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Arlecchino servitore di due padroni: trama e personaggi | ||||||||||||
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Arlecchino servitore di due padroni: trama e personaggiCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta15 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoArlecchino servitore di due padroni è una commedia di Carlo Goldoni, nota anche come Il servitore di due padroni: nasce come canovaccio nel 1745, scritto per l'attore Antonio Sacchi, in arte Truffaldino, e diventa un testo scritto per intero solo nel 1753. La storia è ambientata a Venezia, nella casa del mercante Pantalone de' Bisognosi, e ruota attorno a un equivoco: il servo Truffaldino finisce per servire in segreto due padroni, Beatrice Rasponi travestita da uomo e il suo amante Florindo, semplicemente per riuscire a mangiare a sazietà. È l'ultima opera in cui Goldoni fa comparire le maschere della commedia dell'arte, e segna il passaggio verso il teatro di carattere della sua riforma. Nel Novecento, le regie di Giorgio Strehler, a partire dal 1947, restano tra i suoi allestimenti più ricordati. Punti Chiave
I numeri chiave
L'ApprofondimentoUn canovaccio nato per un grande ArlecchinoNel 1745, durante il periodo pisano della sua carriera di avvocato, Goldoni scrive un canovaccio, non ancora un testo compiuto, solo una traccia di scene per l’improvvisazione, pensato per Antonio Sacchi, l’attore che porta in scena la maschera di Truffaldino e che sarà ricordato come l’ultimo grande Arlecchino della commedia dell’arte. Il soggetto arriva dalla Francia: Goldoni lo trae dall’Arlequin valet de deux maîtres di Luigi Riccoboni. Il canovaccio fa parte del percorso lungo della riforma della commedia di Carlo Goldoni, avviato già nel 1738 con «Mòmolo cortesan»: resta un lavoro a metà tra il vecchio e il nuovo teatro, scritto per un attore ancora legato alle maschere. Solo nel 1753, quando la riforma è ormai avviata, Goldoni riprende in mano quelle pagine e le riscrive per intero, trasformando il canovaccio in un testo compiuto. L’opera circola ancora oggi anche col titolo alternativo Arlecchino servitore di due padroni, che ne richiama la maschera protagonista.
Un fidanzamento, un morto che non è morto, un doppio servizioLa commedia è ambientata a Venezia, nella casa del mercante Pantalone de’ Bisognosi. La vicenda si apre con il fidanzamento tra Clarice, figlia di Pantalone, e Silvio, figlio del Dottor Lombardi: i due possono finalmente sposarsi perché Federico Rasponi, il ricco torinese a cui Clarice era stata promessa in precedenza, risulta morto in un duello. Al fidanzamento assistono anche Brighella, un locandiere che fa da testimone, e Smeraldina, la servetta di Clarice. Proprio in quel momento irrompe in scena Truffaldino, un giovane servo, annunciando l’arrivo del suo padrone: Federico Rasponi, tutt’altro che morto, che si presenta a reclamare la fidanzata promessa e la dote. In realtà, a bussare alla porta di Pantalone non è Federico ma sua sorella Beatrice, travestita da uomo per impadronirsi della dote e aiutare l’amante Florindo Aretusi, fuggito a Venezia dopo aver ucciso Federico in duello. Brighella riconosce Beatrice fin da subito; perfino Truffaldino, che pure la serve, non ne conosce la vera identità.
Truffaldino, o Arlecchino: il servo che vuole solo mangiareIl protagonista compare nella commedia sotto due nomi, Truffaldino e Arlecchino, ed è la maschera più riconoscibile del teatro italiano. La sua caratteristica, secondo VIVIT, è un doppio registro: si comporta da sciocco quando qualcosa non lo riguarda direttamente, ma diventa astuto non appena la situazione tocca il suo interesse, che nella commedia coincide quasi sempre con lo stomaco. È proprio l’unico vero obiettivo di Truffaldino, mangiare a sazietà, a spingerlo a servire in segreto due padroni contemporaneamente, con il rischio di essere scoperto a ogni scena. Attorno a lui si muovono gli altri personaggi della cornice veneziana: Pantalone de’ Bisognosi, il mercante padre di Clarice; Clarice e Silvio, la coppia di innamorati; Beatrice Rasponi, travestita da fratello, e il suo amante Florindo Aretusi; Brighella, il locandiere che riconosce Beatrice; Smeraldina, la servetta di Clarice di cui Truffaldino si innamora nel corso della vicenda. Dopo una serie di colpi di scena legati agli equivoci del doppio servizio, la commedia si chiude con due matrimoni: quello di Silvio e Clarice, e quello di Arlecchino con Smeraldina. L’ultima maschera di GoldoniIl servitore di due padroni conserva alcuni tratti della commedia dell’arte da cui nasce, le maschere fisse, i dialoghi rapidi e serrati, ma se ne distingue per il ritmo e la vivacità del testo scritto. Secondo VIVIT è l’ultima opera in cui Goldoni fa ancora comparire le maschere in scena: dopo, la sua produzione si allontana definitivamente da quel modello, verso le commedie di carattere che caratterizzano la piena maturità della riforma. L’attore Antonio Sacchi, invece, resta fedele ad Arlecchino anche quando le maschere perdono peso nel teatro riformato, e continua a portarlo in scena per anni con il sostegno del drammaturgo Carlo Gozzi. Il canovaccio nasce a Venezia, la città dove Goldoni ambienta la vicenda e dove userà spesso il dialetto veneziano nei suoi testi, una scelta linguistica di cui il Recap sui dialetti italiani ripercorre storia e caratteristiche. Il teatro italiano continuerà a misurarsi con l’eredità goldoniana ben oltre il Settecento: nel Novecento sarà Luigi Pirandello a portare sul palco una nuova idea di personaggio, così come nell’Ottocento sarà Giovanni Verga a raccontare con il Verismo un’Italia lontana dai salotti veneziani di Goldoni. Le regie di Giorgio Strehler nel NovecentoIl Servitore di due padroni non resta confinato al Settecento veneziano: tra gli allestimenti più ricordati del Novecento ci sono quelli del regista Giorgio Strehler, a partire dall’edizione del 1947. Il dossier consultato per questo Recap non riporta invece il teatro né la data esatta della primissima rappresentazione dell’opera: le fonti disponibili parlano solo di un debutto di grande successo a Milano e a Venezia, senza altri dettagli. PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
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Quiz: mettiti alla provaRispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione. Voto 0/10 0/5
FlashcardsTocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva. 1 / 8 Spiegalo con parole tueIl test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap. La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.
Domande e risposteChi è l'autore di Arlecchino servitore di due padroni?L'autore è Carlo Goldoni, che scrive il canovaccio nel 1745 per l'attore Antonio Sacchi e lo riscrive come testo compiuto nel 1753, dentro il percorso della sua riforma del teatro. Qual è la trama di Arlecchino servitore di due padroni?A Venezia, Clarice si fidanza con Silvio dopo la creduta morte di Federico Rasponi. In realtà chi si presenta è Beatrice, sorella di Federico travestita da uomo, mentre il servo Truffaldino finisce per servire in segreto sia lei sia il suo amante Florindo, pur di guadagnare doppia paga. La commedia si chiude con le nozze di Silvio e Clarice, e di Arlecchino con Smeraldina. Chi sono i personaggi principali del Servitore di due padroni?Truffaldino, o Arlecchino, il servo protagonista, Beatrice Rasponi e Florindo Aretusi, Clarice e Silvio, Pantalone de' Bisognosi, Brighella e Smeraldina. Perché si chiama anche Arlecchino servitore di due padroni?Perché il protagonista, Truffaldino, porta nel testo anche il nome della maschera tradizionale Arlecchino, con questo titolo l'opera è comunemente citata, accanto a quello originale Il servitore di due padroni. In che anno debutta la commedia?Le fonti disponibili non riportano una data né un teatro precisi per la prima rappresentazione, si sa solo che ottiene un grande successo a Milano e a Venezia. Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |













