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    recaplica Giambattista Vico: la sua filosofia della storia
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    Giambattista Vico: la sua filosofia della storia

    Di Redazione Recaplica · Aggiornato il 13 ottobre 2026

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    Giambattista Vico fu un filosofo napoletano, vissuto tra il 1668 e il 1744, professore di retorica per gran parte della sua carriera. Nella sua opera principale, la Scienza Nuova, raccontò come ogni nazione viva tre fasi che si susseguono nel tempo: un'epoca guidata dalla religione, una dominata da eroi in lotta con il popolo e una in cui prevale la ragione condivisa da tutti. Quando questa terza fase arriva al suo limite, secondo Vico la storia torna su condizioni simili a quelle già vissute in precedenza. Questa idea gli servì anche per allontanarsi dal metodo di Descartes, che affidava la verità alle sole idee chiare e distinte.

    Punti Chiave

    • Vico nacque e morì a Napoli (1668-1744) e insegnò retorica all'Università di Napoli, cattedra ottenuta per concorso nel 1699.
    • La sua opera principale, la Scienza Nuova, uscì nel 1725 e fu riscritta in una seconda edizione nel 1730 e in una terza, postuma, nel 1744.
    • Per Vico ogni nazione passa attraverso tre fasi, religiosa, eroica e razionale, prima che il ciclo si richiuda.
    • Il ricorso riporta condizioni paragonabili a quelle già vissute in una fase precedente della stessa nazione.
    • Il principio del verum ipsum factum, cardine del pensiero di Vico, afferma che si conosce davvero solo ciò che si è prodotto, in contrasto con le idee chiare e distinte di Descartes.
    • Le idee di Vico furono riprese da un pubblico ampio solo molto dopo la sua morte, soprattutto nel corso del diciannovesimo secolo.

    I numeri chiave

    • 1725 Anno della prima edizione della Scienza Nuova, pubblicata a Napoli a spese di Vico stesso Fonte: Treccani
    • 1730 Anno della seconda edizione della Scienza Nuova, ampiamente riscritta rispetto alla prima Fonte: Stanford Encyclopedia of Philosophy
    • 1744 Anno della terza edizione, uscita dopo la morte di Vico, avvenuta lo stesso anno Fonte: Stanford Encyclopedia of Philosophy

    L'Approfondimento

    Chi era Giambattista Vico

    Giambattista Vico nacque e morì a Napoli, tra il 1668 e il 1744. Secondo la Stanford Encyclopedia of Philosophy insegnò retorica all’Università di Napoli per gran parte della sua vita professionale, cattedra che Treccani data al 1699 e che ottenne per concorso, non per nomina diretta. L’Internet Encyclopedia of Philosophy riporta che mantenne l’incarico fino al 1741.

    Mentre i filosofi presocratici cercavano l’arché, il principio delle cose naturali (Filosofi presocratici: la domanda sull’arché), Vico rivolse la stessa domanda alla storia delle nazioni: cosa fa nascere, crescere e declinare una civiltà: una domanda che attraversa l’intera sua opera principale.

    La Scienza Nuova: un’opera scritta tre volte

    La Scienza Nuova, il testo in cui Vico espone la sua visione della storia, uscì per la prima volta a Napoli nell’ottobre 1725, a spese dello stesso autore, secondo Treccani. Una seconda edizione, ampiamente riscritta, arrivò tra il dicembre 1729 e l’aprile 1730, e una terza uscì postuma nel giugno 1744, poco dopo la morte di Vico, avvenuta tra il 22 e il 23 gennaio di quell’anno secondo la Stanford Encyclopedia of Philosophy.

    Napoli, nel pieno del Barocco, restava un centro di studi erede del Rinascimento, dove retorica, diritto e filosofia si intrecciavano.

    Le tre età della storia

    Vico descrive la storia di ogni nazione, riporta la Stanford Encyclopedia of Philosophy, come un percorso scandito da tre età che si susseguono con un ordine costante di cause ed effetti: l’età degli dèi, l’età degli eroi e l’età degli uomini.

    EtàChi dominaCosa prevale
    Degli dèiUn’aristocrazia di “padri”Saggezza poetica e autorità religiosa
    Degli eroiEroi contro plebei che reclamano privilegiConflitto per il comando
    Degli uominiI plebei, divenuti uguali per dirittoSaggezza razionale e pensiero scientifico

    L’Internet Encyclopedia of Philosophy aggiunge un dettaglio che la sola tripartizione non racconta: all’interno di ogni ciclo gli uomini passano, in sequenza, dal bisogno all’utilità, al benessere, al piacere, fino alla dissolutezza nel lusso e infine alla rovina.

    Esempio pratico: immagina una comunità che si forma attorno a un’autorità religiosa condivisa, quella che Vico chiama età degli dèi. Con il tempo nasce una nobiltà di guerrieri che rivendica il comando e si scontra con chi reclama gli stessi diritti, l’età degli eroi. Alla fine prevale l’idea che tutti gli uomini siano uguali per natura e capaci di ragionare in modo scientifico, l’età degli uomini. Per Vico, quando anche questa fase arriva al suo punto di rottura, la comunità ritrova condizioni paragonabili a quelle della prima età, su basi diverse da quelle di partenza.

    Corsi e ricorsi storici: cosa significa davvero

    È il meccanismo dei corsi e ricorsi storici, che Treccani riassume così: nelle nazioni i corsi e ricorsi non riportano gli stessi eventi, ma fanno tornare forme storiche che si somigliano a quelle già viste. La Stanford Encyclopedia of Philosophy aggiunge che, per Vico, la società tende verso un progresso ideale senza mai raggiungere la perfezione, perché il percorso viene interrotto da un ricorso, un ritorno a una condizione relativamente più primitiva.

    Resta un punto su cui le fonti stesse non concordano del tutto: l’Internet Encyclopedia of Philosophy segnala che è ancora discusso, tra chi studia Vico, se il suo corso storico vada immaginato come un cerchio che si chiude su di sé o come una spirale che torna su forme simili restando comunque più avanti di prima.

    Vico contro Descartes

    Una delle differenze tra Vico e il suo tempo riguarda il metodo per arrivare alla verità. Descartes, secondo la Stanford Encyclopedia of Philosophy, affidava la verità alle idee chiare e distinte; Vico rigettò quel principio e gli opponeva un criterio diverso, il verum ipsum factum, il vero coincide con ciò che è fatto, cioè si conosce davvero solo quanto si è prodotto. Treccani racconta che questa posizione polemica contro Descartes si accentuò nel corso della sua carriera, fino al rifiuto del cogito come fondamento della scienza. Secondo l’Internet Encyclopedia of Philosophy, a questo criterio si legava anche la difesa che Vico faceva della retorica e dell’arte topica, discipline che affondano le radici nella filosofia greca classica e nel dibattito tra Aristotele e Platone, e che riteneva utili persino per sviluppare l’immaginazione dei bambini, contro il metodo geometrico che Descartes applicava a ogni campo del sapere.

    Vico morì nel 1744, quasi mezzo secolo prima che la Rivoluzione francese contribuisse a diffondere un’idea di progresso lineare e irreversibile tra i filosofi europei.

    L’eredità di Vico

    Il pensiero di Vico non trovò subito un grande pubblico. Le sue idee, riporta la Stanford Encyclopedia of Philosophy, raggiunsero lettori più numerosi solo a partire dal diciannovesimo secolo, fino a diventare un riferimento diffuso nelle discipline umanistiche e nelle scienze sociali. L’Internet Encyclopedia of Philosophy elenca tra gli autori influenzati dai suoi scritti nomi come Herder, Marx, Coleridge, Joyce, Croce, Collingwood e Horkheimer.

    Presentazione

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    Slide 1 della presentazione su Giambattista Vico: Giambattista VicoSlide 2 della presentazione su Giambattista Vico: La storia umana va sempre avanti o torna indietro?Slide 3 della presentazione su Giambattista Vico: Napoli, 1699-1744Slide 4 della presentazione su Giambattista Vico: Capitolo 01: Chi era VicoSlide 5 della presentazione su Giambattista Vico: Professore di retoricaSlide 6 della presentazione su Giambattista Vico: Capitolo 02: La Scienza NuovaSlide 7 della presentazione su Giambattista Vico: Vent'anni di riscrittureSlide 8 della presentazione su Giambattista Vico: Capitolo 03: Le tre etàSlide 9 della presentazione su Giambattista Vico: Degli dèi · Degli eroi · Degli uominiSlide 10 della presentazione su Giambattista Vico: Un ritorno, non una fotocopiaSlide 11 della presentazione su Giambattista Vico: Capitolo 04: Vico contro DescartesSlide 12 della presentazione su Giambattista Vico: Criteri opposti per la veritàSlide 13 della presentazione su Giambattista Vico: Pensatori che ripresero Vico dopo la sua morte: Herder, Marx, CroceSlide 14 della presentazione su Giambattista Vico: Cosa intende Vico con «ricorso»?Slide 15 della presentazione su Giambattista Vico: Stanford, Treccani, IEP
    Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta15 slideTutti i capitoli e gli approfondimenti

    Falsi miti

    • ✗ Mito Secondo Vico la storia si ripete sempre identica, in un cerchio chiuso.

      ✓ Realtà Il ricorso riporta forme storiche analoghe a quelle di una fase precedente; secondo l'Internet Encyclopedia of Philosophy resta aperto, anche tra gli specialisti, se il corso di Vico vada descritto come un cerchio o come una spirale.

    • ✗ Mito Vico fu un filosofo ascoltato e influente già durante la sua vita.

      ✓ Realtà Secondo la Stanford Encyclopedia of Philosophy, il suo pensiero trovò un pubblico ampio solo a partire dal diciannovesimo secolo, ben dopo la sua morte.

    • ✗ Mito Vico applicò semplicemente il metodo di Descartes alla storia delle nazioni.

      ✓ Realtà Vico contestava il presupposto cartesiano che bastino idee chiare e distinte per arrivare alla verità, proponendo un criterio diverso, il verum ipsum factum.

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    Mappa concettuale: Giambattista Vico: la sua filosofia della storia
    • Giambattista Vico
      • Vita e carriera Filosofo e professore a Napoli
        • Nascita e morte Napoli, 1668-1744
        • Cattedra di retorica Ottenuta per concorso nel 1699, fino al 1741
      • La Scienza Nuova L'opera principale, in tre edizioni
        • Prima edizione Napoli, 1725
        • Riscritture successive Seconda edizione nel 1730, terza postuma nel 1744
      • Le tre età Il ciclo che percorre ogni nazione
        • Età degli dèi Saggezza poetica, religione, autorità dei padri
        • Età degli eroi Conflitto tra eroi e plebei per i privilegi
        • Età degli uomini Saggezza razionale, pensiero scientifico
      • Corsi e ricorsi Il progresso che si interrompe
        • Progresso senza perfezione Una tendenza ideale mai pienamente raggiunta
        • Ritorno a forme analoghe Non eventi identici, ma condizioni paragonabili
      • Contro Descartes Un criterio diverso di verità
        • Critica alle idee chiare e distinte Rifiuto del cogito come fondamento della scienza
        • Verum ipsum factum Il vero coincide con ciò che è stato fatto
      • Eredità Un'influenza arrivata in ritardo
        • Fortuna dal XIX secolo Pubblico più ampio dopo la morte di Vico
        • Pensatori influenzati Herder, Marx, Croce e altri

    Quiz: mettiti alla prova

    Rispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione.

    Voto 0/10 0/5
    1 Dove nacque e morì Giambattista Vico?

    Secondo la Stanford Encyclopedia of Philosophy e Treccani, Vico nacque e morì a Napoli, tra il 1668 e il 1744.

    2 Quante edizioni ebbe la Scienza Nuova, l'opera principale di Vico?

    La Scienza Nuova uscì nel 1725, fu riscritta in una seconda edizione nel 1730 e pubblicata in una terza, postuma, nel 1744.

    3 Vero o falso: secondo Vico la storia delle nazioni attraversa tre età, degli dèi, degli eroi e degli uomini.

    È proprio la sequenza descritta da Vico nella Scienza Nuova, riportata sia da Treccani sia dalla Stanford Encyclopedia of Philosophy.

    4 Cosa intende Vico con «ricorso»?

    Per Vico il ricorso è un ritorno a una condizione relativamente più primitiva e a forme storiche analoghe a quelle già vissute.

    5 In cosa consiste il principio verum ipsum factum di Vico?

    È il principio con cui Vico si opponeva a Descartes: la verità non sta nelle idee chiare e distinte, ma nel produrre ciò che si conosce.

    Risposte: 1-A · 2-C · 3-A · 4-B · 5-A

    Flashcards

    Tocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva.

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    Giambattista Vico fu un filosofo napoletano, vissuto tra il 1668 e il 1744, professore di retorica per gran parte della sua carriera. Nella sua opera principale, la Scienza Nuova, raccontò come ogni nazione viva tre fasi che si susseguono nel tempo: un'epoca guidata dalla religione, una dominata da eroi in lotta con il popolo e una in cui prevale la ragione condivisa da tutti. Quando questa terza fase arriva al suo limite, secondo Vico la storia torna su condizioni simili a quelle già vissute in precedenza. Questa idea gli servì anche per allontanarsi dal metodo di Descartes, che affidava la verità alle sole idee chiare e distinte.

    Domande e risposte

    Cosa significano i corsi e ricorsi storici di Vico?

    È l'idea, esposta nella Scienza Nuova, che la storia delle nazioni tenda verso un progresso che non arriva mai a un punto fermo: il percorso si interrompe in un ricorso, un ritorno a condizioni paragonabili a quelle di una fase precedente.

    Chi era Giambattista Vico?

    Un filosofo napoletano vissuto dal 1668 al 1744, professore di retorica all'Università di Napoli per oltre quarant'anni e autore della Scienza Nuova, la sua opera più importante.

    Qual è l'opera principale di Giambattista Vico?

    La Scienza Nuova, pubblicata per la prima volta nel 1725, poi riscritta in una seconda edizione nel 1730 e in una terza, uscita postuma nel 1744.

    Perché Vico si opponeva al metodo di Descartes?

    Perché Descartes fondava la verità sulle idee chiare e distinte, mentre Vico riteneva che si conosca davvero solo ciò che si è prodotto, il principio noto come verum ipsum factum.

    La storia, per Vico, si ripete sempre allo stesso modo?

    No: il ricorso non riporta gli stessi eventi, ma forme storiche analoghe a quelle già vissute; resta anche un dibattito aperto tra gli studiosi se descriverlo come un cerchio o come una spirale.

    Fonti consultate

    • Stanford Encyclopedia of Philosophy, voce "Giambattista Vico"
    • Treccani, Enciclopedia, voce "Giambattista Vico"
    • Internet Encyclopedia of Philosophy, voce "Giambattista Vico"

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