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Rinascimento maturo: chi furono Bramante, Leonardo, Michelangelo e Raffaello | ||||||||||||||||||||
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Rinascimento maturo: chi furono Bramante, Leonardo, Michelangelo e RaffaelloCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta16 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoTra la fine del Quattrocento e i primi decenni del Cinquecento, Bramante, Leonardo, Michelangelo e Raffaello lavorano nella fase che gli storici dell'arte chiamano Rinascimento maturo, in gran parte sotto il mecenatismo dei papi di Roma. Bramante porta nell'architettura uno studio diretto dei monumenti antichi. Leonardo costruisce ogni dipinto a partire da disegni preparatori, secondo una teoria per cui pose e gesti devono riflettere i "moti della mente" di chi viene ritratto. Michelangelo studia l'anatomia del corpo con uno sguardo tutto suo, distante dalle proporzioni codificate dalla generazione precedente, mentre Raffaello cerca una sintesi di bellezza, grazia e naturalezza. Firenze forma i quattro, ma è Roma, con le commissioni di Giulio II, a diventare il cantiere dove il loro lavoro converge. Punti Chiave
I numeri chiave
L'ApprofondimentoBramante, l’architetto che guarda ai monumenti antichiDonato Bramante nasce nel 1444 a Fermignano e si forma alla corte di Urbino, sotto Federico da Montefeltro, in un ambiente classicista attraversato dalle idee di Leon Battista Alberti, secondo sapere.it. È lì, non a Roma, che assorbe l’eredità di Brunelleschi e dello stesso Alberti, gli architetti del primo Rinascimento fiorentino raccontati in Quattrocento fiorentino: il primo Rinascimento. Prima di trasferirsi a Roma lavora a Milano, dove collabora con Leonardo da Vinci al progetto per la piazza e il castello ducale di Vigevano. A Roma, sempre secondo sapere.it, Bramante trae i maggiori stimoli per il proprio lavoro dallo studio diretto dei monumenti antichi: un confronto fisico con le rovine della città. Nel 1500 progetta il chiostro di Santa Maria della Pace; nel 1502 avvia il Tempietto di San Pietro in Montorio, secondo Treccani. Dopo l’elezione di Giulio II al soglio pontificio, il papa lo sceglie per i propri progetti di rinnovamento di Roma in chiave classica, e l’incarico principale che gli affida è la ricostruzione della basilica di San Pietro: per la nuova chiesa, Bramante sceglie una pianta a croce greca, con una cupola centrale sopra la tomba dell’apostolo. Leonardo, il disegno che pensa prima del coloreLeonardo da Vinci nasce nel 1452 vicino a Vinci e muore nel 1519, secondo la National Gallery di Londra. Nel 1517 si trasferisce al castello di Cloux, vicino ad Amboise, in Francia, dove passa gli ultimi anni. La National Gallery racconta che Leonardo elaborava la composizione di un dipinto attraverso disegni preparatori, prima ancora di iniziare l’opera vera e propria: un metodo legato a una teoria precisa, secondo cui pose, gesti ed espressioni del viso dovevano riflettere i “moti della mente” di chi veniva ritratto. Nella fase matura, quel metodo prende forma soprattutto a Milano, dove tra il 1494 e il 1497 dipinge l’Ultima Cena per Ludovico il Moro, duca della città, come racconta la scheda del Ministero della Cultura sul Cenacolo Vinciano. Per l’opera non usa la tecnica dell’affresco tradizionale, ma un metodo che dipinge su intonaco asciutto, per poter ritoccare il lavoro nel tempo. Leonardo torna a Milano nell’estate del 1508 e vi resta, in questo secondo soggiorno, fino al 1513.
Michelangelo, il corpo che non segue le regoleMichelangelo Buonarroti nasce nel 1475 a Caprese, vicino ad Arezzo, e muore il 18 febbraio 1564, secondo Treccani. Il suo stile si caratterizza per lo studio approfondito dell’anatomia e del movimento del corpo umano, con un’interpretazione personale, non vincolata alle regole della tradizione classica: tra i tratti che più lo distinguono dalla generazione precedente, abituata a misurare la figura umana sulle proporzioni codificate dagli architetti del Quattrocento. Le tappe della sua fase matura si susseguono per commissione. Nel 1498 il cardinale francese Jean de Bilhères gli affida il gruppo marmoreo della Pietà. Tra il 1501 e il 1504 scolpisce il David. Nel 1508 papa Giulio II gli affida la volta della Cappella Sistina, completata nell’ottobre del 1512. Il Giudizio Universale arriva più tardi: papa Clemente VII gli affida l’incarico verso la fine del 1533, ma Michelangelo inizia a dipingere solo nel 1536, sotto papa Paolo III, e lo termina nell’autunno del 1541. Raffaello, la grazia che dialoga con gli altri dueRaffaello Sanzio nasce a Urbino nel 1483 e muore nel 1520, a trentasette anni, secondo Treccani. Dipinge la pala dello Sposalizio della Vergine nel 1504, poco prima di arrivare a Firenze, dove trova una scena artistica dominata da Leonardo e Michelangelo, con cui il giovane pittore si confronta. Nel 1508 papa Giulio II lo chiama a lavorare in Vaticano. Il pontefice aveva affidato la decorazione delle Stanze a un gruppo di artisti, ma nel 1509 riserva l’intero incarico al solo Raffaello, secondo i Musei Vaticani. La Stanza della Segnatura, decorata tra il 1508 e il 1511, è il primo ambiente che porta la sua firma. Lo stile di Raffaello, secondo Treccani, viene descritto come una ricerca di bellezza e grazia unita a semplicità e naturalezza. Cosa cambia rispetto al Quattrocento fiorentino
Il Quattrocento fiorentino aveva fissato le regole della prospettiva e delle proporzioni attraverso Brunelleschi e Alberti, gli stessi maestri da cui, secondo sapere.it, discende la formazione giovanile di Bramante. Nella fase matura quelle regole restano il punto di partenza, ma non il punto d’arrivo: Michelangelo le piega a un’interpretazione personale del corpo, Leonardo le subordina a una teoria del gesto e dell’espressione, Bramante le applica partendo dallo studio diretto delle rovine romane. Chi cerca il quadro d’insieme del movimento, dalle sue premesse fiorentine, può leggere Il Rinascimento italiano e, per il contesto pittorico del secolo precedente, La Nascita di Venere di Botticelli. Le rovine su cui Bramante costruisce il proprio metodo sono raccontate in L’Impero Romano. Roma diventa, in questo torno di anni, il cantiere dove il lavoro dei quattro converge: tra il 1508 e il 1512 Giulio II ha in corso, nello stesso momento, la nuova basilica di San Pietro con Bramante, la volta della Sistina con Michelangelo e le Stanze Vaticane con Raffaello. Leonardo segue un percorso parallelo, diviso tra Milano e la Francia, ma un decennio prima aveva già incrociato Bramante nel progetto di Vigevano: un indizio che i quattro percorsi, prima di intrecciarsi a Roma, si erano già sfiorati altrove. PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
Mappa concettualeTrascina lo sfondo per muoverti e i nodi per riposizionarli; usa − e + per chiudere e aprire i rami.
Quiz: mettiti alla provaRispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione. Voto 0/10 0/5
FlashcardsTocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva. 1 / 8 Spiegalo con parole tueIl test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap. La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.
Domande e risposteCos'è il Rinascimento maturo?È la fase successiva al primo Rinascimento fiorentino di Brunelleschi e Alberti, quella in cui Bramante, Leonardo, Michelangelo e Raffaello lavorano soprattutto per la corte papale di Roma. Rinascimento maturo e Alto Rinascimento sono la stessa cosa?Sì, sono due nomi per la stessa fase: gli storici dell'arte usano Rinascimento maturo e Alto Rinascimento come sinonimi per il periodo in cui lavorano Bramante, Leonardo, Michelangelo e Raffaello. Leonardo, Michelangelo e Raffaello si sono mai incontrati davvero?Sì: secondo Treccani, quando Raffaello arriva a Firenze trova la scena dominata da Leonardo e Michelangelo e si confronta con entrambi; a Roma, tra il 1508 e il 1512, lavorano nello stesso torno di anni nei cantieri di Giulio II, insieme a Bramante. Qual è l'opera principale di Bramante nella fase matura?Il progetto della nuova basilica di San Pietro a Roma, con la pianta a croce greca e la cupola centrale sopra la tomba dell'apostolo, commissionato da Giulio II, secondo Treccani. Che ruolo ha papa Giulio II nel Rinascimento maturo?È il mecenate che tiene insieme tre dei quattro maestri nello stesso torno di anni: affida a Bramante la nuova San Pietro, a Michelangelo la volta della Cappella Sistina e a Raffaello le Stanze Vaticane. Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |














