Salta al contenuto
recaplica

    Un attimo: controllo di sicurezza

    Cloudflare vuole assicurarsi che tu non sia un robot. Spunta la casella qui sotto e la ricerca riparte da sola.

    EN
    recaplica Le tre leggi di Newton: cosa dicono davvero
    © 2026 Recaplica · recaplica.com — Tutti i diritti riservati
    Home › Scienza

    Le tre leggi di Newton: cosa dicono davvero

    Di Redazione Recaplica · Aggiornato il 13 settembre 2026

    Cosa stampare

    Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina.

    Slide

    Scegli il taglio

    Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta17 slideTutti i capitoli e gli approfondimenti

    Tutte e due hanno le note del relatore.

    Canale Telegram
    recaplica Chiaro in 30 secondi, tuo in 10 minuti.
    In 30 secondi Punti chiave Numeri Approfondimento Presentazione Falsi miti Mappa concettuale Quiz Flashcards FAQ

    In 30 secondi lettura lampo

    Le tre leggi di Newton descrivono come le forze cambiano il moto degli oggetti, dal tosaerba in giardino ai razzi che lasciano la Terra. La prima dice che un corpo continua a fare quello che sta facendo (fermo o in moto rettilineo) finché non arriva una forza a cambiarlo. La seconda lega la forza all'accelerazione tramite la massa. La terza dice che ogni forza ne genera sempre un'altra, uguale e contraria, su un corpo diverso. Isaac Newton le pubblicò nel 1687, ma la formula che si studia a scuola, F=ma, è una riscrittura successiva della sua idea originale.

    Punti Chiave

    • Prima legge (inerzia): un corpo fermo resta fermo e uno in moto continua a muoversi in linea retta a velocità costante, finché una forza esterna non lo cambia.
    • Seconda legge: l'accelerazione di un corpo è proporzionale alla forza applicata e inversamente proporzionale alla sua massa (F=ma per massa costante).
    • Terza legge: a ogni forza corrisponde una forza uguale e contraria, ma le due forze agiscono su due corpi diversi e per questo non si annullano mai.
    • Massa e peso non sono la stessa cosa: la massa è una proprietà intrinseca del corpo, il peso è la forza di gravità che agisce su quella massa e cambia da un pianeta all'altro.
    • Newton pubblicò le tre leggi nella Philosophiae Naturalis Principia Mathematica nel 1687, dopo che l'astronomo Edmond Halley lo spinse a mettere per iscritto i suoi calcoli.
    • La formula F=ma è una versione moderna e semplificata: Newton formulò la seconda legge in termini di variazione della quantità di moto, valida anche quando la massa cambia (come nei razzi).

    I numeri chiave

    • 2,1 m/s² l'accelerazione di un tosaerba spinto con una forza netta di 51 N e una massa di 24 kg (F=ma applicato al contrario, a=F/m) Fonte: OpenStax, University Physics Volume 1
    • 2,80×10⁶ kg la massa al lancio del razzo Saturn V, di cui circa il 98,9% era combustibile Fonte: OpenStax, College Physics 2e
    • 9,80 N contro 1,6 N il peso della stessa massa di 1 kg sulla Terra e sulla Luna (stessa massa, gravità diversa) Fonte: OpenStax, University Physics Volume 1

    L'Approfondimento

    Cosa dice davvero la prima legge

    Un oggetto fermo resta fermo. Un oggetto in moto continua a muoversi in linea retta, alla stessa velocità, finché qualcosa non interviene a cambiarlo. È il principio di inerzia, ed è più sottile di quanto sembri: nella vita di tutti i giorni siamo abituati a pensare che le cose “si fermano da sole”, perché in pratica l’attrito e la resistenza dell’aria agiscono quasi sempre. Ma quell’attrito è esso stesso una forza esterna: tolto di mezzo, come nell’esempio del disco su un tavolo da air hockey, il moto continua molto più a lungo (lo stesso principio che fa rotolare a lungo un pallone da calcio su un prato ben rasato, dove l’attrito è minimo; vedi anche il Recap sulle regole del calcio).

    L’inerzia è la tendenza di un corpo a resistere ai cambiamenti del proprio stato di moto: un macigno ne ha di più di una palla da basket, cioè oppone più resistenza quando si prova ad accelerarlo o a fermarlo. Questo concetto porta dritto a un’idea tecnica ma importante: il sistema di riferimento inerziale, cioè un sistema in cui la prima legge vale davvero. Un treno che viaggia a velocità costante è (approssimativamente) un sistema inerziale: un bicchiere d’acqua sul tavolino resta fermo rispetto al treno. Un treno che frena bruscamente non lo è più: il bicchiere scivola in avanti, non perché una forza misteriosa lo spinga, ma perché il treno (il sistema di riferimento) sta accelerando mentre il bicchiere, per inerzia, tenderebbe a continuare come prima.

    Esempio pratico: allacciare la cintura di sicurezza in auto è un’applicazione diretta della prima legge. In una frenata improvvisa l’abitacolo decelera rapidamente, ma il corpo dei passeggeri, per inerzia, continuerebbe a muoversi in avanti alla velocità precedente. La cintura fornisce la forza che fa decelerare anche il corpo insieme all’auto, invece di lasciarlo proseguire verso il parabrezza.

    Anche la Terra, presa come riferimento per gli esperimenti di ogni giorno, non è un sistema perfettamente inerziale: ruota su se stessa e orbita intorno al Sole, quindi accelera leggermente. Quell’accelerazione, però, è inferiore a 3,4×10⁻² m/s², abbastanza piccola da rendere i laboratori terrestri “approssimativamente inerziali” per la stragrande maggioranza degli scopi pratici, dagli esperimenti di fisica scolastica al gioco del calcio.

    La seconda legge: forza, massa e accelerazione

    Se la prima legge racconta cosa succede in assenza di una forza netta, la seconda descrive cosa succede quando una forza c’è. L’accelerazione di un oggetto è proporzionale alla forza che riceve e inversamente proporzionale alla sua massa: una spinta più forte accelera di più, ma lo stesso oggetto più pesante accelera di meno a parità di spinta. Nella forma che si studia a scuola, con la massa costante, questo si scrive F = m · a.

    L’unità di misura della forza, il newton, è definita proprio a partire da questa legge: un newton (1 N) è la forza necessaria per accelerare un oggetto di 1 kg alla velocità di 1 metro al secondo ogni secondo. Una mela piccola pesa circa 1 N sulla Terra, un modo comodo per farsi un’idea di quanto sia “piccola” questa unità.

    Esempio pratico: un tosaerba spinto con una forza netta di 51 N e una massa di 24 kg riceve un’accelerazione a = F/m = 51/24 ≈ 2,1 m/s². È un calcolo diretto della seconda legge, lo stesso che si userebbe per qualunque oggetto: basta conoscere la forza netta e la massa.

    GrandezzaCos’èUnità SICambia con il luogo?
    MassaQuantità di materia di un corpokilogrammo (kg)No, è sempre la stessa
    PesoForza di gravità su quella massanewton (N)Sì, dipende dalla gravità locale

    Qui si inserisce una delle distinzioni più fraintese della fisica scolastica: massa e peso non sono la stessa cosa. La massa è una proprietà intrinseca dell’oggetto, la quantità di materia che lo compone, e non cambia mai, che l’oggetto sia sulla Terra, in orbita o sulla Luna. Il peso, invece, è la forza con cui la gravità tira quella massa verso il basso: w = m · g, dove g è l’accelerazione di gravità del luogo. Sulla Terra g vale circa 9,80 m/s², quindi un oggetto di 1 kg pesa 9,80 N. Sulla Luna, dove g è circa 1,62 m/s², la stessa massa di 1 kg pesa solo 1,6 N: la materia è identica, ma la forza che la gravità esercita su di essa è molto più debole. Nel linguaggio quotidiano la confusione nasce anche dalle bilance domestiche, che mostrano un valore in “kg” ma in realtà misurano il peso, tarato per restituire la massa nelle condizioni di gravità terrestre.

    Una distinzione ancora più fine, che compare nei testi di fisica più avanzati, è quella tra massa inerziale e massa gravitazionale. La massa inerziale è quella che compare nella seconda legge, F = m · a: misura quanto un oggetto resiste a essere accelerato. La massa gravitazionale, invece, misura quanto un oggetto genera o subisce l’attrazione di gravità. Nella meccanica di Newton le due risultano numericamente uguali, un fatto che permette di semplificare la massa nel calcolo dell’accelerazione di gravità (che per questo è la stessa per una piuma e per un peso di piombo, in assenza di attrito dell’aria), ma che Newton diede semplicemente per buono, senza spiegarlo: sarà Einstein, secoli dopo, a elevarlo a principio cardine della relatività generale.

    Quando la massa di un sistema non è costante, come nei razzi che consumano combustibile durante il volo, la formula F = m · a non basta più: serve la forma più generale, legata alla variazione della quantità di moto nel tempo.

    Esempio pratico: il razzo Saturn V, usato per le missioni Apollo verso la Luna, aveva una massa al lancio di 2,80×10⁶ kg, di cui circa il 98,9% era costituito da combustibile. Bruciando 1,40×10⁴ kg di combustibile al secondo, con i gas di scarico espulsi a circa 2,40×10³ m/s, l’accelerazione iniziale era di circa 2,20 m/s². È anche il motivo per cui i grandi razzi sono costruiti a più stadi: man mano che il combustibile si esaurisce, sganciare gli stadi vuoti riduce la massa da accelerare.

    La terza legge: azione e reazione, ma su corpi diversi

    La terza legge dice che ogni volta che un corpo esercita una forza su un secondo corpo, il secondo esercita sul primo una forza uguale in intensità e opposta in direzione. È probabilmente la più citata nel linguaggio comune (“a ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria”) e anche la più fraintesa, perché la formula si presta a un errore preciso: pensare che le due forze, essendo uguali e opposte, si annullino a vicenda.

    Non si annullano mai, per una ragione semplice: agiscono su due corpi diversi, non sullo stesso corpo. Quando una nuotatrice spinge il muro della piscina all’indietro con i piedi, è il muro a spingerla in avanti con una forza uguale e contraria: quella seconda forza agisce sul corpo della nuotatrice ed è quella a determinarne il movimento. Se le due forze agissero sullo stesso oggetto, in effetti si annullerebbero e nessuno si muoverebbe mai da fermo, il che non corrisponde a quello che si osserva ogni giorno in piscina, in bicicletta o camminando.

    Esempio pratico: un pallone da baseball regolamentare pesa circa 142 grammi (5 once). In volo su di esso agiscono tre forze contemporaneamente: il peso, sempre diretto verso il centro della Terra; la resistenza dell’aria, che si oppone al moto ed è proporzionale al quadrato della velocità; e la portanza generata dalla rotazione della palla (l’effetto Magnus), perpendicolare alla traiettoria. È la combinazione di queste tre forze, non una sola, a determinare la curva che il pallone descrive nell’aria.

    L’esempio più istruttivo della terza legge, però, è probabilmente quello dei razzi. Un’idea diffusa immagina che un razzo si muova “spingendo contro” l’aria dietro di sé, come farebbe un nuotatore contro l’acqua. È falso: i razzi funzionano bene anche nel vuoto dello spazio, dove non c’è nulla contro cui spingere. La spinta nasce dall’espulsione dei gas di scarico ad alta velocità: il razzo spinge i gas all’indietro, e i gas spingono il razzo in avanti, esattamente come previsto dalla terza legge. Trasportando a bordo sia il combustibile sia il comburente necessario a bruciarlo, un razzo non ha bisogno dell’atmosfera per generare spinta, anzi funziona meglio senza, perché i gas di scarico incontrano meno resistenza a espandersi. Lo stesso principio spiega perché un elicottero vola spingendo l’aria verso il basso e riceve, per reazione, una spinta verso l’alto.

    Non è esattamente quello che scrisse Newton

    Il titolo di questo Recap parla di cosa dicono “davvero” le tre leggi perché tra la formulazione che si studia a scuola e quella che Isaac Newton mise per iscritto nel Seicento c’è una differenza reale, non solo di stile. Nella Philosophiae Naturalis Principia Mathematica, pubblicata nel 1687, la seconda legge non è enunciata come F = m · a, ma come proporzionalità tra la forza impressa su un corpo e il “cambiamento di moto” che ne risulta: in termini moderni, la variazione della quantità di moto. F = m · a è una riscrittura successiva, valida quando la massa resta costante, ed è un caso particolare (per quanto il più comune nella vita quotidiana) della legge più generale di Newton.

    Le versioni preliminari delle tre leggi risalgono già al 1666, quando Newton, poco più che ventenne, si trovava a Cambridge durante la chiusura dell’università per un’epidemia di peste. Ci vollero però anni, e la spinta esterna dell’astronomo Edmond Halley, perché quelle idee diventassero l’opera che conosciamo. Nell’agosto 1684 Halley chiese a Newton quale orbita avrebbe seguito un corpo soggetto a una forza inversamente proporzionale al quadrato della distanza; scoprendo che Newton aveva già risolto il problema, lo convinse a scriverlo per esteso. Da un primo trattato di poche pagine, intitolato De Motu (“Sul moto”), nacque in circa due anni e mezzo di lavoro la Principia. Gli storici concordano sul fatto che la pubblicazione definitiva avvenne nel 1687, anche se una prima versione del testo era già stata presentata alla Royal Society l’anno precedente.

    Il titolo stesso dell’opera è un indizio del suo posto nella storia della scienza. Secondo la Stanford Encyclopedia of Philosophy, Newton lo scelse in allusione deliberata ai Principia Philosophiae di René Descartes (Cartesio), per contrapporre la propria fisica, fondata sulla gravitazione universale, a quella cartesiana, che spiegava il moto dei pianeti con vortici di materia sottile che li trascinerebbero nello spazio. Con Galileo Galilei il rapporto è invece di continuità: le sue leggi generali del moto includono come casi particolari le scoperte di Galileo sulla caduta dei gravi (un corpo cade percorrendo uno spazio proporzionale al quadrato del tempo) e sulla traiettoria parabolica dei proiettili, entrambe confermate dall’esperimento.

    Dove le leggi di Newton si fermano

    Le tre leggi descrivono con enorme precisione il mondo che si può toccare e misurare direttamente: dai tosaerba ai razzi, dalle palle da baseball alle automobili. Restano però leggi con un campo di applicazione preciso, e in due situazioni estreme smettono di bastare.

    Quando le velocità in gioco si avvicinano a quella della luce, la relazione F = m · a classica non è più valida, perché la massa di un oggetto non si comporta più come una quantità fissa. Serve allora tornare, in un certo senso, alla formulazione originale di Newton: la forza va definita più in generale come variazione della quantità di moto nel tempo, un’idea che la relatività eredita e sviluppa. A scala atomica e subatomica, invece, le leggi di Newton lasciano il posto alla meccanica quantistica, che descrive fenomeni come l’interferenza per cui la fisica classica non ha alcun equivalente.

    Nessuno di questi limiti toglie valore alle tre leggi nel loro campo: dalla progettazione di un ponte al lancio di un satellite, la meccanica newtoniana resta lo strumento di calcolo di riferimento, tanto che la sua piena maturazione come disciplina organica arrivò solo nella seconda metà del Settecento, quando le sue promesse teoriche furono infine realizzate per intero. Per approfondire come queste stesse forze tengano insieme corpi molto più grandi di un razzo, si può leggere anche il Recap sul sistema solare; per un’applicazione storica delle leggi del moto fuori dall’atmosfera terrestre, quello sull’allunaggio dell’Apollo 11.

    Presentazione

    Slide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo.

    Slide 1 della presentazione su Le tre leggi di Newton: Le tre leggi di NewtonSlide 2 della presentazione su Le tre leggi di Newton: Perché un pallone continua a rotolare anche senza spinte?Slide 3 della presentazione su Le tre leggi di Newton: Di cosa parliamoSlide 4 della presentazione su Le tre leggi di Newton: Capitolo 01: La prima leggeSlide 5 della presentazione su Le tre leggi di Newton: L'inerzia, in numeriSlide 6 della presentazione su Le tre leggi di Newton: Per muoversi a velocità costante non serve nessuna forza.Slide 7 della presentazione su Le tre leggi di Newton: Capitolo 02: La seconda leggeSlide 8 della presentazione su Le tre leggi di Newton: Tosaerba · F=ma · NewtonSlide 9 della presentazione su Le tre leggi di Newton: Il Saturn V, la seconda legge al lavoroSlide 10 della presentazione su Le tre leggi di Newton: Capitolo 03: La terza leggeSlide 11 della presentazione su Le tre leggi di Newton: Azione e reazione non si annullano mai.Slide 12 della presentazione su Le tre leggi di Newton: La terza legge in azione: Il razzo, L'elicottero, La nuotatriceSlide 13 della presentazione su Le tre leggi di Newton: Capitolo 04: Massa, peso e i limiti delle leggiSlide 14 della presentazione su Le tre leggi di Newton: Massa contro pesoSlide 15 della presentazione su Le tre leggi di Newton: Perché F=ma non basta più vicino alla velocità della luce?Slide 16 della presentazione su Le tre leggi di Newton: Vero o falso: le due forze di azione e reazione si annullano sempre.Slide 17 della presentazione su Le tre leggi di Newton: E adesso, il ripasso
    Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta17 slideTutti i capitoli e gli approfondimenti

    Falsi miti

    • ✗ Mito Massa e peso sono la stessa cosa.

      ✓ Realtà La massa è la quantità di materia di un corpo e non cambia mai; il peso è la forza con cui la gravità tira quella massa verso il basso, e dipende dal luogo. Un oggetto di 1 kg pesa 9,80 N sulla Terra e circa 1,6 N sulla Luna: stessa massa, peso diverso, perché la gravità lunare è più debole.

    • ✗ Mito Le forze di azione e reazione, essendo uguali e contrarie, si annullano a vicenda.

      ✓ Realtà Non si annullano perché agiscono su due corpi diversi, non sullo stesso corpo. Quando una nuotatrice spinge il muro della piscina all'indietro, è il muro a spingere lei in avanti: sul corpo della nuotatrice agisce solo la seconda forza, ed è quella a farla muovere.

    • ✗ Mito Per mantenere un oggetto in moto serve sempre una forza che lo spinga.

      ✓ Realtà È un'idea che risale alla fisica di Aristotele, smentita proprio dalla prima legge di Newton: un corpo in moto rettilineo uniforme non ha bisogno di nessuna forza per continuare a muoversi così. Nella vita quotidiana sembra il contrario solo perché l'attrito frena quasi sempre gli oggetti in movimento.

    Mappa concettuale

    Trascina lo sfondo per muoverti e i nodi per riposizionarli; usa − e + per chiudere e aprire i rami.

    Personalizza
    Mappa concettuale: Le tre leggi di Newton: cosa dicono davvero
    • Le leggi di Newton
      • Prima legge L'inerzia
        • Corpo fermo Resta fermo senza una forza netta
        • Corpo in moto Continua a velocità costante in linea retta
        • Sistema di riferimento inerziale Quello in cui la prima legge vale davvero
      • Seconda legge Forza, massa, accelerazione
        • Formula F=ma Per massa costante, a = Fnetta / m
        • Il newton Unità di forza, 1 N accelera 1 kg di 1 m/s²
        • Formulazione originale Variazione della quantità di moto, 1687
      • Terza legge Azione e reazione
        • Coppie di forze Uguali e contrarie, su due corpi diversi
        • Perché non si annullano Agiscono su sistemi diversi
        • Applicazioni Razzi, aeroplani, nuoto
      • Massa e peso
        • Massa Proprietà intrinseca, non cambia mai
        • Peso Forza di gravità, w = m·g
        • Massa inerziale e gravitazionale Numericamente uguali, non per definizione
      • Storia
        • Isaac Newton Principia Mathematica, 1687
        • Galileo e Cartesio Un caso particolare, una contrapposizione
        • Edmond Halley Convinse Newton a scrivere l'opera
      • Limiti di validità
        • Velocità prossime alla luce Serve la relatività, F=dp/dt
        • Scala atomica Prevale la meccanica quantistica

    Quiz: mettiti alla prova

    Rispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione.

    Voto 0/10 0/5
    1 Cosa afferma la prima legge di Newton, quella dell'inerzia?

    È il principio di inerzia, formulato da Newton come caso generale della fisica del moto di Galileo, il quale lo aveva già osservato per i corpi sul piano orizzontale. Senza una forza netta, lo stato di moto (fermo o in moto rettilineo uniforme) non cambia da solo.

    2 Un tosaerba viene spinto con una forza netta di 51 N e ha una massa di 24 kg. Quale accelerazione riceve?

    Dalla seconda legge, a = Fnetta / m = 51 N / 24 kg ≈ 2,1 m/s². È l'esempio usato nel manuale universitario OpenStax per mostrare come si applica la formula quando la massa è costante.

    3 Vero o falso: le due forze di azione e reazione della terza legge si annullano sempre a vicenda.

    Falso. Le due forze sono uguali e contrarie ma agiscono su due corpi diversi, non sullo stesso corpo, quindi non si annullano mai. Solo se si considerano forze applicate allo stesso oggetto ha senso sommarle o farle annullare.

    4 Perché un oggetto di 1 kg pesa circa 9,8 N sulla Terra ma solo 1,6 N sulla Luna, pur avendo la stessa massa?

    Il peso è una forza, w = m·g, e cambia con il valore della gravità locale (g); la massa invece è una proprietà intrinseca del corpo e resta identica ovunque si trovi.

    5 In cosa la formula F=ma insegnata a scuola si differenzia dalla formulazione originale di Newton del 1687?

    Nella Principia la seconda legge è enunciata come proporzionalità tra la forza impressa e il "cambiamento di moto", cioè la variazione della quantità di moto. F=ma ne è un caso particolare, valido quando la massa non cambia; per i razzi, la cui massa diminuisce mentre bruciano combustibile, serve la forma più generale.

    Risposte: 1-A · 2-C · 3-B · 4-D · 5-A

    Flashcards

    Tocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva.

    1 / 8

    Spiegalo con parole tue

    Il test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap.

    La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.

    Le tre leggi di Newton descrivono come le forze cambiano il moto degli oggetti, dal tosaerba in giardino ai razzi che lasciano la Terra. La prima dice che un corpo continua a fare quello che sta facendo (fermo o in moto rettilineo) finché non arriva una forza a cambiarlo. La seconda lega la forza all'accelerazione tramite la massa. La terza dice che ogni forza ne genera sempre un'altra, uguale e contraria, su un corpo diverso. Isaac Newton le pubblicò nel 1687, ma la formula che si studia a scuola, F=ma, è una riscrittura successiva della sua idea originale.

    Domande e risposte

    Qual è la differenza tra le tre leggi di Newton?

    La prima descrive cosa succede SENZA forze nette (il corpo mantiene il suo stato di moto), la seconda descrive l'effetto di una forza netta (produce un'accelerazione proporzionale alla forza e inversamente proporzionale alla massa), la terza descrive cosa succede quando due corpi interagiscono (si scambiano forze uguali e contrarie).

    Perché si dice che F=ma non è esattamente quello che scrisse Newton?

    Perché nella Principia Mathematica del 1687 Newton formulò la seconda legge come proporzionalità tra la forza applicata e la variazione della quantità di moto, non come prodotto di massa e accelerazione. F=ma è la riscrittura didattica moderna, valida quando la massa resta costante; quando la massa cambia, come nei razzi che consumano combustibile, serve la forma più generale.

    Le leggi di Newton valgono sempre, in ogni situazione?

    No. Descrivono benissimo il mondo di tutti i giorni, dai tosaerba ai razzi, ma perdono validità in due casi estremi. A velocità prossime a quella della luce F=ma classico non basta più e serve la relatività, che ridefinisce la forza come variazione della quantità di moto in modo più generale. A scala atomica le leggi di Newton lasciano il posto alla meccanica quantistica.

    Che ruolo ha avuto Edmond Halley nella nascita delle leggi di Newton?

    Nell'agosto 1684 Halley chiese a Newton quale orbita seguirebbe un corpo soggetto a una forza inversamente proporzionale al quadrato della distanza. Scoprendo che Newton aveva già risolto il problema, lo convinse a scriverlo per esteso: da quel trattato, intitolato De Motu, nacque in due anni e mezzo la Philosophiae Naturalis Principia Mathematica.

    Perché Newton intitolò la sua opera in modo simile a quella di Cartesio?

    Secondo la Stanford Encyclopedia of Philosophy, Newton scelse il titolo Philosophiae Naturalis Principia Mathematica in allusione deliberata ai Principia Philosophiae di Cartesio, per contrapporre la propria fisica, basata sulla gravitazione universale, alla fisica cartesiana dei vortici di materia sottile che si pensava trascinassero i pianeti.

    Fonti consultate

    • NASA Glenn Research Center, Beginner's Guide to Aeronautics — Newton's Laws of Motion
    • NASA Glenn Research Center — Newton's Third Law, Rocket Thrust Equation
    • OpenStax, University Physics Volume 1 — 5.2 Newton's First Law, 5.3 Newton's Second Law, 5.4 Mass and Weight, 5.5 Newton's Third Law
    • OpenStax, College Physics 2e — 8.7 Rocket Propulsion (esempio Saturn V)
    • Stanford Encyclopedia of Philosophy — Newton's Philosophiae Naturalis Principia Mathematica
    • MacTutor History of Mathematics Archive, Università di St Andrews — Isaac Newton
    • Einstein-Online, Max Planck Institute for Gravitational Physics — Inertial and Gravitational Mass

    Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione.

    Ogni sera, i nuovi Recap del giorno sul canale Telegram. Iscriviti al canale →

    Continua a imparare

    • Scienza Carico cognitivo, cos'è secondo la teoria di Sweller Il carico cognitivo è la quantità di risorse della memoria di lavoro che un compito impegna mentre si impara qualcosa di nuovo. Lo psicologo John Sweller lo descrive per la prima volta nel 1988, partendo dallo studio della risoluzione di problemi: una strategia troppo articolata lascia poco spazio per costruire schemi mentali stabili. La letteratura successiva distingue tre tipi di carico, intrinseco, estraneo e pertinente, anche se una parte dei ricercatori considera il terzo indistinguibile dal primo. Ridurre il carico estraneo, con esempi svolti o materiali meno ridondanti, lascia più margine mentale per imparare davvero. Leggi il Recap →
    • Scienza Cognitivismo: la mente come elaboratore di informazioni Il cognitivismo è il paradigma della psicologia che descrive la mente come un sistema che elabora informazioni, tra percezione, memoria, ragionamento e linguaggio. Nasce intorno al 1956, quando il comportamentismo di Watson e Skinner dominava ancora la scena accademica e riduceva la psicologia allo studio di stimoli e risposte osservabili. Nello stesso anno George Miller mostra i limiti della memoria a breve termine, mentre Chomsky, McCarthy, Minsky, Newell e Simon pongono le basi della scienza cognitiva. Donald Broadbent nel 1958 e Ulric Neisser nel 1967, il cui libro mette in uso comune l'espressione psicologia cognitiva, completano il quadro dei suoi protagonisti. Leggi il Recap →
    • Scienza Comportamentismo: cosa sostiene e da dove nasce Il comportamentismo è la corrente della psicologia che studia solo il comportamento osservabile, non i pensieri o le emozioni che restano nascosti dentro la mente. Nasce nel 1913, quando lo psicologo statunitense John B. Watson pubblica un saggio che chiede alla psicologia di diventare una scienza sperimentale, senza affidarsi all'introspezione. Dopo di lui, Ivan Pavlov studia i riflessi condizionati e Edward Thorndike l'apprendimento per prove ed errori; Burrhus Skinner porta le idee al punto più estremo con il comportamentismo radicale. Il filo comune è lo schema stimolo-risposta: un comportamento si spiega guardando cosa lo precede e cosa lo segue, non indovinando cosa succede nella testa di chi lo compie. Leggi il Recap →

    recaplica

    Chiaro in 30 secondi, tuo in 10 minuti.

    I Recap Mappe concettuali Chiedi un Recap Canale Telegram Crea una mappa concettuale Il metodo Chi siamo Privacy e cookie Note legali e condizioni d'uso

    © 2026 Recaplica · Un progetto di Curi S.r.l. — P. IVA 05472000750

    Statistiche, solo se vuoi

    Per capire quali Recap aiutano di più useremmo Google Analytics, con dati aggregati e anonimi. Parte solo col tuo ok, e puoi cambiare idea quando vuoi. Informativa privacy