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Orlando Furioso: trama, personaggi e riassunto | ||||||||||||
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Orlando Furioso: trama, personaggi e riassuntoCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta16 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoL'Orlando Furioso è il poema cavalleresco che Ludovico Ariosto pubblica per la prima volta nel 1516 e porta alla forma definitiva nel 1532, con quarantasei canti. Racconta le imprese di cavalieri e dame alla corte di Carlo Magno, con il paladino Orlando che perde la ragione per amore di Angelica: da qui il titolo del poema. Ariosto scrive in ottava rima, la strofa di otto endecasillabi tipica della poesia narrativa italiana, e riprende come punto di partenza l'Orlando Innamorato di Matteo Maria Boiardo, rimasto incompiuto. Punti Chiave
I numeri chiave
L'ApprofondimentoUn ferrarese al servizio degli EstensiLudovico Ariosto nasce a Reggio Emilia l’8 settembre 1474, figlio di Niccolò e di Daria Malaguzzi Valeri. La sua famiglia, di origine bolognese, si era trasferita a Ferrara già prima del 1347: è lì che Ariosto cresce, ed è lì che ama definirsi, per tutta la vita, “nobile ferrarese”. Entra al servizio della corte estense molto presto: già nel 1494, con il padre ancora in vita, può far prelevare a suo nome stoffe e cibarie dai magazzini della corte. Gli incarichi amministrativi si susseguono negli anni. Dal 1501 al 1503 è capitano della rocca di Canossa. Nel 1522 accetta, controvoglia, il governatorato della Garfagnana: parte per Castelnuovo il 20 febbraio e vi resta fino al marzo del 1525. Muore a Ferrara il 6 luglio 1533, alla soglia dei cinquantanove anni, chiudendo una vita passata quasi per intero al servizio della stessa casata. Dall’idea alla stampa: tre edizioni in sedici anniL’idea del poema nasce nel 1504, o poco dopo, mentre Ariosto è già uomo di corte. La prima stesura, in quaranta canti, è completa nel 1509, ma il testo arriva in libreria solo anni più tardi: a Ferrara, nell’aprile del 1516, esce la prima edizione a stampa. Il genere del poema cavalleresco, con le sue armi e i suoi incanti, si inserisce in una tradizione di racconti epici in versi che nella letteratura italiana ha un altro vertice nella Divina Commedia di Dante, e affonda le radici, più indietro nel tempo, nell’Eneide di Virgilio. Ariosto non si ferma alla prima stampa. Nel febbraio del 1521 pubblica una seconda edizione, con correzioni soprattutto linguistiche; poi torna sul testo un’ultima volta, e nel 1532 esce l’edizione definitiva, questa volta in quarantasei canti, sei in più della stampa del 1516. Tra la prima idea e la versione definitiva passano quasi tre decenni. Un poema che ne continua un altro, senza riprenderne il filoIl poema nasce come proseguimento ideale dell’Orlando Innamorato di Matteo Maria Boiardo, rimasto incompiuto. Non è però una continuazione diretta: Ariosto riprende dall’opera di Boiardo cinque personaggi principali — Angelica, Rinaldo, Ferraù, Sacripante e Bradamante — ma non riparte esattamente dal punto in cui il racconto di Boiardo si era interrotto. Costruisce, intorno a loro, una storia propria.
La materia del poema: donne, cavalieri e la follia di OrlandoAriosto dichiara fin dai primi versi la materia del suo racconto: “Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori, le cortesie, l’audaci imprese io canto” (proemio del canto I). Non annuncia soltanto la guerra tra Agramante e Carlo Magno, ma un intreccio più largo di storie d’amore e d’armi. Al centro di quell’intreccio c’è la vicenda che dà il titolo al poema. Orlando, paladino di Carlo Magno, ama Angelica al punto che quell’amore diventa una passione così profonda e ardente da fargli perdere la ragione: da questo momento il racconto lo segue nella sua furia, in mezzo alle vicende degli altri cavalieri e dame. Lo stesso proemio lo annuncia in un secondo verso: “Dirò d’Orlando in un medesmo tratto cosa non detta in prosa mai, né in rima: che per amor venne in furore e matto.”
L’ottava rima e lo stileIl poema è scritto in ottava rima, la forma metrica narrativa più diffusa della tradizione italiana: otto endecasillabi per strofa, con schema ABABABCC, tre distici a rima alternata seguiti da un distico a rima baciata. È una misura diversa da quella del sonetto, che lega quattordici versi in uno schema tutto suo. Un progetto dell’Accademia della Crusca dedicato alla lingua italiana descrive l’ottava di Ariosto come “un microcosmo armonico nato da una magistrale fusione fra sintassi e metrica”, capace di dare a ogni strofa unità e movimento insieme. Ristampato per tutto il CinquecentoDopo l’edizione ferrarese del 1521, il Furioso viene ristampato tre volte a Milano, una volta a Firenze e dieci volte a Venezia; dopo l’edizione definitiva del 1532, le ristampe proseguono, moltissime, per tutto il resto del secolo. PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
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Quiz: mettiti alla provaRispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione. Voto 0/10 0/5
FlashcardsTocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva. 1 / 8 Spiegalo con parole tueIl test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap. La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.
Domande e risposteDi cosa parla l'Orlando Furioso?Di cavalieri, dame e imprese alla corte di Carlo Magno, intrecciati con storie d'amore e di magia. Al centro c'è Orlando, paladino dell'imperatore, che per amore di Angelica perde la ragione; intorno a lui si muovono decine di altri personaggi, tra cui la guerriera Bradamante e il cugino Rinaldo. Chi ha scritto l'Orlando Furioso e quando?Ludovico Ariosto. L'idea nasce nel 1504 o poco dopo, la prima stesura in quaranta canti è completa nel 1509, ma il poema esce a stampa solo nell'aprile del 1516, a Ferrara. Ariosto lo rivede altre due volte, fino all'edizione definitiva del 1532, in quarantasei canti. Che differenza c'è tra l'Orlando Furioso e l'Orlando Innamorato?L'Orlando Innamorato, di Matteo Maria Boiardo, è precedente e rimasto incompiuto. L'Orlando Furioso di Ariosto ne è il proseguimento ideale, e riprende cinque dei suoi personaggi — Angelica, Rinaldo, Ferraù, Sacripante e Bradamante — dentro una trama nuova, diversa da quella lasciata da Boiardo. In che metro è scritto l'Orlando Furioso?In ottava rima, la forma metrica narrativa più diffusa della tradizione italiana: otto endecasillabi per strofa, con schema ABABABCC. Perché il poema si chiama "Furioso"?Per la follia d'amore di Orlando. Il suo amore per Angelica diventa una passione tanto profonda da fargli perdere la ragione, ed è questo stato che il titolo annuncia fin dal proemio del canto I. Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |














