Jean Piaget è stato uno psicologo svizzero che ha passato oltre cinquant'anni a osservare come cambia il pensiero dei bambini, dalla nascita all'adolescenza. La sua teoria descrive lo sviluppo cognitivo come un percorso in quattro stadi, senso-motorio, preoperatorio, operatorio concreto e operatorio formale, ciascuno con un modo diverso di ragionare sul mondo. Per Piaget il bambino non riceve la conoscenza già pronta, ma la costruisce attivamente, adattando le informazioni nuove agli schemi mentali che già possiede o modificando quegli schemi quando non bastano più. Le età indicate per ogni stadio sono di riferimento, non un calendario identico per ogni bambino, tanto che le fonti che hanno studiato la sua opera collocano il confine tra i due stadi finali a 11 o a 12 anni a seconda del testo.
Punti Chiave
Piaget, psicologo svizzero nato a Neuchâtel nel 1896, ha studiato lo sviluppo cognitivo osservando in particolare i suoi tre figli con un metodo che chiamava clinico.
La sua teoria descrive quattro stadi: senso-motorio (0-2 anni), preoperatorio (2-7 anni), operatorio concreto (7-11 anni) e operatorio formale (dagli 11-12 anni in poi).
Uno schema è una struttura mentale che organizza le informazioni; la conoscenza cresce per assimilazione, quando l'informazione nuova entra in uno schema già esistente, e per accomodamento, quando è lo schema a cambiare.
Nello stadio senso-motorio compare la permanenza dell'oggetto, nel preoperatorio l'egocentrismo dimostrato con l'esperimento delle Tre Montagne, nell'operatorio concreto la conservazione e la reversibilità.
Nello stadio operatorio formale, dagli 11-12 anni, il pensiero diventa capace di ragionamento astratto e ipotetico-deduttivo su concetti come l'etica o la scienza.
Le fonti concordano sui primi tre stadi ma variano leggermente sul confine tra operatorio concreto e operatorio formale.
I numeri chiave
1896 Anno di nascita di Jean Piaget, a Neuchâtel, in Svizzera. Fonte: Encyclopedia.com
1918 Anno in cui Piaget ottiene il dottorato in zoologia all'Università di Neuchâtel, prima di dedicarsi alla psicologia dello sviluppo. Fonte: Encyclopedia.com
1936 Anno di pubblicazione de "La nascita dell'intelligenza nel fanciullo". Fonte: Encyclopedia.com
L'Approfondimento
Jean Piaget nasce a Neuchâtel, in Svizzera, il 9 agosto 1896 e muore a Ginevra il 16 settembre 1980. Si forma come zoologo, con un dottorato all’Università di Neuchâtel nel 1918, e solo in seguito si dedica alla filosofia, su suggerimento del padrino Samuel Cornut. Da bambino, a dieci anni, pubblica il suo primo lavoro scientifico: un’osservazione su un passero albino, uscita sul Journal of Natural History di Neuchâtel.
Per studiare come ragionano i bambini, Piaget mette a punto quello che chiama il “metodo clinico”, una tecnica di colloquio ed esperimento che applica prima di tutto ai suoi tre figli, Jacqueline, Lucienne e Laurent, osservati fin dai primi mesi di vita. Da quelle osservazioni nascono opere come “Il linguaggio e il pensiero nel fanciullo” (1923), “Il giudizio e il ragionamento nel fanciullo” (1924) e “La nascita dell’intelligenza nel fanciullo” (1936).
Schema, assimilazione e accomodamento
Al centro della teoria di Piaget c’è il concetto di schema: una struttura mentale che organizza e interpreta le informazioni sul mondo, come una specie di categoria mentale in cui il bambino colloca ciò che incontra. La conoscenza cresce attraverso due movimenti. Nell’assimilazione, un’informazione nuova viene fatta rientrare in uno schema che già esiste, senza cambiarlo. Nell’accomodamento succede il contrario: è lo schema stesso a modificarsi, perché l’informazione nuova non ci sta dentro così com’è.
Esempio pratico: un bambino che conosce solo i cani chiama “cane” anche il primo gatto che vede, assimilandolo allo schema che già possiede. Quando qualcuno gli spiega che è un animale diverso, il bambino crea o modifica uno schema apposta per i gatti: è l’accomodamento.
Secondo Social Sci LibreTexts, per Piaget l’apprendimento procede proprio nell’alternanza tra questi due movimenti: adattare le esperienze nuove ai concetti già posseduti, e adattare i concetti alle esperienze nuove. È un’idea condivisa anche dalla formulazione di OpenStax, che descrive gli schemi come modelli mentali usati per categorizzare e interpretare le informazioni.
I quattro stadi dello sviluppo cognitivo
Piaget descrive lo sviluppo cognitivo come un percorso in quattro stadi, ciascuno con un modo diverso di ragionare sul mondo.
Stadio
Età indicativa
Che cosa cambia
Senso-motorio
0-2 anni
Conoscenza attraverso i sensi e le azioni fisiche; compare la permanenza dell’oggetto
Preoperatorio
2-7 anni
Linguaggio e simboli, gioco di finzione; ragionamento ancora non logico, egocentrismo
Operatorio concreto
7-11 anni
Conservazione, reversibilità, decentramento; logica su oggetti e situazioni concrete
Operatorio formale
dagli 11-12 anni
Pensiero astratto, ragionamento ipotetico-deduttivo su concetti come etica e scienza
Lo stadio senso-motorio
Nei primi due anni di vita, secondo Simply Psychology, il bambino impara a conoscere il mondo interamente attraverso i sensi e le azioni fisiche. È in questo periodo, verso gli 8 mesi, che sviluppa la permanenza dell’oggetto: la comprensione che un oggetto continua a esistere anche quando esce dal campo visivo. Social Sci LibreTexts descrive la stessa acquisizione come la convinzione che gli oggetti esistano indipendentemente dal fatto di essere effettivamente presenti davanti agli occhi.
Lo stadio preoperatorio
Tra i 2 e i 7 anni compaiono il linguaggio e l’uso dei simboli, ma il pensiero fatica ancora con la logica. Social Sci LibreTexts segnala in questo periodo il gioco di finzione, l’improvvisazione tipica dei bambini in età prescolare. Il tratto più noto dello stadio è l’egocentrismo: la difficoltà a vedere le cose dal punto di vista di qualcun altro, dimostrata da Piaget con l’esperimento delle Tre Montagne, in cui un bambino davanti a un plastico continua a descrivere il paesaggio come lo vede lui, anche quando gli si chiede come lo vedrebbe una persona seduta altrove.
Lo stadio operatorio concreto
Tra i 7 e gli 11 anni il bambino comincia a capire la conservazione: una quantità resta la stessa anche se cambia l’aspetto con cui si presenta, come un liquido versato in un bicchiere di forma diversa. Non tutte le forme di conservazione arrivano insieme: secondo Simply Psychology, il numero è tipicamente la prima grandezza a essere conservata, già intorno ai 6 anni, prima che il bambino entri pienamente nello stadio operatorio concreto. A questa capacità si aggiungono, per Social Sci LibreTexts, la reversibilità, cioè pensare i passaggi di un processo in qualunque ordine, e il decentramento, la capacità di considerare più di una caratteristica di un problema alla volta.
Lo stadio operatorio formale
Dagli 11-12 anni in avanti, il pensiero diventa capace di operare su concetti astratti, non più solo su oggetti concreti. Simply Psychology descrive la comparsa del ragionamento ipotetico e deduttivo, con cui gli adolescenti affrontano idee complesse come l’etica, la scienza o la matematica. Social Sci LibreTexts definisce lo stadio operatorio formale come il periodo in cui una persona può “operare” su rappresentazioni astratte, non solo su cose che ha davanti.
Le età non sono un calendario fisso
Le fonti che descrivono la teoria di Piaget concordano sui primi tre stadi, ma variano leggermente sull’ultimo confine: Simply Psychology colloca l’inizio dell’operatorio formale ai 12 anni, mentre Social Sci LibreTexts lo anticipa agli 11. Piaget stesso trattava le sue età come indicative, e la teoria si colloca accanto ad altre correnti della psicologia dello sviluppo che si sono occupate di come si forma il pensiero, dal comportamentismo, che guarda soprattutto agli stimoli esterni, al cognitivismo, che descrive la mente come un elaboratore di informazioni. L’idea di Piaget che il bambino costruisca attivamente la propria conoscenza è alla base del filone chiamato costruttivismo, uno dei riferimenti della moderna psicologia scientifica dello sviluppo.
Presentazione
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✗ Mito Gli stadi di Piaget sono tappe fisse, e ogni bambino le attraversa esattamente alle età indicate.
✓ Realtà Le stesse fonti che descrivono la teoria danno fasce leggermente diverse: lo stadio operatorio formale comincia a 12 anni secondo Simply Psychology e a 11 secondo Social Sci LibreTexts. Le età di Piaget sono indicative, non un calendario uguale per tutti.
✗ Mito L'egocentrismo di cui parla Piaget significa che il bambino piccolo è egoista.
✓ Realtà Nell'esperimento delle Tre Montagne, un bambino nello stadio preoperatorio descrive un paesaggio come lo vede lui, anche quando gli si chiede come lo vedrebbe qualcun altro seduto altrove. È un limite cognitivo nel considerare un punto di vista diverso dal proprio, non un tratto di carattere.
✗ Mito Se un bambino sbaglia il test della conservazione, ha un problema di logica in generale.
✓ Realtà La conservazione si acquisisce gradualmente e su quantità diverse in momenti diversi: secondo Simply Psychology il numero è tipicamente la prima grandezza conservata, già intorno ai 6 anni, prima che altre forme di conservazione siano solide. È una tappa dello sviluppo, non un giudizio sulle capacità del bambino.
Mappa concettuale
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FormazioneZoologo, dottorato a Neuchâtel nel 1918, poi filosofia su consiglio del padrino Samuel Cornut
Metodo clinicoColloqui ed esperimenti applicati prima di tutto ai tre figli Jacqueline, Lucienne e Laurent
Opere principali"Il linguaggio e il pensiero nel fanciullo" (1923), "La nascita dell'intelligenza nel fanciullo" (1936)
Come si costruisce la conoscenza
SchemaStruttura mentale che organizza e interpreta le informazioni
AssimilazioneL'informazione nuova entra in uno schema già esistente
AccomodamentoLo schema esistente si modifica per fare spazio all'informazione nuova
I quattro stadi
Senso-motorio, 0-2 anniConoscenza attraverso i sensi e le azioni fisiche, compare la permanenza dell'oggetto
Preoperatorio, 2-7 anniLinguaggio e simboli, ma non ancora logica solida, tipico l'egocentrismo
Operatorio concreto, 7-11 anniCompaiono conservazione, reversibilità e decentramento
Operatorio formale, 11-12 anni e oltrePensiero astratto e ipotetico-deduttivo su concetti come etica e scienza
Concetti dentro gli stadi
Permanenza dell'oggettoUn oggetto esiste anche quando non si vede più
EgocentrismoDifficoltà a vedere un punto di vista diverso dal proprio, esperimento delle Tre Montagne
ConservazioneUna quantità resta la stessa anche se cambia l'aspetto
Reversibilità e decentramentoPensare i passaggi di un processo in qualunque ordine, considerare più caratteristiche insieme
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Jean Piaget è stato uno psicologo svizzero che ha passato oltre cinquant'anni a osservare come cambia il pensiero dei bambini, dalla nascita all'adolescenza. La sua teoria descrive lo sviluppo cognitivo come un percorso in quattro stadi, senso-motorio, preoperatorio, operatorio concreto e operatorio formale, ciascuno con un modo diverso di ragionare sul mondo. Per Piaget il bambino non riceve la conoscenza già pronta, ma la costruisce attivamente, adattando le informazioni nuove agli schemi mentali che già possiede o modificando quegli schemi quando non bastano più. Le età indicate per ogni stadio sono di riferimento, non un calendario identico per ogni bambino, tanto che le fonti che hanno studiato la sua opera collocano il confine tra i due stadi finali a 11 o a 12 anni a seconda del testo.
Domande e risposte
Come descrive Piaget lo sviluppo cognitivo dei bambini?
Piaget lo descrive come un percorso a quattro stadi, senso-motorio, preoperatorio, operatorio concreto e operatorio formale, in cui il bambino costruisce attivamente la propria conoscenza del mondo attraverso l'assimilazione e l'accomodamento degli schemi mentali, non come un travaso passivo di nozioni da un adulto.
Quanti sono gli stadi dello sviluppo cognitivo secondo Piaget?
Quattro: senso-motorio (0-2 anni), preoperatorio (2-7 anni), operatorio concreto (7-11 anni) e operatorio formale (dagli 11-12 anni in poi, con una lieve differenza tra le fonti sul confine esatto).
A che età un bambino conserva per primo il concetto di numero?
Il numero è tipicamente la prima grandezza che i bambini imparano a conservare, già intorno ai 6 anni secondo Simply Psychology, prima ancora che altre forme di conservazione, come quella del volume, si consolidino.
Piaget osservava solo i propri figli?
Le sue prime osservazioni sistematiche nascono in famiglia, con i tre figli Jacqueline, Lucienne e Laurent, studiati con il metodo clinico che ha poi applicato ad altri bambini nel corso della sua carriera.
Quali sono le opere principali di Piaget sullo sviluppo infantile?
Tra le prime: "Il linguaggio e il pensiero nel fanciullo" (1923), "Il giudizio e il ragionamento nel fanciullo" (1924) e "La nascita dell'intelligenza nel fanciullo" (1936).
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