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Barocco romano: Bernini e Borromini, una rivalità che cambiò Roma | |||||||||||||||
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Barocco romano: Bernini e Borromini, una rivalità che cambiò RomaCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta18 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoIl Barocco romano nasce nella Roma del Seicento dalla rivalità tra due architetti, Gian Lorenzo Bernini e Francesco Borromini. Bernini costruisce il Baldacchino e il colonnato di San Pietro, la Fontana dei Quattro Fiumi e la chiesa di Sant'Andrea al Quirinale, con linee curve e grande teatralità. Borromini, che per alcuni anni lavora proprio accanto a Bernini nei cantieri di San Pietro, firma poi opere come San Carlo alle Quattro Fontane e Sant'Ivo alla Sapienza, basate su geometrie calcolate. La rivalità matura negli anni e sfocia in uno scontro pubblico nel 1645, davanti a una commissione che boccia un campanile di Bernini — resta una delle pagine più raccontate dell'arte romana. Punti Chiave
I numeri chiave
L'ApprofondimentoNella Roma del Seicento il Barocco non nasce da un progetto unico, ma dal confronto serrato tra due architetti che lavorano quasi fianco a fianco e che, nel giro di pochi anni, diventano rivali dichiarati. Il secolo segue quello del Rinascimento e del Quattrocento fiorentino, l’epoca di artisti come Botticelli e della sua Nascita di Venere: il Barocco romano cerca invece il movimento, la scena, l’effetto sul visitatore che entra in una chiesa o attraversa una piazza. Due vite parallele, due stili oppostiGian Lorenzo Bernini nasce a Napoli nel 1598, figlio dello scultore Pietro Bernini, e muore a Roma nel 1680. È insieme architetto, scultore e pittore, e la sua carriera attraversa quasi l’intero secolo. Francesco Borromini nasce un anno dopo, nel 1599, a Bissone, vicino Como, con il nome di Francesco Castelli. Studia scultura a Milano, dove probabilmente entra in contatto con gli scalpellini che lavorano alle forme tardogotiche del Duomo, e si trasferisce a Roma nel 1619, secondo TheArtStory. A Roma diventa apprendista del parente Carlo Maderno a partire dal 1620 circa. I due si incontrano da vicino tra il 1629 e il 1633, quando Borromini assiste Bernini nei lavori della basilica di San Pietro. Una fonte accademica (Encyclopedia.com) descrive Borromini, già in quegli anni, come critico e geloso nei confronti di Bernini: la collaborazione, più che avvicinarli, sembra scavare la distanza tra i due.
Le opere che hanno segnato RomaBernini costruisce alcune delle immagini più riconoscibili della Roma barocca. Tra il 1624 e il 1633 realizza il Baldacchino di San Pietro, la prima grande opera che fonde architettura e scultura in un’unica costruzione di bronzo. Nel 1647 riceve l’incarico di decorare i pilastri e le navate della basilica, e nel 1656 avvia la costruzione del colonnato di piazza San Pietro. Fuori da San Pietro firma la Fontana dei Quattro Fiumi, completata nel 1651 in piazza Navona — Treccani la indica, con cautela, tra i vertici dell’arte barocca — e a partire dal 1658 la chiesa di Sant’Andrea al Quirinale. Borromini lavora su una scala più contenuta, ma non meno ambiziosa. Tra il 1634 e il 1643 costruisce il monastero di San Carlo alle Quattro Fontane a Roma. Tra il 1642 e il 1662 progetta la pianta di Sant’Ivo alla Sapienza, una delle forme più insolite dell’architettura romana del Seicento.
Perché erano rivaliLe ragioni della rivalità non si riducono a una sola. Treccani descrive l’architettura di Borromini come opposta, nei caratteri formali, a quella di Bernini; la stessa fonte racconta Borromini come una persona solitaria e ansiosa, mentre Bernini si muove a proprio agio tra le commissioni papali e la vita pubblica di Roma. A questo si aggiunge la concorrenza diretta per gli stessi incarichi, visto che entrambi lavorano per i cantieri della Chiesa romana. Lo scontro diventa pubblico nel 1645. Una delle torri campanarie di San Pietro, completata nel 1641 su progetto di Bernini, risulta strutturalmente carente, e una commissione ne decide la rimozione. Borromini coglie l’occasione per criticare pubblicamente l’incompetenza di Bernini in quell’episodio, secondo quanto riporta TheArtStory. Vent’anni dopo, nel 1665, Bernini accusa Borromini di rifiutare il fondamento antropometrico dell’architettura — l’idea che le proporzioni di un edificio debbano rispecchiare quelle del corpo umano — e lo definisce, secondo TheArtStory, “un ignorante goto che aveva corrotto l’architettura”. È un giudizio durissimo, riportato dalla fonte come tale: non il verdetto della storia dell’arte, ma la voce di un rivale. Intorno a questa rivalità è nata anche una leggenda, spesso raccontata come se fosse un fatto. Secondo questo racconto, riferito da TheArtStory, Bernini avrebbe fatto girare il volto della statua del Rio della Plata, nella Fontana dei Quattro Fiumi, per non dover guardare la facciata della chiesa di Sant’Agnese in Agone, progettata da Borromini; in risposta, Borromini avrebbe orientato altrove il volto di una delle sue statue. Nessuna fonte del Seicento conferma che le cose siano andate davvero così: resta una leggenda successiva, utile a raccontare la fama della loro rivalità, non un episodio documentato all’epoca. Caratteri opposti, fama disegualeTheArtStory descrive Borromini come un uomo solitario e testardo, che vestiva in foggia spagnola austera. Lo giudica anche probabilmente celibe e casto, spesso litigioso nei rapporti di lavoro. Treccani riassume la sua vita come ansiosa, conclusasi con il suicidio: nell’estate del 1667 Borromini si ferì con la propria spada mentre l’attenzione del domestico era distratta. Fece comunque in tempo a pentirsi e a lasciare testamento, prima di morire il 3 agosto 1667. L’architettura di Borromini fu per lungo tempo guardata con sospetto. Treccani ricorda che fu duramente criticata dalla critica neoclassica, e solo in seguito rivalutata. Bernini, al contrario, restò per secoli il nome più associato al Barocco romano. Oggi le due carriere si leggono una accanto all’altra, come due risposte diverse alla stessa domanda su come costruire Roma. PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
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Quiz: mettiti alla provaRispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione. Voto 0/10 0/5
FlashcardsTocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva. 1 / 8 Spiegalo con parole tueIl test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap. La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.
Domande e risposteChi erano Bernini e Borromini?Gian Lorenzo Bernini (Napoli 1598 - Roma 1680) e Francesco Borromini (Bissone 1599 - Roma 1667) furono i due architetti che definirono il Barocco romano nel Seicento, con stili molto diversi tra loro. Perché Bernini e Borromini erano rivali?Le fonti non indicano un'unica causa. Descrivono una rivalità professionale nata già nel cantiere di San Pietro, tra il 1629 e il 1633, quando Borromini lavorava come assistente di Bernini, e arrivata allo scontro pubblico del 1645 sul campanile progettato da Bernini. Quali sono le opere principali di Bernini a Roma?Il Baldacchino di San Pietro (1624-1633), la Fontana dei Quattro Fiumi in piazza Navona (1651), il colonnato di piazza San Pietro (dal 1656) e la chiesa di Sant'Andrea al Quirinale (dal 1658). Quali sono le opere principali di Borromini a Roma?Il monastero di San Carlo alle Quattro Fontane (1634-1643) e la chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza, con la sua pianta particolare (1642-1662). Come morì Francesco Borromini?Borromini si ferì con la propria spada nell'estate del 1667; sopravvisse abbastanza da pentirsi, ricevere i sacramenti e scrivere testamento, e morì il 3 agosto 1667. Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |
















