Salta al contenuto
recaplica

    Un attimo: controllo di sicurezza

    Cloudflare vuole assicurarsi che tu non sia un robot. Spunta la casella qui sotto e la ricerca riparte da sola.

    EN
    recaplica Concorrenza sleale: cos'è e quali sono i casi (con esempi)
    © 2026 Recaplica · recaplica.com — Tutti i diritti riservati
    Home › Educazione civica

    Concorrenza sleale: cos'è e quali sono i casi (con esempi)

    Di Redazione Recaplica · Aggiornato il 2 ottobre 2026

    Cosa stampare

    Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina.

    Slide

    Scegli il taglio

    Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta14 slideTutti i capitoli e gli approfondimenti

    Tutte e due hanno le note del relatore.

    Canale Telegram
    recaplica Chiaro in 30 secondi, tuo in 10 minuti.
    In 30 secondi Punti chiave Approfondimento Presentazione Falsi miti Mappa concettuale Quiz Flashcards FAQ

    In 30 secondi lettura lampo

    La concorrenza sleale è il nome giuridico dei comportamenti scorretti tra imprese che competono sullo stesso mercato, disciplinati dall'art. 2598 del codice civile. La norma individua tre gruppi di condotte vietate: la confusione tra prodotti (dove rientra l'imitazione servile), la denigrazione o l'appropriazione di pregi altrui, e una clausola generale di chiusura. Su quest'ultima la giurisprudenza ha costruito nel tempo figure come la concorrenza parassitaria e lo storno di dipendenti. Per valutare condotte come lo sviamento di clientela, i giudici guardano all'insieme del comportamento tenuto nel tempo.

    Punti Chiave

    • La disciplina della concorrenza sleale protegge il rapporto tra imprese concorrenti. Il consumatore finale non è il destinatario diretto dell'art. 2598 c.c.
    • L'art. 2598 c.c. distingue tre tipi di condotta: atti di confusione (dove rientra l'imitazione servile), denigrazione o appropriazione di pregi, e la clausola generale di chiusura.
    • Lo sviamento di clientela diventa illecito quando è sistematico e sfrutta informazioni riservate dell'ex datore di lavoro.
    • I giudici valutano lo sviamento di clientela guardando all'insieme della condotta tenuta nel tempo, più che a un episodio isolato.
    • La concorrenza parassitaria consiste nel copiare in modo continuativo le scelte imprenditoriali di un concorrente nella loro interezza.
    • Assumere un dipendente proveniente da un'impresa concorrente è lecito di per sé: lo storno scatta solo con l'istigazione alle dimissioni.

    L'Approfondimento

    La concorrenza sleale è la definizione giuridica che l’art. 2598 del codice civile riserva alla scorrettezza tra aziende rivali sullo stesso mercato: il consumatore finale resta fuori dal suo raggio diretto.

    Il testo e la ratio dell’art. 2598 del codice civile

    La norma distingue tre gruppi di atti vietati. Il primo riguarda la confusione tra prodotti, dove rientra l’imitazione servile dei segni distintivi di un concorrente. Il secondo comprende la denigrazione — la diffusione di notizie capaci di screditare un’impresa rivale — insieme all’appropriazione di pregi, cioè attribuirsi meriti che spettano a un concorrente. Il terzo gruppo è una clausola generale: vieta ogni altro mezzo contrario alla correttezza professionale, idoneo a danneggiare l’azienda rivale, anche fuori dalle prime due categorie.

    Su questa terza categoria la giurisprudenza ha costruito nel tempo figure non scritte espressamente nella norma, trattate più avanti: lo storno di dipendenti e la concorrenza parassitaria. Lo scopo dell’intero articolo è garantire lealtà tra imprese concorrenti, impedendo che un’azienda si avvantaggi nella diffusione dei propri prodotti con metodi contrari all’etica commerciale. Il tema si affianca, su un piano diverso, al Recap sulla tutela del consumatore: lì il soggetto protetto è chi acquista, qui sono le imprese tra loro.

    Lo sviamento di clientela

    Lo sviamento di clientela è la condotta con cui un ex dipendente o un ex manager porta verso la propria nuova attività i clienti dell’azienda da cui proviene. Diventa illecito quando, avviata un’attività concorrente, l’ex dipendente acquisisce in modo sistematico — non episodico — i clienti del precedente datore di lavoro.

    Il confine tra le due situazioni dipende da cosa usa l’ex dipendente per attrarre quei clienti. Proporre condizioni commerciali migliori, basandosi sulla propria esperienza, resta una pratica ammessa anche verso persone già conosciute nel vecchio lavoro. La condotta sconfina nell’illecito quando sfrutta informazioni riservate dell’ex datore di lavoro: notizie sui rapporti con i clienti, maturate durante il rapporto di lavoro, che pur essendo normalmente accessibili ai dipendenti non erano destinate a uscire dall’azienda.

    Su questo punto la giurisprudenza guarda al quadro complessivo della condotta nel tempo, più che fermarsi a un episodio isolato. Un singolo cliente che cambia fornitore prova poco da solo.

    Esempio pratico: un agente di commercio lascia l’azienda e apre un’attività nello stesso settore. Se contatta i vecchi clienti offrendo prezzi migliori grazie alla propria esperienza, la condotta resta lecita. Se invece porta con sé l’elenco riservato dei contatti e delle condizioni contrattuali del vecchio datore di lavoro, e lo usa per avvicinare in modo organizzato quegli stessi clienti, la condotta rientra nello sviamento sleale.

    L’imitazione servile

    L’imitazione servile consiste nel riprodurre fedelmente le forme con cui un prodotto concorrente si distingue sul mercato, al punto da confondere i consumatori su quale impresa lo produca. Riguarda l’aspetto riconoscibile di un articolo, non la sua funzione, che chiunque può replicare liberamente.

    Questo caso rientra tra gli atti di confusione del primo comma dell’art. 2598 c.c. Per questo motivo il divieto opera indipendentemente dall’esistenza di un brevetto o di un marchio registrato: anche un prodotto privo di tutele formali può essere protetto dalla forma con cui si distingue sul mercato. Chi cerca un inquadramento più ampio su marchi e brevetti troverà il tema sviluppato nel Recap sulla proprietà intellettuale, dedicato alla tutela delle creazioni e dei segni distintivi come diritto a sé.

    La denigrazione e l’appropriazione di pregi

    La denigrazione, prevista dall’art. 2598 n. 2, consiste nel far circolare notizie o giudizi sui prodotti o sull’attività di un concorrente capaci di comprometterne la reputazione agli occhi del pubblico o dei clienti. L’appropriazione di pregi ne è il comportamento complementare: attribuirsi meriti o qualità che appartengono in realtà a un concorrente, ad esempio presentando come proprie certificazioni o caratteristiche di un prodotto altrui.

    Entrambe le condotte colpiscono la reputazione commerciale, un bersaglio diverso dal prodotto in sé su cui lavora l’imitazione servile.

    La concorrenza parassitaria

    La concorrenza parassitaria è una fattispecie elaborata dalla giurisprudenza sulla base della clausola generale del terzo comma, assente dal testo scritto della norma. Consiste nell’imitare in modo sistematico e continuativo le scelte imprenditoriali di un concorrente considerate nel loro insieme: packaging, pubblicità, politica commerciale e gamma di prodotti copiati uno dopo l’altro nel tempo.

    La differenza con l’imitazione servile sta proprio qui. Un singolo prodotto copiato può rientrare nell’imitazione servile; una strategia intera, copiata progressivamente nel tempo, ricade nella concorrenza parassitaria. Il confine tra le due figure si misura sulla continuità della condotta più che sulla singola somiglianza.

    Il dipendente infedele e lo storno di dipendenti

    Lo storno di dipendenti è la pratica con cui un’impresa istiga i dipendenti di un concorrente a dimettersi per assumerli, con l’intento di danneggiare l’azienda rivale. Va tenuto distinto dalla semplice assunzione di personale proveniente dalla concorrenza, che resta lecita: un’impresa può offrire un lavoro a chi è impiegato altrove.

    A rendere sleale la condotta è l’istigazione, unita all’intento di danneggiare. Un dipendente può lasciare un’azienda per iniziativa propria e un’altra impresa può assumerlo senza che questo diventi concorrenza sleale; il problema sorge quando il reclutamento è organizzato apposta per indebolire il rivale, sottraendogli in blocco competenze o rapporti con i clienti costruiti nel tempo. Chi cerca la cornice più ampia delle regole del mercato tra imprese può leggere il Recap sull’antitrust, che si occupa di posizioni dominanti e intese tra aziende su un piano distinto dai singoli comportamenti scorretti verso un rivale.

    Esempio pratico: un’azienda di software offre un posto a un ingegnere che lavora per un concorrente diretto. Se l’offerta nasce da un normale colloquio di selezione, resta lecita. Se invece l’azienda organizza un reclutamento mirato di più persone chiave dello stesso concorrente, nello stesso periodo, con l’obiettivo dichiarato di bloccarne un progetto, la condotta può configurare uno storno sleale.

    La concorrenza sleale resta, come ogni fattispecie dell’art. 2598 c.c., una norma giuridica di diritto civile. Chi la subisce può agire in giudizio per ottenere l’inibitoria della condotta e il risarcimento del danno: la sanzione passa dal giudice civile, non da un procedimento penale automatico.

    Presentazione

    Slide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo.

    Slide 1 della presentazione su Concorrenza sleale: Concorrenza slealeSlide 2 della presentazione su Concorrenza sleale: Copiare un prodotto senza brevetto è sempre legale?Slide 3 della presentazione su Concorrenza sleale: In questo RecapSlide 4 della presentazione su Concorrenza sleale: Capitolo 01: Testo e ratio dell'art. 2598Slide 5 della presentazione su Concorrenza sleale: I gruppi previsti dalla norma: Atti di confusione, Denigrazione e pregi, Clausola generaleSlide 6 della presentazione su Concorrenza sleale: Capitolo 02: Sviamento di clientelaSlide 7 della presentazione su Concorrenza sleale: Stesso ex dipendente, due strade diverseSlide 8 della presentazione su Concorrenza sleale: Capitolo 03: Imitazione servile e parassitariaSlide 9 della presentazione su Concorrenza sleale: Costruiti sulla clausola generale e sui segni distintivi: Imitazione servile, Copia parassitaria, DenigrazioneSlide 10 della presentazione su Concorrenza sleale: Capitolo 04: Il dipendente infedeleSlide 11 della presentazione su Concorrenza sleale: Dall'assunzione al cliente sottrattoSlide 12 della presentazione su Concorrenza sleale: Senza brevetto, copiare un prodotto resta sempre legale.Slide 13 della presentazione su Concorrenza sleale: Un'azienda assume un professionista che lavorava per un concorrente: è concorrenza sleale?Slide 14 della presentazione su Concorrenza sleale: E adesso, il ripasso
    Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta14 slideTutti i capitoli e gli approfondimenti

    Falsi miti

    • ✗ Mito Copiare un prodotto è sempre lecito se manca un brevetto.

      ✓ Realtà Il divieto dell'imitazione servile tutela le forme distintive di un prodotto dalla confusione con un altro. Vale a prescindere dall'esistenza di un brevetto, perché la norma protegge la correttezza tra imprese, non l'invenzione in sé.

    • ✗ Mito Assumere un dipendente che arriva da un'azienda concorrente è un atto di concorrenza sleale.

      ✓ Realtà L'assunzione di personale proveniente dalla concorrenza, presa da sola, è lecita. Serve l'istigazione a dimettersi, con l'intento di indebolire l'azienda rivale, perché si configuri lo storno.

    • ✗ Mito Basta un cliente passato alla concorrenza per dimostrare uno sviamento illecito.

      ✓ Realtà Quello che conta è una sottrazione sistematica di clienti costruita su informazioni riservate, valutata nel suo complesso nel tempo. Il singolo passaggio di un cliente a un'altra impresa prova poco da solo.

    Mappa concettuale

    Trascina lo sfondo per muoverti e i nodi per riposizionarli; usa − e + per chiudere e aprire i rami.

    Personalizza
    Mappa concettuale: Concorrenza sleale: cos'è e quali sono i casi (con esempi)
    • Concorrenza sleale
      • Testo e ratio dell'art. 2598 c.c. lealtà tra imprese concorrenti
        • Atti di confusione comprende l'imitazione servile
        • Denigrazione e appropriazione di pregi
        • Clausola generale chiude il cerchio sulle altre scorrettezze
      • Sviamento di clientela
        • Condotta lecita condizioni migliori, competenze personali
        • Condotta illecita uso sistematico di dati riservati
        • Criterio dei giudici l'insieme della condotta nel tempo
      • Imitazione servile
        • Forme distintive del prodotto
        • Rischio di confusione
        • A prescindere dal brevetto
      • Denigrazione e appropriazione di pregi
        • Notizie screditanti
        • Meriti attribuiti indebitamente
      • Concorrenza parassitaria
        • Imitazione continuativa dell'intera strategia, non di un prodotto
        • Figura costruita dai giudici sulla clausola generale
      • Dipendente infedele e storno
        • Assunzione semplice lecita
        • Istigazione alle dimissioni scatta lo storno

    Quiz: mettiti alla prova

    Rispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione.

    Voto 0/10 0/5
    1 Quante categorie di atti elenca l'art. 2598 del codice civile?

    Il codice civile distingue tre gruppi: atti di confusione, denigrazione/appropriazione di pregi e una clausola di chiusura sulla correttezza professionale.

    2 Un'azienda assume un professionista che lavorava per un concorrente. È concorrenza sleale?

    Lo storno di dipendenti richiede l'elemento dell'istigazione: la semplice assunzione di chi proviene dalla concorrenza non basta.

    3 Un ex dipendente avvia un'attività concorrente e offre ai vecchi clienti prezzi più bassi. È sviamento illecito?

    La fonte riportata considera lecito proporre condizioni competitive; diventa sleale quando si sfruttano informazioni riservate dell'ex datore di lavoro.

    4 Secondo la giurisprudenza citata dalle fonti, come si valuta se lo sviamento di clientela sia illecito?

    Secondo la fonte citata, la giurisprudenza considera la condotta nel suo complesso e non un episodio isolato.

    5 L'imitazione servile scatta solo se il prodotto copiato ha un brevetto?

    L'art. 2598 n. 1 tutela le forme distintive di un prodotto dal rischio di confusione, un presupposto indipendente dall'esistenza di un brevetto.

    Risposte: 1-B · 2-B · 3-B · 4-B · 5-B

    Flashcards

    Tocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva.

    1 / 8

    Spiegalo con parole tue

    Il test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap.

    La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.

    La concorrenza sleale è il nome giuridico dei comportamenti scorretti tra imprese che competono sullo stesso mercato, disciplinati dall'art. 2598 del codice civile. La norma individua tre gruppi di condotte vietate: la confusione tra prodotti (dove rientra l'imitazione servile), la denigrazione o l'appropriazione di pregi altrui, e una clausola generale di chiusura. Su quest'ultima la giurisprudenza ha costruito nel tempo figure come la concorrenza parassitaria e lo storno di dipendenti. Per valutare condotte come lo sviamento di clientela, i giudici guardano all'insieme del comportamento tenuto nel tempo.

    Domande e risposte

    Cosa dice l'art. 2598 del codice civile?

    Elenca tre gruppi di atti vietati tra imprese concorrenti: la confusione sui prodotti (comprensiva dell'imitazione servile), la denigrazione insieme all'appropriazione di pregi, e una clausola finale che chiude il cerchio su ogni altra scorrettezza professionale dannosa per il rivale. Serve a tenere leale il rapporto tra aziende che si contendono lo stesso mercato.

    Cos'è lo sviamento di clientela?

    È quando chi ha lasciato un'azienda porta via in modo organizzato i clienti di quella stessa azienda, servendosi di notizie riservate sui rapporti commerciali che aveva maturato da dipendente. Offrire condizioni migliori usando esperienza e competenze personali, invece, resta una pratica ammessa.

    Cos'è l'imitazione servile?

    È riprodurre pedissequamente le forme con cui un prodotto si distingue sul mercato, fino al punto che i consumatori fanno fatica a capire a quale impresa appartenga. Il divieto dell'art. 2598 n. 1 opera a prescindere da un brevetto registrato.

    Cos'è la concorrenza parassitaria?

    Una figura costruita dai giudici sulla clausola generale dell'art. 2598 n. 3: riguarda chi copia, prodotto dopo prodotto e scelta dopo scelta, l'intera linea seguita da un concorrente, invece di limitarsi a imitare un singolo articolo.

    Assumere un dipendente che proveniva da un'azienda rivale è concorrenza sleale?

    No, l'assunzione in sé resta un atto lecito. Diventa illecita solo quando è preceduta da un'istigazione a dimettersi organizzata apposta per danneggiare il concorrente: è la fattispecie dello storno di dipendenti.

    Fonti consultate

    • Art. 2598 codice civile: Atti di concorrenza sleale (Brocardi.it)
    • Art. 2598 codice civile: Atti di concorrenza sleale (La Legge per Tutti)
    • Concorrenza sleale (Enciclopedia Treccani)
    • La concorrenza sleale: guida completa (Studio Cataldi)
    • Concorrenza sleale e sviamento di clientela dell'ex dipendente (Picozzi & Morigi)

    Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione.

    Ogni sera, i nuovi Recap del giorno sul canale Telegram. Iscriviti al canale →

    Continua a imparare

    • Educazione civica Pi Greco Day, cos'è e perché si festeggia il 14 marzo Il Pi Greco Day è la ricorrenza che cade ogni 14 marzo, scelto perché nel formato data usato negli Stati Uniti quella giornata si scrive 3/14, come le prime cifre di pi greco. L'ha inventata nel 1988 Larry Shaw, un fisico dell'Exploratorium di San Francisco, durante un ritiro con i colleghi del museo. Dalla festa tra pochi dipendenti è nata una celebrazione pubblica con parate, torte e un riconoscimento del Congresso degli Stati Uniti nel 2009. Oggi si festeggia soprattutto nelle scuole e nei musei scientifici, con gare di memoria sulle cifre e sconti nei locali di pizza e dolci. Leggi il Recap →
    • Educazione civica La secolarizzazione: cos'è e come si manifesta La secolarizzazione è il processo per cui istituzioni, pratiche e credenze religiose perdono rilevanza sociale, mentre una società si orienta di più su ragione e scienza, secondo EBSCO Research Starters. Il fenomeno prende forme diverse: si vede nelle istituzioni, nella cultura condivisa di un paese e nelle scelte religiose di ogni persona. Max Weber l'ha letta come un disincanto del mondo, la razionalizzazione moderna che toglie a religione e metafisica il posto di conoscenza legittima; Émile Durkheim l'ha collegata, nel 1912, alla distinzione tra sacro e profano. Secondo Pew Research Center, nel 2024 il fenomeno cambia moltissimo da un paese all'altro: in India, Israele, Nigeria e Thailandia il 95% o più degli adulti resta nella religione in cui è cresciuto, mentre in Corea del Sud la metà se ne è allontanata. Leggi il Recap →
    • Educazione civica Società di massa: cos'è La società di massa è un tipo di società in cui le masse pesano davvero sulla vita politica e sociale, ma a un prezzo: più omologazione, meno autonomia individuale, maggiore esposizione alla manipolazione. Treccani la colloca tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, quando crescita demografica, urbanizzazione, scolarizzazione, allargamento del voto e organizzazione industriale si intrecciano. I mezzi di comunicazione di massa, radio e cinema prima, poi satelliti e internet, la rendono possibile su scala mai vista. Scuola di Francoforte e Ortega y Gasset ne hanno fatto oggetto di critica, con due angoli diversi: l'industria culturale che standardizza, l'uomo-massa che si confonde nella media. Leggi il Recap →

    recaplica

    Chiaro in 30 secondi, tuo in 10 minuti.

    I Recap Mappe concettuali Chiedi un Recap Canale Telegram Crea una mappa concettuale Il metodo Chi siamo Privacy e cookie Note legali e condizioni d'uso

    © 2026 Recaplica · Un progetto di Curi S.r.l. — P. IVA 05472000750

    Statistiche, solo se vuoi

    Per capire quali Recap aiutano di più useremmo Google Analytics, con dati aggregati e anonimi. Parte solo col tuo ok, e puoi cambiare idea quando vuoi. Informativa privacy