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Le ultime lettere di Jacopo Ortis: trama e temi del romanzo di Foscolo |
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Le ultime lettere di Jacopo Ortis: trama e temi del romanzo di FoscoloCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta14 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoLe ultime lettere di Jacopo Ortis è il romanzo con cui Ugo Foscolo racconta, attraverso le lettere di un giovane profugo veneto al suo amico Lorenzo Alderani, un amore impossibile e la fine delle speranze di libertà dopo la caduta della Repubblica di Venezia. Jacopo si innamora di Teresa, promessa sposa a Odoardo, e si rifugia sui Colli Euganei mentre l'Italia cambia sotto Napoleone. Quando Teresa si sposa, Jacopo si toglie la vita. È considerato il primo romanzo epistolare della letteratura italiana, scritto sul modello dei Dolori del giovane Werther di Goethe, e la sua storia editoriale è complicata quanto la trama: un'edizione incompleta del 1798-99, pubblicata senza il consenso di Foscolo, precede quella definitiva del 1816-17. Punti Chiave
L'ApprofondimentoChi è Jacopo Ortis e come nasce il romanzoJacopo Ortis è un giovane profugo veneto, e la sua storia arriva al lettore solo attraverso le lettere che scrive all’amico Lorenzo Alderani. Ugo Foscolo aveva già abbozzato una prima versione della vicenda nel 1796, con il titolo Laura, lettere, mai pubblicata: un romanzo diverso, ma la stessa idea di fondo, raccontare tutto in forma di lettera. Per la biografia completa di Foscolo, dagli anni della formazione all’esilio finale, c’è il Recap su Ugo Foscolo. La trama de Le ultime lettere di Jacopo OrtisLa vicenda è ambientata tra la fine del 1797 e il 1799, negli anni in cui la Repubblica di Venezia viene ceduta all’Austria con il trattato di Campoformio. Jacopo si rifugia sui Colli Euganei per sottrarsi alle persecuzioni politiche di quel passaggio, ed è lì che conosce il signor T***, le sue figlie Teresa e Isabellina, e Odoardo. Si innamora di Teresa, ma lei è già promessa sposa a Odoardo: un amore che non ha nessuna via d’uscita, dentro una vicenda che intreccia i sentimenti privati di Jacopo con il crollo delle sue speranze politiche.
Jacopo fugge per l’Italia, poi torna sui Colli Euganei. Quando ogni possibilità con Teresa è ormai chiusa, si toglie la vita piantandosi un pugnale nel cuore: disperato per l’amore perduto, ma anche per la fine delle speranze di libertà legate al trattato di Campoformio. Le lettere di Jacopo Ortis: una sola voce, un solo destinatarioIl romanzo non ha un narratore esterno: le lettere di Jacopo Ortis sono tutte indirizzate a un unico amico, Lorenzo Alderani, e il lettore conosce Teresa, Odoardo e tutto il resto della vicenda solo attraverso quello che Jacopo decide di scrivere. Non ci sono risposte di Lorenzo riportate nel testo. Nel settembre 1798 Foscolo iniziò a pubblicare il romanzo tramite il libraio bolognese Jacopo Marsigli, ma la pubblicazione si interruppe alla quarantacinquesima lettera. Marsigli affidò allora il completamento a un altro autore, il bolognese Angelo Sassoli, che lo pubblicò comunque, senza che Foscolo ne sapesse nulla. Foscolo lo scoprì solo in seguito, e definì quel testo un “centone di follie romanzesche, di frasi adulterate e di annotazioni vigliacche”: pubblicò il suo rifiuto pubblico il 3 gennaio 1801 sulla Gazzetta di Firenze e il 17 marzo sul Monitore di Bologna. Temi e ispirazione: amore, esilio, sdegno civileTre fili tengono insieme il romanzo: l’amore infelice per Teresa, l’esilio politico seguito alla caduta della Repubblica di Venezia, e lo sdegno civile di un giovane che vede tradite le speranze aperte dagli anni della Rivoluzione francese. Le tappe che portano al trattato di Campoformio sono nel Recap sulla Rivoluzione francese, che racconta come quegli eventi cambiano la mappa politica dell’Europa, Italia compresa. Per forma e per contenuti, il romanzo è vicino a I dolori del giovane Werther di Goethe, pubblicato nel 1774: anche lì un giovane racconta sé stesso solo attraverso lettere, e la critica riconosce in quel romanzo il modello a cui Foscolo guarda. Qualche decennio più tardi un altro autore italiano, Giacomo Leopardi, arriva a un pessimismo altrettanto profondo per una strada diversa, quella della riflessione filosofica sulla condizione umana. Le edizioni: da un testo incompiuto al romanzo definitivoDopo la sconfessione dell’edizione di Sassoli, Foscolo pubblicò la sua versione autorizzata l’anno successivo, nel 1802, a Milano e a proprie spese. Non fu però il punto d’arrivo: il romanzo tornò sotto la sua penna per un’ultima revisione, con correzioni ampie, uscita a Zurigo nel 1816 e a Londra nel 1817, ormai durante gli anni dell’esilio. È questa la versione che i lettori conoscono. Le ultime lettere di Jacopo Ortis resta un caso particolare nella storia del romanzo italiano: arriva prima che il genere si affermi davvero nel Paese, in una forma, quella epistolare, che nessun altro grande romanzo italiano dell’Ottocento riprenderà nello stesso modo. Sarà un’altra opera, I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni, a diventare qualche decennio dopo il punto di riferimento del romanzo italiano, ma con un narratore esterno e una struttura completamente diversa. PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
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Quiz: mettiti alla provaRispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione. Voto 0/10 0/5
FlashcardsTocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva. 1 / 8 Spiegalo con parole tueIl test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap. La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.
Domande e risposteDi cosa parla Le ultime lettere di Jacopo Ortis?Racconta la storia di Jacopo Ortis, un giovane profugo veneto che si rifugia sui Colli Euganei dopo la caduta della Repubblica di Venezia, si innamora di Teresa (già promessa sposa a Odoardo) e, dopo il matrimonio di lei, si toglie la vita. È scritto interamente in forma di lettere che Jacopo indirizza all'amico Lorenzo Alderani. Come sono scritte le lettere di Jacopo Ortis?Sono tutte lettere di Jacopo a un unico destinatario, l'amico Lorenzo Alderani: non ci sono risposte di Lorenzo nel corpo del romanzo, né un narratore esterno. Il lettore segue la vicenda solo attraverso il punto di vista di Jacopo, mano a mano che scrive. Cosa si intende con "lettera a Jacopo Ortis"?Nel romanzo non esistono lettere indirizzate a Jacopo: la forma è a senso unico, con Jacopo che scrive sempre a Lorenzo Alderani. Chi cerca "una lettera a Jacopo Ortis" di solito intende una delle lettere scritte da lui, cioè un capitolo del romanzo. Perché è considerato il primo romanzo epistolare italiano?Perché prima di Foscolo nessun romanzo italiano aveva raccontato un'intera vicenda usando solo lettere, sul modello già sperimentato in Europa da Goethe con I dolori del giovane Werther. Didimo Chierico compare nel romanzo?No: appartiene a un'altra opera di Foscolo, la Notizia intorno a Didimo Chierico, pubblicata a Pisa nel 1813. Fuori da quel testo, non compare mai nelle Ultime lettere di Jacopo Ortis. Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |











