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    Centrale nucleare: come funziona

    Di Redazione Recaplica · Aggiornato il 30 settembre 2026

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    Una centrale nucleare produce elettricità a partire dal calore che si sviluppa nel nocciolo di un reattore: nei reattori ad acqua pressurizzata, l'acqua del circuito primario trasporta quel calore fino a un generatore di vapore, che alimenta la turbina collegata al generatore elettrico. Il combustibile esaurito resta custodito negli impianti, perché un deposito permanente per lo smaltimento non esiste ancora, secondo la Nuclear Regulatory Commission statunitense. I dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità descrivono due incidenti dagli esiti sanitari molto diversi: a Chernobyl, nel 1986, l'OMS conta 28 decessi tra il personale d'emergenza nei tre mesi successivi, mentre i tumori alla tiroide diagnosticati entro il 2005 (oltre 6.000 casi) restano un dato di incidenza distinto dal numero dei decessi. A Fukushima, nel 2011, l'OMS non registra alcun decesso acuto legato alle radiazioni. Nel confronto tra fonti energetiche di Our World in Data, il tasso di mortalità per TWh prodotto colloca il carbone al primo posto tra le fonti a più alto rischio, con nucleare, eolico e solare su livelli molto più bassi.

    Punti Chiave

    • In un reattore ad acqua pressurizzata, l'acqua del circuito primario porta il calore del nocciolo fino al generatore di vapore, che a sua volta alimenta la turbina collegata al generatore elettrico.
    • Un reattore ad acqua pressurizzata contiene tipicamente tra 150 e 200 insiemi di combustibile, secondo la Nuclear Regulatory Commission statunitense.
    • Fino alla costruzione di un deposito permanente, il combustibile esaurito resta stoccato negli impianti; le scorie ad alta attività perdono pericolosità solo dopo un decadimento che dura centinaia di migliaia di anni.
    • L'OMS conta 28 decessi diretti tra il personale d'emergenza di Chernobyl nei tre mesi successivi all'incidente del 1986; i tumori alla tiroide diagnosticati nella stessa area, oltre 6.000 casi entro il 2005, restano invece un dato di incidenza della malattia.
    • A Fukushima, nel 2011, l'OMS non registra alcun decesso acuto da radiazioni tra il personale dell'impianto o la popolazione residente; per un gruppo di circa 160 lavoratori con dosi oltre 100 mSv stima comunque un rischio di cancro più alto nel tempo.
    • Nel confronto per TWh prodotto stilato da Our World in Data, il carbone occupa la prima posizione tra le fonti a più alto rischio, mentre nucleare, eolico e solare si collocano ai livelli più bassi.

    I numeri chiave

    • 28 Decessi diretti registrati dall'OMS tra il personale d'emergenza nei tre mesi successivi all'incidente di Chernobyl, nel 1986: un conteggio accertato dalla fonte, distinto dalle diagnosi di malattia registrate negli anni successivi. Fonte: Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)
    • 6.000 Casi di tumore alla tiroide diagnosticati entro il 2005 tra chi, nel 1986, era bambino o adolescente nelle zone contaminate da Chernobyl: un dato di incidenza della malattia, separato dal conteggio dei decessi diretti. Fonte: Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)
    • 1,3 Morti per TWh di elettricità idroelettrica prodotta, calcolato dal 1965: comprende anche il crollo della diga di Banqiao, in Cina, nel 1975. Fonte: Our World in Data (Hannah Ritchie)

    L'Approfondimento

    Come funziona una centrale nucleare

    Una centrale nucleare trasforma in elettricità l’energia termica rilasciata dalla fissione nel nocciolo di un reattore. Nei modelli ad acqua pressurizzata, il tipo descritto in dettaglio dalla Nuclear Regulatory Commission statunitense, un primo circuito d’acqua tenuto sotto pressione assorbe quel calore e lo cede, dentro il generatore di vapore, a un secondo circuito: pompe elettriche fanno circolare l’acqua di entrambi i circuiti. Il vapore che ne risulta spinge le pale della turbina, collegata a un generatore che converte il movimento in corrente elettrica. Un reattore di questo tipo contiene tipicamente tra 150 e 200 insiemi di combustibile, secondo la stessa fonte.

    Le fonti disponibili descrivono in dettaglio solo il modello ad acqua pressurizzata; altre configurazioni di reattore esistono, ma restano fuori da questo confronto.

    Esempio pratico: immagina due circuiti d’acqua separati, uno dentro l’altro. Il primo, quello attaccato al nocciolo, gira in un anello chiuso e passa il suo calore al secondo circuito attraverso il generatore di vapore, come un bollitore che scalda l’acqua di una pentola appoggiata sopra senza mescolarsi con essa. È il secondo circuito, quello con il vapore, a far girare la turbina.

    Il processo di fissione che scalda il nocciolo è lo stesso principio fisico su cui si basa la bomba atomica, anche se l’obiettivo è opposto: in una centrale la reazione viene rallentata e regolata per produrre calore in modo continuo, mentre in un ordigno viene lasciata sprigionare in un istante.

    Le scorie, un problema che dura nel tempo

    Il combustibile che ha esaurito la propria carica utile resta radioattivo a lungo. La Nuclear Regulatory Commission spiega che il sito di smaltimento definitivo non esiste ancora, e per questo gli impianti devono custodire da soli, in condizioni sicure, il combustibile esausto. Il decadimento radioattivo, l’unico meccanismo che rende innocue queste scorie, richiede per i materiali ad alta attività un arco di tempo enorme: centinaia di migliaia di anni, come precisa la Nuclear Regulatory Commission.

    Questo tempo lunghissimo segna una differenza netta rispetto ad altre fonti di energia, incluso il fotovoltaico, dove il fine vita riguarda soprattutto il riciclo dei pannelli, un materiale che smette rapidamente di porre gli stessi rischi.

    Chernobyl e Fukushima, cosa dicono davvero i dati

    La percezione pubblica del rischio nucleare si è formata soprattutto attorno a due incidenti, entrambi classificati al livello massimo, il settimo, della scala INES: Chernobyl, in Ucraina, nel 1986, e Fukushima, in Giappone, nel 2011. I dati raccolti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità raccontano due storie sanitarie con esiti diretti molto diversi tra loro.

    A Chernobyl, l’OMS conta 28 decessi diretti tra il personale d’emergenza, vigili del fuoco e addetti dell’impianto, nei tre mesi successivi all’incidente: un conteggio accertato dalla fonte. Diverso il caso dei 6.000 tumori alla tiroide diagnosticati entro il 2005 tra chi, nel 1986, era bambino o adolescente nelle aree contaminate: l’OMS li ritiene in buona parte attribuibili all’assunzione di iodio radioattivo, ma restano diagnosi cumulate nel tempo, una misura di quante persone si sono ammalate, diversa dal computo dei decessi diretti. Per la popolazione generale esposta, escludendo la tiroide, l’OMS non trova un aumento dimostrato di tumori solidi o leucemie. Tra i circa 530.000 lavoratori di bonifica, i cosiddetti liquidatori, la dose media stimata fu di 120 mSv; solo tra chi ricevette dosi superiori a 200 mSv emergono alcune prove di un aumento dell’incidenza di leucemia.

    A Fukushima il quadro cambia. Le dosi effettive stimate nell’arco della vita per gli adulti residenti nella prefettura furono in media 10 mSv o meno, circa il doppio per i bambini di un anno; i lavoratori dell’impianto ricevettero in media circa 12 mSv nei primi 19 mesi dopo l’incidente, con il 35% del personale sopra i 10 mSv e lo 0,7% sopra i 100 mSv. L’OMS non registra alcuna lesione acuta né alcun decesso acuto legati alle radiazioni, un dato che riguarda sia il personale dell’impianto sia la popolazione residente. Per un gruppo di circa 160 lavoratori con dosi superiori a 100 mSv l’OMS stima comunque, nel tempo, un rischio di cancro più alto; per la popolazione generale, a parte la tiroide, i rischi di cancro stimati restano piccoli rispetto al rischio di base. Sulla tiroide dei bambini l’OMS segnala un’incertezza specifica, perché è difficile verificare le dosi con misure dirette; nota anche che uno screening molto sensibile porta di per sé a individuare più cisti, noduli e tumori di quanti ne sarebbero emersi senza quel controllo intensivo.

    Il nucleare a confronto con le altre fonti di energia

    Per capire quanto pesino questi numeri, serve un termine di paragone. Our World in Data, nell’analisi della ricercatrice Hannah Ritchie, confronta le fonti di energia per morti causate ogni TWh di elettricità prodotta: un calcolo che somma gli incidenti diretti e le vittime dello smog respirato lungo tutta la catena produttiva. In questo confronto il carbone risulta, testualmente, “di gran lunga” la fonte più pericolosa; eolico e solare risultano sicuri quanto il nucleare.

    Fonte / eventoDatoAnno
    Diga di Banqiao (Cina), crollocirca 171.000 morti in un solo disastro1975
    Idroelettrico, tasso storico1,3 morti per TWh prodottodal 1965
    Chernobyl, decessi diretti28 lavoratori nei primi tre mesi1986
    Fukushima, decessi acuti da radiazionizero, tra lavoratori e pubblico2011

    Il dato dell’idroelettrico aiuta a mettere in prospettiva la paura del nucleare: il crollo della diga di Banqiao, nel 1975, uccise da solo più persone di qualunque incidente nucleare civile mai registrato, eppure il tasso di mortalità storico dell’idroelettrico resta considerato basso. Per il nucleare, alcuni confronti comparativi citano cifre di mortalità più alte: Our World in Data, per calcolare il proprio tasso, usa un totale di 433 morti per Chernobyl — un’assunzione dell’autrice dentro il range stimato per l’incidente — e 2.314 per Fukushima. Quest’ultimo numero somma due conteggi ufficiali del governo giapponese: 2.313 decessi certificati come collegati al disastro, per lo stress e i disagi dell’evacuazione forzata (cifra rivista nel settembre 2020), e un decesso per cancro al polmone riconosciuto nel 2018 come dovuto all’esposizione alle radiazioni — contro gli zero decessi acuti da radiazioni contati dall’OMS.

    Il confronto tra fonti energetiche si intreccia anche con altri temi legati alla transizione, come la disponibilità delle materie prime critiche utili sia al nucleare sia alle rinnovabili, e con gli effetti sul clima descritti a proposito dell’effetto serra: questioni che restano fuori dal perimetro dei dati sanitari discussi qui, dedicati soltanto alla mortalità diretta e stimata per fonte di energia.

    Presentazione

    Slide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo.

    Slide 1 della presentazione su Centrale nucleare: Centrale nucleare, come funzionaSlide 2 della presentazione su Centrale nucleare: Quanto è davvero pericolosa una centrale nucleare?Slide 3 della presentazione su Centrale nucleare: Le quattro tappeSlide 4 della presentazione su Centrale nucleare: Capitolo 01: Come funzionaSlide 5 della presentazione su Centrale nucleare: Il percorso del caloreSlide 6 della presentazione su Centrale nucleare: Dentro il reattoreSlide 7 della presentazione su Centrale nucleare: Capitolo 02: Due incidenti, due esitiSlide 8 della presentazione su Centrale nucleare: Chernobyl contro FukushimaSlide 9 della presentazione su Centrale nucleare: I 6.000 tumori alla tiroide sono diagnosi, non morti.Slide 10 della presentazione su Centrale nucleare: Capitolo 03: Percezione contro datiSlide 11 della presentazione su Centrale nucleare: Carbone · Nucleare · Eolico e solareSlide 12 della presentazione su Centrale nucleare: Un incidente non nucleareSlide 13 della presentazione su Centrale nucleare: Capitolo 04: Le scorie, un problema di tempoSlide 14 della presentazione su Centrale nucleare: Dal reattore al depositoSlide 15 della presentazione su Centrale nucleare: Quanti lavoratori morirono nei primi tre mesi dopo Chernobyl, secondo l'OMS?Slide 16 della presentazione su Centrale nucleare: Per approfondire
    Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta16 slideTutti i capitoli e gli approfondimenti

    Falsi miti

    • ✗ Mito Gli incidenti nucleari hanno causato decine di migliaia di morti per radiazioni.

      ✓ Realtà L'OMS registra 28 morti tra i soccorritori intervenuti a Chernobyl nei primi tre mesi dopo l'incidente del 1986, e nessun decesso acuto da radiazioni a Fukushima, nel 2011, né tra i lavoratori né tra la popolazione. I 6.000 tumori alla tiroide diagnosticati entro il 2005 sono casi di malattia accertata, una misura diversa dal conteggio dei decessi. Cifre più alte che circolano in alcuni confronti tra fonti energetiche, come i 2.314 decessi attribuiti a Fukushima da Our World in Data, il governo giapponese le certifica in due parti distinte: 2.313 per lo stress e i disagi dell'evacuazione forzata, rivisti nel settembre 2020, più un caso di cancro al polmone riconosciuto nel 2018 come conseguenza delle radiazioni.

    • ✗ Mito Il nucleare è la fonte di energia più pericolosa in assoluto.

      ✓ Realtà Nel confronto per TWh prodotto di Our World in Data, il carbone risulta il più rischioso in assoluto, anche per le morti legate allo smog respirato lungo l'intera filiera produttiva; nucleare, eolico e solare si collocano invece ai livelli più bassi. Anche l'idroelettrico, con un tasso storico di 1,3 morti per TWh dal 1965, ha alle spalle il peggior singolo disastro energetico mai registrato: il crollo della diga di Banqiao, in Cina, nel 1975, con circa 171.000 morti.

    • ✗ Mito Le scorie nucleari si possono smaltire in fretta o smettono presto di essere pericolose.

      ✓ Realtà Secondo la Nuclear Regulatory Commission statunitense, le scorie ad alta attività perdono pericolosità soltanto attraverso il decadimento radioattivo naturale, un processo che richiede centinaia di migliaia di anni. In attesa che venga realizzato un deposito permanente per lo smaltimento, il combustibile esaurito resta custodito in sicurezza direttamente negli impianti.

    Mappa concettuale

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    Mappa concettuale: Centrale nucleare: come funziona
    • Centrale nucleare
      • Come funziona
        • Nocciolo del reattore Produce calore, in un reattore ad acqua pressurizzata con tra 150 e 200 insiemi di combustibile
        • Circuito primario Acqua in pressione, mossa da pompe elettriche, che trasporta il calore fino al generatore di vapore
        • Generatore di vapore Il calore del circuito primario vaporizza l'acqua di un secondo circuito
        • Turbina e generatore Il vapore lo fa girare, la turbina aziona il generatore che produce l'elettricità dell'impianto
      • Sicurezza e incidenti storici
        • Chernobyl, 1986 28 decessi diretti nei tre mesi successivi, oltre 6.000 diagnosi di tumore alla tiroide entro il 2005
        • Fukushima, 2011 Nessun decesso acuto da radiazioni per personale e popolazione, secondo l'OMS
      • Percezione contro dati
        • Morti per TWh Il carbone in cima alla classifica del rischio, nucleare ed eolico ai livelli più bassi, secondo Our World in Data
        • Diga di Banqiao, 1975 Circa 171.000 morti, il peggior disastro energetico mai registrato
      • Gestione delle scorie
        • Stoccaggio presso l'impianto In attesa di un deposito permanente, secondo la Nuclear Regulatory Commission
        • Decadimento radioattivo Le scorie ad alta attività restano pericolose per un tempo misurato in centinaia di migliaia di anni

    Quiz: mettiti alla prova

    Rispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione.

    Voto 0/10 0/5
    1 Come si produce elettricità in un reattore ad acqua pressurizzata (PWR)?

    Il calore prodotto nel nocciolo passa all'acqua del circuito primario; nel generatore di vapore quel calore scalda un secondo circuito, il cui vapore mette in movimento la turbina collegata al generatore elettrico, secondo la Nuclear Regulatory Commission statunitense.

    2 Quanti lavoratori morirono nei primi tre mesi dopo l'incidente di Chernobyl del 1986, secondo l'OMS?

    L'Organizzazione Mondiale della Sanità registra 28 decessi accertati tra il personale d'emergenza esposto a dosi acute nel trimestre successivo all'incidente del 1986. I 6.000 sono diagnosi di tumore alla tiroide cumulate fino al 2005, un dato di incidenza distinto dai decessi; 433 è il valore assunto da Our World in Data dentro il range stimato per Chernobyl, mentre 2.314 somma due conteggi ufficiali giapponesi su Fukushima — decessi per l'evacuazione e un caso riconosciuto di morte per radiazioni — diversi dal computo diretto dell'OMS.

    3 Quanti decessi acuti da radiazioni sono stati registrati tra lavoratori e popolazione nell'incidente di Fukushima del 2011, secondo l'OMS?

    Nessun decesso acuto da radiazioni risulta registrato dall'OMS, né tra il personale dell'impianto né tra i residenti dell'area. Un gruppo di circa 160 lavoratori con dosi molto alte presenta comunque, secondo l'OMS, un rischio di cancro stimato più alto nel tempo.

    4 Cosa rappresentano i 6.000 casi di tumore alla tiroide legati a Chernobyl, diagnosticati entro il 2005?

    L'OMS censisce questi casi come diagnosi di malattia tra chi, nel 1986, era bambino o adolescente nelle zone contaminate: un dato di incidenza, separato dal numero dei decessi diretti, pari a 28 secondo lo stesso ente.

    5 Secondo Our World in Data, quale fonte energetica risulta di gran lunga la più pericolosa per TWh prodotto?

    Il calcolo di Our World in Data somma gli incidenti diretti e i decessi legati all'inquinamento dell'aria prodotto lungo l'intera filiera del carbone, rendendolo il più rischioso dell'intero confronto; nucleare, eolico e solare restano ai livelli più bassi.

    Risposte: 1-A · 2-A · 3-A · 4-B · 5-B

    Flashcards

    Tocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva.

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    Spiegalo con parole tue

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    Una centrale nucleare produce elettricità a partire dal calore che si sviluppa nel nocciolo di un reattore: nei reattori ad acqua pressurizzata, l'acqua del circuito primario trasporta quel calore fino a un generatore di vapore, che alimenta la turbina collegata al generatore elettrico. Il combustibile esaurito resta custodito negli impianti, perché un deposito permanente per lo smaltimento non esiste ancora, secondo la Nuclear Regulatory Commission statunitense. I dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità descrivono due incidenti dagli esiti sanitari molto diversi: a Chernobyl, nel 1986, l'OMS conta 28 decessi tra il personale d'emergenza nei tre mesi successivi, mentre i tumori alla tiroide diagnosticati entro il 2005 (oltre 6.000 casi) restano un dato di incidenza distinto dal numero dei decessi. A Fukushima, nel 2011, l'OMS non registra alcun decesso acuto legato alle radiazioni. Nel confronto tra fonti energetiche di Our World in Data, il tasso di mortalità per TWh prodotto colloca il carbone al primo posto tra le fonti a più alto rischio, con nucleare, eolico e solare su livelli molto più bassi.

    Domande e risposte

    Cos'è una centrale nucleare?

    È un impianto che genera energia elettrica sfruttando il calore prodotto dalla fissione dentro un reattore: nei modelli ad acqua pressurizzata, l'acqua del circuito primario trasferisce quel calore a un generatore di vapore, il cui vapore aziona la turbina collegata al generatore.

    Quante persone sono morte per le radiazioni di Chernobyl e Fukushima?

    Il conteggio diretto dell'OMS registra 28 decessi tra vigili del fuoco e addetti dell'impianto di Chernobyl, deceduti entro tre mesi dall'incidente del 1986; a Fukushima, nel 2011, l'OMS non registra decessi acuti da radiazioni tra lavoratori o popolazione. I 6.000 tumori alla tiroide diagnosticati entro il 2005 sono diagnosi di malattia, un dato separato dal numero dei decessi, e cifre più alte usate in alcuni confronti energetici (come i 2.314 di Our World in Data per Fukushima) combinano due conteggi ufficiali del governo giapponese: la maggior parte legata al peso dello sfollamento, più un caso attribuito alle radiazioni nel 2018 — una misura diversa dal computo diretto dell'OMS sui decessi acuti.

    Le scorie nucleari restano pericolose per sempre?

    Le scorie ad alta attività perdono pericolosità solo con il decadimento radioattivo naturale, un processo che la Nuclear Regulatory Commission statunitense misura in centinaia di migliaia di anni. Il combustibile esaurito viene conservato negli impianti stessi, in attesa che venga costruito un deposito permanente per lo smaltimento definitivo.

    Il nucleare è più pericoloso del carbone o delle rinnovabili?

    Our World in Data risponde di no: nella sua classifica del rischio per TWh prodotto il carbone occupa la prima posizione, mentre nucleare, eolico e solare si trovano ai livelli più bassi dello stesso confronto.

    Quali sono vantaggi e svantaggi di una centrale nucleare?

    Tra i dati favorevoli, il tasso di mortalità per TWh prodotto risulta tra i più bassi nel confronto di Our World in Data tra fonti energetiche. Tra le difficoltà, la gestione delle scorie richiede stoccaggio e sorveglianza per tempi lunghissimi, e la percezione del rischio resta condizionata da incidenti come Chernobyl e Fukushima.

    Fonti consultate

    • U.S. Nuclear Regulatory Commission, "Pressurized Water Reactors"
    • U.S. Nuclear Regulatory Commission, "High-Level Waste"
    • Organizzazione Mondiale della Sanità, "Radiation: The Chernobyl accident"
    • Organizzazione Mondiale della Sanità, "Health consequences of Fukushima nuclear accident"
    • Our World in Data, "What are the safest and cleanest sources of energy?" (Hannah Ritchie)
    • Our World in Data, "What was the death toll from Chernobyl and Fukushima?" (Hannah Ritchie)

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