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Le regole del ping pong: storia e curiosità del tennistavolo | ||||||||||||||||
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Le regole del ping pong: storia e curiosità del tennistavoloCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta18 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoIl tennistavolo, conosciuto ovunque come ping pong, nasce come gioco da salotto nell'Inghilterra vittoriana, negli anni 1880, quando l'alta borghesia lo giocava dopo cena con materiali di fortuna. Il nome «Ping-Pong» arriva nel 1901, quando l'azienda Jaques of London lo registra come marchio, ispirandosi al suono della pallina contro racchetta e tavolo. Le regole ufficiali, fissate dalla International Table Tennis Federation nello statuto del 2025, stabiliscono le misure del tavolo, l'altezza della rete, le caratteristiche della pallina e il punteggio, con un game che si vince a 11 punti. Il tennistavolo è arrivato alle Olimpiadi solo nel 1988, a Seoul, molto dopo essere diventato disciplina paralimpica nel 1960. Nel frattempo la pallina è cambiata due volte, prima nelle dimensioni e poi nel materiale, per ragioni di gioco e di sicurezza. Punti Chiave
I numeri chiave
L'ApprofondimentoUn gioco nato per ammazzare le serateNell’Inghilterra vittoriana degli anni 1880, tra l’alta borghesia che poteva permettersi tempo libero e case abbastanza grandi da liberare un tavolo dopo cena, nacque un passatempo destinato a diventare uno sport praticato in tutto il mondo, il tennistavolo. Le prime versioni erano fatte in casa, con quello che si aveva a portata di mano: libri impilati a fare da rete, coperchi di scatole di sigari come racchette, tappi di champagne scolpiti al posto della pallina. Fu un’epoca di brevetti spiccioli più che di un’unica invenzione. Nel 1883 l’azienda Slazenger depositò un brevetto per una rete pensata apposta per il gioco da tavolo; nel 1890 David Foster mise a punto una propria versione del gioco. Negli anni Novanta dell’Ottocento fu però Jaques of London, azienda di giochi fondata nel 1795, a commercializzare la prima attrezzatura davvero standardizzata, venduta con il nome “Gossima”. Il 1901, l’anno di ping e di pongIl salto di qualità arriva nel 1901, e in pochi mesi cambia il gioco su più fronti insieme. James W. Gibb, tornando da un viaggio negli Stati Uniti, scopre le palline di celluloide e capisce che sono adatte al tavolo, leggere ed elastiche. Nello stesso anno E. C. Goode inventa la racchetta moderna, incollando un foglio di gomma puntinata su una tavoletta di legno. È sempre il 1901 quando Jaques of London ribattezza il gioco “Ping-Pong”, un nome onomatopeico ispirato al suono della pallina contro racchetta e tavolo. Il nome diventa un marchio registrato — prima nel Regno Unito, poi concesso in licenza a Parker Brothers negli Stati Uniti — e per anni “Ping-Pong” e “tennistavolo” convivono come nome commerciale e nome generico dello stesso gioco. La federazione che scrive e aggiorna le regole, la International Table Tennis Federation, nasce più tardi, nel 1926, insieme ai primi Campionati del Mondo. Le misure che fanno la differenzaLe regole ufficiali sono raccolte nello statuto della ITTF, che nella revisione del 2025 dedica un intero capitolo alle “Leggi del tennistavolo”. Il tavolo misura 2,74 metri di lunghezza per 1,525 di larghezza, ed è alto 76 centimetri da terra; la sua superficie deve restituire un rimbalzo uniforme di circa 23 centimetri quando la pallina cade da 30 centimetri di altezza. La rete, tesa per tutta la larghezza del tavolo, è alta 15,25 centimetri, sostenuta da paletti che sporgono della stessa misura oltre le linee laterali. La pallina, sferica, ha un diametro di 40 millimetri e un peso di 2,7 grammi, misure adottate nel 2000 e confermate nello statuto ITTF del 2025; deve essere di materiale plastico, bianco o arancione, opaco. Sulla racchetta il regolamento è più permissivo di quanto si pensi: forma, dimensione e peso sono liberi, a patto che la tavoletta sia piatta e rigida, e che almeno l’85% del suo spessore sia legno naturale. È ammesso un sottile strato adesivo rinforzato con fibra di carbonio, fibra di vetro o carta compressa, ma solo se resta sotto il 7,5% dello spessore totale o 0,35 millimetri, a seconda di quale valore sia più basso. Una faccia della gomma dev’essere nera opaca, l’altra di un colore vivo, ben distinguibile sia dal nero sia dal colore della pallina. Come si vince un puntoUn punto (definito “rally” per tutto il tempo in cui la pallina resta in gioco) si assegna secondo un elenco piuttosto lungo di casistiche previste dal regolamento: il servizio scorretto dell’avversario, una risposta che non tocca il campo giusto, un tocco doppio deliberato, un’ostruzione, la mano libera che tocca il piano di gioco, e altre ancora. Il servizio segue una coreografia precisa. La pallina deve riposare, immobile, sul palmo aperto della mano libera del giocatore; da lì va lanciata quasi verticalmente, senza effetto, e deve salire di almeno 16 centimetri prima di essere colpita mentre scende. Deve toccare per prima il campo di chi serve e poi, direttamente, quello di chi riceve; nel doppio deve passare dalla metà campo destra di entrambi i giocatori, in successione. Chi serve non può nascondere la pallina alla vista dell’avversario, né tenere braccio e mano libera nello spazio fra pallina e rete dopo il lancio. Se durante un servizio altrimenti corretto la pallina sfiora il nastro della rete e scende comunque nel campo giusto, lo scambio non vale e si ripete: è il “let”, la regola del nastro che il pubblico conosce meglio di ogni altra. Un game si vince arrivando per primi a 11 punti, a meno che il punteggio non arrivi a 10 pari, nel qual caso vince chi per primo ottiene 2 punti di vantaggio. Una partita si gioca al meglio di un numero dispari di game, in genere cinque o sette nelle competizioni importanti; il servizio cambia ogni 2 punti, tranne quando si è sul 10 pari o è scattato il sistema di accelerazione, momento in cui si serve a turno un solo punto ciascuno.
Una pallina cambiata due voltePer un secolo, dal 1900 al 2000, lo standard della pallina fu la celluloide: 38 millimetri di diametro e 2,5 grammi di peso. Per le sue dimensioni ridotte si incurvava molto in aria, il che favoriva tagli ed effetti molto pronunciati. Nel 2000 la ITTF portò il diametro a 40 millimetri e il peso a 2,7 grammi, restando ancora nella celluloide. Tra le ragioni del cambiamento, secondo la ricostruzione del sito specializzato RacketInsight, c’era il fatto che la tecnologia di racchette e gomme era diventata troppo spinta, tanto che la pallina più grande volava sensibilmente più lenta, pur mantenendo un effetto ancora rilevante. Il secondo cambiamento arriva nel 2014, quando la ITTF adotta ufficialmente in tutte le sue competizioni la pallina di plastica al posto della celluloide. Tra le ragioni citate dalle fonti di settore ci sono la scarsa sostenibilità ambientale della celluloide, la sua infiammabilità e il fatto che, a quella data, restassero solo due fabbriche al mondo, entrambe in Cina, ancora capaci di produrla. La plastica è un materiale più duro della celluloide: meno effetto, più velocità, un cambiamento che secondo gli osservatori di settore ha finito per avvantaggiare gli attaccanti che giocano vicino al tavolo, rispetto a difensori e giocatori più versatili.
Un’Olimpiade arrivata con un secolo di ritardoNonostante un’origine ottocentesca, il tennistavolo diventa disciplina olimpica soltanto nel 1988, ai Giochi di Seoul, nella Corea del Sud, il paese che dalla metà del Novecento resta diviso dal confine con la Corea del Nord. Le gare si tennero dal 23 settembre al 1° ottobre, nella palestra della Seoul National University, con 129 atleti (81 uomini e 48 donne) provenienti da 41 nazioni, in quattro prove: singolare e doppio, maschile e femminile. Le medaglie d’oro raccontano già l’equilibrio che avrebbe segnato i decenni successivi: nel singolare maschile vinse il sudcoreano Yoo Nam-kyu, in quello femminile la cinese Chen Jing, nel doppio maschile la coppia cinese formata da Chen Longcan e Wei Qingguang, in quello femminile la coppia sudcoreana Hyun Jung-hwa e Yang Young-ja. Il debutto olimpico, però, arrivò tardi rispetto ad altri traguardi: il tennistavolo era già presente ai Giochi Paralimpici estivi fin dalla loro prima edizione, nel 1960, ventotto anni prima di Seoul. Chi ha dominato la storia del tennistavoloDa quando la ITTF tiene il conto dei titoli, un solo paese ha preso il sopravvento sugli altri: i giocatori cinesi hanno vinto il 60% dei Campionati del Mondo maschili dal 1959, e le giocatrici cinesi si sono aggiudicate quasi tutte le edizioni della Corbillon Cup, il titolo mondiale a squadre femminile, dal 1971 in poi, con solo tre eccezioni. Un nome, tante leggendeIl tennistavolo porta con sé anche qualche racconto più affascinante che documentato: alcune fonti collocano le prime versioni improvvisate fra gli ufficiali britannici in India, fra gli anni 1860 e il 1870, con libri al posto della rete e palline da golf al posto della pallina. È un dato di contesto meno solido delle date successive, più difficile da verificare con precisione. Non è un caso isolato: anche la storia della carbonara mostra un piatto la cui origine reale, ricostruita sui documenti, risulta più recente e più incerta della leggenda che i più raccontano. PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
Mappa concettualeTrascina lo sfondo per muoverti e i nodi per riposizionarli; usa − e + per chiudere e aprire i rami.
Quiz: mettiti alla provaRispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione. Voto 0/10 0/5
FlashcardsTocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva. 1 / 8 Spiegalo con parole tueIl test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap. La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.
Domande e risposteQuante persone possono giocare a ping pong insieme?Si gioca in singolare, uno contro uno, oppure in doppio, due coppie che si alternano nella risposta secondo un ordine fisso, chi serve, poi il ricevitore, poi il compagno di chi ha servito, poi il compagno del ricevitore, e così via. Quanto pesa e quanto è grande la pallina ufficiale da ping pong?Secondo lo statuto della International Table Tennis Federation la pallina è sferica, con un diametro di 40 millimetri e un peso di 2,7 grammi, di materiale plastico bianco o arancione opaco; queste misure sono in vigore dal 2000 per il diametro e dal 2014 per il materiale. Quanti punti si giocano per vincere una partita a ping pong?Ogni game si vince arrivando per primi a 11 punti, con almeno 2 di vantaggio in caso di 10 pari; una partita è al meglio di un numero dispari di game, tipicamente cinque o sette nelle competizioni di alto livello. Da quando il ping pong è uno sport olimpico?Ha debuttato ai Giochi Olimpici di Seoul, nel 1988, con quattro gare (singolare e doppio maschile e femminile) e 129 atleti da 41 nazioni; era invece già presente ai Giochi Paralimpici estivi fin dalla loro prima edizione, nel 1960. Perché si chiama sia «ping pong» sia «tennistavolo»?Sono due nomi per lo stesso gioco. «Ping-Pong» nacque come marchio commerciale registrato dall'azienda Jaques of London nel 1901, mentre «tennistavolo» (table tennis) è il nome generico adottato dalla federazione internazionale, fondata nel 1926, per indicare lo sport in modo indipendente da un marchio di proprietà privata. Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |
















