffredo di Buglione e l’assedio di GerusalemmeA capo della spedizione cristiana c’è Goffredo di Buglione, che riceve la visita dell’arcangelo Gabriele e guida l’esercito all’assedio della città santa. Nella tradizione del poema è la figura più compiuta e severa, quasi un modello di perfezione militare e morale, mai sfiorata dai dubbi che travolgono altri personaggi. Attorno a lui il racconto si popola di guerrieri con storie proprie, e buona parte del fascino del poema sta proprio in questo scarto: mentre Goffredo persegue un unico scopo, gli altri protagonisti sono divisi tra la guerra e la vita privata. Tancredi, Clorinda ed Erminia: gli amori impossibiliTancredi è, tra i guerrieri cristiani, quello più segnato da dubbi e turbamenti sentimentali. Ama Clorinda, una guerriera musulmana figlia del re d’Etiopia, senza però riuscire a costruire con lei un legame dichiarato. Erminia, principessa di Antiochia, ama a sua volta Tancredi: per raggiungerlo al campo cristiano indossa le armi di Clorinda, e Tancredi, credendo di inseguire proprio Clorinda, insegue in realtà lei. L’episodio più drammatico del poema arriva in un duello notturno. Tancredi affronta un avversario in armatura senza riconoscerlo: è Clorinda. La ferisce a morte, e solo allora lei si rivela; prima di spirare, gli chiede di essere battezzata. Erminia, dal canto suo, dopo l’incontro mancato con Tancredi si rifugia tra i pastori, in un episodio del poema distinto da quello di Olindo e Sofronia. Rinaldo, Armida e il giardino incantatoRinaldo è un altro dei paladini cristiani, protagonista di una vicenda che comincia con un errore grave: uccide incoscientemente il compagno Gernando. Cade poi prigioniero di Armida, una maga bella inviata dallo zio Idraote con l’incarico di catturare quanti più cristiani possibile. Armida seduce Rinaldo e lo trattiene nel suo giardino incantato, lontano dalla guerra. A riportarlo in battaglia sono due compagni, Carlo e Ubaldo, che lo liberano dall’incantesimo. Sul fronte opposto combatte Solimano, sultano dei turchi, che nel poema trova la morte per mano dello stesso Rinaldo. Bene e male, amore e dovereIl tema centrale della Gerusalemme Liberata è epico-religioso, e attraversa tutto il poema un dualismo netto tra Bene e Male, incarnato dallo scontro tra cristiani e musulmani. Sopra questo schema se ne innesta un altro, più sottile: il dissidio, mai risolto del tutto, tra la tensione religiosa che muove la crociata e l’amore terreno che lega Tancredi a Clorinda, Rinaldo ad Armida, Erminia a Tancredi. Quel dissidio riflette lo spirito religioso del tempo in cui Tasso scrive, segnato dalla Controriforma: un contesto storico e culturale che si può approfondire nel Recap sul Rinascimento, il periodo entro cui si colloca la formazione del poeta. Una fortuna che dura da secoliLa Gerusalemme Liberata ottiene un successo ampio e rapido: viene tradotta in più lingue e diventa modello per numerose imitazioni. Il suo episodio più celebre, il duello tra Tancredi e Clorinda, ispira un’opera musicale di Claudio Monteverdi, il Combattimento di Tancredi e Clorinda, pubblicato nel 1638. PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
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Quiz: mettiti alla provaRispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione. Voto 0/10 0/5
FlashcardsTocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva. 1 / 8 Spiegalo con parole tueIl test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap. La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.
Domande e risposteQual è la trama della Gerusalemme Liberata?Il poema racconta la prima crociata e l'assedio finale di Gerusalemme, guidato da Goffredo di Buglione. Attorno alla guerra si intrecciano le vicende di singoli guerrieri, come Tancredi, innamorato senza saperlo della nemica Clorinda; Rinaldo, sedotto dalla maga Armida nel suo giardino incantato e poi riportato in battaglia dai compagni; ed Erminia, principessa musulmana innamorata di Tancredi, che si rifugia tra i pastori. Chi è Tancredi nella Gerusalemme Liberata?È uno dei principali guerrieri cristiani, descritto nella tradizione del poema come l'opposto di Goffredo di Buglione per carattere aperto, soggetto a dubbi e turbamenti amorosi. È al centro di due storie d'amore parallele, con la guerriera musulmana Clorinda, che uccide senza riconoscerla in un duello notturno, e con Erminia, che lo ama in segreto. Chi era Torquato Tasso?Un poeta nato a Sorrento nel 1544, formatosi tra Roma, Venezia, Padova e Bologna, che dal 1565 lavorò al servizio della corte estense di Ferrara. È l'autore della Gerusalemme Liberata e del dramma pastorale Aminta; attraversò anni difficili, segnati da una crisi mentale e da un lungo internamento, e morì a Roma nel 1595. Che differenza c'è tra la Gerusalemme Liberata e la Gerusalemme Conquistata?La Gerusalemme Liberata, pubblicata nel 1581, è il poema che ha reso famoso Tasso e che continua a essere letto, tradotto e imitato. La Gerusalemme Conquistata, uscita nel 1593, è una riscrittura più tarda e più rigida dal punto di vista religioso, che l'autore realizzò dopo gli anni della crisi, restando un testo secondario rispetto alla prima versione. Perché Torquato Tasso fu rinchiuso a Sant'Anna?Tra il 1577 e il 1579 Tasso attraversò un periodo di crisi mentale, che tra l'altro lo portò a fuggire da Ferrara; al suo ritorno fu internato nell'ospedale di Sant'Anna, dove restò fino al 1586. Le fonti biografiche non indicano una causa unica per quella crisi, solo la sua durata e il modo in cui si concluse, con la liberazione ottenuta grazie a Vincenzo Gonzaga. Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |














