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    Equazioni differenziali del primo ordine: come si risolvono

    Di Redazione Recaplica · Aggiornato il 13 ottobre 2026

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    Un'equazione del primo ordine lega la funzione incognita alla sua derivata prima, e il metodo per risolverla si sceglie dalla forma in cui si riesce a scriverla. Se le y stanno su un lato e le x sull'altro è separabile, quindi si separa e si integra. Se si riscrive come y' + p(t)y = g(t) è lineare, e si moltiplica tutto per il fattore integrante. Se il secondo membro dipende solo dal rapporto y/x è omogenea, e la sostituzione v = y/x la riporta al caso separabile. La condizione iniziale entra all'ultimo passo, per fissare la costante.

    Punti Chiave

    • In un'equazione differenziale del primo ordine compare soltanto la derivata prima della funzione incognita.
    • Il metodo di separazione delle variabili sta in due mosse, separare e poi integrare ogni lato rispetto alla variabile che gli compete.
    • I valori che azzerano il fattore in y danno soluzioni costanti, da controllare a parte perché la separazione le può perdere.
    • Il fattore integrante si ricava come esponenziale dell'integrale di p, e rende integrabile in un passaggio il lato con la derivata.
    • La sostituzione v = y/x trasforma un'equazione omogenea in una separabile nelle variabili v e x.
    • Per un'equazione lineare la continuità di p e g su un intervallo basta a garantire una sola soluzione del problema di Cauchy su quell'intervallo.

    L'Approfondimento

    Tre forme da riconoscere

    Un’equazione differenziale del primo ordine mette in relazione una funzione incognita e la sua derivata prima. Il modo di risolverla dipende da come si riesce a riscriverla, e nei corsi introduttivi tornano tre strutture: l’equazione separabile, quella lineare e quella omogenea. Riconoscere la struttura viene prima di qualsiasi calcolo, perché ciascuna ha un procedimento proprio. Per la definizione generale di equazione differenziale e per il quadro d’insieme c’è il Recap su che cosa sono le equazioni differenziali.

    Equazioni separabili

    Secondo Paul’s Online Math Notes, un’equazione è separabile quando si riesce a riscriverla mettendo tutte le y, moltiplicate per la derivata, su un lato e tutte le x sull’altro. Il procedimento ha poi due mosse: si separano le variabili e si integra ciascun lato rispetto alla variabile che gli compete. Gli integrali sono quelli dell’analisi matematica, e dall’integrazione nasce una costante arbitraria. OpenStax segnala un controllo in più: dove il fattore in y si azzera nascono soluzioni costanti, da esaminare a parte. Wolfram MathWorld spiega la ragione di quel controllo, cioè che il passaggio di separazione divide per quel fattore e dividendo può perdere per strada proprio quelle soluzioni.

    Esempio pratico: Paul’s Online Math Notes svolge il problema di Cauchy y′ = 6y²x con la condizione iniziale y(1) = 1/25. Separando le variabili e integrando si ottiene la soluzione implicita −1/y = 3x² + c. La condizione iniziale fissa la costante a c = −28, e la soluzione esplicita diventa y(x) = 1/(28 − 3x²). Quella funzione vale per −√(28/3) < x < √(28/3), perché agli estremi di quell’intervallo il denominatore si annulla.

    Quell’ultimo passaggio fa parte della risposta. La soluzione di un problema di Cauchy arriva con l’intervallo su cui esiste, e la formula trovata ha senso solo lì dentro.

    OpenStax porta un secondo caso, y′ = (x² − 4)(3y + 2), che con lo stesso metodo dà la soluzione generale y = (−2 + c·e^(x³−12x))/3, con c costante arbitraria. Il piano cartesiano dove si leggono le funzioni soluzione ha il suo Recap in geometria analitica.

    Equazioni lineari e il fattore integrante

    La forma standard di un’equazione lineare del primo ordine è y′ + p(t)y = g(t), con p e g funzioni continue. OpenStax parte da una scrittura equivalente, a(x)y′ + b(x)y = c(x), che diventa quella standard dividendo per a(x). A quel punto entra una funzione ausiliaria, il fattore integrante µ: moltiplicando per µ i due lati, il lato con la derivata diventa integrabile in un passaggio. Il fattore si ricava come esponenziale dell’integrale di p, e la costante che l’integrale porta con sé si può scegliere uguale a 1. Chi vuole ripassare le equazioni lineari in senso algebrico può partire dall’algebra lineare.

    Esempio pratico: OpenStax applica il metodo a x·y′ + 3y = 4x² − 3x per x > 0. Dividendo per x si ottiene la forma standard, con p(x) = 3/x e q(x) = 4x − 3, e il fattore integrante calcolato per questa equazione è µ(x) = x³. Moltiplicando i due lati per x³ e integrando si arriva alla soluzione generale y = 4x²/5 − 3x/4 + c/x³. Se il problema porta una condizione iniziale, l’ultimo passo la usa per fissare c.

    Il metodo esce anche dagli esercizi di manuale. Paul Dawkins lo applica a un modello di caduta con resistenza dell’aria, dove il fattore integrante porta alla soluzione generale v = 50 + c·e^(−0,196t), poi fissata dalla velocità iniziale.

    Equazioni omogenee e la sostituzione v = y/x

    Un’equazione del primo ordine si dice omogenea quando si scrive come y′ = F(y/x), cioè quando il secondo membro dipende soltanto dal rapporto tra y e x. Qui si cambia variabile: ponendo v = y/x l’equazione diventa separabile nelle variabili v e x, e si ricade nel procedimento già visto. Risolta l’equazione in v, si rimette y/x al posto di v per tornare alla funzione cercata. Wolfram MathWorld registra la stessa definizione e conferma che quel cambio di variabile porta a una soluzione in forma chiusa; nell’esempio con condizione iniziale svolto da Paul Dawkins, tornati da v a y, la soluzione si scrive in forma esplicita, e la condizione iniziale decide quale dei due segni della radice tenere.

    FormaCome si riconosceMossa risolutiva
    Separabilele y con la derivata su un lato, le x sull’altroseparare, poi integrare i due lati
    Linearesi riscrive come y′ + p(t)y = g(t)moltiplicare per il fattore integrante µ(t)
    Omogeneail secondo membro dipende solo da y/xsostituire v = y/x e risolvere la separabile

    Quante soluzioni ha un problema di Cauchy

    Per le equazioni lineari la risposta è netta: se p(t) e g(t) sono continue su un intervallo, il problema con condizione iniziale ha una e una sola soluzione su quell’intervallo. Appena si esce dal caso lineare la garanzia si indebolisce. L’unicità vale solo localmente, su un intervallo che può essere piccolo, e a condizione che la funzione f e la sua derivata parziale rispetto a y siano continue vicino al punto iniziale. Il MIT OpenCourseWare presenta questo teorema di esistenza e unicità come un risultato tecnico centrale della teoria delle equazioni differenziali, e ne richiama la dimostrazione standard, l’iterazione di Picard, che costruisce la soluzione per approssimazioni successive.

    Quando quelle ipotesi cadono, le soluzioni possono essere più di una. Paul’s Online Math Notes porta un problema in cui la derivata di f rispetto a y è discontinua in y = 0 e che ammette sia y = 0 sia y(t) = ±(2t/3)^(3/2).

    Presentazione

    Slide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo.

    Slide 1 della presentazione su Equazioni differenziali del primo ordine: Equazioni del primo ordineSlide 2 della presentazione su Equazioni differenziali del primo ordine: Che forma ha questa equazione?Slide 3 della presentazione su Equazioni differenziali del primo ordine: Dalla forma alla soluzioneSlide 4 della presentazione su Equazioni differenziali del primo ordine: Capitolo 01: Riconoscere la formaSlide 5 della presentazione su Equazioni differenziali del primo ordine: Separabili · Lineari · OmogeneeSlide 6 della presentazione su Equazioni differenziali del primo ordine: Capitolo 02: Separare le variabiliSlide 7 della presentazione su Equazioni differenziali del primo ordine: Prima si separa, poi si integraSlide 8 della presentazione su Equazioni differenziali del primo ordine: Dove vale la soluzione trovata?Slide 9 della presentazione su Equazioni differenziali del primo ordine: Capitolo 03: Il fattore integranteSlide 10 della presentazione su Equazioni differenziali del primo ordine: Come cambia la mossa risolutivaSlide 11 della presentazione su Equazioni differenziali del primo ordine: Le costanti arrivano dalla condizione inizialeSlide 12 della presentazione su Equazioni differenziali del primo ordine: Capitolo 04: Quante soluzioni esistonoSlide 13 della presentazione su Equazioni differenziali del primo ordine: Il problema di Cauchy ha una soluzione sola.Slide 14 della presentazione su Equazioni differenziali del primo ordine: Che cosa si fa subito dopo aver separato le variabili?Slide 15 della presentazione su Equazioni differenziali del primo ordine: E adesso, il ripasso
    Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta15 slideTutti i capitoli e gli approfondimenti

    Falsi miti

    • ✗ Mito Un problema con condizione iniziale ha sempre una sola soluzione.

      ✓ Realtà Nel caso lineare questo vale appena p e g sono continue. Fuori da quel caso l'unicità chiede la continuità di f e della sua derivata parziale in y, vicino al punto iniziale, e quando la richiesta cade il problema può ammettere soluzioni distinte: Paul's Online Math Notes porta un esempio che accetta sia y = 0 sia y(t) = ±(2t/3)^(3/2).

    • ✗ Mito La separazione delle variabili funziona con qualunque equazione del primo ordine.

      ✓ Realtà Separare si può solo se l'equazione si riesce a riscrivere con le y su un lato e le x sull'altro. Un'equazione lineare in forma standard di solito resiste, e si affronta col fattore integrante; un'equazione omogenea passa prima dalla sostituzione v = y/x, che la rende separabile nelle nuove variabili.

    • ✗ Mito Trovata la formula della soluzione, l'esercizio è chiuso.

      ✓ Realtà Resta da dire su quale intervallo quella formula funziona. Nel problema svolto da Paul's Online Math Notes la soluzione y(x) = 1/(28 − 3x²) ha senso per −√(28/3) < x < √(28/3), perché agli estremi di quel tratto il denominatore si annulla.

    Mappa concettuale

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    Mappa concettuale: Equazioni differenziali del primo ordine: come si risolvono
    • Equazioni differenziali del primo ordine
      • Che cosa contiene La funzione incognita e la sua derivata prima
        • Problema di Cauchy Equazione più una condizione iniziale
        • Soluzione generale Porta con sé una costante arbitraria
        • Intervallo di validità
      • Equazioni separabili
        • Come si riconoscono Le y su un lato, le x sull'altro
        • Separare e integrare
        • Soluzioni costanti Dove il fattore in y si azzera
      • Equazioni lineari
        • Forma standard y' + p(t)y = g(t), con le due funzioni continue
        • Fattore integrante Esponenziale dell'integrale di p
        • La costante finale La fissa la condizione iniziale
      • Equazioni omogenee
        • Come si riconoscono Il secondo membro dipende solo da y/x
        • Sostituzione v = y/x Porta a un'equazione separabile
        • Ritorno alla funzione cercata Si rimette y/x al posto di v
      • Esistenza e unicità
        • Caso lineare Bastano p e g continue su un intervallo
        • Caso non lineare Serve continua anche la derivata parziale rispetto a y
        • Iterazione di Picard Costruisce la soluzione per approssimazioni successive

    Quiz: mettiti alla prova

    Rispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione.

    Voto 0/10 0/5
    1 Quando un'equazione del primo ordine si dice separabile?

    È la definizione usata da Paul's Online Math Notes, e conta come si riescono a disporre le y e le x ai due lati.

    2 Che cosa si fa subito dopo aver separato le variabili?

    Il metodo sta in due mosse, la separazione e poi l'integrazione di ciascun lato nella propria variabile.

    3 Nel problema y' = 6y²x con y(1) = 1/25, quanto vale la costante c della soluzione implicita −1/y = 3x² + c?

    Sostituendo la condizione iniziale nella soluzione implicita si ottiene c = −28, e da lì la soluzione esplicita y(x) = 1/(28 − 3x²).

    4 Come si ricava il fattore integrante di un'equazione lineare in forma standard?

    Si integra p e si fa l'esponenziale del risultato, e la costante che quell'integrale porta con sé si può scegliere uguale a 1, perché serve una qualunque funzione che renda integrabile il lato con la derivata.

    5 Per un'equazione non lineare, che cosa garantisce una sola soluzione vicino al punto iniziale?

    Con quelle due continuità il problema di Cauchy ha una soluzione unica, definita almeno su un piccolo intervallo attorno al punto iniziale.

    Risposte: 1-C · 2-A · 3-B · 4-D · 5-A

    Flashcards

    Tocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva.

    1 / 7

    Spiegalo con parole tue

    Il test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap.

    La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.

    Un'equazione del primo ordine lega la funzione incognita alla sua derivata prima, e il metodo per risolverla si sceglie dalla forma in cui si riesce a scriverla. Se le y stanno su un lato e le x sull'altro è separabile, quindi si separa e si integra. Se si riscrive come y' + p(t)y = g(t) è lineare, e si moltiplica tutto per il fattore integrante. Se il secondo membro dipende solo dal rapporto y/x è omogenea, e la sostituzione v = y/x la riporta al caso separabile. La condizione iniziale entra all'ultimo passo, per fissare la costante.

    Domande e risposte

    Che differenza c'è tra soluzione generale e soluzione di un problema di Cauchy?

    La soluzione generale porta con sé una costante arbitraria, nata dall'integrazione. Un problema di Cauchy aggiunge una condizione iniziale, e quella condizione dà alla costante un valore preciso: nel problema svolto da Paul's Online Math Notes la richiesta y(1) = 1/25 porta a c = −28.

    Come si capisce quale metodo usare?

    Si guarda in che forma l'equazione si riesce a scrivere. Y da un lato e x dall'altro vuol dire separabile; la forma y' + p(t)y = g(t) vuol dire lineare, quindi fattore integrante; un secondo membro che dipende solo da y/x vuol dire omogenea, quindi sostituzione v = y/x.

    Perché la soluzione vale solo su un certo intervallo?

    Perché la funzione trovata può smettere di essere definita. Nel problema di Cauchy risolto da Paul Dawkins il denominatore della soluzione esplicita si annulla agli estremi del tratto, e oltre quei due punti la formula perde significato.

    Un'equazione omogenea si risolve con un metodo tutto suo?

    Il cambio di variabile v = y/x serve proprio a ricondurla a un'equazione separabile nelle variabili v e x. Da lì si integra come in una separabile qualsiasi, poi al posto di v torna il rapporto y/x e si ottiene la funzione cercata.

    Fonti consultate

    • Paul's Online Math Notes, Differential Equations, capitolo 2 (Lamar University)
    • OpenStax, Calculus Volume 2, Separable Equations
    • OpenStax, Calculus Volume 2, First-order Linear Equations
    • Wolfram MathWorld, Separable Differential Equation
    • Wolfram MathWorld, Homogeneous Ordinary Differential Equation
    • MIT OpenCourseWare, ES.1803 Differential Equations, Existence and Uniqueness Theorem

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