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    recaplica Urto anelastico e urto elastico: le differenze
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    Urto anelastico e urto elastico: le differenze

    Di Redazione Recaplica · Aggiornato il 17 ottobre 2026

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    Un urto è elastico quando la quantità di moto e l'energia cinetica del sistema si conservano entrambe; è anelastico quando a conservarsi è unicamente la quantità di moto, mentre l'energia cinetica, in quel caso, cala. Nella maggior parte degli urti reali una parte dell'energia cinetica finisce in calore e nella deformazione dei corpi coinvolti. Il caso limite, in cui i due corpi finiscono per muoversi come un corpo unico, è l'urto perfettamente anelastico. L'urto perfettamente elastico, al contrario, è un'idealizzazione: nessun urto macroscopico reale è privo di attrito o deformazione.

    Punti Chiave

    • In ogni urto, in un sistema isolato, la quantità di moto totale si conserva sempre.
    • Nell'urto elastico si conserva anche l'energia cinetica totale del sistema.
    • Nell'urto anelastico l'energia cinetica finale è minore di quella iniziale: la parte mancante diventa calore e deformazione.
    • L'urto perfettamente anelastico è il caso limite in cui i corpi restano uniti dopo l'impatto, con la massima perdita di energia cinetica possibile.
    • L'urto perfettamente elastico è un'idealizzazione: ogni urto macroscopico reale perde almeno una piccola parte di energia cinetica.
    • Il pendolo di Newton funziona perché gli urti tra le sue palline sono, in buona approssimazione, elastici.

    L'Approfondimento

    Cos’è un urto elastico

    Secondo HyperPhysics, un urto si definisce elastico quando in esso si conservano sia la quantità di moto sia l’energia cinetica del sistema. Non c’è alcuna perdita di energia cinetica: tutta quella presente prima dell’urto si ritrova, identica, dopo l’urto.

    L’urto perfettamente elastico presuppone l’assenza di forze dissipative durante l’impatto, niente attrito interno, niente deformazione permanente dei corpi. È un caso limite ideale: in pratica ogni urto macroscopico reale converte almeno una parte dell’energia cinetica in energia interna, cioè in calore o in deformazione dei materiali coinvolti.

    Cos’è un urto anelastico

    Gli urti macroscopici reali sono quasi sempre di questo tipo, secondo HyperPhysics: non conservano l’energia cinetica. L’energia totale del sistema, comprese le forme non cinetiche, si conserva sempre per il principio generale di conservazione dell’energia, ma la quota cinetica diminuisce.

    La parte mancante diventa energia interna, calore e deformazione dei corpi che si urtano. Un caso istruttivo, sempre dalla stessa fonte, è quello di un corpo molto più massiccio che urta un corpo piccolo e fermo: il corpo grande perde solo una quota trascurabile della propria energia cinetica, come un’auto che urta un insetto senza risentirne in velocità. Il caso limite è l’urto perfettamente anelastico: i due corpi restano uniti dopo l’impatto, e la perdita di energia cinetica è la più alta possibile, compatibile con la conservazione della quantità di moto. OpenStax lo descrive proprio così, nel capitolo sui tipi di urto del manuale University Physics: ogni urto in cui i corpi restano uniti comporta la massima perdita di energia cinetica compatibile con quella conservazione.

    Cosa si conserva sempre, cosa no

    La quantità di moto, in un sistema isolato, si conserva in ogni tipo di urto, elastico, anelastico o perfettamente anelastico, senza eccezioni. L’energia cinetica si conserva solo nel caso particolare dell’urto elastico; nella maggior parte degli urti reali no.

    Le formule di conservazione

    La conservazione della quantità di moto si scrive come somma delle quantità di moto dei corpi prima dell’urto, uguale alla somma delle quantità di moto dopo l’urto:

    m₁v₁ + m₂v₂ = m₁v₁’ + m₂v₂’

    Qui m₁ e m₂ sono le masse dei due corpi. Le lettere senza apice indicano le velocità prima dell’urto, quelle con l’apice le velocità dopo. Questa equazione vale per qualunque urto, elastico o anelastico.

    Nell’urto elastico si aggiunge una seconda condizione: l’energia cinetica totale del sistema prima dell’urto è uguale a quella dopo l’urto. Nell’urto anelastico quella seconda equazione non vale, l’energia cinetica finale è minore di quella iniziale.

    Urto elasticoUrto anelastico
    Quantità di motoSi conservaSi conserva
    Energia cineticaSi conservaDiminuisce
    Corpi dopo l’urtoSi separanoSi separano, o restano uniti nel caso perfettamente anelastico

    Esempio pratico: OpenStax descrive un urto anelastico tra un’auto di 1.200 kg che viaggia a 27,5 m/s e un camion fermo di 3.000 kg. Dopo l’urto il camion si muove a 11,0 m/s, un valore che la fonte ricava dall’attrito sviluppato lungo i 10 metri di scivolamento successivi all’impatto. L’energia cinetica del sistema prima dell’urto è 4,5×10⁵ J; dopo l’urto è 1,8×10⁵ J. La differenza, 2,7×10⁵ J, si trasforma in calore e deformazione durante l’impatto e lo scivolamento che lo segue.

    Il pendolo di Newton: urti quasi elastici

    Il pendolo di Newton, l’apparecchio con le palline metalliche sospese in fila, familiare su molte scrivanie, mostra insieme la conservazione della quantità di moto e, in buona approssimazione, dell’energia cinetica. Lo descrive così il Dipartimento di Fisica della University of California, Santa Barbara, nella sua raccolta di esperimenti didattici.

    Quando un certo numero di palline viene lasciato cadere contro le altre, ferme, la quantità di moto si trasferisce lungo la fila: dall’altro lato esce lo stesso numero di palline, con la stessa velocità. Il funzionamento si basa su una serie di urti approssimativamente elastici.

    Nella realtà il pendolo perde gradualmente altezza a ogni ciclo. Gli urti tra le palline non sono mai perfettamente elastici: parte dell’energia cinetica si trasforma in calore, oltre alle perdite per attrito nei supporti.

    Il concetto si lega a quello dell’energia meccanica: negli urti quasi elastici l’energia meccanica del sistema resta quasi costante urto dopo urto, mentre in un urto anelastico una parte si trasforma in altre forme di energia già al primo impatto. Per capire come si muovono i corpi tra un urto e l’altro vale anche quanto raccontano le tre leggi di Newton: è la seconda legge, insieme alla conservazione della quantità di moto, a descrivere la forza che agisce durante il breve istante dell’urto.

    Presentazione

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    Slide 1 della presentazione su Urto anelastico e urto elastico: Urto elastico e urto anelasticoSlide 2 della presentazione su Urto anelastico e urto elastico: Cosa succede all'energia cinetica in un urto anelastico?Slide 3 della presentazione su Urto anelastico e urto elastico: Dall'urto elastico al pendolo di NewtonSlide 4 della presentazione su Urto anelastico e urto elastico: Capitolo 01: Urto elasticoSlide 5 della presentazione su Urto anelastico e urto elastico: Nell'urto elastico si conservano due grandezzeSlide 6 della presentazione su Urto anelastico e urto elastico: Capitolo 02: Urto anelasticoSlide 7 della presentazione su Urto anelastico e urto elastico: Cosa si conserva, e cosa noSlide 8 della presentazione su Urto anelastico e urto elastico: L'esempio del camionSlide 9 della presentazione su Urto anelastico e urto elastico: Capitolo 03: Il caso limiteSlide 10 della presentazione su Urto anelastico e urto elastico: In un urto anelastico si perde energia.Slide 11 della presentazione su Urto anelastico e urto elastico: Capitolo 04: Il pendolo di NewtonSlide 12 della presentazione su Urto anelastico e urto elastico: Come funziona il pendolo di NewtonSlide 13 della presentazione su Urto anelastico e urto elastico: Dove va l'energia cinetica che manca in un urto anelastico?Slide 14 della presentazione su Urto anelastico e urto elastico: E adesso, il ripasso
    Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta14 slideTutti i capitoli e gli approfondimenti

    Falsi miti

    • ✗ Mito Molti pensano che l'urto elastico sia solo un'astrazione da manuale, senza alcun legame con la realtà.

      ✓ Realtà Il pendolo di Newton mostra urti che si comportano, in buona approssimazione, come urti elastici. L'idealizzazione serve perché nessun urto macroscopico reale è del tutto privo di perdite, non perché il fenomeno non esista.

    • ✗ Mito Si crede spesso che in un urto anelastico l'energia si perda del tutto.

      ✓ Realtà L'energia totale non diminuisce: a calare è soltanto la quota cinetica, che si trasforma in calore e in deformazione dei corpi che si sono urtati.

    Mappa concettuale

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    Mappa concettuale: Urto anelastico e urto elastico: le differenze
    • Urti elastici e anelastici
      • Cosa si conserva sempre
        • Quantità di moto In ogni tipo di urto, in un sistema isolato
        • Vale per entrambi i casi Elastico e anelastico, senza eccezioni
      • Urto elastico
        • Energia cinetica conservata Nessuna perdita, prima e dopo l'urto
        • Caso limite ideale Nessun urto reale è del tutto privo di perdite
      • Urto anelastico
        • Energia cinetica in calo L'energia finale è minore di quella iniziale
        • Diventa calore e deformazione La parte mancante non esce dal sistema
      • Urto perfettamente anelastico
        • Corpi uniti dopo l'urto Il caso limite dell'urto anelastico
        • Perdita massima di energia cinetica Compatibile con la conservazione della quantità di moto
      • Pendolo di Newton
        • Urti quasi elastici Il pendolo perde altezza nel tempo
        • Trasferimento di quantità di moto Lungo la fila di palline

    Quiz: mettiti alla prova

    Rispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione.

    Voto 0/10 0/5
    1 Cosa si conserva sempre in un urto, in un sistema isolato?

    La quantità di moto si conserva sempre; l'energia cinetica si conserva solo nell'urto elastico.

    2 In un urto elastico, cosa succede all'energia cinetica del sistema?

    Nell'urto elastico l'energia cinetica totale prima dell'urto è uguale a quella dopo l'urto.

    3 Vero o falso: in un urto perfettamente anelastico i due corpi restano uniti dopo l'impatto.

    È proprio la definizione del caso limite: i due corpi si muovono assieme dopo l'urto, e non si può perdere più energia cinetica di così restando compatibili con la quantità di moto conservata.

    4 Dove va l'energia cinetica che manca in un urto anelastico?

    L'energia totale si conserva sempre: la parte di energia cinetica che manca diventa energia interna, cioè calore e deformazione.

    5 Perché il pendolo di Newton perde gradualmente altezza nel tempo?

    Parte dell'energia cinetica si trasforma in calore a ogni urto, oltre alle perdite per attrito nei supporti.

    Risposte: 1-A · 2-A · 3-A · 4-A · 5-A

    Flashcards

    Tocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva.

    1 / 7

    Spiegalo con parole tue

    Il test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap.

    La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.

    Un urto è elastico quando la quantità di moto e l'energia cinetica del sistema si conservano entrambe; è anelastico quando a conservarsi è unicamente la quantità di moto, mentre l'energia cinetica, in quel caso, cala. Nella maggior parte degli urti reali una parte dell'energia cinetica finisce in calore e nella deformazione dei corpi coinvolti. Il caso limite, in cui i due corpi finiscono per muoversi come un corpo unico, è l'urto perfettamente anelastico. L'urto perfettamente elastico, al contrario, è un'idealizzazione: nessun urto macroscopico reale è privo di attrito o deformazione.

    Domande e risposte

    Qual è la differenza tra urto elastico e urto anelastico?

    Nell'urto elastico la quantità di moto e l'energia cinetica restano entrambe quelle di partenza; in quello anelastico resta tale solo la prima, perché una porzione di energia cinetica passa in energia termica e in deformazione del materiale.

    Quali sono le formule di conservazione dell'urto elastico?

    La quantità di moto si conserva sempre: quella complessiva prima dell'urto coincide con quella dopo (m1v1 + m2v2 = m1v1' + m2v2'). Nell'urto elastico vale anche una seconda equazione: l'energia cinetica totale è la stessa prima e dopo l'urto.

    Cos'è un urto perfettamente anelastico?

    È il caso limite dell'urto anelastico: dopo l'urto i due corpi si muovono insieme, come un corpo unico, con la perdita di energia cinetica più alta possibile compatibile con la quantità di moto conservata.

    Gli urti perfettamente elastici esistono nella realtà?

    Non esiste un urto macroscopico reale completamente privo di perdite. L'urto perfettamente elastico è un'idealizzazione utile per i calcoli; nella pratica anche gli urti più vicini a questo ideale, come quelli del pendolo di Newton, consumano una piccola quota di energia cinetica per attrito.

    L'energia si perde davvero in un urto anelastico?

    Non del tutto: l'energia si conserva comunque nel suo complesso. A mancare, in un urto anelastico, è soltanto la quota cinetica, che compare poi come calore e come deformazione dei corpi.

    Fonti consultate

    • HyperPhysics (Georgia State University) — Elastic Collisions
    • HyperPhysics (Georgia State University) — Inelastic Collisions
    • OpenStax — University Physics Volume 1, 9.4 Types of Collisions
    • University of California, Santa Barbara, Dept. of Physics — Newton's Cradle

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