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Contributi INPS regime forfettario, come funzionano e quanto si versa | ||||||||||||||||||||||||||||||
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Contributi INPS regime forfettario, come funzionano e quanto si versaCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta15 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoChi ha una Partita IVA in regime forfettario versa i contributi INPS alla Gestione Separata, se è un libero professionista senza altra cassa, oppure alla Gestione Artigiani e Commercianti, se svolge un'attività di quel tipo. Le due gestioni hanno aliquote diverse ma la stessa base di calcolo, il reddito imponibile forfettario. Artigiani e commercianti possono chiedere una riduzione contributiva del 35%, opzionale e su domanda, che abbassa anche l'importo accreditato ai fini della pensione. Punti Chiave
I numeri chiave
L'ApprofondimentoQuale gestione INPS si applica nel regime forfettarioChi apre una Partita IVA in regime forfettario resta comunque tenuto ai contributi previdenziali: cambia solo a quale gestione dell’INPS li versa, e la scelta non dipende dal regime fiscale ma dal tipo di attività svolta. Un libero professionista che non ha una cassa previdenziale di categoria (come avvocati o commercialisti, che restano fuori dall’INPS) si iscrive alla Gestione Separata. Un artigiano o un commerciante si iscrive invece alle Gestioni Artigiani e Commercianti, due gestioni autonome distinte con regole proprie. Dentro la Gestione Separata la posizione cambia ancora a seconda della situazione personale. L’INPS, nella circolare n. 8 del 3 febbraio 2026, stabilisce che «per l’anno 2026 le aliquote previste per i lavoratori autonomi, titolari di posizione fiscale ai fini dell’imposta sul valore aggiunto, iscritti alla Gestione separata e non assicurati ad altre forme di previdenza né pensionati» risultano complessivamente al 26,07%, somma di un’aliquota IVS al 25%, di un’aliquota aggiuntiva dello 0,72% e di un’aliquota dello 0,35% per l’ISCRO, l’indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa. Chi invece ha già un’altra copertura previdenziale obbligatoria, o è già pensionato, versa con un’aliquota più bassa: la stessa circolare la conferma al 24% per il 2026. Per gli artigiani e i commercianti il riferimento è invece la circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026, che fissa «le aliquote contributive di finanziamento delle gestioni pensionistiche […] al 24% per tutti i titolari e collaboratori», con l’aggiunta, solo per i commercianti, di uno 0,48% destinato a finanziare l’indennizzo in caso di cessazione dell’attività senza aver raggiunto i requisiti per la pensione di vecchiaia: il risultato, per il 2026, è un’aliquota del 24% per gli artigiani e del 24,48% per i commercianti.
Il meccanismo generale del regime forfettario resta lo stesso per tutti: quello che varia, in fatto di INPS, è solo la gestione previdenziale di destinazione. Come si calcola il contributo sul reddito imponibile forfettarioIn entrambe le gestioni la base su cui si applica l’aliquota è lo stesso reddito imponibile forfettario usato ai fini fiscali. Secondo l’Agenzia delle Entrate, il reddito si ottiene applicando «il coefficiente di redditività diversificato a seconda del codice ATECO» ai ricavi o compensi percepiti nell’anno, e i contributi previdenziali obbligatori «si deducono dal reddito determinato forfetariamente». La circolare INPS n. 8/2026 conferma che, per la Gestione Separata, «il contributo è applicato sul reddito di lavoro autonomo […] con gli stessi criteri stabiliti ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche». Entrambe le gestioni prevedono poi una soglia di riferimento. Per il 2026 l’INPS fissa un minimale di reddito di 18.808 euro: chi ha un reddito imponibile forfettario pari o inferiore a questa cifra versa comunque un contributo calcolato su quella soglia (per la Gestione Separata con l’aliquota al 24%, il contributo minimo risulta di 4.513,92 euro l’anno). Per artigiani e commercianti lo stesso minimale produce un contributo minimo di 4.521,36 euro per gli artigiani e di 4.611,64 euro per i commercianti, maternità inclusa. Chi supera il minimale versa il contributo sull’intero reddito, fino a un massimale: per il 2026 è di 122.295 euro per chi non ha anzianità contributiva pregressa nella gestione, il caso tipico di chi apre oggi una nuova Partita IVA.
L’aliquota INPS non va confusa con l’imposta sostitutiva del 15% (o 5% nei primi anni di attività, a certe condizioni) che si paga sul reddito imponibile forfettario ai fini fiscali: è un calcolo diverso, con una sua guida a parte nel Recap sui costi della Partita IVA forfettaria. La riduzione contributiva del 35% per artigiani e commerciantiPer artigiani e commercianti che restano in regime forfettario esiste una riduzione contributiva specifica, introdotta dalla circolare INPS n. 35 del 19 febbraio 2016 e confermata ogni anno, compreso il 2026, dalla circolare n. 14/2026. La circolare del 2016 la descrive così: «ai fini della determinazione della contribuzione dovuta alle gestioni artigiani e commercianti […] la base imponibile è costituita dal reddito forfetario individuato ai fini fiscali. La novità rispetto al regime precedente consiste nel fatto che la contribuzione dovuta, sia quella sul reddito entro il minimale, sia quella sul reddito eventualmente eccedente, viene ridotta del 35%.» La riduzione riguarda solo le gestioni Artigiani e Commercianti: non esiste un’agevolazione contributiva equivalente per i liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata. Non è nemmeno automatica: la circolare n. 14/2026 chiarisce che si applica «ai soggetti già beneficiari del regime agevolato fiscale e previdenziale nel 2025 che […] non abbiano prodotto espressa rinuncia allo stesso», mentre chi ha aperto una nuova attività nel 2025 e vuole beneficiarne per il 2026 «devono comunicare la propria adesione entro il termine perentorio del 28 febbraio 2026». È dovuto comunque, in ogni caso, il contributo di maternità, pari a 0,62 euro al mese nel 2026.
La riduzione si applica «sia quella sul reddito entro il minimale, sia quella sul reddito eventualmente eccedente», quindi abbassa in proporzione anche l’importo che risulta accreditato ai fini della futura pensione. Meno contributi versati oggi significano, a parità di anni lavorati, un accredito pensionistico più basso: un elemento da considerare per chi valuta il passaggio dal lavoro dipendente al mercato del lavoro autonomo. Cosa cambia tra le due gestioni, in sintesiLe due strade — Gestione Separata per chi non ha una cassa di categoria, gestioni Artigiani e Commercianti per chi svolge quel tipo di attività — usano lo stesso reddito imponibile forfettario come base di calcolo. Aliquota, soglie di riferimento e riduzione del 35% cambiano da una gestione all’altra. Il regime forfettario semplifica il calcolo fiscale; l’obbligo di versare i contributi previdenziali resta. PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
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Quiz: mettiti alla provaRispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione. Voto 0/10 0/5
FlashcardsTocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva. 1 / 8 Spiegalo con parole tueIl test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap. La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.
Domande e risposteQuanto si paga di INPS regime forfettario?Dipende dalla gestione: un libero professionista senza altra copertura versa il 26,07% del reddito imponibile forfettario nel 2026 alla Gestione Separata, mentre un artigiano versa il 24% e un commerciante il 24,48% alla propria gestione autonoma, sullo stesso tipo di reddito. I contributi INPS regime forfettario ai fini pensionistici quanto valgono?Valgono quanto viene effettivamente versato: se un artigiano o un commerciante richiede la riduzione del 35%, il contributo che risulta accreditato ai fini della pensione futura è più basso, perché lo sconto si applica sia al minimale sia all'eventuale reddito eccedente. Chi non ha un'altra copertura previdenziale a quale gestione INPS si iscrive in regime forfettario?Un libero professionista con Partita IVA che non ha un'altra forma di previdenza obbligatoria né una pensione si iscrive alla Gestione Separata, con l'aliquota 2026 al 26,07% sul reddito imponibile forfettario. La riduzione contributiva del 35% ha delle scadenze?Sì: chi ha già la riduzione e vuole mantenerla per il 2026 deve solo non averne fatto espressa rinuncia, mentre chi apre una nuova attività e vuole richiederla per la prima volta deve farlo entro il 28 febbraio 2026. Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |













