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Ricerche filosofiche di Wittgenstein: giochi linguistici e uso del linguaggio |
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Ricerche filosofiche di Wittgenstein: giochi linguistici e uso del linguaggioCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta15 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoLe Ricerche filosofiche, pubblicate nel 1953 dopo la morte di Wittgenstein, rompono con il suo primo libro, il Tractatus Logico-Philosophicus del 1921. Al posto di un trattato sistematico, il testo procede per osservazioni brevi, vicine all'aforisma. Il punto di partenza è l'idea che il significato di una parola, in molti casi, coincida con il modo in cui viene usata nel linguaggio quotidiano; da qui nascono i giochi linguistici, le somiglianze di famiglia e l'argomento del linguaggio privato, che nega la possibilità di un linguaggio fatto solo di sensazioni interne note a chi parla. Punti Chiave
I numeri chiave
L'ApprofondimentoChi era Wittgenstein, e la svolta rispetto al primo libroLudwig Wittgenstein morì di cancro a Cambridge nel 1951, dove era tornato negli ultimi anni di vita. Le Ricerche filosofiche uscirono postume due anni più tardi, nel 1953. La Parte I del libro, 693 paragrafi numerati, era già pronta per la stampa nel 1946: uscirà solo sette anni più tardi. L’Internet Encyclopedia of Philosophy fa risalire l’attenzione della scuola del linguaggio ordinario di Oxford, protagonista del dopoguerra nella filosofia analitica, proprio alla grammatica dell’uso wittgensteiniana. Dal Tractatus alle Ricerche filosofiche: l’immagine che si rompeIl Tractatus fu pubblicato in tedesco nel 1921. Vi si sosteneva che una proposizione è un’immagine logica della realtà che descrive: la teoria dell’immagine, spiega l’Internet Encyclopedia of Philosophy, fa dipendere il senso di una proposizione dal rappresentare uno stato di cose empirico. Presa alla lettera, quella regola si rivolta contro il libro stesso: le proposizioni del Tractatus che parlano del linguaggio in generale non rappresentano alcun fatto particolare, e dovrebbero perciò restare prive di senso. Fu, secondo la stessa fonte, una delle difficoltà teoriche che spinsero Wittgenstein a rivedere la propria posizione. Le Ricerche filosofiche si aprono proprio criticando l’idea, sostenuta nel Tractatus, che le parole funzionino nominando oggetti e che le frasi siano combinazioni di nomi. Al posto della vecchia teoria del nome, Wittgenstein propone di osservare i giochi linguistici, le pratiche reali in cui il linguaggio viene usato. Giochi linguistici e uso del linguaggioUn gioco linguistico, nell’uso di Wittgenstein, è una pratica in cui parole e azioni si intrecciano secondo regole proprie, legate a uno scopo condiviso da chi parla.
In quell’esempio «lastra» indica il gesto richiesto in quel momento preciso del lavoro: il significato è il ruolo che la parola svolge nell’attività condivisa dai due uomini. Per Wittgenstein, in molti casi, il senso di una parola si misura guardando come viene impiegata nel discorso quotidiano. Wittgenstein e il linguaggio: le somiglianze di famigliaResta da spiegare perché «gioco» copra scacchi, solitario e giochi con la palla senza un tratto condiviso da tutti. Wittgenstein risponde con le somiglianze di famiglia: una trama di somiglianze che si intrecciano da un caso all’altro, diverse ogni volta, mai le stesse per l’intera serie. È una risposta diversa da quella di chi cerca un’essenza comune a ogni caso, come la teoria delle Idee di Platone: qui invece i fili si incrociano senza passare tutti per lo stesso punto. L’argomento del linguaggio privatoL’argomento del linguaggio privato occupa i paragrafi dal 244 al 271 delle Ricerche filosofiche. Riguarda un linguaggio immaginario le cui parole designerebbero solo sensazioni interne note soltanto a chi parla: per Wittgenstein un linguaggio così manca di regole e di significato. Il nodo, spiega la voce Private Language della Stanford Encyclopedia of Philosophy, è che per una sensazione privata manca un criterio oggettivo capace di stabilire se è uguale a quella di prima, al di là di come appare a chi la vive in quel momento. Battezzare privatamente un segno per una sensazione non basta: dare un significato richiede una tecnica d’uso condivisibile, e un gesto isolato non la crea. Se la correlazione tra segno e sensazione non era già corretta dall’inizio, affidarsi solo al ricordo non può renderla tale in un secondo momento. Sia la voce Ludwig Wittgenstein sia la voce Private Language della Stanford Encyclopedia of Philosophy chiudono sullo stesso punto: un linguaggio comprensibile solo a chi lo parla in linea di principio non supera la prova di essere un linguaggio vero. PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
Mappa concettualeTrascina lo sfondo per muoverti e i nodi per riposizionarli; usa − e + per chiudere e aprire i rami.
Quiz: mettiti alla provaRispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione. Voto 0/10 0/5
FlashcardsTocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva. 1 / 8 Spiegalo con parole tueIl test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap. La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.
Domande e risposteCosa dicono le Ricerche filosofiche sul rapporto tra Wittgenstein e il linguaggio?Nella seconda fase del suo pensiero, Wittgenstein smette di cercare un'unica struttura logica dietro ogni frase e invita a guardare come il linguaggio funziona nelle pratiche quotidiane. Il senso di una parola, per lui, si giudica dalle pratiche condivise in cui viene impiegata. È il terreno su cui nascono i giochi linguistici e le somiglianze di famiglia. Cos'è l'argomento del linguaggio privato di Wittgenstein?È l'argomento, svolto nei paragrafi 244-271 delle Ricerche filosofiche, secondo cui un linguaggio le cui parole designerebbero solo vissuti interiori conosciuti unicamente da chi parla non merita lo statuto di linguaggio autentico. Senza un criterio esterno e condivisibile, chiedersi se un segno viene usato «nello stesso modo» di prima perde significato. Cosa sono i giochi linguistici nelle Ricerche filosofiche?Sono le pratiche concrete in cui il linguaggio viene usato, da osservare caso per caso. L'esempio più citato è quello di un costruttore e un assistente che comunicano con solo quattro parole (mattone, colonna, lastra, trave) legate alla loro attività comune. In cosa le Ricerche filosofiche si differenziano dal Tractatus?Il Tractatus (1921) descrive il linguaggio come immagine logica della realtà, dentro un trattato organizzato in modo sistematico. Le Ricerche filosofiche, pubblicate postume nel 1953, abbandonano quella teoria e procedono per osservazioni frammentarie sull'uso concreto delle parole, un argomento legato alla svolta del secondo Wittgenstein verso il linguaggio quotidiano. Cosa sono le somiglianze di famiglia in Wittgenstein?Sono il modo in cui Wittgenstein descrive il legame tra i diversi impieghi del termine «gioco»: una rete di rassomiglianze parziali e sovrapposte. Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |













