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    recaplica Gestione del cambiamento: il modello di Lewin in tre fasi
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    Gestione del cambiamento: il modello di Lewin in tre fasi

    Di Redazione Recaplica · Aggiornato il 30 settembre 2026

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    Il modello del cambiamento di Kurt Lewin descrive in tre fasi come un'organizzazione passa da una situazione consolidata a una nuova e non ricade nelle vecchie abitudini. Nella fase di unfreeze si riconosce la necessità di cambiare e si prepara il terreno; nella fase di change si introducono i nuovi processi e comportamenti; nella fase di refreeze si consolida il nuovo assetto perché non si torni al punto di partenza. Il modello nasce dal lavoro di Lewin negli anni '40 sulla dinamica dei gruppi; la formulazione in tre fasi usata nella gestione del cambiamento aziendale è in buona parte una ricostruzione successiva. Resta comunque il riferimento più citato quando si parla di gestione del cambiamento organizzativo, insieme alle sue critiche.

    Punti Chiave

    • Il modello di Lewin scompone il cambiamento organizzativo in tre fasi, unfreeze, change e refreeze.
    • Nella fase di unfreeze si comunica perché il cambiamento è necessario e si prepara l'organizzazione ad accettarlo.
    • Nella fase di change si introducono davvero i nuovi processi, sistemi o comportamenti.
    • Nella fase di refreeze si stabilizzano i nuovi comportamenti perché diventino la normalità di tutti i giorni.
    • Il termine 'refreeze' non compare negli scritti di Lewin: a quanto ricostruisce uno studio storiografico del 2016, fu introdotto nel 1950 da Leon Festinger e diventò lo standard del settore solo dagli anni '80.
    • Le critiche più ricorrenti riguardano la linearità del modello e la sua scarsa presa sui cambiamenti radicali o continui.

    L'Approfondimento

    Cos’è il modello di Lewin

    Il modello del cambiamento di Kurt Lewin è uno schema in tre fasi che descrive come un’organizzazione passa da un modo di lavorare consolidato a uno nuovo: unfreeze, change, refreeze. Lewin arriva a queste idee dentro un lavoro più ampio sulla dinamica dei gruppi teorizzata da Lewin, lo stesso filone di ricerca da cui nasce il suo concetto di campo psicologico. Qui l’angolo è diverso: non la psicologia dei gruppi, ma come quel modello viene usato per progettare la gestione del cambiamento in azienda.

    Le tre fasi, una per una

    FaseCosa succede
    UnfreezeSi riconosce che il cambiamento serve, si comunica il perché e si prepara l’organizzazione a lasciare le vecchie abitudini.
    ChangeSi introducono i nuovi processi, sistemi o comportamenti; le persone iniziano a risolvere l’incertezza e a cercare modi nuovi di lavorare.
    RefreezeSi consolida il nuovo assetto, perché resti stabile nel tempo.

    Una spiegazione molto usata nella formazione manageriale, quella di MindTools, paragona il processo a un cubo di ghiaccio: va prima sciolto per poterlo modellare (unfreeze), poi modellato nella forma che serve (change), infine solidificato di nuovo (refreeze). È un’immagine utile proprio perché rende visibile il punto più delicato del modello: senza l’ultima fase, la forma nuova rischia di sciogliersi di nuovo appena smette la spinta al cambiamento.

    Un caso pratico: la ristrutturazione Nissan

    Esempio pratico: durante la ristrutturazione di Nissan Motor Company sotto la guida di Carlos Ghosn, le tre fasi del modello si riconoscono con chiarezza. Nella fase di unfreeze, Ghosn comunica ai dipendenti la gravità della crisi dell’azienda e forma team interfunzionali incaricati di proporre soluzioni. Nella fase di change, Nissan ristruttura le operazioni, chiude stabilimenti e taglia i costi, mentre la direzione comunica i progressi e coinvolge il personale. Nella fase di refreeze, Ghosn introduce una retribuzione legata ai risultati e sistemi di feedback aperto, per rendere stabile la nuova cultura aziendale invece di lasciarla svanire con il tempo.

    “Refreeze” non è di Lewin

    Prima di prendere il modello come un testo scritto da Lewin parola per parola, un dettaglio: nel suo articolo del 1947, il sottotitolo parla di “unfreezing, moving and freezing” degli standard di gruppo, non di “refreezing”. Il termine “refreeze” comparve solo nel 1950, in un testo di conferenza di Leon Festinger, un suo ex allievo, che modificò anche “moving” in “stabilizing”. Secondo una ricostruzione storiografica del 2016 (Cummings, Bridgman e Brown, citata qui da un blog che ne riporta i passaggi, perché il testo accademico originale non si è lasciato consultare direttamente), la versione in tre fasi che si attribuisce a Lewin era poco conosciuta prima degli anni ‘80 e diventò lo standard del settore proprio in quel decennio. Il modello non perde valore per questo; cambia solo il modo di attribuirlo: si parla di un modello “associato a Lewin” o “che gli viene attribuito”, perché la formula “unfreeze, change, refreeze” Lewin stesso non la mise mai per iscritto.

    Critiche e limiti del modello

    Più fonti di settore, indipendenti tra loro, convergono su alcuni limiti. Prosci e BMC segnalano la natura lineare e sequenziale del modello: descrive un percorso a tre tappe fisse, mentre molte organizzazioni affrontano cambiamenti continui e sovrapposti, difficili da far stare dentro uno schema che finisce con un “congelamento”. Prosci aggiunge che il modello offre indicazioni di alto livello e lascia fuori gli strumenti operativi dettagliati per gestire trasformazioni complesse o su larga scala. Management Study Guide elenca altri limiti: il modello presuppone un cambiamento incrementale e fatica con le trasformazioni radicali, e non tiene conto delle dinamiche di potere e degli interessi in competizione dentro un’organizzazione.

    Applicare il modello in pratica

    Nella pratica, il modello resta utile soprattutto come cornice per ordinare le domande di una riorganizzazione: la necessità del cambiamento va comunicata, il cambiamento va introdotto, e poi va reso duraturo. È una logica che si applica tanto a una riorganizzazione interna quanto a trasformazioni più ampie del mercato del lavoro, dove aziende e lavoratori si adattano insieme a nuovi modi di lavorare. Un segnale che la fase di unfreeze non è stata fatta bene, per esempio, è la disaffezione dei dipendenti verso il cambiamento annunciato: un fenomeno spesso descritto anche con l’etichetta di quiet quitting, il fare il minimo indispensabile invece di aderire a un progetto che non è stato comunicato con chiarezza. Le critiche viste sopra restano un avvertimento utile: il modello di Lewin dà una logica di base, non un piano già pronto per il contesto specifico di un’organizzazione.

    Presentazione

    Slide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo.

    Slide 1 della presentazione su Gestione del cambiamento: Gestione del cambiamentoSlide 2 della presentazione su Gestione del cambiamento: Perché tante trasformazioni aziendali falliscono prima ancora di iniziare?Slide 3 della presentazione su Gestione del cambiamento: Il modello di Lewin, in quattro tappeSlide 4 della presentazione su Gestione del cambiamento: Capitolo 01: Le tre fasiSlide 5 della presentazione su Gestione del cambiamento: Il percorso del cambiamentoSlide 6 della presentazione su Gestione del cambiamento: Capitolo 02: Il caso NissanSlide 7 della presentazione su Gestione del cambiamento: Il caso Nissan, fase per fase: Unfreeze, Change, RefreezeSlide 8 della presentazione su Gestione del cambiamento: Lewin non scrisse mai "refreezing".Slide 9 della presentazione su Gestione del cambiamento: Capitolo 03: Critiche e limitiSlide 10 della presentazione su Gestione del cambiamento: Un modello pensato per due stati stabiliSlide 11 della presentazione su Gestione del cambiamento: Altri limiti indicati dalle fonti di settore: Poco operativo, Potere e politica, Cambiamento radicaleSlide 12 della presentazione su Gestione del cambiamento: Capitolo 04: Il modello in praticaSlide 13 della presentazione su Gestione del cambiamento: Cosa succede nella fase di refreeze?Slide 14 della presentazione su Gestione del cambiamento: Il Recap completo
    Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta14 slideTutti i capitoli e gli approfondimenti

    Falsi miti

    • ✗ Mito Il modello 'unfreeze, change, refreeze' è stato scritto così, parola per parola, da Kurt Lewin.

      ✓ Realtà Nel suo articolo del 1947 Lewin parla di "unfreezing, moving e freezing" degli standard di gruppo; la parola "refreezing" lì non c'è. Una ricostruzione storiografica del 2016 fa risalire la riformulazione con "refreeze" al 1950, a un testo del suo ex allievo Leon Festinger, e colloca l'affermazione della versione in tre fasi come standard del settore solo dagli anni '80: un caso di ricostruzione postuma più che di citazione fedele, secondo questa lettura.

    • ✗ Mito Una volta raggiunto il refreeze, il cambiamento è concluso e l'organizzazione torna a lavorare come prima.

      ✓ Realtà Fonti di settore come Prosci e BMC osservano che le organizzazioni affrontano spesso più cambiamenti in parallelo, uno dopo l'altro: il refreeze stabilizza un assetto, ma raramente è quello definitivo.

    • ✗ Mito Il modello di Lewin dà istruzioni precise su come gestire un progetto di cambiamento complesso.

      ✓ Realtà Prosci nota che dal modello si ricava un'indicazione di alto livello; i passi dettagliati e gli strumenti operativi per governare cambiamenti su larga scala o multi-livello il modello non li fornisce. È una cornice concettuale più che un manuale operativo.

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    Mappa concettuale: Gestione del cambiamento: il modello di Lewin in tre fasi
    • Gestione del cambiamento, il modello di Lewin
      • Le tre fasi Il cuore del modello
        • Unfreeze Riconoscere il bisogno di cambiare
        • Change Introdurre i nuovi processi
        • Refreeze Consolidare il nuovo assetto
      • Origine del modello
        • Kurt Lewin Psicologo sociale, studi sulla dinamica dei gruppi negli anni '40
        • La formulazione in tre fasi Ricostruzione postuma, standard del settore dagli anni '80
          • Leon Festinger Introduce il termine refreeze nel 1950
      • Applicazione in azienda
        • Comunicare la necessità Fase di unfreeze
        • Introdurre i nuovi processi Fase di change
        • Consolidare i risultati Fase di refreeze
          • Caso Nissan Ghosn lega la retribuzione ai risultati per rendere stabile il cambiamento
      • Critiche e limiti
        • Linearità Sequenza fissa di tre fasi
        • Cambiamento continuo Poco adatto a trasformazioni iterative
        • Potere e politica Dinamiche ignorate dal modello
      • Il cubo di ghiaccio Analogia diffusa nella formazione manageriale

    Quiz: mettiti alla prova

    Rispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione.

    Voto 0/10 0/5
    1 In quale ordine si succedono le fasi del modello di Lewin?

    Il modello descrive un percorso in tre fasi: prima si scongela lo status quo (unfreeze), poi si introduce il cambiamento vero e proprio (change), infine si consolida il nuovo assetto (refreeze).

    2 Cosa succede, in sintesi, nella fase di unfreeze?

    L'unfreeze è la fase di preparazione: si comunica perché il cambiamento serve e si rompe lo status quo che lo ostacola, prima ancora di introdurre qualcosa di nuovo.

    3 Il termine 'refreeze' fu scritto da Kurt Lewin nel suo articolo del 1947.

    Falso: nel sottotitolo dell'articolo di Lewin del 1947 compaiono "unfreezing, moving and freezing"; il termine "refreezing" arrivò nel 1950 con Leon Festinger, un suo ex allievo.

    4 Secondo più fonti di settore, qual è uno dei limiti principali del modello?

    Prosci e BMC, indipendentemente, indicano la natura lineare e sequenziale del modello come uno dei suoi limiti principali: le organizzazioni affrontano spesso più cambiamenti insieme, invece di un percorso a tappe che si chiude con un'unica fase finale.

    5 Nel caso Nissan riportato da Management Study Guide, cosa avviene nella fase di refreeze?

    Nella fase di refreeze, Ghosn introduce una retribuzione legata ai risultati e sistemi di feedback aperto: strumenti pensati per rendere stabile la nuova cultura aziendale, non per avviare il cambiamento.

    Risposte: 1-A · 2-B · 3-B · 4-B · 5-C

    Flashcards

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    Il modello del cambiamento di Kurt Lewin descrive in tre fasi come un'organizzazione passa da una situazione consolidata a una nuova e non ricade nelle vecchie abitudini. Nella fase di unfreeze si riconosce la necessità di cambiare e si prepara il terreno; nella fase di change si introducono i nuovi processi e comportamenti; nella fase di refreeze si consolida il nuovo assetto perché non si torni al punto di partenza. Il modello nasce dal lavoro di Lewin negli anni '40 sulla dinamica dei gruppi; la formulazione in tre fasi usata nella gestione del cambiamento aziendale è in buona parte una ricostruzione successiva. Resta comunque il riferimento più citato quando si parla di gestione del cambiamento organizzativo, insieme alle sue critiche.

    Domande e risposte

    In che ordine vanno le tre fasi del modello di Lewin?

    Prima l'unfreeze, in cui l'organizzazione riconosce e comunica la necessità di cambiare; poi il change, in cui i nuovi processi o comportamenti vengono introdotti; infine il refreeze, in cui il nuovo assetto viene consolidato nella cultura dell'organizzazione.

    Quali sono le critiche principali al modello di Lewin?

    Le fonti di settore contestano soprattutto la linearità del modello, la scarsa applicabilità ai cambiamenti radicali o continui e l'assenza di indicazioni operative dettagliate; Management Study Guide aggiunge che il modello non considera le dinamiche di potere dentro l'organizzazione.

    Il modello di Lewin è ancora usato nella gestione del cambiamento aziendale?

    Sì, resta uno dei riferimenti più citati per spiegare la logica di base di un cambiamento organizzativo, anche se diverse fonti di management lo considerano un punto di partenza da integrare con approcci pensati per contesti in cambiamento continuo.

    Lewin ha inventato lui il modello unfreeze-change-refreeze?

    Lewin pose le basi teoriche negli anni '40 studiando la dinamica dei gruppi, ma la formulazione in tre fasi con il termine "refreeze" è una ricostruzione successiva, attribuita soprattutto a Leon Festinger nel 1950 e diventata canone solo dagli anni '80.

    Fonti consultate

    • Prosci — What Is Lewin's Change Theory? Explanation, Pros and Cons
    • MindTools — Lewin's Change Management Model
    • BMC Software — Lewin's 3 Stage Model of Change Explained
    • Management Study Guide — Kurt Lewin's Change Management Model: Unfreeze, Change, Refreeze
    • David Ing — Unfreezing change as three steps (su Cummings, Bridgman & Brown, 2016)

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