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Santuario Pelagos: cos'è e come protegge i cetacei nel Mediterraneo | |||||||||
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Santuario Pelagos: cos'è e come protegge i cetacei nel MediterraneoCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta10 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoIl Santuario Pelagos è un'area marina protetta di 87.500 km² nel Mediterraneo nord-occidentale, tra la Francia, l'Italia e il Principato di Monaco. L'accordo che lo istituisce è stato firmato a Roma nel 1999 ed è entrato in vigore nel 2002, dopo la ratifica dei tre Paesi. Dentro i suoi confini vivono stabilmente diverse specie di cetacei, dalla balenottera comune al capodoglio, insieme alla foca monaca. La tutela non è gestita da un solo governo: si regge su regole condivise tra tre Stati, con un organo che decide, uno che consiglia sul piano scientifico e uno che amministra. Punti Chiave
I numeri chiave
L'ApprofondimentoDove si trova e quanto è grandeIl Santuario Pelagos occupa un angolo preciso del Mediterraneo: non tutto il mare, ma il settore nord-occidentale compreso tra la Francia, l’Italia e il Principato di Monaco. Dentro i suoi 87.500 km² rientrano parte del Golfo del Leone, l’intero Mar Ligure, un tratto del Tirreno settentrionale e il Mare di Sardegna, per un totale di 2.022 km di costa che va dalla penisola francese di Giens fino alla Sardegna settentrionale, toccando Liguria e Toscana. È un’area marina protetta istituita da un trattato tra Stati: la tutela nasce da un accordo di diritto internazionale, la stessa famiglia di strumenti giuridici raccontata in diritto internazionale, dove più Paesi si impegnano insieme su regole comuni. Una storia che inizia nel 1993L’accordo che oggi chiamiamo Pelagos non è nato in un giorno. Il primo passo risale al 1993, quando Francia, Italia e Monaco firmano a Bruxelles una dichiarazione congiunta di intenti: un impegno politico, non ancora un trattato vincolante. Il testo definitivo arriva sei anni dopo, firmato a Roma il 25 novembre 1999. Da quel momento serve ancora tempo: l’accordo entra in vigore solo nel 2002, dopo che ciascuno dei tre Paesi lo ha ratificato con una propria legge nazionale (l’Italia lo fa con la legge 391 dell’11 ottobre 2001).
Le specie che vivono nel SantuarioIl Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica elenca tra le specie presenti nell’area la balenottera comune, la stenella striata, il capodoglio, il globicefalo, il grampo, il tursiope, lo zifio e il delfino comune. A questi si aggiunge la foca monaca, un pinnipede che il Ministero include comunque tra i mammiferi marini tutelati dall’accordo. Com’è fatto un cetaceo e come si nutre lo spiega il Recap balena; qui conta soprattutto che si tratti di specie mediterranee, abituate ad acque ben più calde di quelle artiche frequentate dalla balena della Groenlandia e dal narvalo. La tabella mette a confronto i due grandi gruppi di cetacei presenti nel Santuario.
Una corrente ciclonica risale lungo la Corsica e la Toscana, e il vento di maestrale rimescola le acque generando fenomeni di risalita lungo la costa: secondo la scheda DEIMS-SDR dedicata al Santuario, queste dinamiche sostengono una produttività primaria molto alta al largo, che a sua volta alimenta grandi concentrazioni di krill. È quel krill, alla base della catena alimentare, una delle ragioni per cui i cetacei si concentrano proprio in queste acque. Chi decide le regole: la governance dell’accordoUn accordo tra tre Stati sovrani ha bisogno di organi che lo facciano funzionare. La Conferenza delle Parti è l’organo decisionale: riunisce i rappresentanti di Italia, Francia e Monaco e prende le decisioni sull’accordo. Il Comitato Scientifico e Tecnico affianca le Parti con funzione consultiva, portando pareri basati sulle conoscenze scientifiche disponibili. Il Segretariato Permanente svolge le funzioni amministrative, il lavoro quotidiano che tiene in piedi la struttura. Le decisioni passano sempre dalla Conferenza, l’organo comune ai tre Stati. Cosa vieta e cosa regola l’accordoChi opera nell’area del Santuario non può catturare un mammifero marino né disturbarlo di proposito: è il primo divieto previsto dall’accordo. Le gare di motonautica veloce sono regolamentate o vietate, un’attività che genera rumore e rischio di collisione nelle stesse acque frequentate dai cetacei. Anche il whale watching turistico rientra nello stesso quadro di regole: l’accordo lo disciplina insieme alle altre attività che si svolgono nell’area. Pelagos e ACCOBAMS: due accordi che si intreccianoUn secondo accordo riguarda gli stessi animali su scala più ampia. ACCOBAMS, firmato nel 1996 ed entrato in vigore nel 2001, copre tutto il Mediterraneo e un tratto atlantico contiguo. Nel 2022 contava 24 Paesi membri, tra cui gli stessi tre firmatari di Pelagos. Il suo scopo è ridurre le minacce ai cetacei, soprattutto migliorando le conoscenze scientifiche su questi animali. I due accordi collaborano stabilmente tramite un Memorandum of Understanding, con partecipazione reciproca alle riunioni istituzionali, e l’area di Pelagos rientra dentro il perimetro più ampio di ACCOBAMS. La scheda DEIMS-SDR dedicata al Santuario descrive anche il rovescio della medaglia: nella stessa area dove la diversità di cetacei è più alta, convivono livelli molto alti di pressione umana, tra traffico navale, pesca e inquinamento. PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
Mappa concettualeTrascina lo sfondo per muoverti e i nodi per riposizionarli; usa − e + per chiudere e aprire i rami.
Quiz: mettiti alla provaRispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione. Voto 0/10 0/5
FlashcardsTocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva. 1 / 7 Spiegalo con parole tueIl test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap. La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.
Domande e risposteDove si trova il Santuario Pelagos?Nel Mediterraneo nord-occidentale, tra Francia, Italia e Principato di Monaco: comprende parte del Golfo del Leone, tutto il Mar Ligure, parte del Tirreno settentrionale e il Mare di Sardegna. Quali animali protegge il Santuario Pelagos?Le specie di cetacei che frequentano regolarmente il tratto di mare protetto: tra queste la balenottera comune, il capodoglio, la stenella striata e il tursiope. Nell'elenco del Ministero dell'Ambiente compare anche la foca monaca, un pinnipede incluso tra i mammiferi marini tutelati. Chi ha firmato l'accordo Pelagos e quando?Italia, Francia e Principato di Monaco, a Roma, il 25 novembre 1999; l'accordo è entrato in vigore nel 2002 dopo le ratifiche nazionali. Cosa vieta l'accordo Pelagos a chi naviga nell'area?Chi è in acqua nel Santuario non può catturare né disturbare deliberatamente un mammifero marino: è uno dei punti fermi dell'accordo. Le competizioni di motonautica ad alta velocità sono regolamentate o vietate, e anche le attività turistiche di osservazione dei cetacei sono regolamentate. Che differenza c'è tra Santuario Pelagos e ACCOBAMS?Pelagos è l'accordo specifico tra tre Paesi su un'area di 87.500 km²; ACCOBAMS è un trattato più ampio, esteso a tutto il Mediterraneo, con 24 Paesi membri nel 2022, e collabora con Pelagos tramite un Memorandum of Understanding. Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |








