|
recaplica
L'arte di ottenere ragione: gli stratagemmi di Schopenhauer | ||||||||||||
| © 2026 Recaplica · recaplica.com — Tutti i diritti riservati | ||||||||||||
L'arte di ottenere ragione: gli stratagemmi di SchopenhauerCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta16 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampo«L'arte di ottenere ragione» è un trattatello di Arthur Schopenhauer rimasto incompiuto, ritrovato tra le sue carte dopo la morte e pubblicato per la prima volta nel 1864. Elenca 38 stratagemmi per vincere una discussione a prescindere da chi abbia davvero ragione nel merito: non è un manuale di logica, ma un catalogo satirico dei trucchi retorici con cui si inganna un interlocutore o si esce da un angolo. È conosciuta anche come «l'arte di aver ragione», e non va confusa con il libro cinese dei "36 Stratagemmi", un'opera diversa con cui condivide solo il nome del tema. Schopenhauer stesso rifiutò di darla alle stampe: lo scopo puramente agonistico della disputa, slegato dalla verità, lo disgustava. Punti Chiave
I numeri chiave
L'ApprofondimentoArthur Schopenhauer compose «L’arte di ottenere ragione» (Die Kunst, Recht zu behalten) intorno al 1830, secondo la voce tedesca di Wikipedia: un manoscritto di 46 pagine che l’autore non pubblicò mai in vita. Il testo circola anche come «l’arte di aver ragione» o «di avere ragione», varianti dello stesso titolo con cui l’opera è conosciuta in italiano. Resta, per sua stessa natura, un trattatello incompiuto: una lista di tecniche annotate, non un libro rifinito per la stampa. Il materiale emerse solo dopo la morte del filosofo, avvenuta nel 1860, tra le carte che gli studiosi chiamano “Manuscript Remains”. Secondo Wikipedia DE, fu l’allievo ed editore Julius Frauenstädt a pubblicarlo per la prima volta nel 1864, dentro la raccolta delle carte manoscritte lasciate da Schopenhauer. Per oltre un secolo i lettori conobbero solo quella versione: un’edizione critica filologicamente affidabile arrivò solo dopo il 1966, a cura di Arthur Hübscher. Logica e dialettica: una distinzione che si perdeSchopenhauer apre il trattatello con un’osservazione che fa da cardine a tutto il resto: i filosofi hanno dedicato secoli alle regole della logica, ma hanno lasciato quasi del tutto inesplorata un’arte più oscura, quella della disputa. Lo spiega la voce di Wikipedia EN, che definisce l’opera un trattatello «acido, sarcastico» — un tono che va tenuto a mente leggendo ogni pagina che segue. Secondo Wikisource EN, nella traduzione inglese di T. Bailey Saunders, Schopenhauer definisce la dialettica controversa, o eristica, come l’arte di disputare in modo da avere la meglio indipendentemente dal fatto di avere ragione o torto nel merito della questione. È la frase-cardine dell’intera opera: la logica riguarda la correttezza del ragionamento, la dialettica eristica riguarda solo l’esito della disputa agli occhi di chi assiste.
Il titolo tedesco, Die Kunst, Recht zu behalten, usa il verbo “mantenere” la ragione. Chi applica questi stratagemmi punta solo a restare in piedi alla fine della discussione. Gli stratagemmi, uno per uno (ma non in fila)Wikipedia IT conferma il numero tramandato: 38 stratagemmi, ciascuno accompagnato dalla contromossa per riconoscerlo e difendersi. Lo stesso Schopenhauer, nel manoscritto, parla di “circa quaranta” tecniche secondo Wikipedia DE — un indizio che la lista restò incompiuta, e che la cifra esatta dipende da come si contano le varianti di una stessa mossa.
Il nome “Metodo socratico” dato a uno di questi stratagemmi dalla voce italiana non va confuso col metodo di Socrate stesso, che usava le domande per cercare la verità insieme all’interlocutore. Schopenhauer ne riprende la forma per un fine opposto: chi vuole approfondire la figura storica di Socrate può farlo nel Recap sul metodo, il processo e la ricerca della verità. Lo stratagemma numero 23 su 38 merita un posto a parte, perché descrive un meccanismo in tre passi anziché una singola mossa: secondo Wikisource EN, consiste nel contraddire ogni affermazione dell’avversario finché questi, irritato, esagera la propria tesi fino a renderla attaccabile. L’ultimo della lista, il 38, è invece la fine della strada: quando l’avversario sta vincendo nel merito, resta l’offesa personale, che Wikisource EN chiama l’estrema risorsa di chi non ha più argomenti e che la voce italiana nomina Argumentum ad personam. Perché l’autore rifiutò di pubblicarlaIl trattatello però non fu mai pubblicato, per volontà dello stesso Schopenhauer. Secondo Wikipedia DE, lo scopo del trattatello era insegnare a comparire, in una disputa, come colui che “ha ragione” con ogni mezzo lecito o illecito — la formula latina usata è per fas et nefas. E proprio questo scopo, dice la stessa fonte, disgustò Schopenhauer al punto da fargli rinunciare a pubblicare il testo lui stesso: un catalogo scritto, mai firmato per la stampa. Il primo traduttore inglese dell’opera, T. Bailey Saunders, nella prefazione del 1896 la presenta come un testo in parte ironico, composto da carte lasciate incompiute da Schopenhauer e pubblicate solo dopo la sua morte, secondo Wikisource EN. E la Stanford Encyclopedia of Philosophy, una delle maggiori enciclopedie filosofiche accademiche in lingua inglese, la definisce esplicitamente un resoconto satirico della dialettica: una conferma indipendente, da fonte accademica, che il tono non è quello di un manuale di comportamento. Questo trattatello è un pezzo minore rispetto al sistema filosofico costruito da Schopenhauer nella sua opera principale: chi vuole inquadrarlo dentro la filosofia di Schopenhauer nel suo complesso trova lì il pessimismo e la teoria della volontà da cui nasce anche questo catalogo di trucchi retorici. Un nome, due libri diversiIl termine “stratagemmi” da solo porta quasi sempre a un’opera diversa: i 36 Stratagemmi della tradizione cinese, un compendio di tattiche militari e politiche con un’origine e un’epoca estranee a Schopenhauer. Le due opere condividono solo la parola: una riguarda strategia militare e politica dell’antica Cina, l’altra la disputa verbale tra due persone nella Germania del primo Ottocento. Chi arriva a questo trattatello partendo da altri classici di logica e argomentazione trova punti di contatto anche con la logica di Aristotele, che per primo codificò le regole del ragionamento corretto, la disciplina che secondo le prime righe del trattatello i filosofi avevano studiato a fondo mentre lasciavano quasi intatta la dialettica della disputa. La stessa distanza tra verità e vittoria torna nella filosofia morale tedesca: l’imperativo categorico di Kant chiede che un principio valga a prescindere dall’esito del confronto o da chi lo pronuncia, non perché permetta di avere la meglio in una disputa. PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
Mappa concettualeTrascina lo sfondo per muoverti e i nodi per riposizionarli; usa − e + per chiudere e aprire i rami.
Quiz: mettiti alla provaRispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione. Voto 0/10 0/5
FlashcardsTocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva. 1 / 8 Spiegalo con parole tueIl test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap. La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.
Domande e risposteChi ha scritto L'arte di ottenere ragione?Arthur Schopenhauer, in un manoscritto di 46 pagine rimasto tra le sue carte e pubblicato solo dopo la sua morte, nel 1864. Quanti stratagemmi ci sono nell'opera?38, ognuno con il nome della tecnica e una contromossa per riconoscerla e difendersi; Schopenhauer nel manoscritto ne cita "circa quaranta", segno che la lista restò incompiuta. L'arte di ottenere ragione è lo stesso libro dei 36 Stratagemmi cinesi?No. I 36 Stratagemmi sono un compendio di tattiche militari e politiche della tradizione cinese; il trattatello di Schopenhauer è un'opera distinta, scritta in Germania verso il 1830, dedicata ai trucchi retorici delle dispute verbali. L'arte di ottenere ragione è un manuale su come vincere le discussioni?Non nel senso di un manuale da seguire: la voce di Wikipedia EN la definisce un trattatello acido e sarcastico, e la Stanford Encyclopedia of Philosophy ne parla come di un resoconto satirico della dialettica. Elenca i trucchi per smascherarli, non per consigliarli. Perché si chiama anche L'arte di aver ragione?È lo stesso trattatello: in italiano circola sia come «L'arte di ottenere ragione» sia come «L'arte di aver ragione» o «di avere ragione», varianti dello stesso titolo tedesco, Die Kunst, Recht zu behalten. Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |














