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Bomba atomica: come funziona e la storia di Hiroshima e Nagasaki | ||||||||||||||||||
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Bomba atomica: come funziona e la storia di Hiroshima e NagasakiCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta19 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoLa bomba atomica è un'arma che libera un'enorme quantità di energia dividendo i nuclei di atomi pesanti come l'uranio o il plutonio, un processo chiamato fissione nucleare. Il Progetto Manhattan, il programma segreto che sviluppò le prime bombe atomiche statunitensi, costò 2,2 miliardi di dollari dell'epoca e impiegò 130.000 persone al suo picco. Il 6 agosto 1945 gli Stati Uniti sganciarono su Hiroshima la bomba Little Boy, e tre giorni dopo, il 9 agosto, Fat Man su Nagasaki: furono le uniche due bombe atomiche mai usate in un conflitto. Le vittime si contano a decine di migliaia nei mesi successivi ai bombardamenti, e il Giappone si arrese il 14 agosto 1945, in una decisione su cui gli storici discutono ancora il peso relativo dei diversi fattori in gioco. Dal 1970 il Trattato di Non Proliferazione Nucleare prova a limitare la diffusione di queste armi nel mondo. Punti Chiave
I numeri chiave
L'ApprofondimentoCome funziona la fissione nucleareLa bomba atomica libera energia dividendo i nuclei di atomi pesanti, un processo che i fisici chiamano fissione nucleare. Quando un neutrone colpisce un nucleo pesante come l’uranio-235 o il plutonio-239, il nucleo diventa instabile e si divide rapidamente in due frammenti di massa simile. Ogni divisione libera in media 2-3 nuovi neutroni (la fissione dell’uranio-235 ne rilascia circa 2,45, quella del plutonio-239 circa 2,9), insieme a un’enorme quantità di energia: circa 200 MeV per ogni nucleo di uranio-235 diviso, l’equivalente di 82.000 miliardi di joule per ogni chilogrammo di materiale fissionato. Circa l’85% di quell’energia è calore, sotto forma di energia cinetica dei frammenti. Perché la reazione si autosostenga serve una quantità minima di materiale, la massa critica: la soglia oltre cui i neutroni prodotti superano quelli persi verso l’esterno. Con un riflettore di neutroni intorno al materiale bastano circa 15 kg di uranio-235 o 5 kg di plutonio-239; senza riflettore, i primi esperimenti di Enrico Fermi e Leo Szilard stimarono la soglia dell’uranio-235 attorno ai 50 kg. La forma conta quanto la quantità: una sfera ha la superficie minima per una data massa, e quindi disperde meno neutroni verso l’esterno rispetto a qualunque altra forma.
La fissione va distinta dalla fusione, il processo opposto che alimenta le stelle: nella fusione due nuclei leggeri, come il deuterio e il trizio, si uniscono in un nucleo più pesante, liberando ancora più energia per chilogrammo di materiale (la reazione deuterio-trizio produce elio-4, un neutrone e 17,6 MeV). Le due bombe usate nel 1945 sfruttavano entrambe la fissione, non la fusione. Il Progetto ManhattanLo sviluppo della bomba avvenne dentro la Seconda guerra mondiale, nel programma segreto noto come Progetto Manhattan. Fu un’operazione su scala industriale, paragonabile per organizzazione all’industria automobilistica dell’epoca, che mise insieme scienziati di primo piano, industria privata, militari e decine di migliaia di cittadini americani. Costò 2,2 miliardi di dollari dell’epoca e arrivò a impiegare 130.000 lavoratori al suo picco, distribuiti soprattutto su tre siti: Oak Ridge, in Tennessee, dove si arricchiva l’uranio; Hanford, nello Stato di Washington, dove si produceva il plutonio; e Los Alamos, nel New Mexico, dove si progettavano gli ordigni. Il 16 luglio 1945, nel deserto del New Mexico, il progetto raggiunse il suo momento decisivo: il test Trinity fece esplodere il primo ordigno nucleare della storia, una bomba al plutonio a implosione dello stesso tipo che tre settimane dopo sarebbe stata usata su Nagasaki. Il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti è il discendente diretto del Manhattan Engineer District, l’unità dell’Army Corps of Engineers che costruì la bomba. Il 10 novembre 2015 i tre siti principali del progetto sono diventati il Manhattan Project National Historical Park, dopo che una legge sulla difesa nazionale ne aveva autorizzato la creazione il 19 dicembre 2014. Hiroshima e Nagasaki, agosto 1945Il 6 agosto 1945, alle 8:15 ora locale, il bombardiere B-29 “Enola Gay” (decollato dall’isola di Tinian alle 2:45 del mattino, pilotato dal colonnello Paul Tibbets) sganciò su Hiroshima la bomba “Little Boy”. Tre giorni dopo, il 9 agosto, il B-29 “Bockscar”, pilotato da Charles Sweeney, sganciò “Fat Man” su Nagasaki alle 10:58 ora locale: il bersaglio originale della missione era Kokura, scartata all’ultimo momento per la copertura nuvolosa e la scarsa visibilità.
A Hiroshima, dove vivevano fra 280.000 e 290.000 civili più 43.000 soldati, l’esplosione danneggiò o distrusse 70.000 edifici su 76.000, di cui 48.000 completamente rasi al suolo; la temperatura al suolo raggiunse i 7.000 gradi Fahrenheit, circa 3.870 °C, in meno di un secondo. Le stime delle vittime variano secondo l’orizzonte temporale considerato: fra 90.000 e 166.000 morti nei quattro mesi successivi, mentre la città di Hiroshima stima 237.000 morti diretti o indiretti (ustioni, malattia da radiazioni, tumori) in un arco più lungo. A Nagasaki, con circa 263.000 abitanti fra civili, soldati e prigionieri, si stimano fra 40.000 e 75.000 morti immediati e circa 80.000 morti complessivi entro la fine del 1945; il raggio di distruzione totale fu di circa 1,6 chilometri. Secondo la World Nuclear Association, la maggior parte dei decessi in entrambe le città fu causata da lesioni da scoppio e ustioni, non dalla radiazione diretta.
La resa del Giappone, e un dibattito ancora apertoIl Giappone annunciò la resa il 14 agosto 1945. Le settimane precedenti avevano visto convergere più fattori. L’8 agosto 1945 l’Unione Sovietica dichiarò guerra al Giappone e il giorno dopo, il 9 agosto, invase la Manciuria con oltre 1,5 milioni di soldati su tre direttrici, eliminando la speranza giapponese in una mediazione di Mosca per una pace negoziata. Il peso relativo di questi fattori resta materia di dibattito fra gli storici. Alcuni, come Tsuyoshi Hasegawa, sostengono che l’ingresso sovietico in guerra abbia pesato quanto i bombardamenti atomici, se non di più, proprio perché tolse al Giappone l’ultima via diplomatica verso una pace negoziata. Altri assegnano il peso decisivo alle due bombe. Non esiste un consenso unico, ed è una semplificazione indicare le bombe atomiche come causa esclusiva della resa: la decisione giapponese nacque dalla somma di più pressioni convergenti nello stesso arco di giorni. Dopo la bomba: radioattività, ricostruzione, non proliferazioneL’energia della bomba si divise fra radiazione iniziale, circa il 5% del totale, responsabile dei danni immediati entro circa un chilometro, e radiazione residua, circa il 10% del totale. Quest’ultima calò rapidamente: secondo il comune di Hiroshima, l’80% fu emesso entro le prime 24 ore, e dopo una settimana i livelli erano già scesi a un milionesimo rispetto a quelli immediatamente successivi all’esplosione. Nel 2026 i livelli di radiazione misurati a Hiroshima e Nagasaki corrispondono al fondo di radiazione naturale presente in ogni parte del pianeta. Le due città sono state ricostruite e sono diventate importanti centri industriali: nel 2026 Hiroshima conta oltre un milione di abitanti, Nagasaki circa 440.000. Sul piano internazionale, la corsa agli armamenti nucleari che caratterizzò la guerra fredda, la stessa rivalità tecnologica fra Stati Uniti e Unione Sovietica che, per vie diverse, avrebbe portato anche all’allunaggio dell’Apollo 11, spinse le due superpotenze e altri paesi a dotarsi di arsenali sempre più grandi. Il Trattato di Non Proliferazione Nucleare, aperto alla firma nel 1968 ed entrato in vigore il 5 marzo 1970, provò a fermare quella diffusione: gli Stati dotati di armi nucleari si impegnarono a non trasferirle, quelli senza a non acquisirle, sotto la verifica dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica sulle attività nucleari civili. Esteso a tempo indeterminato nel 1995, il trattato conta 191 Stati parte, il più ampiamente sottoscritto al mondo in materia di non proliferazione nucleare. PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
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Domande e risposteCome funziona una bomba atomica a fissione?Una bomba a fissione libera energia dividendo nuclei pesanti come l'uranio-235 o il plutonio-239. Quando un neutrone colpisce uno di questi nuclei, li rende instabili. Il nucleo si divide in due frammenti e rilascia in media 2-3 nuovi neutroni, oltre a un'enorme quantità di energia, circa 200 MeV per ogni nucleo di uranio-235 diviso. Se la massa di materiale supera una soglia critica, quei nuovi neutroni innescano altre fissioni in una reazione a catena che si autosostiene in una frazione di secondo. Perché Nagasaki fu colpita e non Kokura, il bersaglio originale?La missione del 9 agosto 1945 doveva colpire Kokura, ma la città era coperta dalle nuvole e la scarsa visibilità impedì il bombardamento a vista, come richiesto dalle regole d'ingaggio. Il Bockscar, pilotato da Charles Sweeney, virò allora su Nagasaki, il bersaglio secondario, dove sganciò Fat Man alle 10:58 ora locale. Quante persone morirono a Hiroshima e Nagasaki?Le stime variano secondo l'orizzonte temporale considerato. A Hiroshima si stimano fra 90.000 e 166.000 morti nei quattro mesi successivi al bombardamento, mentre la città di Hiroshima stima 237.000 morti diretti o indiretti (ustioni, malattia da radiazioni, tumori) in un arco più lungo. A Nagasaki si stimano fra 40.000 e 75.000 morti immediati, con circa 80.000 morti complessivi entro la fine del 1945. La maggior parte dei decessi fu causata da lesioni da scoppio e ustioni, non dalla radiazione diretta. L'ingresso in guerra dell'Unione Sovietica ebbe un ruolo nella resa del Giappone?È un dibattito storiografico aperto. L'8 agosto 1945 l'Unione Sovietica dichiarò guerra al Giappone e il giorno dopo invase la Manciuria con oltre 1,5 milioni di soldati, eliminando la speranza giapponese di una mediazione di Mosca per una pace negoziata. Alcuni storici, come Tsuyoshi Hasegawa, sostengono che questo fattore abbia pesato quanto i bombardamenti atomici, se non di più, nella decisione giapponese di arrendersi il 14 agosto 1945. Altri assegnano il peso maggiore alle bombe. Non esiste un consenso unico, ed è una semplificazione presentare le due bombe come la causa esclusiva della resa. Hiroshima e Nagasaki sono ancora radioattive?No. Circa l'80% della radiazione residua fu emessa entro le prime 24 ore dai bombardamenti, e già dopo una settimana i livelli erano scesi a un milionesimo rispetto a quelli immediatamente successivi all'esplosione. Secondo il comune di Hiroshima, i livelli di radiazione misurati nel 2026 corrispondono al fondo di radiazione naturale presente ovunque sulla Terra. Le due città sono state ricostruite e sono diventate importanti centri industriali, e nel 2026 Hiroshima conta oltre un milione di abitanti e Nagasaki circa 440.000. Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |

















