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Antitrust: cos'è e come funziona | ||||||||
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Antitrust: cos'è e come funzionaCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta15 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoL'antitrust è la disciplina che vieta alle imprese di limitare la concorrenza a danno dei consumatori: intese tra aziende concorrenti, abusi di chi domina un mercato, fusioni che concentrano troppo potere in poche mani. In Europa la applica la Commissione Europea, in base agli articoli 101 e 102 del Trattato sul Funzionamento dell'UE; in Italia se ne occupa l'AGCM, autorità indipendente dal governo, istituita nel 1990. Negli Stati Uniti la prima legge antitrust, lo Sherman Antitrust Act, risale al 1890, e la fanno rispettare il Dipartimento di Giustizia e la Federal Trade Commission. Lo scopo dichiarato dalle autorità è lo stesso ovunque, una concorrenza aperta tiene i prezzi bassi e spinge le imprese a innovare. Punti Chiave
I numeri chiave
L'ApprofondimentoCos’è l’antitrustL’antitrust è l’insieme di regole che impedisce alle imprese di soffocare la concorrenza, a scapito di chi vende, di chi compra e di chi vorrebbe entrare nel mercato. Il nome viene dall’inglese trust, le grandi concentrazioni di potere economico contro cui fu scritta, nel 1890, la prima legge antitrust al mondo, quella statunitense. Da allora l’idea di fondo non è cambiata granché, anche se le parole con cui la spiegano le autorità di mezzo mondo sono diverse: un mercato dove le imprese competono davvero produce prezzi più bassi e prodotti migliori per chi compra. Per questo l’antitrust si lega da vicino alla tutela del consumatore: un mercato dove nessuno riesce a chiudere fuori la concorrenza è già una prima difesa per chi acquista, prima ancora delle regole pensate apposta per il consumatore. Le intese restrittive tra impreseIl primo comportamento vietato riguarda gli accordi tra concorrenti. Secondo l’AGCM, quando le imprese coordinano i propri comportamenti per spartirsi il mercato, alzare i prezzi o ostacolare l’ingresso di nuovi concorrenti, invece di competere, danneggiano i consumatori. Nell’Unione Europea lo stesso comportamento lo vieta l’articolo 101 del Trattato sul Funzionamento dell’UE, rivolto agli accordi tra due o più operatori di mercato indipendenti che restringono la concorrenza. Secondo la Commissione Europea, l’esempio più eclatante di violazione dell’articolo 101 è la creazione di un cartello tra concorrenti, che può comportare la fissazione dei prezzi o la spartizione del mercato.
Negli Stati Uniti la stessa condotta è un reato, non solo un illecito amministrativo: secondo il Dipartimento di Giustizia, gli accordi tra concorrenti per fissare prezzi o salari, truccare gare d’appalto o spartirsi clienti, lavoratori o mercati sono violazioni penali. L’abuso di posizione dominanteIl secondo comportamento vietato non riguarda un accordo tra più imprese, ma il comportamento di una sola. L’articolo 102 del Trattato UE vieta alle imprese in posizione dominante su un mercato di abusarne, per esempio applicando prezzi iniqui, limitando la produzione o rifiutando di innovare a danno dei consumatori. L’AGCM interviene per lo stesso motivo quando un’impresa che controlla un mercato ne abusa, per esempio impedendo a potenziali concorrenti di entrarvi. Negli Stati Uniti la legge usa parole diverse per dire una cosa simile: è vietato monopolizzare un mercato di prodotti o servizi, tentare di farlo o mettersi d’accordo con altri per farlo. Il controllo delle concentrazioniIl terzo terreno dell’antitrust riguarda le fusioni e le acquisizioni. Il controllo delle concentrazioni della Commissione Europea serve a verificare se un’operazione proposta avrebbe effetti dannosi sulla concorrenza: alcune fusioni possono ridurre la concorrenza creando o rafforzando un operatore dominante, con danno ai consumatori in termini di prezzi più alti, minore scelta o qualità e minore innovazione. L’esito della valutazione può prendere tre strade.
In Italia lo stesso controllo spetta all’AGCM, che verifica che una fusione o un’acquisizione non dia alla nuova impresa un potere di mercato eccessivo e non riduca gli spazi di concorrenza. Negli Stati Uniti, secondo il Dipartimento di Giustizia, una fusione è illegale quando l’unione di due imprese può ridurre sostanzialmente la concorrenza o tendere a creare un monopolio. Chi applica l’antitrust in Italia: l’AGCMIn Italia se ne occupa l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nota come AGCM o semplicemente Antitrust. È un’autorità amministrativa indipendente, che decide in piena autonomia rispetto al governo: non risponde a un ministro né riceve istruzioni dall’esecutivo sui singoli casi. È stata istituita con una norma giuridica ordinaria, la legge numero 287 del 10 ottobre 1990, dedicata proprio alla tutela della concorrenza e del mercato. Il suo raggio d’azione copre i tre comportamenti visti sopra, intese, abusi di posizione dominante e concentrazioni. Chi cerca «agcm cos’è» o «agcm cosa fa» di solito sta chiedendo proprio questo: chi, in Italia, ha il compito di far rispettare le regole della concorrenza. L’antitrust nell’Unione EuropeaA livello europeo la stessa materia è affidata alla Commissione Europea, uno degli organi di cui si occupa la pagina su come funziona l’Unione Europea. Le regole antitrust dell’UE vietano sia gli accordi tra operatori di mercato che restringono la concorrenza, sia l’abuso di posizione dominante, con gli articoli 101 e 102 del Trattato applicati in tutti gli Stati membri, Italia compresa: l’AGCM e la Commissione lavorano sullo stesso terreno, a scale diverse. Le origini americane: lo Sherman Antitrust ActLa prima legge antitrust è però americana, e più vecchia di un secolo rispetto alla legge istitutiva dell’AGCM. Lo Sherman Antitrust Act fu promulgato il 2 luglio 1890, e nella sua prima sezione dichiara illegale ogni contratto, combinazione sotto forma di trust o altro, o cospirazione che limiti il commercio tra gli Stati Uniti o con l’estero. Da allora, negli Stati Uniti, a far rispettare le leggi antitrust sono due enti diversi. La missione della Antitrust Division del Dipartimento di Giustizia è promuovere la concorrenza economica applicando le leggi antitrust e fornendo indicazioni su di esse. Il Bureau of Competition della Federal Trade Commission applica le stesse leggi lavorando insieme al Bureau of Economics, a beneficio dei consumatori. Le due agenzie dividono i settori e i casi, ma l’obiettivo dichiarato resta lo stesso di ogni altra autorità antitrust nel mondo. Perché conta per chi compra, non solo per le impreseLe autorità americane spiegano l’antitrust anche dal lato di chi compra. Secondo la FTC, una concorrenza aggressiva tra venditori abbassa i prezzi per chi compra, privati e aziende. Alza anche la qualità di prodotti e servizi, allarga la scelta disponibile e spinge le imprese a innovare di più. È lo stesso principio che regge il funzionamento dei mercati studiato dalla microeconomia e dalla macroeconomia: la concorrenza spinge le imprese a migliorare per non perdere clienti, e l’antitrust esiste per impedire che un accordo, un abuso o una fusione tolgano di mezzo quella spinta. PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
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Quiz: mettiti alla provaRispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione. Voto 0/10 0/5
FlashcardsTocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva. 1 / 8 Spiegalo con parole tueIl test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap. La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.
Domande e risposteCos'è l'AGCM e cosa fa?È l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, l'autorità amministrativa indipendente che applica l'antitrust in Italia: interviene su intese restrittive, abusi di posizione dominante e concentrazioni, decidendo in autonomia rispetto al governo. Che differenza c'è tra antitrust e concorrenza sleale?L'antitrust è la disciplina pubblica che tutela la concorrenza nel mercato nel suo complesso, applicata da autorità come l'AGCM o la Commissione Europea; la concorrenza sleale riguarda invece le controversie tra singoli concorrenti, un terreno distinto. Cosa vieta l'antitrust alle imprese?Vieta le intese che restringono la concorrenza, l'abuso di posizione dominante da parte di chi controlla un mercato e le concentrazioni che ridurrebbero troppo la concorrenza. Da quando esiste l'antitrust?Negli Stati Uniti dal 1890, con lo Sherman Antitrust Act; in Italia dal 1990, con la legge 287 che ha istituito l'AGCM. L'AGCM può bloccare una fusione tra imprese?Sì, per una fusione o un'acquisizione l'AGCM controlla che la nuova impresa non diventi troppo forte e che il mercato resti aperto ai concorrenti. Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |













