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Contratto a tempo determinato: cos'è e come funziona |
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Contratto a tempo determinato: cos'è e come funzionaCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta15 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoIl contratto a tempo determinato è un rapporto di lavoro subordinato con una scadenza fissata in anticipo, a differenza del tempo indeterminato, che non ha una data di fine. Il D.Lgs. 81/2015 fissa una durata massima di 12 mesi, estendibile fino a 24 solo con una causale specifica, e ammette al massimo 4 proroghe in 24 mesi complessivi di rapporto. Superare questi limiti, o rinnovare il contratto senza rispettare l'intervallo minimo tra un termine e l'altro, trasforma automaticamente il rapporto in tempo indeterminato. Le aziende non possono assumere a termine oltre un tetto del 20% del personale stabile, salvo eccezioni per le imprese più piccole. Punti Chiave
I numeri chiave
L'ApprofondimentoChe cos’è il contratto a tempo determinatoIl Ministero del Lavoro definisce il contratto a tempo determinato come un contratto di lavoro subordinato con una durata fissata in anticipo da un termine; il contratto a tempo indeterminato, al contrario, non ha una scadenza predefinita. Il termine va messo per iscritto: senza questa indicazione, il contratto si considera senza termine, cioè a tempo indeterminato, fin dall’inizio. Fa eccezione un solo caso, segnalato dalla stessa scheda ministeriale: i rapporti che non superano i 12 giorni.
Chi firma un contratto di lavoro a tempo determinato accetta quindi, fin dal principio, una scadenza nota. È una delle differenze principali rispetto al rapporto di lavoro a tempo indeterminato, che resta aperto finché una delle due parti non decide di chiuderlo. Durata massima e causali: fino a quando duraIl D.Lgs. 81/2015, all’articolo 19, fissa una durata massima ordinaria di 12 mesi. Un’azienda può superare questo limite, fino a un massimo di 24 mesi, solo se ricorre una delle causali previste dalla stessa norma: necessità temporanee ed estranee all’attività ordinaria, sostituzione di altri dipendenti, oppure un aumento temporaneo e significativo dell’attività ordinaria. Se l’azienda sfora i 12 mesi senza una causale, il contratto non si annulla: si trasforma automaticamente in un contratto a tempo indeterminato, a partire dal giorno in cui scatta il tredicesimo mese. Proroghe e rinnovi: i limiti del D.Lgs. 81/2015Prorogare o rinnovare nel primo anno non richiede una causale; dopo i 12 mesi sì, la stessa già vista per superare la durata ordinaria. La legge ammette al massimo 4 proroghe, contate sull’intero arco di 24 mesi di rapporto e non sul singolo contratto; vale solo se la durata iniziale resta sotto i 24 mesi. Una quinta proroga non è semplicemente nulla: trasforma il rapporto in un contratto a tempo indeterminato dal giorno in cui inizia. Rinnovare il contratto con lo stesso lavoratore, dopo che il precedente è scaduto, richiede inoltre un intervallo minimo: 10 giorni se il contratto scaduto durava fino a 6 mesi, 20 giorni se durava di più. Un’azienda che riassume prima di questi termini vede il nuovo contratto trasformarsi in tempo indeterminato fin dal primo giorno. Il tetto del 20% sull’organicoOltre ai limiti di durata, l’articolo 23 del D.Lgs. 81/2015 pone un tetto quantitativo: i contratti a tempo determinato non possono superare il 20% dei lavoratori a tempo indeterminato in forza nell’azienda, salvo deroghe previste dai contratti collettivi. Le aziende fino a 5 dipendenti possono comunque assumere un lavoratore a termine, anche oltre questa quota. Sforare il tetto del 20% non trasforma i contratti in eccesso in rapporti a tempo indeterminato: espone il datore di lavoro a una sanzione amministrativa. L’importo è pari al 20% della retribuzione se il lavoratore in eccesso è uno solo, o al 50% se sono di più, calcolato per ogni mese o frazione di mese superiore a 15 giorni. Il costo per l’azienda: il contributo NASpIAssumere a tempo determinato costa anche sul piano contributivo. La legge 92/2012, all’articolo 2 comma 28, impone sui contratti a termine un contributo addizionale pari all’1,4% della retribuzione imponibile, destinato a finanziare la NASpI, l’indennità di disoccupazione. Lo stesso articolo stabilisce che il contributo sale di ulteriori 0,5 punti percentuali a ogni rinnovo dello stesso contratto. A ogni rinnovo, anche in somministrazione, il contributo addizionale sale di altri 0,5 punti; il tempo indeterminato non lo prevede. Tempo determinato o indeterminato: la differenza che contaLa differenza principale sta nella scadenza, nota in anticipo nel contratto a tempo determinato e assente in quello a tempo indeterminato, che prosegue finché datore di lavoro o lavoratore non decidono di interromperlo. Chi valuta se accettare un contratto a termine, o se orientarsi verso un’attività autonoma, può confrontare le due strade guardando anche al mercato del lavoro nel suo complesso. La scelta tra lavoro dipendente e lavoro autonomo passa spesso dalla partita IVA per chi non ha un vincolo di subordinazione con un datore di lavoro. Come si attiva un contratto a tempo determinatoL’assunzione a tempo determinato richiede, come quella a tempo indeterminato, un contratto scritto che indichi il termine; quando il limite di 12 mesi viene superato, nel contratto va specificata anche la causale applicabile. Se il rapporto si interrompe alla scadenza concordata, il lavoratore ha accesso alla NASpI, finanziata anche dal contributo addizionale visto sopra. PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
Mappa concettualeTrascina lo sfondo per muoverti e i nodi per riposizionarli; usa − e + per chiudere e aprire i rami.
Quiz: mettiti alla provaRispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione. Voto 0/10 0/5
FlashcardsTocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva. 1 / 7 Spiegalo con parole tueIl test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap. La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.
Domande e risposteQuanto può durare un contratto a tempo determinato?Ordinariamente 12 mesi. Può arrivare fino a 24 mesi, ma solo se ricorre una delle causali previste dall'articolo 19 del D.Lgs. 81/2015 (necessità temporanee, sostituzione di personale, aumento temporaneo di attività). Quante proroghe sono ammesse per un contratto a tempo determinato?Non più di 4, un limite che si applica ai 24 mesi complessivi del rapporto e non al singolo contratto stipulato. Oltre questo numero, il contratto cambia natura e diventa a tempo indeterminato. Cosa succede se il contratto a tempo determinato supera i limiti di legge?Dipende dal limite superato. Oltre i 12 mesi senza causale, o oltre la quarta proroga, il contratto si trasforma automaticamente in tempo indeterminato. Se invece l'azienda supera solo il tetto del 20% sull'organico, non c'è trasformazione ma una sanzione amministrativa (art. 23, D.Lgs. 81/2015). Qual è la differenza tra contratto a tempo determinato e indeterminato?Nel contratto a tempo determinato la data di fine è già scritta quando si firma; il contratto a tempo indeterminato, invece, non ha una scadenza fissata in anticipo. Quanti contratti a tempo determinato può avere un'azienda?Non oltre il 20% dei lavoratori a tempo indeterminato in forza all'azienda, anche se un contratto collettivo può fissare una percentuale diversa; chi ha al massimo 5 dipendenti può comunque assumere un lavoratore a termine (art. 23, D.Lgs. 81/2015). Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |













