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    recaplica Pi greco: cos'è e perché non finisce mai
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    Pi greco: cos'è e perché non finisce mai

    Di Redazione Recaplica · Aggiornato il 10 ottobre 2026

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    Il pi greco, scritto π, è il rapporto tra la circonferenza di un cerchio e il suo diametro, circa 3,14159. Non è un'approssimazione scomoda da arrotondare, ma un numero irrazionale, dimostrato nel 1761 da Johann Heinrich Lambert: le sue cifre decimali non finiscono e non seguono nessuno schema. Nel 1882 Ferdinand von Lindemann è andato oltre, mostrando che π è anche trascendente. Al 23 novembre 2025 i matematici ne avevano calcolate 314.000 miliardi di cifre, pur bastando le prime dieci per quasi ogni uso pratico, dal disegno di un cerchio alle orbite calcolate dalla NASA.

    Punti Chiave

    • π è il numero che si ottiene dividendo la lunghezza di un cerchio per il suo diametro, circa 3,14159.
    • È un numero irrazionale, non esiste una coppia di interi che, in frazione, dia esattamente π, lo dimostrò Lambert nel 1761.
    • È anche trascendente, nessuna equazione a coefficienti razionali lo ammette come soluzione, un risultato di Lindemann del 1882.
    • Il simbolo π nacque nel 1706 con William Jones e si diffuse nella prima metà del Settecento.
    • Già verso il 250 a.C. Archimede calcolò i primi limiti numerici di π con poligoni inscritti e circoscritti a un cerchio.
    • Al 23 novembre 2025 erano già note 314.000 miliardi di cifre decimali di π, il record del momento.

    I numeri chiave

    • 314.000 miliardi cifre decimali di π calcolate al 23 novembre 2025, record raggiunto da Kevin O'Brien, Divyansh Jain e Brian Beeler con il programma y-cruncher in 110 giorni di calcolo Fonte: Wikipedia, "Chronology of computation of π" (2025)
    • 1761 anno in cui Johann Heinrich Lambert dimostrò che π è un numero irrazionale, con una rappresentazione a frazioni continue della funzione tangente Fonte: Wolfram MathWorld e MacTutor, University of St Andrews
    • 1882 anno in cui Ferdinand von Lindemann dimostrò che π è un numero trascendente, escludendo anche la quadratura del cerchio con riga e compasso Fonte: Wikipedia, voce "Pi"

    L'Approfondimento

    Un rapporto che non cambia mai

    Prendi un cerchio qualsiasi, piccolo come una moneta o largo come una pista d’atletica. Dividi la lunghezza della circonferenza per quella del diametro, la linea che passa dritta per il centro da un lato all’altro. Il risultato è sempre lo stesso numero, circa 3,14159, qualunque sia la misura del cerchio di partenza. Quel numero si chiama pi greco e si scrive con la lettera greca π: secondo Wolfram MathWorld, π è definito proprio come il rapporto C/d tra la circonferenza C di un cerchio e il suo diametro d. Sono proprio le cifre 3,14 a dare la data del Pi Day, la ricorrenza che si festeggia ogni 14 marzo.

    Il simbolo che oggi tutti riconoscono non è antico quanto il concetto. Il primo a usare la sola lettera π per questo rapporto fu il matematico gallese William Jones, nel 1706, nella sua opera Synopsis Palmariorum Matheseos, secondo Wikipedia e MacTutor. Il simbolo si diffuse poi come standard in Occidente nella prima metà del Settecento, grazie al lavoro di Leonhard Euler.

    Un numero che non si lascia scrivere in frazione

    Qui arriva la parte meno intuitiva, ed è anche la risposta a perché le cifre di π non finiscono mai: π è un numero irrazionale. Significa che non esiste nessuna coppia di numeri interi che, messi in frazione, diano esattamente π. A dimostrarlo fu il matematico svizzero Johann Heinrich Lambert, nel 1761, usando una rappresentazione a frazioni continue della funzione tangente, secondo Wolfram MathWorld e MacTutor (University of St Andrews); il risultato venne confermato da Legendre nel 1794. Chi studia la trigonometria incontra la tangente proprio in quel tipo di dimostrazioni, anche se a scuola la si usa per altro, per i triangoli.

    Essere irrazionale ha una conseguenza diretta sulle cifre decimali: se π fosse una frazione, prima o poi le sue cifre dopo la virgola inizierebbero a ripetersi in un ciclo, come succede per 1/3 = 0,333… o per 1/7. Non essendolo, secondo la NASA le cifre decimali di π sono infinite e non seguono nessuno schema che si ripete. Non è un caso isolato nella matematica: anche la radice quadrata di 2 è un numero irrazionale, per una ragione diversa ma con la stessa conseguenza, infinite cifre senza periodo.

    Oltre l’irrazionalità: un numero trascendente

    Lambert chiuse una domanda, ma ne aprì un’altra: π è irrazionale, ma è comunque la soluzione di qualche equazione con i numeri? Nel 1882 il matematico tedesco Ferdinand von Lindemann rispose di no. Dimostrò che π è trascendente, cioè non è soluzione di nessuna equazione polinomiale a coefficienti razionali, secondo Wikipedia. La conseguenza pratica di questo risultato, diretta sui disegni con riga e compasso, è che la quadratura del cerchio, costruire con riga e compasso un quadrato con la stessa area di un cerchio dato, non si può fare: un problema che i geometri avevano cercato di risolvere per secoli, nella tradizione della geometria euclidea, risultò impossibile per la natura stessa di π.

    Da Archimede ai computer: come si calcola π

    Esempio pratico: per disegnare un cerchio su un foglio da disegno tecnico, un ingegnere non usa 314.000 miliardi di cifre di π: gliene bastano dieci, o anche meno. Le cifre in più servono ai matematici per testare i computer e gli algoritmi di calcolo, non per disegnare cerchi più precisi.

    Molto prima dei computer, bastava un poligono.

    Già verso il 250 a.C. Archimede aveva trovato un modo per restringere il valore di π senza conoscerlo con esattezza, secoli prima di Lambert e Lindemann. Disegnò un esagono regolare dentro e fuori un cerchio, e raddoppiò via via il numero dei lati fino ad arrivare a un poligono di 96 lati: il poligono interno dà un valore un po’ più piccolo di π, quello esterno un po’ più grande, e stringendo i due poligoni il margine di errore si riduce. Con questo metodo Archimede dimostrò che 223/71 < π < 22/7, un risultato corretto per le prime due cifre decimali, secondo Wikipedia e Wolfram MathWorld. Lo stesso principio del racchiudere una figura tra due misure note torna anche nel teorema di Pitagora, dove un triangolo rettangolo lega tre lunghezze con una relazione fissa.

    AnnoChiCosa
    250 a.C. circaArchimedepoligoni a 96 lati, 223/71 < π < 22/7
    1706William Jonesprimo uso del simbolo π
    1761Johann Heinrich Lambertdimostra l’irrazionalità di π
    1882Ferdinand von Lindemanndimostra che π è trascendente
    23 novembre 2025O’Brien, Jain, Beelerrecord di 314.000 miliardi di cifre

    Con l’arrivo dei computer il metodo di Archimede è stato sostituito da algoritmi molto più rapidi, ma l’idea di fondo, avvicinarsi a un numero che non si può scrivere per intero, è rimasta la stessa. Secondo Wikipedia (“Chronology of computation of π”), Kevin O’Brien, Divyansh Jain e Brian Beeler hanno portato il calcolo a 314.000 miliardi di cifre decimali al 23 novembre 2025, con il programma y-cruncher, in 110 giorni di elaborazione continua. Sono numeri che servono più a testare l’hardware e gli algoritmi che a fare matematica nuova: per quasi ogni calcolo reale, dalla scuola all’ingegneria, bastano poche decine di cifre.

    Gli scienziati e gli ingegneri del Jet Propulsion Laboratory della NASA usano regolarmente π, con un numero di cifre molto più piccolo di quello del record, per studiare lune, pianeti, stelle e altri corpi sferici, e per calcolare le orbite di satelliti e sonde spaziali.

    Presentazione

    Slide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo.

    Slide 1 della presentazione su Pi greco: Pi grecoSlide 2 della presentazione su Pi greco: Perché le cifre di pi non finiscono mai?Slide 3 della presentazione su Pi greco: Dal 250 a.C. al 2025Slide 4 della presentazione su Pi greco: Capitolo 01: Un rapporto costanteSlide 5 della presentazione su Pi greco: Secondo Wolfram MathWorldSlide 6 della presentazione su Pi greco: Capitolo 02: Un numero irrazionaleSlide 7 della presentazione su Pi greco: Chi lo dimostròSlide 8 della presentazione su Pi greco: 3,14 è solo l'abbreviazione più comoda di pi grecoSlide 9 della presentazione su Pi greco: Capitolo 03: Un numero trascendenteSlide 10 della presentazione su Pi greco: Nel 1882, dopo LambertSlide 11 della presentazione su Pi greco: Capitolo 04: Da Archimede ai computerSlide 12 della presentazione su Pi greco: Dal 250 a.C. al 23 novembre 2025Slide 13 della presentazione su Pi greco: Chi ha calcolato pi nel tempo: Archimede, William Jones, y-cruncher, 2025Slide 14 della presentazione su Pi greco: A cosa serve oggiSlide 15 della presentazione su Pi greco: Come ottenne Archimede i primi limiti numerici di pi?Slide 16 della presentazione su Pi greco: E adesso, il ripasso
    Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta16 slideTutti i capitoli e gli approfondimenti

    Falsi miti

    • ✗ Mito Il pi greco è esattamente 3,14

      ✓ Realtà 3,14 è solo un'approssimazione comoda, usata anche per la data del Pi Day (14 marzo). Secondo la NASA, π ha infinite cifre decimali che non si ripetono né seguono uno schema: nessun numero finito di decimali coincide con il suo valore esatto.

    • ✗ Mito Il pi greco si può scrivere come una frazione

      ✓ Realtà π è un numero irrazionale, cioè non è il rapporto di due numeri interi: lo dimostrò Johann Heinrich Lambert nel 1761, secondo Wolfram MathWorld e MacTutor (University of St Andrews).

    • ✗ Mito Il simbolo π esiste da quando esiste la geometria del cerchio

      ✓ Realtà Archimede calcolò i limiti numerici di π verso il 250 a.C., ma senza usare quel simbolo. La lettera π comparve solo nel 1706, nell'opera del matematico gallese William Jones, e si diffuse nella prima metà del Settecento grazie a Leonhard Euler.

    Mappa concettuale

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    Mappa concettuale: Pi greco: cos'è e perché non finisce mai
    • Pi greco
      • Definizione
        • Rapporto circonferenza e diametro
        • Valore approssimato, 3,14159
      • Natura del numero
        • Numero irrazionale
        • Numero trascendente
      • Storia del simbolo
        • William Jones, 1706
        • Diffusione nella prima metà del Settecento
      • Dimostrazioni
        • Irrazionalità, Lambert 1761
        • Trascendenza, Lindemann 1882
      • Calcolo nel tempo
        • Archimede e i poligoni
        • Programmi informatici moderni
      • Usi pratici
        • Geometria del cerchio
        • Orbite e sonde, NASA

    Quiz: mettiti alla prova

    Rispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione.

    Voto 0/10 0/5
    1 Cos'è il pi greco?

    Wolfram MathWorld definisce π come il rapporto tra la lunghezza di un cerchio e il suo diametro: il risultato resta 3,14159, qualunque sia la misura del cerchio.

    2 Perché π si dice "numero irrazionale"?

    Un numero irrazionale non è il rapporto di due interi; per π questo fu dimostrato da Lambert nel 1761, secondo Wolfram MathWorld e MacTutor.

    3 Chi ha dimostrato che π è un numero trascendente, e quando?

    Nel 1882 Lindemann dimostrò la trascendenza di π, cioè che nessun polinomio a coefficienti razionali lo ammette come radice, secondo Wikipedia.

    4 Vero o falso: al 23 novembre 2025 le cifre decimali di π calcolate erano arrivate a 314.000 miliardi.

    È il record raggiunto da Kevin O'Brien, Divyansh Jain e Brian Beeler con il programma y-cruncher, in 110 giorni di calcolo, secondo Wikipedia ("Chronology of computation of π").

    5 Come ottenne Archimede i primi limiti numerici di π?

    Archimede racchiuse il cerchio tra un poligono inscritto e uno circoscritto, arrivando a 96 lati e al limite 223/71 < π < 22/7, secondo Wikipedia e Wolfram MathWorld.

    Risposte: 1-A · 2-A · 3-A · 4-A · 5-A

    Flashcards

    Tocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva.

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    Spiegalo con parole tue

    Il test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap.

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    Il pi greco, scritto π, è il rapporto tra la circonferenza di un cerchio e il suo diametro, circa 3,14159. Non è un'approssimazione scomoda da arrotondare, ma un numero irrazionale, dimostrato nel 1761 da Johann Heinrich Lambert: le sue cifre decimali non finiscono e non seguono nessuno schema. Nel 1882 Ferdinand von Lindemann è andato oltre, mostrando che π è anche trascendente. Al 23 novembre 2025 i matematici ne avevano calcolate 314.000 miliardi di cifre, pur bastando le prime dieci per quasi ogni uso pratico, dal disegno di un cerchio alle orbite calcolate dalla NASA.

    Domande e risposte

    Quante cifre ha il pi greco?

    Infinite: π è un numero irrazionale, quindi le sue cifre decimali non finiscono né si ripetono secondo uno schema, come spiega la NASA. Con i computer, al 23 novembre 2025 ne sono state calcolate 314.000 miliardi, il record raggiunto da Kevin O'Brien, Divyansh Jain e Brian Beeler con il programma y-cruncher in 110 giorni.

    Perché π non finisce mai?

    Perché è un numero irrazionale: non esiste una frazione di due interi che lo rappresenti esattamente, un fatto dimostrato da Johann Heinrich Lambert nel 1761. Essendo irrazionale, la sua rappresentazione decimale non diventa mai periodica.

    Il pi greco è uguale a 3,14?

    No, 3,14 è solo un'approssimazione usata per comodità, ed è l'origine della data del Pi Day, il 14 marzo. Il valore reale ha infinite cifre decimali non periodiche, secondo la NASA.

    Chi ha inventato il simbolo π?

    Il matematico gallese William Jones lo usò per primo nel 1706; il simbolo si diffuse poi nella prima metà del Settecento grazie a Leonhard Euler, diventando lo standard in Occidente.

    A cosa serve davvero π, oltre alla scuola?

    Il Jet Propulsion Laboratory della NASA lo impiega di continuo per studiare lune, pianeti e stelle, e nei calcoli che guidano satelliti e sonde nello spazio.

    Fonti consultate

    • Wikipedia, voce "Pi"
    • Wikipedia, voce "Chronology of computation of π"
    • NASA Science, "Celebrate Pi Day, the NASA Way!"
    • Wolfram MathWorld, voce "Pi"
    • MacTutor History of Mathematics, "A history of Pi"

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