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Equazioni differenziali del primo ordine: come si risolvono | ||||||||||||
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Equazioni differenziali del primo ordine: come si risolvonoCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta15 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoUn'equazione del primo ordine lega la funzione incognita alla sua derivata prima, e il metodo per risolverla si sceglie dalla forma in cui si riesce a scriverla. Se le y stanno su un lato e le x sull'altro è separabile, quindi si separa e si integra. Se si riscrive come y' + p(t)y = g(t) è lineare, e si moltiplica tutto per il fattore integrante. Se il secondo membro dipende solo dal rapporto y/x è omogenea, e la sostituzione v = y/x la riporta al caso separabile. La condizione iniziale entra all'ultimo passo, per fissare la costante. Punti Chiave
L'ApprofondimentoTre forme da riconoscereUn’equazione differenziale del primo ordine mette in relazione una funzione incognita e la sua derivata prima. Il modo di risolverla dipende da come si riesce a riscriverla, e nei corsi introduttivi tornano tre strutture: l’equazione separabile, quella lineare e quella omogenea. Riconoscere la struttura viene prima di qualsiasi calcolo, perché ciascuna ha un procedimento proprio. Per la definizione generale di equazione differenziale e per il quadro d’insieme c’è il Recap su che cosa sono le equazioni differenziali. Equazioni separabiliSecondo Paul’s Online Math Notes, un’equazione è separabile quando si riesce a riscriverla mettendo tutte le y, moltiplicate per la derivata, su un lato e tutte le x sull’altro. Il procedimento ha poi due mosse: si separano le variabili e si integra ciascun lato rispetto alla variabile che gli compete. Gli integrali sono quelli dell’analisi matematica, e dall’integrazione nasce una costante arbitraria. OpenStax segnala un controllo in più: dove il fattore in y si azzera nascono soluzioni costanti, da esaminare a parte. Wolfram MathWorld spiega la ragione di quel controllo, cioè che il passaggio di separazione divide per quel fattore e dividendo può perdere per strada proprio quelle soluzioni.
Quell’ultimo passaggio fa parte della risposta. La soluzione di un problema di Cauchy arriva con l’intervallo su cui esiste, e la formula trovata ha senso solo lì dentro. OpenStax porta un secondo caso, y′ = (x² − 4)(3y + 2), che con lo stesso metodo dà la soluzione generale y = (−2 + c·e^(x³−12x))/3, con c costante arbitraria. Il piano cartesiano dove si leggono le funzioni soluzione ha il suo Recap in geometria analitica. Equazioni lineari e il fattore integranteLa forma standard di un’equazione lineare del primo ordine è y′ + p(t)y = g(t), con p e g funzioni continue. OpenStax parte da una scrittura equivalente, a(x)y′ + b(x)y = c(x), che diventa quella standard dividendo per a(x). A quel punto entra una funzione ausiliaria, il fattore integrante µ: moltiplicando per µ i due lati, il lato con la derivata diventa integrabile in un passaggio. Il fattore si ricava come esponenziale dell’integrale di p, e la costante che l’integrale porta con sé si può scegliere uguale a 1. Chi vuole ripassare le equazioni lineari in senso algebrico può partire dall’algebra lineare.
Il metodo esce anche dagli esercizi di manuale. Paul Dawkins lo applica a un modello di caduta con resistenza dell’aria, dove il fattore integrante porta alla soluzione generale v = 50 + c·e^(−0,196t), poi fissata dalla velocità iniziale. Equazioni omogenee e la sostituzione v = y/xUn’equazione del primo ordine si dice omogenea quando si scrive come y′ = F(y/x), cioè quando il secondo membro dipende soltanto dal rapporto tra y e x. Qui si cambia variabile: ponendo v = y/x l’equazione diventa separabile nelle variabili v e x, e si ricade nel procedimento già visto. Risolta l’equazione in v, si rimette y/x al posto di v per tornare alla funzione cercata. Wolfram MathWorld registra la stessa definizione e conferma che quel cambio di variabile porta a una soluzione in forma chiusa; nell’esempio con condizione iniziale svolto da Paul Dawkins, tornati da v a y, la soluzione si scrive in forma esplicita, e la condizione iniziale decide quale dei due segni della radice tenere.
Quante soluzioni ha un problema di CauchyPer le equazioni lineari la risposta è netta: se p(t) e g(t) sono continue su un intervallo, il problema con condizione iniziale ha una e una sola soluzione su quell’intervallo. Appena si esce dal caso lineare la garanzia si indebolisce. L’unicità vale solo localmente, su un intervallo che può essere piccolo, e a condizione che la funzione f e la sua derivata parziale rispetto a y siano continue vicino al punto iniziale. Il MIT OpenCourseWare presenta questo teorema di esistenza e unicità come un risultato tecnico centrale della teoria delle equazioni differenziali, e ne richiama la dimostrazione standard, l’iterazione di Picard, che costruisce la soluzione per approssimazioni successive. Quando quelle ipotesi cadono, le soluzioni possono essere più di una. Paul’s Online Math Notes porta un problema in cui la derivata di f rispetto a y è discontinua in y = 0 e che ammette sia y = 0 sia y(t) = ±(2t/3)^(3/2). PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
Mappa concettualeTrascina lo sfondo per muoverti e i nodi per riposizionarli; usa − e + per chiudere e aprire i rami.
Quiz: mettiti alla provaRispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione. Voto 0/10 0/5
FlashcardsTocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva. 1 / 7 Spiegalo con parole tueIl test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap. La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.
Domande e risposteChe differenza c'è tra soluzione generale e soluzione di un problema di Cauchy?La soluzione generale porta con sé una costante arbitraria, nata dall'integrazione. Un problema di Cauchy aggiunge una condizione iniziale, e quella condizione dà alla costante un valore preciso: nel problema svolto da Paul's Online Math Notes la richiesta y(1) = 1/25 porta a c = −28. Come si capisce quale metodo usare?Si guarda in che forma l'equazione si riesce a scrivere. Y da un lato e x dall'altro vuol dire separabile; la forma y' + p(t)y = g(t) vuol dire lineare, quindi fattore integrante; un secondo membro che dipende solo da y/x vuol dire omogenea, quindi sostituzione v = y/x. Perché la soluzione vale solo su un certo intervallo?Perché la funzione trovata può smettere di essere definita. Nel problema di Cauchy risolto da Paul Dawkins il denominatore della soluzione esplicita si annulla agli estremi del tratto, e oltre quei due punti la formula perde significato. Un'equazione omogenea si risolve con un metodo tutto suo?Il cambio di variabile v = y/x serve proprio a ricondurla a un'equazione separabile nelle variabili v e x. Da lì si integra come in una separabile qualsiasi, poi al posto di v torna il rapporto y/x e si ottiene la funzione cercata. Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |












