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Clifford Geertz: chi era e cos'è l'antropologia interpretativa |
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Clifford Geertz: chi era e cos'è l'antropologia interpretativaCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta15 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoClifford Geertz (1926-2006) è l'antropologo che ha proposto di studiare una cultura come si studia un testo. Nel 1973 scrive che una cultura è fatta di significati che la storia tramanda e che prendono corpo nei simboli: per capirla si interpretano quei simboli, invece di cercare leggi generali. Il suo strumento è la «thick description», la descrizione densa: annotare una pratica con tanto dettaglio da far vedere quali significati tengono insieme i fatti osservati. Questa impostazione sta nel suo libro più influente, «The Interpretation of Cultures», uscito nel 1973. Punti Chiave
I numeri chiave
L'ApprofondimentoChi era Clifford GeertzClifford Geertz nasce a San Francisco il 23 agosto 1926. Secondo l’American Historical Association arriva all’Antioch College con un interesse per la letteratura inglese e da lì si avvicina alla filosofia; sociologia e antropologia le studia poi ad Harvard. La laurea all’Antioch è del 1950, il dottorato di Harvard del 1956. Il primo lungo lavoro sul campo è a Giava, in Indonesia, insieme alla moglie Hildred Geertz, anche lei antropologa. In Indonesia Geertz lavora anche a Bali e a Sumatra. Più tardi sposta la ricerca in Marocco, dove si occupa della coltivazione dell’olivo, della poesia orale, dei mercati e delle moschee. Tra i suoi casi di studio più noti ci sono i combattimenti di galli osservati a Bali e i rituali religiosi osservati in Marocco. Dal 1970 è professore di scienze sociali all’Institute for Advanced Study di Princeton, dove resta fino alla morte. Muore a Filadelfia il 30 ottobre 2006, per complicazioni di un intervento chirurgico al cuore. La cultura letta come un testoNel 1973 Geertz definisce la cultura come un insieme di significati trasmessi storicamente ed espressi attraverso simboli: concezioni che si tramandano in forma simbolica e con cui le persone comunicano, conservano e fanno crescere quello che sanno e pensano della vita. Da una definizione così discende un modo di lavorare. Una cultura intesa come insieme di significati si legge come un testo: si interpreta analizzando i simboli che la compongono, invece di spiegarla con leggi generali valide per ogni società. È la mossa che l’ermeneutica filosofica compie da secoli sui testi scritti, applicata a un villaggio, a un mercato, a una cerimonia: al posto della pagina c’è un gruppo di persone che agisce, e quelle azioni vanno capite nel loro senso prima di essere catalogate. Sul versante opposto, quello del metodo sicuro che porta a conoscenze certe, c’è il Recap su Cartesio e il problema del metodo. Che cos’è la descrizione densaLa «thick description», in italiano descrizione densa, è lo strumento che tiene insieme questa impostazione. Secondo la Stanford Encyclopedia of Philosophy consiste nel descrivere le pratiche culturali con un dettaglio tale da poter ricostruire i collegamenti di senso tra gli eventi osservati. Non è un invito a scrivere più pagine: è un criterio su che cosa deve finire negli appunti.
Il libro del 1973«The Interpretation of Cultures» esce nel 1973 ed è considerato il più influente dei lavori di Geertz. Non nasce come trattato unitario: raccoglie saggi che Geertz aveva già pubblicato durante gli anni Sessanta. Le critiche e i dubbi dell’autoreL’antropologo Talal Asad ha criticato la teoria di Geertz per un dualismo di fondo nel modo di trattare cultura e realtà sociale, segnalando uno scarto tra «sistema culturale» e «realtà sociale». La discussione resta dentro il dibattito accademico, e riguarda l’impianto della teoria. Geertz, del resto, metteva in dubbio che lo studio delle culture potesse essere del tutto oggettivo. La domanda su quanto possiamo davvero conoscere di ciò che osserviamo attraversa la filosofia moderna da molto prima dell’antropologia, come nel Recap sull’empirismo di David Hume. L’American Historical Association ricorda anche un Geertz dalla penna affilata: le sue critiche al lavoro di altri studiosi erano pungenti e spiritose, e qualche volta provocavano reazioni indignate. PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
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Quiz: mettiti alla provaRispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione. Voto 0/10 0/5
FlashcardsTocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva. 1 / 7 Spiegalo con parole tueIl test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap. La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.
Domande e risposteChi era Clifford Geertz?Un antropologo statunitense, nato a San Francisco il 23 agosto 1926 e morto a Filadelfia il 30 ottobre 2006. Si laurea all'Antioch College nel 1950 e prende il dottorato ad Harvard nel 1956; dal 1970 è professore di scienze sociali all'Institute for Advanced Study di Princeton. Il suo nome è legato all'antropologia interpretativa. Che cos'è l'antropologia interpretativa?È l'impostazione secondo cui una cultura va letta come un testo: si interpretano i simboli attraverso cui le persone comunicano e trasmettono significati. Geertz la formula nel 1973, quando scrive che una cultura è fatta di significati arrivati dalla storia e messi in forma simbolica. Che cosa significa «thick description»?Si traduce con «descrizione densa». Significa descrivere una pratica culturale fino al punto in cui si vede che cosa tiene insieme i vari momenti di quello che si osserva. Il metro è quanto quel resoconto permette di capire che cosa fa quel gesto in quel gruppo. Che libro ha scritto Clifford Geertz?Il suo titolo più noto è «The Interpretation of Cultures», pubblicato nel 1973 e considerato il più influente dei suoi lavori. Dentro ci sono saggi usciti nel corso degli anni Sessanta. Quali critiche ha ricevuto la teoria di Geertz?L'antropologo Talal Asad ha obiettato che la teoria poggia su un dualismo, con uno scarto fra «sistema culturale» e «realtà sociale». Lo stesso Geertz, d'altra parte, non riteneva possibile uno studio delle culture del tutto oggettivo. Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |













