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Pi greco: cos'è e perché non finisce mai | ||||||||||||||||||
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Pi greco: cos'è e perché non finisce maiCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta16 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoIl pi greco, scritto π, è il rapporto tra la circonferenza di un cerchio e il suo diametro, circa 3,14159. Non è un'approssimazione scomoda da arrotondare, ma un numero irrazionale, dimostrato nel 1761 da Johann Heinrich Lambert: le sue cifre decimali non finiscono e non seguono nessuno schema. Nel 1882 Ferdinand von Lindemann è andato oltre, mostrando che π è anche trascendente. Al 23 novembre 2025 i matematici ne avevano calcolate 314.000 miliardi di cifre, pur bastando le prime dieci per quasi ogni uso pratico, dal disegno di un cerchio alle orbite calcolate dalla NASA. Punti Chiave
I numeri chiave
L'ApprofondimentoUn rapporto che non cambia maiPrendi un cerchio qualsiasi, piccolo come una moneta o largo come una pista d’atletica. Dividi la lunghezza della circonferenza per quella del diametro, la linea che passa dritta per il centro da un lato all’altro. Il risultato è sempre lo stesso numero, circa 3,14159, qualunque sia la misura del cerchio di partenza. Quel numero si chiama pi greco e si scrive con la lettera greca π: secondo Wolfram MathWorld, π è definito proprio come il rapporto C/d tra la circonferenza C di un cerchio e il suo diametro d. Sono proprio le cifre 3,14 a dare la data del Pi Day, la ricorrenza che si festeggia ogni 14 marzo. Il simbolo che oggi tutti riconoscono non è antico quanto il concetto. Il primo a usare la sola lettera π per questo rapporto fu il matematico gallese William Jones, nel 1706, nella sua opera Synopsis Palmariorum Matheseos, secondo Wikipedia e MacTutor. Il simbolo si diffuse poi come standard in Occidente nella prima metà del Settecento, grazie al lavoro di Leonhard Euler. Un numero che non si lascia scrivere in frazioneQui arriva la parte meno intuitiva, ed è anche la risposta a perché le cifre di π non finiscono mai: π è un numero irrazionale. Significa che non esiste nessuna coppia di numeri interi che, messi in frazione, diano esattamente π. A dimostrarlo fu il matematico svizzero Johann Heinrich Lambert, nel 1761, usando una rappresentazione a frazioni continue della funzione tangente, secondo Wolfram MathWorld e MacTutor (University of St Andrews); il risultato venne confermato da Legendre nel 1794. Chi studia la trigonometria incontra la tangente proprio in quel tipo di dimostrazioni, anche se a scuola la si usa per altro, per i triangoli. Essere irrazionale ha una conseguenza diretta sulle cifre decimali: se π fosse una frazione, prima o poi le sue cifre dopo la virgola inizierebbero a ripetersi in un ciclo, come succede per 1/3 = 0,333… o per 1/7. Non essendolo, secondo la NASA le cifre decimali di π sono infinite e non seguono nessuno schema che si ripete. Non è un caso isolato nella matematica: anche la radice quadrata di 2 è un numero irrazionale, per una ragione diversa ma con la stessa conseguenza, infinite cifre senza periodo. Oltre l’irrazionalità: un numero trascendenteLambert chiuse una domanda, ma ne aprì un’altra: π è irrazionale, ma è comunque la soluzione di qualche equazione con i numeri? Nel 1882 il matematico tedesco Ferdinand von Lindemann rispose di no. Dimostrò che π è trascendente, cioè non è soluzione di nessuna equazione polinomiale a coefficienti razionali, secondo Wikipedia. La conseguenza pratica di questo risultato, diretta sui disegni con riga e compasso, è che la quadratura del cerchio, costruire con riga e compasso un quadrato con la stessa area di un cerchio dato, non si può fare: un problema che i geometri avevano cercato di risolvere per secoli, nella tradizione della geometria euclidea, risultò impossibile per la natura stessa di π. Da Archimede ai computer: come si calcola π
Molto prima dei computer, bastava un poligono. Già verso il 250 a.C. Archimede aveva trovato un modo per restringere il valore di π senza conoscerlo con esattezza, secoli prima di Lambert e Lindemann. Disegnò un esagono regolare dentro e fuori un cerchio, e raddoppiò via via il numero dei lati fino ad arrivare a un poligono di 96 lati: il poligono interno dà un valore un po’ più piccolo di π, quello esterno un po’ più grande, e stringendo i due poligoni il margine di errore si riduce. Con questo metodo Archimede dimostrò che 223/71 < π < 22/7, un risultato corretto per le prime due cifre decimali, secondo Wikipedia e Wolfram MathWorld. Lo stesso principio del racchiudere una figura tra due misure note torna anche nel teorema di Pitagora, dove un triangolo rettangolo lega tre lunghezze con una relazione fissa.
Con l’arrivo dei computer il metodo di Archimede è stato sostituito da algoritmi molto più rapidi, ma l’idea di fondo, avvicinarsi a un numero che non si può scrivere per intero, è rimasta la stessa. Secondo Wikipedia (“Chronology of computation of π”), Kevin O’Brien, Divyansh Jain e Brian Beeler hanno portato il calcolo a 314.000 miliardi di cifre decimali al 23 novembre 2025, con il programma y-cruncher, in 110 giorni di elaborazione continua. Sono numeri che servono più a testare l’hardware e gli algoritmi che a fare matematica nuova: per quasi ogni calcolo reale, dalla scuola all’ingegneria, bastano poche decine di cifre. Gli scienziati e gli ingegneri del Jet Propulsion Laboratory della NASA usano regolarmente π, con un numero di cifre molto più piccolo di quello del record, per studiare lune, pianeti, stelle e altri corpi sferici, e per calcolare le orbite di satelliti e sonde spaziali. PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
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Domande e risposteQuante cifre ha il pi greco?Infinite: π è un numero irrazionale, quindi le sue cifre decimali non finiscono né si ripetono secondo uno schema, come spiega la NASA. Con i computer, al 23 novembre 2025 ne sono state calcolate 314.000 miliardi, il record raggiunto da Kevin O'Brien, Divyansh Jain e Brian Beeler con il programma y-cruncher in 110 giorni. Perché π non finisce mai?Perché è un numero irrazionale: non esiste una frazione di due interi che lo rappresenti esattamente, un fatto dimostrato da Johann Heinrich Lambert nel 1761. Essendo irrazionale, la sua rappresentazione decimale non diventa mai periodica. Il pi greco è uguale a 3,14?No, 3,14 è solo un'approssimazione usata per comodità, ed è l'origine della data del Pi Day, il 14 marzo. Il valore reale ha infinite cifre decimali non periodiche, secondo la NASA. Chi ha inventato il simbolo π?Il matematico gallese William Jones lo usò per primo nel 1706; il simbolo si diffuse poi nella prima metà del Settecento grazie a Leonhard Euler, diventando lo standard in Occidente. A cosa serve davvero π, oltre alla scuola?Il Jet Propulsion Laboratory della NASA lo impiega di continuo per studiare lune, pianeti e stelle, e nei calcoli che guidano satelliti e sonde nello spazio. Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |














