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    recaplica «Odio gli indifferenti» di Antonio Gramsci: il testo, il 1917 e perché si cita ancora oggi
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    «Odio gli indifferenti» di Antonio Gramsci: il testo, il 1917 e perché si cita ancora oggi

    Di Redazione Recaplica · Aggiornato il 2 ottobre 2026

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    «Odio gli indifferenti» è lo scritto giovanile con cui Antonio Gramsci, nel febbraio 1917, apre il numero unico «La città futura», curato per la Federazione giovanile socialista piemontese. Il testo tratta l'indifferenza come un comportamento pubblico: per Gramsci chi non prende posizione resta comunque dentro la storia, e ne porta le conseguenze. È un testo breve, scritto in piena prima guerra mondiale, spesso confuso con L'Ordine Nuovo, che nasce solo nel 1919, o con «Gli Indifferenti» di Alberto Moravia, un romanzo uscito dodici anni dopo. Resta citato ancora oggi, anche in percorsi scolastici e iniziative culturali, come un testo diretto sull'indifferenza e la cittadinanza attiva.

    Punti Chiave

    • Gramsci scrisse «Odio gli indifferenti» nel 1917: apre il numero unico che curò per intero per la Federazione giovanile socialista piemontese del Partito Socialista Italiano.
    • Nel testo l'indifferenza è trattata come un rifiuto della vita pubblica: per Gramsci vivere significa schierarsi.
    • Il testo descrive l'indifferenza con le immagini della palla di piombo e della palude, forze che frenano il cambiamento senza mai essere protagoniste.
    • Va distinto da L'Ordine Nuovo, il periodico che Gramsci fonderà solo nel 1919, due anni dopo «La città futura».
    • È un'opera distinta da «Gli Indifferenti» di Alberto Moravia, romanzo del 1929 che tratta l'indifferenza come disagio esistenziale di una famiglia borghese.
    • Il testo resta citato ancora oggi in percorsi didattici e iniziative culturali, come la mostra fiorentina della Fondazione Gramsci del novembre 2017.

    L'Approfondimento

    Nel febbraio 1917 esce a Torino «La città futura», un numero unico curato per intero da Antonio Gramsci per la Federazione giovanile socialista piemontese del Partito Socialista Italiano. Lo apre un testo breve, passato alla storia col titolo della sua prima riga: «Odio gli indifferenti». Il bersaglio è un comportamento, l’indifferenza: chi non si schiera, sostiene Gramsci, subisce comunque quello che la storia decide senza di lui.

    Il contesto: 1917, in piena guerra

    Il numero unico esce mentre la prima guerra mondiale è ancora in corso, un dettaglio che colloca il testo in un momento preciso. Prima di curare «La città futura», Gramsci era già giornalista militante nella redazione torinese dell’Avanti! dal dicembre 1915, l’organo del Partito Socialista Italiano. Nel numero unico affianca ai propri scritti quelli di Benedetto Croce, Gaetano Salvemini e Carlini, pensati per l’educazione politica dei giovani iscritti alla Federazione.

    È un testo spesso associato, per errore, a un’altra testata di Gramsci: L’Ordine Nuovo, che però nasce solo nel 1919, come settimanale, e diventa quotidiano dal 1921. La confusione è comprensibile: entrambe le testate portano la firma di Gramsci, in due fasi distinte della sua attività, separate da due anni.

    Indifferenza: dal vocabolario al vizio civile

    Nel vocabolario italiano corrente, come la definisce il Vocabolario Treccani, l’indifferenza è l’assenza di interessamento, simpatia o partecipazione affettiva verso qualcosa: una parola che si usa per un umore, una reazione, un carattere. Gramsci usa lo stesso registro e lo sposta sul terreno pubblico. Nel testo descrive l’indifferenza con due immagini, la palla di piombo e la palude che circonda la città vecchia: pesi morti che frenano chi vorrebbe muoversi. L’indifferenza, scrive, produce effetti nella storia restando passiva, lasciando che gli eventi prendano la piega che prendono. Per il testo, della responsabilità di quello che succede risponde anche chi è rimasto assente, insieme a chi ha agito direttamente.

    Esempio pratico: nel novembre 2017 la Fondazione Gramsci ha intitolato proprio «Odio gli indifferenti» un percorso artistico e didattico legato a una mostra sui quaderni del carcere, tenuta a Firenze dal 28 al 30 novembre — un segno di come la frase resti usata, un secolo dopo, per parlare ai più giovani di partecipazione civile.

    Perché si cita ancora oggi

    Il testo si chiude legando l’odio per l’indifferenza all’idea di una «città futura» costruita dalla partecipazione consapevole dei cittadini, contro il caso e la fatalità. È questa chiusura, più della polemica del 1917, a tenere in vita la citazione: un invito a partecipare che non ha bisogno del contesto della guerra o del socialismo torinese per farsi capire. Lo stesso tema, letto con altri strumenti, attraversa anche i testi sulla sovranità popolare e la cittadinanza e sui principi che la Costituzione italiana affida ai cittadini, non solo alle istituzioni; per il quadro storico in cui il testo nasce, la Prima guerra mondiale ne è lo sfondo diretto.

    Va tenuto distinto da un altro titolo che gli somiglia solo nella parola chiave: «Gli Indifferenti» di Alberto Moravia, romanzo del 1929. Moravia racconta l’indifferenza come disagio esistenziale di una famiglia borghese, in un romanzo di temi e genere lontani da quello di Gramsci.

    Falsi miti

    Il più diffuso riguarda la testata: il testo esce su «La città futura», nel 1917, non su L’Ordine Nuovo. Il secondo riguarda il senso della parola «odio»: nel testo indica il rifiuto di un comportamento, l’assenteismo dalla vita pubblica, descritto come dannoso indipendentemente da chi lo pratica.

    Presentazione

    Slide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo.

    Slide 1 della presentazione su «Odio gli indifferenti» di Antonio Gramsci: Odio gli indifferentiSlide 2 della presentazione su «Odio gli indifferenti» di Antonio Gramsci: Chi non si schiera, è comunque responsabile?Slide 3 della presentazione su «Odio gli indifferenti» di Antonio Gramsci: In questo RecapSlide 4 della presentazione su «Odio gli indifferenti» di Antonio Gramsci: Capitolo 01: Il testo e la sua aperturaSlide 5 della presentazione su «Odio gli indifferenti» di Antonio Gramsci: Torino, febbraio 1917Slide 6 della presentazione su «Odio gli indifferenti» di Antonio Gramsci: Capitolo 02: Il 1917, tra guerra e numero unicoSlide 7 della presentazione su «Odio gli indifferenti» di Antonio Gramsci: Gramsci nel 1917Slide 8 della presentazione su «Odio gli indifferenti» di Antonio Gramsci: Non uscì su L'Ordine NuovoSlide 9 della presentazione su «Odio gli indifferenti» di Antonio Gramsci: Capitolo 03: L'indifferenza come vizio civileSlide 10 della presentazione su «Odio gli indifferenti» di Antonio Gramsci: Stessa parola, due usiSlide 11 della presentazione su «Odio gli indifferenti» di Antonio Gramsci: Capitolo 04: Perché si cita ancora oggiSlide 12 della presentazione su «Odio gli indifferenti» di Antonio Gramsci: Firenze, novembre 2017Slide 13 della presentazione su «Odio gli indifferenti» di Antonio Gramsci: Su quale pubblicazione uscì per la prima volta «Odio gli indifferenti»?Slide 14 della presentazione su «Odio gli indifferenti» di Antonio Gramsci: E adesso, il ripasso
    Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta14 slideTutti i capitoli e gli approfondimenti

    Falsi miti

    • ✗ Mito «Odio gli indifferenti» uscì su L'Ordine Nuovo, il giornale di Gramsci.

      ✓ Realtà In realtà uscì nel numero unico «La città futura», nel febbraio 1917: L'Ordine Nuovo nasce solo nel 1919, come periodico distinto.

    • ✗ Mito «Odio gli indifferenti» invita a odiare le persone che non si impegnano.

      ✓ Realtà In realtà il testo rifiuta un comportamento: Gramsci lega l'odio al disimpegno civile, un giudizio sull'azione mancata più che sulla persona.

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    • Odio gli indifferenti
      • Il testo
        • L'apertura la dichiarazione che dà il titolo allo scritto
        • Le immagini la palla di piombo e la palude, forze che frenano
        • La chiusura l'odio per l'indifferenza legato alla città futura
      • Contesto storico
        • 1917, in piena guerra
        • La città futura il numero unico curato da Gramsci
        • Non è L'Ordine Nuovo periodico distinto, nato nel 1919
      • Gramsci nel 1917
        • Già giornalista attivo alla redazione torinese dell'Avanti!
        • Cura il numero unico per la Federazione giovanile socialista piemontese
      • L'argomento
        • Indifferenza nel vocabolario assenza di interesse o partecipazione
        • Indifferenza come vizio civile per Gramsci, rifiuto di schierarsi
        • Effetti storici il testo la descrive come forza passiva, non neutra
      • Perché si cita ancora
        • Percorsi didattici
        • Iniziative culturali la mostra della Fondazione Gramsci, Firenze 2017

    Quiz: mettiti alla prova

    Rispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione.

    Voto 0/10 0/5
    1 In che anno fu pubblicato «Odio gli indifferenti»?

    Il testo apre il numero unico «La città futura», uscito nel febbraio 1917.

    2 Su quale pubblicazione uscì per la prima volta «Odio gli indifferenti»?

    Uscì nel numero unico «La città futura»; L'Ordine Nuovo è un periodico successivo, fondato da Gramsci solo nel 1919.

    3 Chi curò il numero unico «La città futura»?

    Gramsci curò il numero unico affiancando ai propri articoli scritti di Croce, Salvemini e Carlini, per la Federazione giovanile socialista piemontese.

    4 Vero o falso: secondo il testo, l'indifferenza non ha alcun effetto sulla storia.

    È falso: il testo sostiene che l'indifferenza agisce nella storia in modo passivo, non che ne sia priva di effetti.

    5 Con quale idea si chiude il testo di Gramsci?

    Nella chiusura del testo, Gramsci mette la partecipazione consapevole dei cittadini al posto del caso e della fatalità nel costruire il futuro collettivo.

    Risposte: 1-A · 2-A · 3-A · 4-B · 5-A

    Flashcards

    Tocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva.

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    Spiegalo con parole tue

    Il test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap.

    La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.

    «Odio gli indifferenti» è lo scritto giovanile con cui Antonio Gramsci, nel febbraio 1917, apre il numero unico «La città futura», curato per la Federazione giovanile socialista piemontese. Il testo tratta l'indifferenza come un comportamento pubblico: per Gramsci chi non prende posizione resta comunque dentro la storia, e ne porta le conseguenze. È un testo breve, scritto in piena prima guerra mondiale, spesso confuso con L'Ordine Nuovo, che nasce solo nel 1919, o con «Gli Indifferenti» di Alberto Moravia, un romanzo uscito dodici anni dopo. Resta citato ancora oggi, anche in percorsi scolastici e iniziative culturali, come un testo diretto sull'indifferenza e la cittadinanza attiva.

    Domande e risposte

    Dove si legge il testo integrale di «Odio gli indifferenti»?

    È un articolo di giornale del 1917, quindi di pubblico dominio: si trova in archivi digitali pubblici dedicati agli scritti di Gramsci (una fonte è indicata in fondo a questa pagina).

    «Odio gli indifferenti» è lo stesso testo di «Gli Indifferenti» di Alberto Moravia?

    No, sono opere diverse: quella di Gramsci è uno scritto politico del 1917, quella di Moravia è un romanzo del 1929. Condividono solo il tema dell'indifferenza, trattato in modi opposti.

    Chi era la Federazione giovanile socialista piemontese?

    L'organizzazione giovanile del Partito Socialista Italiano in Piemonte, per cui Gramsci curò nel 1917 il numero unico «La città futura», rivolto all'educazione politica dei giovani iscritti.

    «Odio gli indifferenti» fu pubblicato su L'Ordine Nuovo?

    No: è un equivoco comune. L'Ordine Nuovo è un periodico fondato da Gramsci nel 1919, ben dopo l'uscita del testo sul numero unico «La città futura».

    Fonti consultate

    • Antonio Gramsci, «La città futura» (1917) — Archivio Gramsci, Marxists Internet Archive
    • Gramsci, Antonio — Enciclopedia Italiana, Treccani
    • Antonio Gramsci — Fondazione Gramsci onlus
    • Indifferènza — Vocabolario Treccani

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