Secondo lo storico francese Philippe Ariès, l'idea che l'infanzia sia un'età della vita con bisogni e sensibilità propri è una costruzione storica, emersa nella prima età moderna europea. Ariès ha presentato questa tesi nel 1960, in un libro uscito in inglese nel 1962 come "Centuries of Childhood". La tesi ha aperto un campo di studi nuovo e ha acceso un dibattito tra storici: alcuni, come Nicholas Orme, la contestano partendo da fonti medievali inglesi; altri, come Linda Pollock, mettono in dubbio il modo in cui Ariès ha letto le fonti sulle famiglie popolari. La storia dell'infanzia resta un terreno di confronto tra storici.
Punti Chiave
Lo storico francese Philippe Ariès ha sostenuto, nel libro del 1960, che l'infanzia come età distinta è una costruzione storica della prima età moderna europea.
Il libro è uscito in Francia nel 1960 col titolo L'Enfant et la vie familiale sous l'Ancien Régime, e in inglese nel 1962 come Centuries of Childhood.
Secondo Ariès, nel Medioevo non esisteva un'idea distinta di infanzia.
Lo storico inglese Nicholas Orme respinge questa idea in modo netto, basandosi su fonti medievali inglesi.
Storici come Albrecht Classen e Linda Pollock contestano ad Ariès la selezione delle fonti, soprattutto delle classi alte, e la lettura delle famiglie popolari.
La tesi di Ariès ha aperto un campo di studi sulla storia dell'infanzia, ancora dibattuto tra gli storici.
L'Approfondimento
Nel 1960 lo storico francese Philippe Ariès pubblica in Francia un libro che cambia il modo di guardare all’infanzia: L’Enfant et la vie familiale sous l’Ancien Régime. La traduzione inglese arriva nel 1962, col titolo Centuries of Childhood, e porta la tesi fuori dalla Francia. Secondo la fonte che ne ripercorre la biografia, Ariès sostiene che i bambini, prima marginali nella vita familiare, diventano progressivamente il centro dell’attenzione della famiglia, con un riconoscimento esplicito dei loro bisogni specifici di cura e guida.
La tesi di Ariès, ripresa anche da Slate, sostiene che nella società medievale non esistesse un’idea distinta di infanzia. La tesi riguarda il modo in cui le famiglie guardano alla crescita dei figli, trattata come un periodo proprio della vita. Il cambiamento, secondo Ariès, emerge soprattutto tra le famiglie più in vista della prima età moderna, e si lega anche a mutamenti nel matrimonio e nella sensibilità familiare — lo stesso periodo studiato, da un’altra angolazione, nei Recap sul Rinascimento e sul contratto sociale di Hobbes, Locke e Rousseau.
Esempio pratico: lo storico Didier Lett ha analizzato i racconti di miracoli medievali scritti in latino e in francese, e ha trovato termini diversi per le diverse età dell’infanzia. Per lui è un indizio linguistico che pesa contro l’idea di un’assenza totale del concetto di infanzia nel Medioevo, il periodo raccontato per intero nel Recap sul Medioevo in riassunto.
La tesi di Ariès non è passata senza discussione. Lo storico inglese Nicholas Orme la respinge in modo netto, partendo da fonti medievali inglesi diverse da quelle francesi usate da Ariès. Lo storico Albrecht Classen imputa ad Ariès di essersi basato su una selezione limitata di fonti, che produce una visione parziale del Medioevo; secondo i critici citati dalla rivista Retrospect Journal, Ariès avrebbe generalizzato la storia dell’infanzia partendo da fonti che riguardano soprattutto le classi alte.
Altri due storici, Patricia Crawford e Linda Pollock, contestano ad Ariès di aver trattato l’infanzia come una categoria fissa e di aver proiettato valori morali occidentali su società diverse dalla propria. Secondo Pollock, in particolare, Ariès non considera che le famiglie delle classi popolari, nonostante le difficoltà materiali, mantenevano legami affettivi molto forti con i figli.
Il risultato è un campo di studi ancora aperto, nato da un libro degli anni Sessanta del Novecento. Chi riprende la tesi di Ariès la usa come punto di partenza per studiare come cambia, nel tempo, l’attenzione delle famiglie verso i figli; chi la contesta lo fa per strade diverse: Orme porta fonti medievali inglesi che Ariès non aveva usato, Classen e Crawford rimettono in discussione la scelta delle fonti e la proiezione di valori occidentali, Lett si affida agli indizi linguistici medievali già citati. La domanda di fondo, quando e perché una società comincia a trattare l’infanzia come un’età a parte, resta la stessa su cui si misurano, da angoli diversi, anche i Recap sull’Illuminismo e sulla Humanitas romana, altri due momenti in cui l’Europa ha ridiscusso cosa significhi crescere ed educarsi.
Presentazione
Slide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo.
✗ Mito Molti credono che Ariès abbia dimostrato che nel Medioevo i genitori non amassero i propri figli.
✓ Realtà In realtà la tesi di Ariès riguarda l'attenzione dedicata allo sviluppo dei figli come fase distinta dall'età adulta, non l'affetto che provano per loro: per Ariès l'affetto resta una costante di ogni epoca. Linda Pollock aggiunge che le fonti mostrano legami affettivi forti anche nelle famiglie delle classi popolari, nonostante le difficoltà materiali.
✗ Mito Molti pensano che la tesi di Ariès sia un fatto storico accertato.
✓ Realtà È un'interpretazione che ha aperto un campo di studi. Storici come Orme, Classen e Pollock la contestano su più punti, dalla scelta delle fonti alla lettura delle famiglie popolari.
✗ Mito Molti credono che le critiche ad Ariès riguardino solo dettagli minori.
✓ Realtà Le critiche toccano il cuore della tesi: la scelta delle fonti, concentrate sulle famiglie di alto rango, la proiezione di valori occidentali su società diverse dalla propria, e indizi linguistici medievali che per lo storico Lett contraddicono l'idea di un'assenza totale del concetto di infanzia nel Medioevo.
Mappa concettuale
Trascina lo sfondo per muoverti e i nodi per riposizionarli; usa − e + per chiudere e aprire i rami.
Nessuno studio sistematicol'infanzia come oggetto di studio storico non esisteva ancora
Idea diffusa di continuitàil bambino visto come un adulto in miniatura, senza una fase propria
Il libro di Ariès
L'Enfant et la vie familialepubblicato in Francia nel 1960
Centuries of Childhoodedizione inglese, 1962
Il sentimento dell'infanziail termine con cui Ariès chiama la nuova attenzione verso i bambini
Cosa cambia, secondo Ariès
Il bambino al centro della famiglia
L'attenzione al suo sviluppo
Le famiglie di alto rangodove Ariès individua prima il nuovo sentimento
Le critiche
Nicholas Ormela respinge, da fonti medievali inglesi
Albrecht Classencontesta la selezione delle fonti
Linda Pollockcontesta la lettura delle famiglie popolari
Didier Letttrova indizi linguistici nei racconti di miracoli medievali
Perché conta ancora
Ha aperto un campo di studi
Il dibattito resta aperto
Quiz: mettiti alla prova
Rispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione.
Voto0/100/5
Risposte: 1-A · 2-A · 3-B · 4-A · 5-B
Flashcards
Tocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva.
1 / 8
Spiegalo con parole tue
Il test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap.
La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.
Secondo lo storico francese Philippe Ariès, l'idea che l'infanzia sia un'età della vita con bisogni e sensibilità propri è una costruzione storica, emersa nella prima età moderna europea. Ariès ha presentato questa tesi nel 1960, in un libro uscito in inglese nel 1962 come "Centuries of Childhood". La tesi ha aperto un campo di studi nuovo e ha acceso un dibattito tra storici: alcuni, come Nicholas Orme, la contestano partendo da fonti medievali inglesi; altri, come Linda Pollock, mettono in dubbio il modo in cui Ariès ha letto le fonti sulle famiglie popolari. La storia dell'infanzia resta un terreno di confronto tra storici.
Domande e risposte
Cos'è la tesi di Philippe Ariès sulla storia dell'infanzia?
È la tesi, presentata nel 1960, secondo cui l'infanzia merita un'attenzione e una cura proprie, distinte da quelle riservate agli adulti, e che questa idea nasce nella prima età moderna europea, soprattutto tra le famiglie più in vista.
In che anno è stato pubblicato il libro di Ariès sulla storia dell'infanzia?
In Francia nel 1960; l'edizione inglese, Centuries of Childhood, arriva nel 1962.
Quali storici hanno criticato la tesi di Ariès sul Medioevo?
Tra gli altri, Nicholas Orme, che la respinge da fonti medievali inglesi; Albrecht Classen, che contesta la scelta delle fonti; Linda Pollock e Patricia Crawford, che contestano la lettura delle famiglie popolari e la proiezione di valori occidentali; Didier Lett, che porta indizi linguistici medievali a favore di un concetto di infanzia già presente.
Secondo Ariès, i genitori medievali non amavano i propri figli?
No, la tesi di Ariès non afferma questo: riguarda l'attenzione delle famiglie alla crescita dei figli come fase propria della vita, non l'affetto che provano per loro, che per Ariès non cambia da un'epoca all'altra. Pollock aggiunge inoltre che, pur tra le difficoltà materiali, le famiglie popolari restavano molto legate ai figli.
Perché la tesi di Ariès è ancora importante?
Perché ha aperto il campo di studi sulla storia dell'infanzia e della famiglia, anche se oggi è discussa: storici diversi la contestano su più punti, dalle fonti usate alla lettura delle classi sociali.
Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione.
Statistiche, solo se vuoi
Per capire quali Recap aiutano di più useremmo Google Analytics, con dati aggregati e anonimi. Parte solo col tuo ok, e puoi cambiare idea quando vuoi. Informativa privacy