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    Equazioni differenziali del secondo ordine: come si risolvono

    Di Redazione Recaplica · Aggiornato il 13 ottobre 2026

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    In 30 secondi lettura lampo

    Un'equazione differenziale del secondo ordine a coefficienti costanti ha la forma ay''+by'+cy=r(x), con la derivata seconda della funzione incognita. Quando r(x) è nullo l'equazione è omogenea e si risolve associandole l'equazione caratteristica ar²+br+c=0: il segno del suo discriminante stabilisce se le radici sono reali distinte, reali coincidenti o complesse coniugate, e da quel segno dipende la forma della soluzione generale. Quando r(x) non è nullo l'equazione è non omogenea, e alla soluzione dell'omogenea associata si somma una soluzione particolare, trovata con il metodo dei coefficienti indeterminati. Lo stesso schema descrive, in fisica, il moto di una massa attaccata a una molla.

    Punti Chiave

    • A ogni equazione omogenea ay''+by'+cy=0 si associa l'equazione caratteristica ar²+br+c=0, trovata provando una soluzione della forma y=e^(rx).
    • Il segno del discriminante b²-4ac distingue tre casi, radici reali distinte, una radice reale doppia, oppure radici complesse coniugate.
    • Con radici reali distinte r1 e r2 la soluzione generale è y=C1e^(r1x)+C2e^(r2x).
    • Con una radice doppia serve una x in più per avere due soluzioni davvero indipendenti, y=(C1+C2x)e^(r1x).
    • Con radici complesse p±qi la soluzione generale è y=e^(px)(C1 cosqx+C2 sinqx), un'oscillazione modulata da un esponenziale.
    • In un'equazione non omogenea la soluzione generale è la somma della soluzione dell'omogenea associata e di una soluzione particolare, trovata col metodo dei coefficienti indeterminati.

    L'Approfondimento

    Il Recap sulle equazioni differenziali ne spiega la definizione e l’ordine in generale; qui ci si ferma su un caso preciso, quello del secondo ordine a coefficienti costanti, e sul metodo per risolverlo.

    L’equazione caratteristica

    Un’equazione differenziale lineare omogenea del secondo ordine a coefficienti costanti si scrive ay”+by’+cy=0. Il metodo di soluzione parte da un tentativo preciso, y=e^(rx): è l’unica funzione che si riproduce identica a ogni derivata, quindi y’=re^(rx) e y”=r²e^(rx). Sostituendo nell’equazione e raccogliendo e^(rx), che non è mai zero, resta l’equazione caratteristica ar²+br+c=0: un problema di equazioni differenziali diventa un problema di algebra, trovare le radici di un polinomio di secondo grado.

    Tre casi, secondo il discriminante

    Le radici dell’equazione caratteristica determinano la forma della soluzione generale, e il segno del discriminante b²-4ac stabilisce quale dei tre casi si presenta.

    Con discriminante positivo le radici r1 e r2 sono reali e distinte, e la soluzione generale è y=C1e^(r1x)+C2e^(r2x). Con discriminante nullo c’è un’unica radice reale, doppia: una sola famiglia e^(r1x) non basta a coprire tutte le soluzioni dell’equazione, e serve una seconda soluzione indipendente, ottenuta moltiplicando per x; la soluzione generale diventa y=(C1+C2x)e^(r1x). Con discriminante negativo le radici sono complesse coniugate, p±qi, e la soluzione generale è y=e^(px)(C1 cosqx+C2 sinqx): un’oscillazione tra seno e coseno, modulata dall’esponenziale e^(px).

    Esempio pratico: l’equazione y”+9y’+14y=0 ha caratteristica r²+9r+14=0, che si fattorizza in (r+2)(r+7)=0. Le radici sono -2 e -7, reali e distinte, e la soluzione generale è y(x)=c1e^(-2x)+c2e^(-7x). L’equazione y”+12y’+36y=0, invece, ha caratteristica (r+6)²=0: un’unica radice doppia, -6, e la soluzione generale diventa y(x)=c1e^(-6x)+c2xe^(-6x).

    CasoDiscriminanteRadiciSoluzione generale
    Radici reali distintepositivor1 ≠ r2, realiy=C1e^(r1x)+C2e^(r2x)
    Radice doppianullor1=r2, realey=(C1+C2x)e^(r1x)
    Radici complesse coniugatenegativop±qiy=e^(px)(C1 cosqx+C2 sinqx)

    Un’applicazione fisica, il sistema massa-molla

    Lo stesso tipo di equazione governa un corpo appeso a una molla: la sua posizione cambia nel tempo seguendo esattamente lo schema visto sopra, applicato a un fenomeno fisico. Il segno del discriminante stabilisce se quel corpo torna fermo oscillando intorno al punto di riposo, oppure avvicinandosi senza mai oscillare.

    Il caso non omogeneo

    Un’equazione lineare del secondo ordine diventa non omogenea quando a destra dell’uguale compare un termine r(x) diverso da zero: ay”+by’+cy=r(x). La soluzione generale nasce dall’unione di due contributi: la soluzione generale dell’equazione omogenea associata (anche detta “complementare”, ottenuta ponendo r(x)=0) e una soluzione particolare qualunque dell’equazione non omogenea.

    Il metodo dei coefficienti indeterminati

    Il metodo dei coefficienti indeterminati cerca la soluzione particolare tentando una forma nella stessa famiglia di funzioni del termine noto, con coefficienti ancora sconosciuti, che si scoprono sostituendo il tentativo nell’equazione. Per un termine noto costante si tenta una costante A; per un polinomio di primo grado ax+b si tenta un polinomio generale dello stesso grado, Ax+B; per un esponenziale ae^(kx) si tenta Ae^(kx); per una combinazione di seno e coseno, a cosqx+b sinqx, si tenta A cosqx+B sinqx. Se il tentativo di base coincide con un termine già presente nella soluzione dell’omogenea associata, va corretto moltiplicandolo per x, lo stesso accorgimento visto per la radice doppia.

    Esempio pratico: per l’equazione y”-y’-2y=2e^(3x), la soluzione generale dell’omogenea associata è c1e^(-x)+c2e^(2x). Il termine noto è un esponenziale, quindi il tentativo per la particolare è Ae^(3x): non coincide con nessun termine dell’omogenea, e non serve correggerlo. Sostituendo nell’equazione si trova A=1/2, e la soluzione generale completa è y(x)=c1e^(-x)+c2e^(2x)+(1/2)e^(3x).

    Il metodo richiede di riconoscere, nel termine noto, una delle famiglie di funzioni previste (costanti, polinomi, esponenziali, seno e coseno) o una loro combinazione; fuori da queste famiglie, servono altri strumenti, come quelli discussi nel Recap sull’analisi matematica e, per le equazioni esponenziali, nel Recap dedicato.

    Presentazione

    Slide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo.

    Slide 1 della presentazione su Equazioni differenziali del secondo ordine: Equazioni differenziali del secondo ordineSlide 2 della presentazione su Equazioni differenziali del secondo ordine: Un'equazione con la derivata seconda diventa un polinomio di secondo grado: come?Slide 3 della presentazione su Equazioni differenziali del secondo ordine: Dall'equazione caratteristica al sistema massa-mollaSlide 4 della presentazione su Equazioni differenziali del secondo ordine: Capitolo 01: L'equazione caratteristicaSlide 5 della presentazione su Equazioni differenziali del secondo ordine: Il trucco, provare y=e^(rx)Slide 6 della presentazione su Equazioni differenziali del secondo ordine: Capitolo 02: Tre casi, secondo il discriminanteSlide 7 della presentazione su Equazioni differenziali del secondo ordine: Radici distinte · Radice doppia · Radici coniugateSlide 8 della presentazione su Equazioni differenziali del secondo ordine: La caratteristica (r+6)²=0 ha una sola radice, -6: perché la soluzione generale ha comunque due costanti?Slide 9 della presentazione su Equazioni differenziali del secondo ordine: Capitolo 03: Un'applicazione fisicaSlide 10 della presentazione su Equazioni differenziali del secondo ordine: Il discriminante decide se la molla oscillaSlide 11 della presentazione su Equazioni differenziali del secondo ordine: Capitolo 04: Il caso non omogeneoSlide 12 della presentazione su Equazioni differenziali del secondo ordine: Omogenea più particolareSlide 13 della presentazione su Equazioni differenziali del secondo ordine: Il tentativo per y''-y'-2y=2e^(3x)Slide 14 della presentazione su Equazioni differenziali del secondo ordine: Se il termine noto è un esponenziale ae^(kx), quale forma si tenta?Slide 15 della presentazione su Equazioni differenziali del secondo ordine: E adesso, il ripasso
    Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta15 slideTutti i capitoli e gli approfondimenti

    Falsi miti

    • ✗ Mito Si pensa che un'equazione differenziale del secondo ordine abbia sempre e solo due funzioni esponenziali come soluzione.

      ✓ Realtà Dipende dal segno del discriminante dell'equazione caratteristica. Con radici complesse coniugate la soluzione generale è un'oscillazione, un seno e un coseno moltiplicati per un esponenziale, non due esponenziali distinti.

    • ✗ Mito Si crede che il discriminante b²-4ac serva solo nelle equazioni algebriche di secondo grado, quelle senza derivate.

      ✓ Realtà La stessa quantità compare nell'equazione caratteristica associata a un'equazione differenziale del secondo ordine, e lì decide la forma della soluzione, radici reali distinte, doppia o complesse.

    • ✗ Mito Si pensa che per risolvere un'equazione non omogenea basti trovare una soluzione particolare qualsiasi.

      ✓ Realtà Serve anche la soluzione generale dell'omogenea associata. La soluzione completa è la somma delle due, perché solo l'omogenea porta le costanti arbitrarie che si adattano alle condizioni del problema.

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    Mappa concettuale: Equazioni differenziali del secondo ordine: come si risolvono
    • Equazioni differenziali del secondo ordine
      • Equazione caratteristica
        • Da ay''+by'+cy=0 ad ar²+br+c=0 si prova una soluzione y=e^(rx)
        • Perché funziona l'esponenziale si riproduce a ogni derivata
      • Discriminante e casi
        • Radici reali distinte b²-4ac positivo
        • Radice doppia b²-4ac nullo, serve una x in più
        • Radici complesse coniugate b²-4ac negativo, oscillazione modulata
      • Caso non omogeneo
        • Soluzione generale omogenea associata più una soluzione particolare
        • Coefficienti indeterminati il tentativo segue la forma del termine noto
        • Correzione per x si usa se il tentativo coincide con un pezzo dell'omogenea
      • Applicazione fisica
        • Sistema massa-molla come cambia nel tempo la posizione di un corpo appeso a una molla
        • Il discriminante decide determina il tipo di ritorno all'equilibrio

    Quiz: mettiti alla prova

    Rispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione.

    Voto 0/10 0/5
    1 Da quale equazione algebrica si parte per risolvere ay''+by'+cy=0?

    Provando una soluzione y=e^(rx), le derivate collassano in un fattore comune e l'equazione differenziale diventa l'equazione algebrica ar²+br+c=0.

    2 Con radici reali distinte r1 e r2, qual è la soluzione generale?

    Le due radici reali distinte danno due soluzioni indipendenti, e la soluzione generale è la loro somma con due costanti arbitrarie.

    3 Perché, con una radice doppia, la soluzione generale è y=(C1+C2x)e^(r1x) e non solo y=Ce^(r1x)?

    Una sola famiglia e^(r1x) non basta a coprire tutte le soluzioni di un'equazione del secondo ordine: moltiplicare per x produce la seconda soluzione indipendente che serve.

    4 Vero o falso: con radici complesse coniugate p±qi, la soluzione generale contiene un seno e un coseno moltiplicati per e^(px).

    La soluzione generale è y=e^(px)(C1 cosqx+C2 sinqx): l'esponenziale e^(px) modula un'oscillazione tra seno e coseno.

    5 In un'equazione non omogenea, cosa si somma alla soluzione generale dell'omogenea associata?

    La soluzione generale della non omogenea unisce due contributi, quello dell'omogenea associata e una soluzione particolare qualsiasi dell'equazione di partenza.

    Risposte: 1-A · 2-A · 3-A · 4-A · 5-A

    Flashcards

    Tocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva.

    1 / 8

    Spiegalo con parole tue

    Il test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap.

    La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.

    Un'equazione differenziale del secondo ordine a coefficienti costanti ha la forma ay''+by'+cy=r(x), con la derivata seconda della funzione incognita. Quando r(x) è nullo l'equazione è omogenea e si risolve associandole l'equazione caratteristica ar²+br+c=0: il segno del suo discriminante stabilisce se le radici sono reali distinte, reali coincidenti o complesse coniugate, e da quel segno dipende la forma della soluzione generale. Quando r(x) non è nullo l'equazione è non omogenea, e alla soluzione dell'omogenea associata si somma una soluzione particolare, trovata con il metodo dei coefficienti indeterminati. Lo stesso schema descrive, in fisica, il moto di una massa attaccata a una molla.

    Domande e risposte

    Come si risolve un'equazione differenziale del secondo ordine a coefficienti costanti?

    Se è omogenea, si associa l'equazione caratteristica ar²+br+c=0 e si costruisce la soluzione generale dalle sue radici. Se è non omogenea, a quella soluzione si somma una soluzione particolare trovata col metodo dei coefficienti indeterminati.

    Cosa cambia tra radici reali distinte, radice doppia e radici complesse?

    Cambia la forma della soluzione generale: due esponenziali distinti nel primo caso, un esponenziale moltiplicato anche per x nel secondo, un'oscillazione di seno e coseno modulata da un esponenziale nel terzo.

    Che differenza c'è tra un'equazione omogenea e una non omogenea?

    In un'equazione omogenea il termine noto a destra dell'uguale è zero. In un'equazione non omogenea non lo è, e la soluzione generale richiede un pezzo in più, la soluzione particolare.

    Cos'è il metodo dei coefficienti indeterminati?

    Si sceglie per la soluzione particolare una forma nella stessa famiglia del termine noto, con coefficienti da scoprire, e si trovano sostituendo quel tentativo nell'equazione di partenza.

    A cosa serve in pratica risolvere queste equazioni?

    Un'equazione lineare del secondo ordine a coefficienti costanti modella anche un corpo appeso a una molla: il segno del discriminante, lo stesso visto nel caso omogeneo, decide il tipo di ritorno all'equilibrio del sistema.

    Fonti consultate

    • OpenStax Calculus Volume 3, 17.1 Second-Order Linear Equations (mirror Mathematics LibreTexts)
    • OpenStax Calculus Volume 3, 17.2 Nonhomogeneous Linear Equations (mirror Mathematics LibreTexts)
    • Jiří Lebl, Notes on Diffy Qs, Differential Equations for Engineers, §2.2 (mirror University of Victoria)

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