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Perché la Corea è divisa in due: come funziona la Corea del Nord | ||||||||||||
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Perché la Corea è divisa in due: come funziona la Corea del NordCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta18 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoLa Corea è divisa in due Stati dal 1948, esito di più fattori intrecciati, l'eredità dell'occupazione giapponese, la spartizione decisa dagli Alleati nell'agosto 1945 lungo il 38° parallelo e la guerra di Corea del 1950-53, chiusa solo da un armistizio mai seguito da un trattato di pace. A nord, la Repubblica Popolare Democratica di Corea è guidata dal 1948 dalla dinastia Kim, dal 2011 da Kim Jong Un, attraverso un partito unico e un'ideologia di Stato basata sull'autosufficienza, la Juche. L'economia nordcoreana non pubblica statistiche ufficiali affidabili e dipende quasi interamente dal commercio con la Cina; dal 2006 il Paese è sottoposto a una serie di sanzioni del Consiglio di sicurezza dell'ONU legate al suo programma nucleare e missilistico. Tecnicamente, le due Coree restano ancora in un conflitto sospeso da oltre settant'anni. Punti Chiave
I numeri chiave
L'ApprofondimentoDa un impero coloniale a due zone di occupazioneLa divisione della Corea non comincia nel 1950, con i primi colpi di cannone, ma decenni prima. Dopo la guerra sino-giapponese del 1894-95 e quella russo-giapponese del 1904-05, il Giappone occupa la penisola coreana; nel 1910 la annette formalmente, mettendo fine a secoli di sovranità coreana sul proprio territorio. L’occupazione giapponese finisce con la Seconda guerra mondiale: nell’agosto 1945, sconfitto, il Giappone depone le armi e si arrende senza condizioni alle potenze alleate. È qui che entra in scena una delle decisioni più discusse del secolo. Il compito di indicare come gestire la resa giapponese sulla penisola coreana finisce sul tavolo di due giovani funzionari del Dipartimento di Stato statunitense, che scelgono il 38° parallelo come linea di confine: a nord si sarebbero arrese le truppe nipponiche ai sovietici, a sud agli statunitensi. Doveva essere una divisione amministrativa e militare temporanea, non un confine politico permanente. Le cose, però, sono andate diversamente. 1948: nascono due StatiNei tre anni successivi, le due zone di occupazione prendono strade opposte. A nord, i sovietici sostengono l’ascesa di Kim Il Sung; a sud, gli Stati Uniti appoggiano Syngman Rhee. Nel 1948 la spartizione temporanea diventa definitiva: nascono due Stati distinti.
A nord, Kim Il Sung consolida rapidamente il potere e instaura un regime autocratico a partito unico sotto il Partito dei Lavoratori di Corea (Korean Workers’ Party). È l’inizio di un sistema di governo che, con modifiche interne, dura da quasi ottant’anni. La guerra di Corea e un armistizio che non diventò mai paceIl 25 giugno 1950 l’esercito di Kim Il Sung attacca la Corea del Sud, arrivando quasi a conquistare l’intera penisola. Le forze militari statunitensi guidano allora un’operazione autorizzata dalle Nazioni Unite per respingere l’esercito nordcoreano oltre il 38° parallelo; alla fine del 1950, dopo che le truppe ONU avanzano verso il confine cinese, anche la Repubblica Popolare Cinese entra nel conflitto. Seguono poco più di tre anni di combattimenti e trattative parallele. Dopo 158 incontri negoziali, il 27 luglio 1953 il generale William K. Harrison Jr., delegato del Comando delle Nazioni Unite, e il generale Nam Il, delegato dell’esercito nordcoreano e dei volontari popolari cinesi, impiegano dieci minuti per firmare diciotto copie ufficiali dell’accordo di armistizio, redatto in tre lingue. L’accordo entra in vigore quella sera stessa, alle 22:00.
L’accordo sospende le ostilità e ritira le forze militari da una fascia larga circa 4.000 metri, la zona demilitarizzata (DMZ); istituisce la Commissione per l’Armistizio Militare, che sorveglia la tregua; impegna le parti a rilasciare e rimpatriare prigionieri di guerra e sfollati. Ma il testo dell’accordo è chiaro su un punto: a firmarlo sono comandanti militari, non governi, e nessuno Stato lo sottoscrive come parte in causa. Per questo Corea del Nord e Corea del Sud restano, tecnicamente, in un conflitto sospeso da oltre settant’anni, senza che un trattato l’abbia mai chiuso. Nello stesso 1953, Stati Uniti e Corea del Sud firmano inoltre un trattato di sicurezza reciproca, base giuridica, dal 1953, della presenza militare americana nella penisola. Dopo tre anni di guerra, i confini di fatto restano quasi identici a quelli di partenza, nei pressi del 38° parallelo. Chi comanda in Corea del Nord: partito, dinastia, ideologiaDal 1948, il potere in Corea del Nord è passato, senza soluzione di continuità, attraverso tre generazioni della stessa famiglia: Kim Il Sung, poi il figlio Kim Jong Il, poi il nipote Kim Jong Un, capo di Stato come presidente della Commissione degli Affari di Stato dal 17 dicembre 2011. Dall’11 aprile 2019 il capo di governo è invece Choe Ryong Hae, presidente dell’Assemblea Popolare Suprema. Il centro decisionale resta il Partito dei Lavoratori di Corea (WPK), il cui Comitato Centrale si appoggia su tre organi subordinati: l’Ufficio Politico (Politburo), la Commissione di Controllo e l’Ufficio Politiche Esecutive. Tra le sue articolazioni, il Dipartimento di Organizzazione Guidata e il Dipartimento di Propaganda sono considerati tra le agenzie di partito più influenti. Il peso relativo di partito ed esercito, però, non è rimasto costante. Sotto Kim Jong Il si afferma negli anni ‘90 la dottrina Songun, “militare al primo posto”, che eleva il ruolo delle forze armate nella vita politica e nell’allocazione delle risorse. Kim Jong Un ha invertito la tendenza: ha rilanciato il Partito dei Lavoratori come organo politico centrale e ha spinto verso una maggiore istituzionalizzazione formale dei suoi strumenti di potere sull’esercito, sostituendo nel 2018 tre generali di alto rango per rafforzare il controllo civile-partitico sulle forze armate. L’ideologia di riferimento resta però la Juche, tradotta di solito come “autosufficienza”: un’idea di indipendenza e sovranità che domina la politica nordcoreana dal secondo dopoguerra. Tre generazioni della famiglia Kim hanno governato, dal 1948, con un’autorità pressoché assoluta e una forte repressione del dissenso. Un’economia isolata, difficile da misurareLa Corea del Nord non pubblica statistiche economiche ufficiali affidabili: non esiste, quindi, un dato di PIL nominale dichiarato dallo Stato. Il numero più citato dalle fonti esterne è una stima a parità di potere d’acquisto, elaborata per il 2023: circa 15,416 miliardi di dollari, pari a un PIL pro capite di circa 600 dollari. Va trattato per quello che è, una stima esterna e non una cifra ufficiale del regime. I principali settori produttivi indicati dalle fonti sono la produzione militare, la meccanica pesante, l’energia elettrica, la chimica, l’estrazione mineraria (carbone, minerale di ferro, calcare, magnesite, grafite, rame, zinco, piombo e metalli preziosi), la metallurgia, il tessile, l’industria alimentare e il turismo. Il commercio estero dipende però quasi interamente da un solo partner: nel 2023 la Cina assorbe circa il 74% delle esportazioni nordcoreane e fornisce circa il 97% delle importazioni, mentre tutti gli altri partner commerciali restano marginali. La popolazione stimata nel 2025 è di circa 26,4 milioni di persone, con un’età mediana di 36,2 anni e un’aspettativa di vita di 73,5 anni, su un territorio di 120.538 chilometri quadrati. Le forze armate contano fino a 1,3 milioni di militari in servizio attivo, con leva obbligatoria per uomini (17-30 anni) e donne (17-23 anni), un obbligo di servizio che le fonti indicano fino a dieci anni per gli uomini e sette per le donne. Tra il 2010 e il 2020, la spesa militare è stimata tra il 20% e il 30% del PIL nordcoreano ogni anno, una quota enorme per qualsiasi economia. Le sanzioni ONU e i rapporti con l’esternoDal 2006, il programma nucleare e missilistico nordcoreano ha portato il Consiglio di sicurezza dell’ONU ad adottare nove risoluzioni principali, fino al 2017, quasi sempre in risposta diretta a un test. La risoluzione 1718, del 14 ottobre 2006, arriva pochi giorni dopo il primo test nucleare nordcoreano e vieta i trasferimenti di armi pesanti e tecnologie per armi di distruzione di massa. Le risoluzioni successive si susseguono dopo ogni nuovo test o lancio missilistico, ampliando via via l’embargo: dal divieto di esportare rame, nichel, argento e zinco (2016) al divieto totale sulle esportazioni tessili (2017), fino al tetto sulle importazioni di petrolio raffinato, limitate a 500.000 barili l’anno dalla risoluzione 2397 del dicembre 2017. Le radici di questo isolamento affondano nel confronto ideologico più ampio della Guerra fredda, che vide la Corea diventare uno dei terreni su cui le due superpotenze si combatterono per procura, senza mai scontrarsi direttamente. Quella logica di blocco, di alleanze contrapposte e di regimi economici isolati non si è mai chiusa del tutto sulla penisola coreana: è rimasta congelata, insieme all’armistizio del 1953, in un confine che, al 2026, nessun trattato ha ancora reso definitivo. PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
Mappa concettualeTrascina lo sfondo per muoverti e i nodi per riposizionarli; usa − e + per chiudere e aprire i rami.
Quiz: mettiti alla provaRispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione. Voto 0/10 0/5
FlashcardsTocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva. 1 / 8 Spiegalo con parole tueIl test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap. La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.
Domande e rispostePerché la Corea è divisa in due?La divisione nasce da più fattori intrecciati, l'eredità dell'occupazione giapponese (1910-1945), la spartizione lungo il 38° parallelo decisa nell'agosto 1945 tra zona sovietica e statunitense, la fondazione di due Stati distinti nel 1948 e infine la guerra di Corea (1950-53), chiusa solo da un armistizio mai seguito da un trattato di pace. Nessuna di queste cause, da sola, spiega l'intera vicenda. Qual è la differenza tra armistizio e trattato di pace nel caso della Corea?L'armistizio del 27 luglio 1953 fermò i combattimenti e istituì la zona demilitarizzata, ma resta un accordo tra comandi militari, e nessuno dei due governi lo firma come parte contraente. Un vero trattato di pace, che chiuderebbe formalmente il conflitto tra le due Coree, non è mai arrivato, perciò tecnicamente le due Coree restano in un conflitto sospeso da oltre settant'anni. Chi guida la Corea del Nord?Dal 17 dicembre 2011 il capo di Stato è Kim Jong Un, presidente della Commissione degli Affari di Stato, terzo della dinastia Kim dopo il nonno Kim Il Sung, che fondò lo Stato nel 1948, e il padre Kim Jong Il. Dall'11 aprile 2019 il capo di governo è Choe Ryong Hae, presidente dell'Assemblea Popolare Suprema. Perché la Corea del Nord è così isolata economicamente?Lo Stato dipende quasi interamente dalla Cina per il commercio estero, che nel 2023 assorbe circa il 74% delle esportazioni nordcoreane e fornisce circa il 97% delle importazioni, e non pubblica statistiche economiche ufficiali affidabili. A questo si aggiungono nove risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell'ONU adottate tra il 2006 e il 2017, che vietano progressivamente esportazioni e importazioni in risposta ai test nucleari e missilistici del Paese. Che cos'è la zona demilitarizzata (DMZ) tra le due Coree?È la fascia, larga circa 4.000 metri, istituita dall'armistizio del 1953, da cui furono ritirate tutte le forze militari e le attrezzature belliche. Nonostante il nome, resta una delle frontiere più sorvegliate al mondo, e corre lungo un confine di fatto rimasto quasi identico a quello di inizio guerra, nei pressi del 38° parallelo. Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |
















