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    recaplica Conclave: come si elegge il papa, dalla sede vacante all'Habemus Papam
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    Conclave: come si elegge il papa, dalla sede vacante all'Habemus Papam

    Di Redazione Recaplica · Aggiornato il 13 settembre 2026

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    Il conclave è la riunione a porte chiuse in cui i cardinali eleggono il nuovo papa. Votano solo i cardinali che non hanno ancora compiuto 80 anni quando la sede resta vuota, e per vincere servono almeno i due terzi dei voti. Si vota nella Cappella Sistina, fino a quattro volte al giorno, e le schede bruciate producono la fumata: nera se non c'è un eletto, bianca se c'è. Il nome del nuovo papa si scopre solo dopo, con l'annuncio «Habemus Papam» dalla loggia di San Pietro.

    Punti Chiave

    • Votano solo i cardinali che non hanno compiuto 80 anni prima dell'inizio della sede vacante; il tetto fissato dalle norme è di 120 elettori.
    • Il conclave comincia di regola dopo 15 giorni pieni dall'inizio della sede vacante e mai oltre il ventesimo giorno; nel frattempo tutti i cardinali si riuniscono nelle congregazioni generali.
    • Per essere eletti servono almeno i due terzi dei voti dei presenti e votanti, anche nel ballottaggio finale tra i due più votati (regola ripristinata nel 2007).
    • La fumata esce dalla stufa in cui si bruciano le schede: nera se nessuno è eletto, bianca se il papa c'è. Il nome arriva più tardi, con l'Habemus Papam.
    • Le norme non richiedono che l'eletto sia un cardinale: se non è già vescovo, viene ordinato vescovo subito.
    • Morte o rinuncia del papa aprono la sede vacante allo stesso modo, e il conclave segue le stesse regole.

    I numeri chiave

    • 89 voti su 133 cardinali elettori erano necessari nel conclave del maggio 2025 per raggiungere i due terzi. Fonte: Vatican News, 2025
    • 120 il numero massimo di cardinali elettori previsto dalla costituzione Universi Dominici Gregis; il tetto risale a Paolo VI, nel 1975. Fonte: Santa Sede, Universi Dominici Gregis; Vatican News
    • 2 anni e 9 mesi la durata dell'elezione di Viterbo chiusa nel 1271 con Gregorio X, una delle più lunghe della storia della Chiesa. Fonte: Treccani, Il conclave nei secoli

    L'Approfondimento

    Che cos’è il conclave

    Il conclave è l’assemblea dei cardinali che elegge il papa, e insieme il luogo chiuso in cui questa elezione avviene. La parola viene dal latino cum clave, «con la chiave»: i cardinali votano isolati dal mondo esterno fino a quando non esce un nome.

    Può sembrare un dettaglio di costume, ma nelle regole la clausura pesa. La costituzione apostolica che la disciplina, Universi Dominici Gregis, fu firmata da Giovanni Paolo II il 22 febbraio 1996 e poi ritoccata due volte da Benedetto XVI, nel 2007 e nel 2013. Nella premessa il papa ammette che, secondo teologi e canonisti, il conclave non è indispensabile per rendere valida un’elezione, ma sceglie comunque di mantenerlo nella sua struttura essenziale.

    Sede vacante: quando si mette in moto la macchina

    Tutto comincia quando la sede di Roma resta senza papa. Può succedere in due modi.

    Il primo è la morte del pontefice. Il camerlengo, uno dei pochi incarichi di Curia che non decadono, accerta ufficialmente il decesso e sigilla lo studio e la camera del papa. Il decano del Collegio avvisa tutti i cardinali e li convoca a Roma. Seguono le esequie, celebrate per nove giorni consecutivi: sono i Novendiali.

    Il secondo è la rinuncia. Il Codice di diritto canonico la ammette a due condizioni, che sia fatta liberamente e che sia manifestata nelle forme dovute, e precisa che non serve l’accettazione di nessuno. Universi Dominici Gregis stabilisce che, in quel caso, valgono esattamente le stesse regole previste per la morte. È ciò che accadde nel 2013, quando Benedetto XVI annunciò l’11 febbraio che la sede sarebbe stata vacante dalle 20 del 28 febbraio.

    Durante la sede vacante il Collegio dei cardinali non eredita i poteri del papa. Può occuparsi solo degli affari ordinari o di quelli che non possono aspettare. I capi dei dicasteri della Curia, compreso il segretario di Stato, decadono; restano al loro posto il camerlengo e il penitenziere maggiore.

    Esempio pratico: papa Francesco è morto alle 7.35 del 21 aprile 2025, secondo il bollettino della Sala Stampa vaticana. Il conclave si è aperto il 7 maggio, sedici giorni dopo: dentro la finestra prevista dalle norme.

    Congregazioni generali e conclave: due fasi diverse

    Prima di chiudersi in Sistina, i cardinali si riuniscono nelle congregazioni generali. Qui partecipano tutti, anche chi ha superato gli 80 anni e non potrà votare: per loro la presenza è facoltativa. Nelle prime sedute ognuno giura di rispettare le norme e il segreto. Accanto alle generali ci sono le congregazioni particolari, formate dal camerlengo e da tre cardinali estratti a sorte, che cambiano ogni tre giorni.

    Le congregazioni decidono le questioni pratiche, compresi giorno e ora d’inizio delle votazioni. Nel 2025 la data del 7 maggio fu fissata il 28 aprile, durante la quinta congregazione generale.

    I tempi sono stretti. Dall’inizio della sede vacante si aspettano 15 giorni pieni, per dare modo agli assenti di arrivare. Il Collegio può rinviare l’apertura di qualche giorno se ci sono motivi gravi e, dal 2013, anche anticiparla se tutti gli elettori sono già presenti. Trascorsi al massimo 20 giorni, però, i cardinali presenti devono cominciare a votare. Nel 2013 il conclave si aprì il 12 marzo, dodici giorni dopo l’inizio della sede vacante.

    Chi vota e chi può essere eletto

    Qui c’è la distinzione che crea più confusione.

    Chi vota. Il diritto di eleggere il papa spetta soltanto ai cardinali che non hanno compiuto 80 anni prima del giorno in cui la sede resta vacante. Le norme fissano un massimo di 120 elettori ed escludono qualunque altro ecclesiastico e qualunque intervento di un potere politico. Tutte e due le regole risalgono a Paolo VI: l’esclusione degli ultraottantenni a un motu proprio del 1970, il tetto di 120 alla costituzione Romano Pontifici Eligendo del 1975. Nessun cardinale elettore può essere escluso dal voto per alcun motivo, e chi arriva in ritardo entra al punto in cui sono arrivate le votazioni.

    Il tetto dei 120 riguarda il conclave, ma i papi lo hanno superato più volte creando nuovi cardinali. Secondo Vatican News, nel 2025 si è tenuto per la prima volta un conclave con più elettori del limite: gli aventi diritto erano 135, da 71 Paesi, e due non hanno partecipato per motivi di salute. Il Collegio contava in tutto 252 cardinali, 117 dei quali non elettori.

    Chi può essere eletto. Qui le norme sono più larghe. La costituzione riserva ai cardinali il voto, ma non contiene una regola che limiti a loro la scelta. Anzi, prevede espressamente due casi: l’eletto che non è ancora vescovo, che deve essere ordinato vescovo subito dopo l’accettazione, e l’eletto che vive fuori dalla Città del Vaticano. Non serve nemmeno avere meno di 80 anni.

    Cardinali elettoriCardinali non elettori
    Etàmeno di 80 anni all’inizio della sede vacante80 anni compiuti
    Congregazioni generalipartecipanopossono partecipare
    Voto in Cappella Sistinasìno
    Possono essere elettisìsì, l’età non è un limite per l’eletto

    Dentro la Sistina: giuramento ed extra omnes

    Il conclave si svolge in settori chiusi della Città del Vaticano. I cardinali dormono nella Domus Sanctae Marthae, novità del 1996: prima restavano nell’area della Sistina per tutta la durata del voto. Le votazioni invece si tengono solo nella Cappella Sistina.

    Il giorno d’ingresso comincia con la messa pro eligendo Pontifice nella Basilica di San Pietro. Nel pomeriggio i cardinali entrano in processione nella Sistina cantando il Veni Creator e giurano uno per uno, con la mano sul Vangelo, di rispettare le regole e di mantenere il segreto su tutto ciò che riguarda l’elezione, anche dopo. Poi il maestro delle celebrazioni liturgiche pronuncia l’extra omnes, «fuori tutti», e chi non partecipa al conclave lascia la cappella.

    Il segreto è serio. Gli elettori non possono telefonare, scrivere, leggere giornali, ascoltare la radio o guardare la televisione. Chi usa strumenti per registrare o trasmettere, cardinali o personale di servizio, incorre nella scomunica automatica. La stessa pena colpisce chi compra voti e chi accetta da un governo l’incarico di porre un veto su un candidato; accordi e promesse per orientare il voto sono nulli.

    Come si vota: schede, scrutini e due terzi

    Dal 1996 esiste un solo modo per eleggere il papa, il voto segreto (per scrutinium). Sono stati aboliti i sistemi antichi dell’acclamazione e del compromesso, cioè la delega a un piccolo gruppo di cardinali.

    Il ritmo è fisso: se si inizia nel pomeriggio del primo giorno si fa un solo scrutinio, dal giorno dopo due al mattino e due al pomeriggio. All’inizio di ogni sessione, mattina e pomeriggio, si estraggono a sorte fra gli elettori tre scrutatori, che contano i voti, tre infirmarii, che raccolgono il voto dei cardinali malati nelle loro stanze, e tre revisori, che ricontrollano.

    Ogni cardinale riceve una scheda rettangolare con la scritta Eligo in Summum Pontificem, «eleggo come sommo pontefice», e sotto scrive un nome. La porta all’altare, pronuncia un giuramento davanti a Cristo e la deposita. L’ultimo scrutatore fora le schede con un ago e le infila su un filo. Se il numero delle schede non corrisponde a quello degli elettori, si bruciano tutte e si rivota subito.

    Per l’elezione servono almeno i due terzi dei voti, calcolati su chi è presente e vota.

    Esempio pratico: nel conclave del 7 maggio 2025 gli elettori erano 133. Due terzi di 133 fa 88,67, quindi la soglia era 89 voti. Con i 135 aventi diritto al completo sarebbe stata 90.

    Se nessuno arriva al quorum: pause e ballottaggio

    Le norme prevedono una sequenza precisa per gli stalli. Dopo tre giorni di scrutini senza esito, le votazioni si fermano al massimo per un giorno, per pregare, parlarsi liberamente e ascoltare una breve esortazione del primo dei cardinali diaconi. Si riparte con serie di sette scrutini, separate da altre due pause con l’esortazione, a turno, del primo dei cardinali presbiteri e del primo dei cardinali vescovi. Se dopo tre serie ancora nessuno è eletto, si dedica un giorno alla riflessione e si passa al ballottaggio tra i due nomi più votati nell’ultimo scrutinio. Secondo Vatican News, questo accade dopo la 33a o la 34a votazione.

    Su quel ballottaggio le regole sono cambiate nel tempo, ed è il punto su cui circolano più errori.

    Testo del 1996Dal 2007, con le norme del 2013
    Maggioranza ordinariadue terzi dei presentidue terzi dei presenti e votanti
    Dopo lo stallogli elettori potevano decidere di procedere a maggioranza assolutaballottaggio obbligatorio tra i due più votati
    Soglia nel ballottaggiomaggioranza assolutasempre due terzi, e i due candidati non votano

    La svolta porta la firma di Benedetto XVI, con un motu proprio dell’11 giugno 2007 che ripristinò la regola tradizionale dei due terzi. Il motu proprio Normas nonnullas del 22 febbraio 2013 ha poi fissato il testo in vigore da quella data. Un’elezione fatta in modo diverso da quanto previsto è nulla.

    Fumata nera, fumata bianca

    Dopo ogni votazione le schede e gli appunti dei cardinali vanno bruciati. Il fumo esce dal comignolo sopra la Sistina ed è il segnale per chi aspetta fuori: nero se nessuno ha raggiunto la maggioranza, bianco se il papa è stato eletto. Quando due scrutini si fanno uno dopo l’altro, le schede del primo si bruciano alla fine, insieme a quelle del secondo.

    La stufa principale è di ghisa, alta circa un metro, e secondo la Sala Stampa vaticana è stata usata per la prima volta nel conclave del 1939. Nel 2005 è stata affiancata da un apparecchio che brucia cariche colorate, per rendere il fumo più riconoscibile. Vatican News ha pubblicato nel 2025 la composizione delle miscele: perclorato di potassio, antracene e zolfo per il nero; clorato di potassio, lattosio e pece greca per il bianco.

    Dall’accettazione all’Habemus Papam

    Raggiunti i due terzi, il cardinale decano, o se non è in conclave il primo dei cardinali per ordine e anzianità, chiede all’eletto se accetta l’elezione e con quale nome vuole essere chiamato. Il maestro delle celebrazioni mette tutto per iscritto, come un notaio. Se l’eletto è già vescovo, con l’accettazione diventa subito papa a pieno titolo; per le norme, a quel punto il conclave è finito.

    Nel frattempo la piazza vede la fumata bianca ma non sa ancora nulla. Il nuovo papa si ritira nella cosiddetta Stanza delle lacrime, accanto alla Sistina, e indossa una delle vesti papali preparate in tre taglie. Torna in cappella per l’omaggio dei cardinali e il canto del Te Deum. Solo allora il cardinale protodiacono, il primo dei cardinali diaconi, si affaccia alla loggia della Basilica di San Pietro e annuncia Habemus Papam con il nome dell’eletto. Il papa impartisce infine la benedizione Urbi et Orbi.

    Esempio pratico: l’8 maggio 2025 la fumata bianca è uscita alle 18.07, al quarto scrutinio. Più tardi il protodiacono Dominique Mamberti ha annunciato dalla loggia l’elezione di Robert Francis Prevost, che ha scelto il nome di Leone XIV.

    Nei giorni di un conclave circolano pronostici, retroscena e date sbagliate, anche su testate serie. Le regole però sono scritte e consultabili sul sito della Santa Sede: risalire alla fonte primaria, come si spiega nel Recap su come riconoscere le fake news, permette di verificarle da sé.

    Tre conclavi a confronto: 2005, 2013, 2025

    Conclave 2005Conclave 2013Conclave 2025
    Causa della sede vacantemorte di Giovanni Paolo II (2 aprile)rinuncia di Benedetto XVI (28 febbraio)morte di Francesco (21 aprile)
    Ingresso in Sistina18 aprile12 marzo7 maggio
    Elettori entrati115115133
    Scrutini454
    Fumata bianca19 aprile, 17.5013 marzo, 19.068 maggio, 18.07
    ElettoBenedetto XVIFrancescoLeone XIV

    I dati di ingresso e fumate vengono dai bollettini della Sala Stampa vaticana e da Vatican News; il numero degli scrutini del 2005 e del 2013 da ANSA. In tutti e tre i casi l’elezione è arrivata il giorno dopo l’ingresso. Nel 1978, sempre secondo ANSA, Giovanni Paolo II fu eletto all’ottavo scrutinio, al terzo giorno.

    Da Viterbo alla Sistina: le regole nei secoli

    Il conclave nasce da un’elezione che non finiva più. Clemente IV morì il 29 novembre 1268 e i cardinali, riuniti nel palazzo papale di Viterbo, non trovavano un accordo. A un certo punto gli abitanti della città li chiusero dentro a chiave per costringerli a decidere. Gregorio X fu eletto nel 1271, dopo 2 anni e 9 mesi di sede vacante, e nel 1274 con la bolla Ubi periculum trasformò quell’espediente in regola: clausura rigorosa e, se il voto si trascinava, pasti sempre più poveri.

    Dal Duecento a Universi Dominici Gregis le disposizioni sul conclave sono state più di trenta. Nel 1492 si decise di riunire l’assemblea nella Cappella Sistina, indicata come sede fissa solo nel 1878: nell’Ottocento, il secolo del Risorgimento, quattro conclavi si erano tenuti al Quirinale e quello del 1800 a Venezia, nell’isola di San Giorgio Maggiore. Nel Novecento hanno riscritto le norme Pio X nel 1904, Pio XII nel 1945, Giovanni XXIII nel 1962 e Paolo VI nel 1975, prima della costituzione del 1996.

    Anche le durate hanno avuto estremi opposti. Secondo Treccani, il conclave che nel marzo 1939 scelse Eugenio Pacelli durò circa 20 ore.

    Presentazione

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    Slide 1 della presentazione su Conclave: Il conclaveSlide 2 della presentazione su Conclave: Quanti voti servono per diventare papa?Slide 3 della presentazione su Conclave: Il percorsoSlide 4 della presentazione su Conclave: Capitolo 01: La sede resta vuotaSlide 5 della presentazione su Conclave: Dalla sede vacante al votoSlide 6 della presentazione su Conclave: Capitolo 02: Chi entra in SistinaSlide 7 della presentazione su Conclave: Votare ed essere elettiSlide 8 della presentazione su Conclave: Gli elettori hanno dei limitiSlide 9 della presentazione su Conclave: Capitolo 03: Scrutini e due terziSlide 10 della presentazione su Conclave: Scrutatori · Infirmarii · RevisoriSlide 11 della presentazione su Conclave: Se nessuno raggiunge il quorumSlide 12 della presentazione su Conclave: Capitolo 04: Dal fumo alla loggiaSlide 13 della presentazione su Conclave: La fumata bianca rivela il nome del papaSlide 14 della presentazione su Conclave: Nel ballottaggio tra i due più votati, che maggioranza serve?Slide 15 della presentazione su Conclave: Ripassa il conclave
    Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta15 slideTutti i capitoli e gli approfondimenti

    Falsi miti

    • ✗ Mito I cardinali anziani, anche oltre gli 80 anni, votano per il nuovo papa.

      ✓ Realtà Il voto spetta solo a chi non ha compiuto 80 anni prima del giorno in cui la sede diventa vacante. L'esclusione degli ultraottantenni l'ha introdotta Paolo VI nel 1970 e la costituzione del 1996 l'ha confermata. I cardinali più anziani non restano però fuori da tutto, perché possono partecipare alle congregazioni generali che preparano il conclave.

    • ✗ Mito Se dopo tanti scrutini nessuno vince, basta la maggioranza semplice.

      ✓ Realtà Nessuna regola in vigore lo consente. Nel testo del 1996 era prevista, dopo un lungo stallo, la possibilità di eleggere a maggioranza assoluta, cioè metà più uno. Benedetto XVI la cancellò nel 2007 e le norme del 2013 lo ribadiscono: anche nel ballottaggio tra i due più votati servono i due terzi, e i due candidati non votano.

    • ✗ Mito Quando esce la fumata bianca si sa già chi è il nuovo papa.

      ✓ Realtà La fumata dice soltanto che l'elezione è avvenuta. Il nome resta dentro la Sistina finché il cardinale protodiacono non lo annuncia dalla loggia di San Pietro con la formula Habemus Papam. In mezzo ci sono la vestizione, l'omaggio dei cardinali e il Te Deum.

    Mappa concettuale

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    • Il conclave
      • La sede vacante
        • Per morte del papa il camerlengo accerta il decesso e sigilla studio e camera
        • Per rinuncia deve essere libera e manifestata, nessuno la accetta
        • Congregazioni generali tutti i cardinali, anche gli ultraottantenni
      • Gli elettori
        • Cardinali sotto gli 80 anni
        • Massimo 120 elettori tetto introdotto da Paolo VI nel 1975
        • Chi può essere eletto non serve essere cardinale
      • Il voto
        • Cappella Sistina unico luogo delle votazioni
        • Quattro scrutini al giorno uno solo il primo pomeriggio
        • Due terzi dei voti
        • Ballottaggio finale tra i due più votati, sempre ai due terzi
      • La fumata
        • Stufa del 1939 vi si bruciano schede e appunti
        • Nera o bianca nessun eletto oppure papa eletto
      • Dopo il voto
        • Accettazione e nome
        • Habemus Papam annunciato dal cardinale protodiacono
        • Benedizione Urbi et Orbi
      • Le origini
        • Viterbo, 1268-1271 cardinali chiusi a chiave
        • Ubi periculum, 1274
        • Universi Dominici Gregis costituzione del 1996, modificata nel 2007 e nel 2013

    Quiz: mettiti alla prova

    Rispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione.

    Voto 0/10 0/5
    1 Quale cardinale NON può votare in conclave?

    Il limite è l'età: chi ha già compiuto 80 anni quando la sede diventa vacante non vota. Chi arriva in ritardo invece viene ammesso al punto in cui si trovano le votazioni, e la provenienza o chi lo ha nominato cardinale non contano.

    2 Dopo decine di scrutini senza esito si va al ballottaggio tra i due più votati. Che maggioranza serve?

    Nel testo del 1996 dopo lo stallo gli elettori potevano decidere di procedere a maggioranza assoluta, ma Benedetto XVI nel 2007 ha ripristinato la regola dei due terzi, e le norme del 2013 la confermano anche nel ballottaggio. I due candidati, in quelle votazioni, non votano.

    3 Che cosa comunica la fumata bianca?

    La fumata bianca segnala solo che c'è un eletto. Il nome si conosce più tardi, quando il cardinale protodiacono pronuncia l'Habemus Papam dalla loggia della Basilica di San Pietro.

    4 Entro quanto tempo dall'inizio della sede vacante deve cominciare l'elezione?

    Si aspettano 15 giorni pieni per dare tempo agli assenti di arrivare. Il Collegio può anticipare se tutti gli elettori sono presenti o rinviare di qualche giorno per motivi gravi, ma trascorsi 20 giorni i cardinali presenti devono cominciare a votare.

    5 Vero o falso: per essere eletto papa bisogna essere un cardinale.

    Falso. Le norme riservano ai cardinali il voto, non l'elezione, e prevedono espressamente il caso di un eletto che non è ancora vescovo: in quel caso viene ordinato vescovo subito dopo l'accettazione.

    Risposte: 1-A · 2-C · 3-C · 4-B · 5-B

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    Il conclave è la riunione a porte chiuse in cui i cardinali eleggono il nuovo papa. Votano solo i cardinali che non hanno ancora compiuto 80 anni quando la sede resta vuota, e per vincere servono almeno i due terzi dei voti. Si vota nella Cappella Sistina, fino a quattro volte al giorno, e le schede bruciate producono la fumata: nera se non c'è un eletto, bianca se c'è. Il nome del nuovo papa si scopre solo dopo, con l'annuncio «Habemus Papam» dalla loggia di San Pietro.

    Domande e risposte

    Quanto dura un conclave?

    Non c'è una durata fissa: si vota finché qualcuno ottiene i due terzi. I conclavi del 2005, del 2013 e del 2025 si sono chiusi il giorno dopo l'ingresso in Cappella Sistina. Nella storia ci sono state elezioni lunghissime, come quella di Viterbo terminata nel 1271 dopo 2 anni e 9 mesi, e altre brevissime, come quella di Pio XII nel 1939, durata circa 20 ore secondo Treccani.

    Chi può diventare papa?

    Le norme sul conclave riservano il voto ai cardinali ma non limitano a loro la scelta: non serve essere cardinale né avere meno di 80 anni. Se l'eletto non è già vescovo, viene ordinato vescovo subito dopo aver accettato.

    Come si fa la fumata bianca e nera?

    Dopo ogni votazione le schede e gli appunti vengono bruciati in una stufa di ghisa usata per la prima volta nel conclave del 1939. Una seconda stufa, aggiunta nel 2005, brucia cariche chimiche che colorano il fumo: secondo Vatican News, nel 2025 la miscela nera conteneva perclorato di potassio, antracene e zolfo, quella bianca clorato di potassio, lattosio e pece greca.

    Cosa succede se il papa si dimette?

    Il Codice di diritto canonico ammette la rinuncia, purché sia libera e manifestata nelle forme dovute, e non richiede che qualcuno la accetti. Da quel momento la sede è vacante e il conclave segue esattamente le stesse regole previste in caso di morte. Benedetto XVI annunciò la rinuncia l'11 febbraio 2013, con effetto dal 28 febbraio alle 20.

    Chi governa la Chiesa durante la sede vacante?

    Il Collegio dei cardinali, ma solo per gli affari ordinari o che non possono aspettare: non ha i poteri del papa. I capi dei dicasteri della Curia decadono, con l'eccezione del camerlengo e del penitenziere maggiore; il camerlengo accerta la morte del papa e sigilla il suo studio e la sua camera.

    Fonti consultate

    • Santa Sede, Costituzione apostolica Universi Dominici Gregis (testo vigente dal 22 febbraio 2013)
    • Santa Sede, Universi Dominici Gregis, versione originale del 22 febbraio 1996 (PDF, inglese)
    • Santa Sede, Motu proprio Normas nonnullas (22 febbraio 2013)
    • Santa Sede, Motu proprio Ingravescentem aetatem di Paolo VI (21 novembre 1970)
    • Santa Sede, Codice di Diritto Canonico, cann. 331-335
    • Santa Sede, Declaratio di Benedetto XVI (11 febbraio 2013)
    • Sala Stampa della Santa Sede, Comunicato sulla stufa del Conclave (16 aprile 2005)
    • Sala Stampa della Santa Sede, Le giornate di conclave (19 aprile 2005)
    • Sala Stampa della Santa Sede, Le giornate di conclave (13 marzo 2013)
    • Sala Stampa della Santa Sede, Denuncia di morte di papa Francesco (21 aprile 2025)
    • Vatican News, Il 7 maggio l'inizio del Conclave (2025)
    • Vatican News, Conclave, ecco come si elegge il Papa (2025)
    • Vatican News, Come si forma la fumata dalla Cappella Sistina (2025)
    • Vatican News, Chi sono i cardinali chiamati ad eleggere il nuovo Papa (2025)
    • Vatican News, Il limite dei 120 cardinali elettori superato già nei precedenti pontificati (2025)
    • Vatican News, Fumata bianca, eletto il nuovo Papa (8 maggio 2025)
    • Vatican News, L'elezione del Papa, dalla fumata bianca all'Habemus Papam (2025)
    • Vatican News, What happens after the Pope dies? (2025)
    • Vatican News, How locking cardinals in a room became known as a conclave (2025)
    • Treccani, Conclave (Enciclopedia on line)
    • Treccani, Il conclave nei secoli (Atlante, 2025)
    • ANSA, Prevost è il nuovo Papa, sarà Leone XIV (2025)
    • ANSA, La parola del giorno, il quorum e gli scrutini (2025)
    • John Thavis, A non-cardinal as pope? (2013)

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    • Educazione civica Codice fiscale: cos'è, come è fatto e a cosa serve Il codice fiscale è lo strumento che identifica in modo univoco una persona in tutti i rapporti con enti e amministrazioni pubbliche, dalla sanità ai documenti fiscali. È composto da 16 caratteri alfanumerici che derivano dai dati anagrafici di chi lo possiede. A rilasciarlo è solo l'Agenzia delle Entrate: qualunque altro codice, generato con un software esterno, non ha alcun valore. Il sistema nasce nel 1973, con il decreto che ha istituito anche l'anagrafe tributaria. È un concetto diverso dalla partita IVA, che identifica un'attività economica. Leggi il Recap →
    • Educazione civica Gradi dei Carabinieri: la gerarchia completa dell'Arma La gerarchia dei Carabinieri poggia su quattro ruoli, stabiliti dalla legge dal 2000: Ufficiali, Ispettori, Sovrintendenti, Appuntati e Carabinieri. Si sale di grado dentro il proprio ruolo, e i quattro ruoli si susseguono dal più operativo al più direttivo. Il grado più basso è Carabiniere, il più alto è Generale di Corpo d'Armata, nel ruolo Ufficiali. Le sigle Q.S. e C.S. che compaiono accanto ad alcuni gradi non sono livelli ulteriori: segnalano una qualifica interna al grado più alto della propria categoria. Leggi il Recap →
    • Educazione civica Forme di governo e forme di Stato: definizioni, tipi e schema Le forme di Stato e le forme di governo rispondono a due domande diverse su come è organizzato un paese. La forma di Stato riguarda il modo in cui si combinano popolo, territorio e governo, mentre la forma di governo riguarda quale organo costituzionale guida l'indirizzo politico della maggioranza. Aristotele fu tra i primi a classificare i governi, distinguendo sei forme costituzionali a seconda che il potere miri al vantaggio comune o a quello di chi comanda. Oggi le forme di governo più diffuse sono quella parlamentare, presidenziale, semipresidenziale, la monarchia costituzionale e la rara forma direttoriale della Svizzera, mentre sul piano territoriale uno Stato può essere unitario o federale. Leggi il Recap →

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