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    Mappa del mondo: come è nata e chi decide i confini

    Di Redazione Recaplica · Aggiornato il 8 settembre 2026

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    La mappa del mondo è il risultato di secoli di aggiustamenti, non un disegno fissato una volta per tutte. Le origini più antiche risalgono a una tavoletta d'argilla babilonese datata fra il 700 e il 500 a.C., mentre la forma che ancora usano i naviganti nasce nel 1569, con la proiezione di Gerardus Mercator. I confini politici cambiano attraverso un meccanismo preciso: l'ONU ammette i nuovi stati come membri su raccomandazione del Consiglio di Sicurezza, ma il riconoscimento vero e proprio resta un atto che ogni singolo paese compie per conto proprio. I nomi geografici ufficiali passano invece dal lavoro dell'UNGEGN, il gruppo di esperti delle Nazioni Unite dedicato alla toponomastica. Due esempi concreti, il cambio di nome di Nauru in Naoero notificato all'ONU il 26 giugno 2026 e l'ammissione del Sud Sudan come 193° stato membro nel 2011, mostrano come la mappa continui a cambiare.

    Punti Chiave

    • La mappa del mondo conosciuta più antica è una tavoletta d'argilla babilonese, datata fra il 700 e il 500 a.C. e ritrovata a Sippar, nell'attuale Iraq meridionale, nel 1881: è conservata al British Museum di Londra.
    • Nel 1569 il cartografo fiammingo Gerardus Mercator pubblica una proiezione che permette di tracciare le rotte di navigazione come linee rette; resta alla base delle carte nautiche di navigazione.
    • L'ONU non riconosce gli stati in senso giuridico: li ammette come membri su raccomandazione del Consiglio di Sicurezza e voto dell'Assemblea Generale; il riconoscimento resta un atto bilaterale fra singoli Stati.
    • I nomi geografici ufficiali passano dall'UNGEGN, il gruppo di esperti delle Nazioni Unite nato nel 1960 e attivo sotto il Consiglio Economico e Sociale (ECOSOC), con l'obiettivo che ogni paese scelga i propri nomi standardizzati.
    • Il 26 giugno 2026 Nauru ha notificato all'ONU il cambio di nome in Repubblica di Naoero: stesso stato, stesso confine, solo un nome diverso. Il Sud Sudan, invece, è diventato uno stato e un confine nuovi quando è stato ammesso come 193° membro dell'ONU, il 14 luglio 2011.
    • Dal 23 luglio 1972, con il lancio del primo satellite Landsat, sono disponibili immagini satellitari continue del territorio, utili anche per monitorare confini e uso del suolo.

    I numeri chiave

    • 1569 l'anno in cui Gerardus Mercator pubblica la sua proiezione, stampata su 18 fogli di rame e ancora alla base delle carte nautiche Fonte: Wikipedia, voce "Mercator 1569 world map" (verificata su fonti accademiche incrociate)
    • 26 giugno 2026 la data in cui Nauru notifica ufficialmente alle Nazioni Unite il cambio di nome in Repubblica di Naoero Fonte: ONU, pagina Member States — Naoero
    • 23 luglio 1972 il lancio del primo satellite Landsat, l'avvio del più longevo programma di osservazione continua della Terra Fonte: USGS (U.S. Geological Survey)

    L'Approfondimento

    Da un disco d’argilla a un satellite in orbita

    Una mappa del mondo sembra un oggetto stabile, quasi scontato. Ogni versione che sia mai stata disegnata racconta invece due cose insieme: quanto si sapeva del pianeta nel momento in cui è stata fatta, e chi aveva il potere di decidere come chiamare i luoghi e dove tracciarne i confini. La storia comincia con un disco d’argilla in Mesopotamia e arriva, passando per la stampa rinascimentale e le Nazioni Unite, fino ai satelliti che fotografano la Terra da oltre mezzo secolo.

    Una tavoletta racconta il mondo

    La mappa del mondo più antica conosciuta è una tavoletta d’argilla incisa in caratteri cuneiformi, datata fra il 700 e il 500 a.C. e ritrovata a Sippar, nell’attuale Iraq meridionale. Fu l’archeologo britannico Hormuzd Rassam a scoprirla, nel 1881; è conservata al British Museum di Londra, e misura appena 12,2 per 8,2 centimetri.

    Al centro della tavoletta c’è Babilonia. Intorno compaiono altri luoghi noti agli scribi babilonesi, come l’Assiria e l’Elam, e l’intera area è circondata da un corso d’acqua circolare, chiamato il Mar Salato. Non è, in senso stretto, una mappa geografica: il suo scopo era spiegare la visione mitologica del mondo che avevano i babilonesi, non aiutare qualcuno a orientarsi da un luogo all’altro.

    Mercator, 1569: la mappa che ancora naviga

    Passano più di duemila anni prima del salto successivo, quello che rese possibile una navigazione precisa su lunghe distanze.

    Nel 1569 il cartografo fiammingo Gerardus Mercator (1512-1594) pubblica una mappa dal titolo lunghissimo, “Nova et Aucta Orbis Terrae Descriptio ad Usum Navigantium Emendate Accommodata”, cioè una rappresentazione del globo corretta apposta per l’uso dei naviganti. È stampata su 18 fogli separati, ciascuno di 33 per 40 centimetri, che assemblati raggiungono i 202 per 124 centimetri complessivi.

    L’innovazione sta nel modo in cui la Terra sferica viene appiattita su un foglio. Mercator disegna meridiani paralleli fra loro e paralleli perpendicolari ai meridiani, con una spaziatura fra i paralleli che cresce via via che ci si avvicina ai poli. Quella scelta tecnica ha una conseguenza pratica enorme: permette di tracciare le rotte di navigazione, le cosiddette lossodromie, come linee rette sulla carta piatta.

    Esempio pratico: un capitano che deve mantenere sempre la stessa direzione di bussola, per esempio ovest-sud-ovest, segue in realtà una rotta leggermente curva su un mappamondo tridimensionale. Sulla proiezione di Mercator quella stessa rotta diventa una linea dritta, tracciabile con un righello: per questo la proiezione resta alla base delle carte nautiche di navigazione.

    La mappa di Mercator fonde due tradizioni che fino ad allora erano rimaste separate: le mappe teoriche del mondo, pensate per rappresentare la conoscenza geografica, e le carte nautiche pratiche che i marinai si tramandavano per orientarsi in mare. È anche una delle prime mappe a usare i nomi “North America” e “South America” per i due continenti.

    EpocaPeriodoInnovazioneScopo principale
    Tavoletta babilonese700-500 a.C.Incisione su argillaRappresentare la visione del mondo
    Proiezione di Mercator1569Lossodromie come linee retteGuidare la navigazione
    Programma Landsatdal 1972Osservazione satellitare continuaMonitorare territorio e confini

    Chi ammette un nuovo stato, e chi lo riconosce davvero

    Il Novecento riscrisse la mappa politica più volte, e non per gentilezza: la Prima guerra mondiale fece crollare gli imperi centrali e multinazionali che dominavano l’Europa e il Vicino Oriente, mentre la Seconda ridisegnò ancora i confini e portò, nel 1945, alla fondazione delle Nazioni Unite, l’organizzazione che da allora custodisce l’elenco ufficiale degli stati del mondo.

    Quando nasce un nuovo stato, però, l’ONU non lo “riconosce” in senso giuridico-formale: lo ammette come membro, ed è una procedura precisa in due passaggi. Il Consiglio di Sicurezza raccomanda l’ammissione, poi l’Assemblea Generale adotta una risoluzione che la rende effettiva. Il riconoscimento di uno stato da parte di un altro, invece, resta un atto politico bilaterale: ogni paese decide per conto proprio se e quando riconoscere un altro paese, indipendentemente dalla sua ammissione alle Nazioni Unite.

    Esempio pratico: quando un nuovo stato entra all’ONU, il suo posto nell’elenco ufficiale è garantito da un voto dell’Assemblea Generale. Questo non significa che ogni altro paese del pianeta lo riconosca automaticamente: il riconoscimento bilaterale è una decisione politica distinta, che ciascuno stato prende per conto proprio, e che può arrivare prima, dopo, o non arrivare affatto.

    Il caso più completo di questa procedura è il Sud Sudan. Il 13 luglio 2011 il Consiglio di Sicurezza raccomandò l’ammissione; il giorno dopo, il 14 luglio 2011, l’Assemblea Generale adottò la risoluzione per acclamazione, e il Sud Sudan divenne il 193° stato membro delle Nazioni Unite. Il paese aveva dichiarato l’indipendenza il 9 luglio 2011, dopo un referendum tenuto a gennaio dello stesso anno in base all’Accordo di pace globale del 2005, che aveva chiuso la guerra civile fra Nord e Sud Sudan. Cinque anni prima, il 28 giugno 2006, era stato il Montenegro a diventare il 192° membro.

    Un confine nuovo non è mai una novità assoluta nella storia. Nell’Ottocento fu il Risorgimento a ridisegnare la penisola italiana, unendo stati preesistenti in un unico regno; nel Novecento è toccato, fra gli altri, al Sud Sudan. Non tutti i confini nascono però da un processo negoziato con questa chiarezza: la divisione che separa le due Coree fu tracciata lungo il 38° parallelo in circostanze molto diverse, senza un percorso ONU paragonabile a quello del Sud Sudan.

    Chi decide i nomi sulla mappa

    Ammettere uno stato è una cosa; decidere come si chiama, in ogni lingua e su ogni mappa del mondo, è un lavoro diverso e continuo. Se ne occupa l’UNGEGN, il Gruppo di esperti delle Nazioni Unite per i nomi geografici, uno dei nove gruppi di esperti del Consiglio Economico e Sociale (ECOSOC). Il gruppo si riunì per la prima volta nel 1960 a New York e tenne la sua conferenza ufficiale nel 1967 a Ginevra; nell’agosto e settembre del 1977 la Terza conferenza delle Nazioni Unite sulla standardizzazione dei nomi geografici, ad Atene, avviò la compilazione di linee guida toponomastiche condivise.

    La struttura dell’UNGEGN comprende un ufficio di presidenza, 24 divisioni geografiche e linguistiche e 9 gruppi di lavoro tematici, e il suo obiettivo dichiarato non è imporre nomi dall’alto: è che ogni paese decida i propri nomi ufficiali attraverso un’autorità nazionale o un processo amministrativo riconosciuto. La conferenza si tiene ogni cinque anni; l’undicesima edizione fu ad agosto 2017 a New York, e la prossima è fissata dal 26 al 30 aprile 2027, di nuovo nella sede delle Nazioni Unite.

    Due modi diversi di cambiare la mappa

    Non tutte le modifiche alla mappa politica sono uguali fra loro, e un esempio recente aiuta a distinguerle da un caso più vecchio come quello del Sud Sudan.

    Il 26 giugno 2026 Nauru ha notificato ufficialmente alle Nazioni Unite il proprio cambio di nome in Repubblica di Naoero. Il percorso era cominciato mesi prima: il presidente David Adeang aveva presentato la proposta a gennaio 2026, il parlamento l’aveva approvata all’unanimità a maggio, con certificazione ufficiale il 13 maggio 2026, e l’annuncio pubblico più ampio era arrivato il 30 luglio 2026. La motivazione dichiarata riguardava il legame con il patrimonio, la lingua e l’identità del paese: il nome Naoero era già presente sullo stemma nazionale e in uso nella lingua locale; non si è tenuto un referendum. Cambiano la designazione ufficiale, “Repubblica di Naoero”, la forma abbreviata, “Naoero”, e il codice internazionale, aggiornato a “NRO”; restano lo stesso confine, lo stesso territorio e lo stesso seggio alle Nazioni Unite.

    Il caso del Sud Sudan, descritto sopra, è diverso nella sostanza: nel 2011 non cambiò nome a uno stato già esistente, ne nacque uno nuovo, con un confine nuovo tracciato rispetto al Sudan. Confondere i due tipi di evento, un cambio di denominazione e la nascita di un nuovo stato, è uno degli errori più comuni quando si legge una notizia di geografia politica.

    Lo sguardo dei satelliti

    Un altro grande cambiamento nella cartografia non riguarda i confini, ma il modo di osservarli. Il 23 luglio 1972 gli Stati Uniti lanciarono da Vandenberg, in California, il primo satellite del programma Landsat, all’epoca chiamato ERTS (Earth Resources Technology Satellite): il primo satellite progettato esplicitamente per studiare il pianeta, gestito insieme da NASA e USGS, lo United States Geological Survey. Il suo sensore principale, il Multispectral Scanner, fu ideato dall’ingegnera Virginia Norwood, ricordata come la “madre di Landsat”.

    Da quel lancio il programma non si è più fermato: è diventato il programma di osservazione satellitare della Terra più longevo, con un archivio continuo di immagini che copre oltre 50 anni e otto satelliti lanciati con successo. I dati che produce servono a chi gestisce il territorio, per monitorare l’uso del suolo e seguire come cambiano nel tempo paesaggi, coste e confini che un tempo si potevano misurare solo da terra.

    Presentazione

    Slide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo.

    Slide 1 della presentazione su Mappa del mondo: La mappa del mondoSlide 2 della presentazione su Mappa del mondo: Chi decide dove finisce un paese e comincia un altro?Slide 3 della presentazione su Mappa del mondo: Di cosa parliamoSlide 4 della presentazione su Mappa del mondo: Capitolo 01: Le origini della mappaSlide 5 della presentazione su Mappa del mondo: La mappa più antica conosciutaSlide 6 della presentazione su Mappa del mondo: Capitolo 02: Mercator e la navigazioneSlide 7 della presentazione su Mappa del mondo: Il cartografoSlide 8 della presentazione su Mappa del mondo: Due tradizioni che si fondonoSlide 9 della presentazione su Mappa del mondo: Capitolo 03: Ammettere non è riconoscereSlide 10 della presentazione su Mappa del mondo: Chi decide chi è uno statoSlide 11 della presentazione su Mappa del mondo: Chi assegna i nomi sulla mappaSlide 12 della presentazione su Mappa del mondo: L'ONU non riconosce gli stati.Slide 13 della presentazione su Mappa del mondo: Un nome nuovo per NauruSlide 14 della presentazione su Mappa del mondo: Un confine nuovo sulla mappaSlide 15 della presentazione su Mappa del mondo: Capitolo 04: Il mondo visto dai satellitiSlide 16 della presentazione su Mappa del mondo: Mezzo secolo di osservazione della TerraSlide 17 della presentazione su Mappa del mondo: Perché l'ONU non "riconosce" gli stati in senso giuridico?Slide 18 della presentazione su Mappa del mondo: E adesso, il ripasso
    Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta18 slideTutti i capitoli e gli approfondimenti

    Falsi miti

    • ✗ Mito L'ONU riconosce ufficialmente i nuovi stati del mondo.

      ✓ Realtà L'ONU non ha questo potere in senso giuridico-formale, li ammette come membri, su raccomandazione del Consiglio di Sicurezza e voto dell'Assemblea Generale, come avvenne per il Sud Sudan il 14 luglio 2011. Il riconoscimento resta un atto che ogni singolo Stato compie per conto proprio, bilateralmente, indipendentemente dall'ammissione all'ONU.

    • ✗ Mito La proiezione di Mercator mostra le reali dimensioni dei continenti.

      ✓ Realtà Mercator disegnò la spaziatura dei paralleli in modo che cresca verso i poli, apposta per permettere ai naviganti di tracciare le rotte come linee rette. Quella stessa scelta ingigantisce visivamente le aree man mano che ci si allontana dall'equatore, una mappa pensata per navigare, non per confrontare le superfici dei continenti.

    • ✗ Mito Il cambio di nome di Nauru in Naoero, nel 2026, ha creato un nuovo stato sulla mappa.

      ✓ Realtà È lo stesso stato, con lo stesso confine e lo stesso seggio all'ONU, cambia solo la denominazione ufficiale, notificata alle Nazioni Unite il 26 giugno 2026. È un caso diverso da quello del Sud Sudan, che nel 2011 nacque davvero come stato nuovo, con un confine nuovo.

    Mappa concettuale

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    Mappa concettuale: Mappa del mondo: come è nata e chi decide i confini
    • Mappa del mondo
      • Le origini antiche
        • Tavoletta babilonese 700-500 a.C., trovata a Sippar nel 1881
        • Una visione cosmologica Babilonia al centro, intorno il Mar Salato
      • La svolta di Mercator
        • Nova et Aucta Orbis Terrae Descriptio Pubblicata nel 1569, su 18 fogli di rame
        • Una proiezione per navigare Le lossodromie diventano linee rette
        • Due tradizioni fuse Mappe teoriche e carte nautiche
      • Chi ammette gli stati
        • Il Consiglio di Sicurezza Raccomanda l'ammissione
        • L'Assemblea Generale Vota la risoluzione
        • Il riconoscimento bilaterale Un atto separato, fra singoli Stati
      • Chi decide i nomi
        • UNGEGN Gruppo di esperti dell'ECOSOC, nato nel 1960
        • Autorità nazionali Ogni paese sceglie i propri nomi ufficiali
      • Due esempi di cambiamento
        • Nauru diventa Naoero Notifica all'ONU il 26 giugno 2026
        • Sud Sudan, 193° membro Ammesso il 14 luglio 2011
      • Lo sguardo dei satelliti
        • Landsat 1 Lanciato il 23 luglio 1972
        • Uso del suolo Dati continui su territorio e confini

    Quiz: mettiti alla prova

    Rispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione.

    Voto 0/10 0/5
    1 Come ammette l'ONU un nuovo stato come membro?

    L'ammissione segue una procedura in due passaggi, il Consiglio di Sicurezza raccomanda e l'Assemblea Generale vota la risoluzione. È successo così per il Sud Sudan, ammesso come 193° membro il 14 luglio 2011, un giorno dopo la raccomandazione del Consiglio di Sicurezza.

    2 Qual è la mappa del mondo più antica conosciuta?

    È la tavoletta babilonese del mondo, datata fra il 700 e il 500 a.C. e ritrovata a Sippar, nell'attuale Iraq meridionale, nel 1881; è conservata al British Museum di Londra. Non è una mappa geografica in senso moderno, rappresenta la visione cosmologica babilonese del mondo.

    3 Che cosa rese speciale la proiezione di Mercator del 1569?

    Mercator scelse una spaziatura dei paralleli che cresce verso i poli apposta per permettere ai naviganti di tracciare le rotte a rombo, le lossodromie, come linee rette sulla carta piatta: una scelta pratica per la navigazione, che però ingigantisce visivamente le aree via via che ci si allontana dall'equatore.

    4 Vero o falso: l'ONU riconosce ufficialmente i nuovi stati in senso giuridico.

    Falso. L'ONU ammette gli stati come membri, su raccomandazione del Consiglio di Sicurezza e voto dell'Assemblea Generale; il riconoscimento in senso giuridico è un atto che ogni singolo stato compie bilateralmente nei confronti di un altro, indipendentemente dalla sua ammissione all'ONU.

    5 Che cosa è cambiato per Nauru il 26 giugno 2026?

    Non è un nuovo stato né un nuovo confine, Nauru ha comunicato all'ONU il cambio del proprio nome ufficiale in Repubblica di Naoero, dopo l'approvazione parlamentare di maggio 2026. È un caso diverso da quello del Sud Sudan, che nel 2011 nacque invece come stato nuovo.

    Risposte: 1-B · 2-A · 3-B · 4-B · 5-C

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    La mappa del mondo è il risultato di secoli di aggiustamenti, non un disegno fissato una volta per tutte. Le origini più antiche risalgono a una tavoletta d'argilla babilonese datata fra il 700 e il 500 a.C., mentre la forma che ancora usano i naviganti nasce nel 1569, con la proiezione di Gerardus Mercator. I confini politici cambiano attraverso un meccanismo preciso: l'ONU ammette i nuovi stati come membri su raccomandazione del Consiglio di Sicurezza, ma il riconoscimento vero e proprio resta un atto che ogni singolo paese compie per conto proprio. I nomi geografici ufficiali passano invece dal lavoro dell'UNGEGN, il gruppo di esperti delle Nazioni Unite dedicato alla toponomastica. Due esempi concreti, il cambio di nome di Nauru in Naoero notificato all'ONU il 26 giugno 2026 e l'ammissione del Sud Sudan come 193° stato membro nel 2011, mostrano come la mappa continui a cambiare.

    Domande e risposte

    Chi decide i confini degli stati nel mondo?

    Non esiste un'autorità unica che disegna i confini. Quando nasce un nuovo stato, l'ONU lo ammette come membro con una procedura in due passaggi: il Consiglio di Sicurezza raccomanda l'ammissione, poi l'Assemblea Generale la vota. È successo così per il Sud Sudan, ammesso come 193° membro il 14 luglio 2011. Il confine fisico nasce invece da trattati, accordi di pace o processi di indipendenza specifici di ciascun caso.

    L'ONU riconosce ufficialmente gli stati?

    No, non nel senso giuridico-formale del termine. L'ONU ammette gli stati come membri, su raccomandazione del Consiglio di Sicurezza e voto dell'Assemblea Generale. Il riconoscimento di uno stato da parte di un altro resta invece un atto bilaterale, che ciascun paese decide per conto proprio.

    Chi stabilisce i nomi ufficiali sulla mappa?

    Il Gruppo di esperti delle Nazioni Unite per i nomi geografici, l'UNGEGN, nato nel 1960 e attivo sotto il Consiglio Economico e Sociale (ECOSOC). Non impone nomi dall'alto, il suo obiettivo dichiarato è che ogni paese decida i propri nomi standardizzati attraverso autorità nazionali o processi amministrativi riconosciuti.

    Perché Nauru ha cambiato nome in Naoero?

    Il presidente David Adeang presentò la proposta a gennaio 2026; il parlamento l'approvò all'unanimità a maggio, con certificazione ufficiale il 13 maggio 2026, e la notifica formale alle Nazioni Unite arrivò il 26 giugno 2026. La motivazione dichiarata riguardava il legame con il patrimonio, la lingua e l'identità del paese, il nome Naoero era già presente sullo stemma nazionale e in uso nella lingua locale.

    Come hanno cambiato le mappe i satelliti?

    Dal 23 luglio 1972, con il lancio del primo satellite Landsat, un programma gestito insieme da NASA e USGS, è disponibile un archivio di immagini continuo del territorio terrestre. Il programma, arrivato a otto satelliti lanciati con successo, fornisce dati costanti sull'uso del suolo, utili a chi deve gestire il territorio e monitorarne i cambiamenti.

    Fonti consultate

    • Live Science — Babylonian Map of the World
    • Wikipedia — Mercator 1569 world map
    • United Nations Statistics Division — UNGEGN
    • Wikipedia — United Nations Group of Experts on Geographical Names
    • ONU — Member States, Naoero
    • ABC News Australia — Nauru officially changes name to Naoero
    • UN News — South Sudan becomes 193rd UN member state
    • USGS — Landsat 1
    • USGS — Fifty years of exploration and innovation, how Landsat launched the remote sensing era

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