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    recaplica L'arte di ottenere ragione: gli stratagemmi di Schopenhauer
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    L'arte di ottenere ragione: gli stratagemmi di Schopenhauer

    Di Redazione Recaplica · Aggiornato il 14 ottobre 2026

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    «L'arte di ottenere ragione» è un trattatello di Arthur Schopenhauer rimasto incompiuto, ritrovato tra le sue carte dopo la morte e pubblicato per la prima volta nel 1864. Elenca 38 stratagemmi per vincere una discussione a prescindere da chi abbia davvero ragione nel merito: non è un manuale di logica, ma un catalogo satirico dei trucchi retorici con cui si inganna un interlocutore o si esce da un angolo. È conosciuta anche come «l'arte di aver ragione», e non va confusa con il libro cinese dei "36 Stratagemmi", un'opera diversa con cui condivide solo il nome del tema. Schopenhauer stesso rifiutò di darla alle stampe: lo scopo puramente agonistico della disputa, slegato dalla verità, lo disgustava.

    Punti Chiave

    • Il manoscritto, 46 pagine, risale a circa il 1830 ma resta inedito finché Schopenhauer è vivo.
    • Esce postumo nel 1864, curato dall'allievo Julius Frauenstädt dentro le carte manoscritte del filosofo.
    • Elenca 38 stratagemmi dialettici, ciascuno con una contromossa per difendersi.
    • La dialettica eristica che descrive serve a vincere una disputa indipendentemente dal merito, non a stabilire la verità.
    • È un'opera satirica, non un manuale di comportamento: la Stanford Encyclopedia of Philosophy la definisce un resoconto satirico della dialettica.
    • Va distinta dal libro cinese dei "36 Stratagemmi", tradizione e autore diversi.

    I numeri chiave

    • 38 gli stratagemmi elencati nel trattatello, ciascuno con la relativa contromossa. Fonte: Wikipedia IT
    • 1864 anno della prima pubblicazione postuma, quattro anni dopo la morte di Schopenhauer. Fonte: Wikipedia DE

    L'Approfondimento

    Arthur Schopenhauer compose «L’arte di ottenere ragione» (Die Kunst, Recht zu behalten) intorno al 1830, secondo la voce tedesca di Wikipedia: un manoscritto di 46 pagine che l’autore non pubblicò mai in vita. Il testo circola anche come «l’arte di aver ragione» o «di avere ragione», varianti dello stesso titolo con cui l’opera è conosciuta in italiano. Resta, per sua stessa natura, un trattatello incompiuto: una lista di tecniche annotate, non un libro rifinito per la stampa. Il materiale emerse solo dopo la morte del filosofo, avvenuta nel 1860, tra le carte che gli studiosi chiamano “Manuscript Remains”. Secondo Wikipedia DE, fu l’allievo ed editore Julius Frauenstädt a pubblicarlo per la prima volta nel 1864, dentro la raccolta delle carte manoscritte lasciate da Schopenhauer. Per oltre un secolo i lettori conobbero solo quella versione: un’edizione critica filologicamente affidabile arrivò solo dopo il 1966, a cura di Arthur Hübscher.

    Logica e dialettica: una distinzione che si perde

    Schopenhauer apre il trattatello con un’osservazione che fa da cardine a tutto il resto: i filosofi hanno dedicato secoli alle regole della logica, ma hanno lasciato quasi del tutto inesplorata un’arte più oscura, quella della disputa. Lo spiega la voce di Wikipedia EN, che definisce l’opera un trattatello «acido, sarcastico» — un tono che va tenuto a mente leggendo ogni pagina che segue.

    Secondo Wikisource EN, nella traduzione inglese di T. Bailey Saunders, Schopenhauer definisce la dialettica controversa, o eristica, come l’arte di disputare in modo da avere la meglio indipendentemente dal fatto di avere ragione o torto nel merito della questione. È la frase-cardine dell’intera opera: la logica riguarda la correttezza del ragionamento, la dialettica eristica riguarda solo l’esito della disputa agli occhi di chi assiste.

    Esempio pratico: in un dibattito in classe su quale fonte energetica convenga di più, uno studente sostiene che “il solare è troppo costoso”. Un avversario che usa l’Ampliamento risponde come se avesse detto “ogni forma di energia rinnovabile è troppo costosa per l’Italia” — una tesi molto più ampia e molto più facile da smontare con un solo controesempio. Lo studente originale, se non se ne accorge, finisce a difendere un’affermazione che non aveva mai fatto.

    Il titolo tedesco, Die Kunst, Recht zu behalten, usa il verbo “mantenere” la ragione. Chi applica questi stratagemmi punta solo a restare in piedi alla fine della discussione.

    Gli stratagemmi, uno per uno (ma non in fila)

    Wikipedia IT conferma il numero tramandato: 38 stratagemmi, ciascuno accompagnato dalla contromossa per riconoscerlo e difendersi. Lo stesso Schopenhauer, nel manoscritto, parla di “circa quaranta” tecniche secondo Wikipedia DE — un indizio che la lista restò incompiuta, e che la cifra esatta dipende da come si contano le varianti di una stessa mossa.

    StratagemmaCome funziona
    AmpliamentoSi estende la tesi dell’avversario fino a renderla più generale, e quindi più attaccabile, mantenendo la propria quanto più ristretta possibile
    OccultamentoSi fanno accettare all’avversario, una per una e senza che se ne accorga, le premesse che portano alla conclusione voluta
    Metodo socratico (di Schopenhauer)Si fanno ammettere le premesse tramite domande mirate, non con affermazioni dirette
    Mutatio controversiaeSi cambia argomento di disputa non appena si rischia la sconfitta nel merito
    Argumentum ad personamSi ricorre a offese personali quando l’avversario sta vincendo la discussione nel merito

    Il nome “Metodo socratico” dato a uno di questi stratagemmi dalla voce italiana non va confuso col metodo di Socrate stesso, che usava le domande per cercare la verità insieme all’interlocutore. Schopenhauer ne riprende la forma per un fine opposto: chi vuole approfondire la figura storica di Socrate può farlo nel Recap sul metodo, il processo e la ricerca della verità.

    Lo stratagemma numero 23 su 38 merita un posto a parte, perché descrive un meccanismo in tre passi anziché una singola mossa: secondo Wikisource EN, consiste nel contraddire ogni affermazione dell’avversario finché questi, irritato, esagera la propria tesi fino a renderla attaccabile. L’ultimo della lista, il 38, è invece la fine della strada: quando l’avversario sta vincendo nel merito, resta l’offesa personale, che Wikisource EN chiama l’estrema risorsa di chi non ha più argomenti e che la voce italiana nomina Argumentum ad personam.

    Perché l’autore rifiutò di pubblicarla

    Il trattatello però non fu mai pubblicato, per volontà dello stesso Schopenhauer. Secondo Wikipedia DE, lo scopo del trattatello era insegnare a comparire, in una disputa, come colui che “ha ragione” con ogni mezzo lecito o illecito — la formula latina usata è per fas et nefas. E proprio questo scopo, dice la stessa fonte, disgustò Schopenhauer al punto da fargli rinunciare a pubblicare il testo lui stesso: un catalogo scritto, mai firmato per la stampa.

    Il primo traduttore inglese dell’opera, T. Bailey Saunders, nella prefazione del 1896 la presenta come un testo in parte ironico, composto da carte lasciate incompiute da Schopenhauer e pubblicate solo dopo la sua morte, secondo Wikisource EN. E la Stanford Encyclopedia of Philosophy, una delle maggiori enciclopedie filosofiche accademiche in lingua inglese, la definisce esplicitamente un resoconto satirico della dialettica: una conferma indipendente, da fonte accademica, che il tono non è quello di un manuale di comportamento.

    Questo trattatello è un pezzo minore rispetto al sistema filosofico costruito da Schopenhauer nella sua opera principale: chi vuole inquadrarlo dentro la filosofia di Schopenhauer nel suo complesso trova lì il pessimismo e la teoria della volontà da cui nasce anche questo catalogo di trucchi retorici.

    Un nome, due libri diversi

    Il termine “stratagemmi” da solo porta quasi sempre a un’opera diversa: i 36 Stratagemmi della tradizione cinese, un compendio di tattiche militari e politiche con un’origine e un’epoca estranee a Schopenhauer. Le due opere condividono solo la parola: una riguarda strategia militare e politica dell’antica Cina, l’altra la disputa verbale tra due persone nella Germania del primo Ottocento.

    Chi arriva a questo trattatello partendo da altri classici di logica e argomentazione trova punti di contatto anche con la logica di Aristotele, che per primo codificò le regole del ragionamento corretto, la disciplina che secondo le prime righe del trattatello i filosofi avevano studiato a fondo mentre lasciavano quasi intatta la dialettica della disputa. La stessa distanza tra verità e vittoria torna nella filosofia morale tedesca: l’imperativo categorico di Kant chiede che un principio valga a prescindere dall’esito del confronto o da chi lo pronuncia, non perché permetta di avere la meglio in una disputa.

    Presentazione

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    Slide 1 della presentazione su L'arte di ottenere ragione: L'arte di ottenere ragioneSlide 2 della presentazione su L'arte di ottenere ragione: Si può vincere una discussione senza avere ragione?Slide 3 della presentazione su L'arte di ottenere ragione: Dal manoscritto alla disputaSlide 4 della presentazione su L'arte di ottenere ragione: Capitolo 01: Un manoscritto nel cassettoSlide 5 della presentazione su L'arte di ottenere ragione: Dal manoscritto al libroSlide 6 della presentazione su L'arte di ottenere ragione: Schopenhauer scrisse il trattatello e poi rifiutò di pubblicarlo.Slide 7 della presentazione su L'arte di ottenere ragione: Capitolo 02: Logica contro dialetticaSlide 8 della presentazione su L'arte di ottenere ragione: Obiettivi opposti, verità o vittoriaSlide 9 della presentazione su L'arte di ottenere ragione: Capitolo 03: Alcuni stratagemmiSlide 10 della presentazione su L'arte di ottenere ragione: Stratagemmi elencati nel trattatello: Ampliamento, Occultamento, Mutatio controversiaeSlide 11 della presentazione su L'arte di ottenere ragione: Il 23 in azioneSlide 12 della presentazione su L'arte di ottenere ragione: Quando sta per perdere, resta l'offesa personale.Slide 13 della presentazione su L'arte di ottenere ragione: Capitolo 04: Non va confusaSlide 14 della presentazione su L'arte di ottenere ragione: Cifre del trattatelloSlide 15 della presentazione su L'arte di ottenere ragione: L'arte di ottenere ragione è lo stesso libro dei 36 Stratagemmi cinesi?Slide 16 della presentazione su L'arte di ottenere ragione: E adesso, il ripasso
    Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta16 slideTutti i capitoli e gli approfondimenti

    Falsi miti

    • ✗ Mito È un manuale di vita o un libro motivazionale sull'arte di convincere.

      ✓ Realtà La voce di Wikipedia EN la descrive come un trattatello «acido, sarcastico», e la Stanford Encyclopedia of Philosophy la chiama un resoconto satirico della dialettica: Schopenhauer elenca i trucchi retorici per smascherarli, non per promuoverli come metodo di successo.

    • ✗ Mito Tratta di logica formale, come i trattati classici di Aristotele.

      ✓ Realtà Schopenhauer distingue le due cose fin dalle prime righe: la logica riguarda le regole della deduzione corretta, mentre la dialettica controversa (eristica) riguarda il modo di apparire vincitori in una disputa, a prescindere dalla correttezza dell'argomento.

    • ✗ Mito È lo stesso libro dei 36 Stratagemmi cinesi.

      ✓ Realtà Sono due opere diverse per autore, epoca e tradizione: i 36 Stratagemmi sono un compendio di tattiche militari e politiche cinesi, Schopenhauer scrive un secolo dopo, in Germania, un catalogo di trucchi per le dispute verbali. Si confondono solo perché entrambi usano la parola "stratagemmi".

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    • L'arte di ottenere ragione
      • Il testo
        • Un manoscritto postumo 46 pagine scritte verso il 1830, inedite in vita
        • Pubblicazione del 1864 a cura di Julius Frauenstädt
        • Edizione critica testo definitivo di Hübscher, dopo il 1966
      • La definizione
        • Dialettica eristica vincere a prescindere dal merito
        • Logica e dialettica distinzione d'apertura del trattatello
        • Per fas et nefas con ogni mezzo lecito o illecito
      • Alcuni stratagemmi
        • Ampliamento estendere la tesi avversaria per attaccarla
        • Occultamento far accettare le premesse una per una
        • Mutatio controversiae cambiare argomento se si perde
        • Argumentum ad personam l'offesa personale, ultima risorsa
      • Non va confusa con
        • 36 Stratagemmi cinesi tradizione e autore diversi
        • Stesso nome, libri diversi condividono solo la parola stratagemmi
      • Il rifiuto dell'autore
        • Mai pubblicata in vita lo scopo agonistico disgustava Schopenhauer
        • Per fas et nefas con ogni mezzo lecito o illecito

    Quiz: mettiti alla prova

    Rispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione.

    Voto 0/10 0/5
    1 Quando fu pubblicata per la prima volta L'arte di ottenere ragione?

    Il manoscritto risale a circa il 1830 ma Schopenhauer non lo pubblicò in vita; uscì nel 1864, quattro anni dopo la sua morte, dentro la raccolta di carte curata dall'allievo Julius Frauenstädt.

    2 Quanti stratagemmi elenca il trattatello?

    Sono 38, ciascuno accompagnato da una contromossa per difendersi; Schopenhauer stesso parlava nel manoscritto di "circa quaranta", segno che la lista non era definitiva.

    3 Cosa intende Schopenhauer per dialettica eristica?

    È la definizione-cardine dell'opera: la dialettica controversa serve a vincere la disputa a prescindere dal merito, un criterio che la separa dalla logica.

    4 Vero o falso: L'arte di ottenere ragione è lo stesso libro dei 36 Stratagemmi cinesi.

    Falso: sono opere diverse. I 36 Stratagemmi appartengono a una tradizione cinese di tattiche militari e politiche; il trattatello di Schopenhauer è un catalogo di trucchi retorici per le dispute verbali, scritto in Germania un secolo dopo.

    5 Che cosa descrive lo stratagemma dell'Argumentum ad personam, l'ultimo della lista?

    Schopenhauer lo presenta come l'estrema risorsa di chi non ha più argomenti: quando l'avversario sta vincendo nel merito, l'ultimo stratagemma è colpirlo sulla persona invece che sulla tesi.

    Risposte: 1-C · 2-C · 3-B · 4-B · 5-C

    Flashcards

    Tocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva.

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    Il test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap.

    La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.

    «L'arte di ottenere ragione» è un trattatello di Arthur Schopenhauer rimasto incompiuto, ritrovato tra le sue carte dopo la morte e pubblicato per la prima volta nel 1864. Elenca 38 stratagemmi per vincere una discussione a prescindere da chi abbia davvero ragione nel merito: non è un manuale di logica, ma un catalogo satirico dei trucchi retorici con cui si inganna un interlocutore o si esce da un angolo. È conosciuta anche come «l'arte di aver ragione», e non va confusa con il libro cinese dei "36 Stratagemmi", un'opera diversa con cui condivide solo il nome del tema. Schopenhauer stesso rifiutò di darla alle stampe: lo scopo puramente agonistico della disputa, slegato dalla verità, lo disgustava.

    Domande e risposte

    Chi ha scritto L'arte di ottenere ragione?

    Arthur Schopenhauer, in un manoscritto di 46 pagine rimasto tra le sue carte e pubblicato solo dopo la sua morte, nel 1864.

    Quanti stratagemmi ci sono nell'opera?

    38, ognuno con il nome della tecnica e una contromossa per riconoscerla e difendersi; Schopenhauer nel manoscritto ne cita "circa quaranta", segno che la lista restò incompiuta.

    L'arte di ottenere ragione è lo stesso libro dei 36 Stratagemmi cinesi?

    No. I 36 Stratagemmi sono un compendio di tattiche militari e politiche della tradizione cinese; il trattatello di Schopenhauer è un'opera distinta, scritta in Germania verso il 1830, dedicata ai trucchi retorici delle dispute verbali.

    L'arte di ottenere ragione è un manuale su come vincere le discussioni?

    Non nel senso di un manuale da seguire: la voce di Wikipedia EN la definisce un trattatello acido e sarcastico, e la Stanford Encyclopedia of Philosophy ne parla come di un resoconto satirico della dialettica. Elenca i trucchi per smascherarli, non per consigliarli.

    Perché si chiama anche L'arte di aver ragione?

    È lo stesso trattatello: in italiano circola sia come «L'arte di ottenere ragione» sia come «L'arte di aver ragione» o «di avere ragione», varianti dello stesso titolo tedesco, Die Kunst, Recht zu behalten.

    Fonti consultate

    • The Art of Being Right — Wikipedia (EN)
    • The Art of Controversy — Wikisource (EN), trad. T. Bailey Saunders
    • Eristische Dialektik — Wikipedia (DE)
    • L'arte di ottenere ragione — Wikipedia (IT)
    • Arthur Schopenhauer — Stanford Encyclopedia of Philosophy

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