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Mappa del mondo: come è nata e chi decide i confini | ||||||||||||||||
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Mappa del mondo: come è nata e chi decide i confiniCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta18 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoLa mappa del mondo è il risultato di secoli di aggiustamenti, non un disegno fissato una volta per tutte. Le origini più antiche risalgono a una tavoletta d'argilla babilonese datata fra il 700 e il 500 a.C., mentre la forma che ancora usano i naviganti nasce nel 1569, con la proiezione di Gerardus Mercator. I confini politici cambiano attraverso un meccanismo preciso: l'ONU ammette i nuovi stati come membri su raccomandazione del Consiglio di Sicurezza, ma il riconoscimento vero e proprio resta un atto che ogni singolo paese compie per conto proprio. I nomi geografici ufficiali passano invece dal lavoro dell'UNGEGN, il gruppo di esperti delle Nazioni Unite dedicato alla toponomastica. Due esempi concreti, il cambio di nome di Nauru in Naoero notificato all'ONU il 26 giugno 2026 e l'ammissione del Sud Sudan come 193° stato membro nel 2011, mostrano come la mappa continui a cambiare. Punti Chiave
I numeri chiave
L'ApprofondimentoDa un disco d’argilla a un satellite in orbitaUna mappa del mondo sembra un oggetto stabile, quasi scontato. Ogni versione che sia mai stata disegnata racconta invece due cose insieme: quanto si sapeva del pianeta nel momento in cui è stata fatta, e chi aveva il potere di decidere come chiamare i luoghi e dove tracciarne i confini. La storia comincia con un disco d’argilla in Mesopotamia e arriva, passando per la stampa rinascimentale e le Nazioni Unite, fino ai satelliti che fotografano la Terra da oltre mezzo secolo. Una tavoletta racconta il mondoLa mappa del mondo più antica conosciuta è una tavoletta d’argilla incisa in caratteri cuneiformi, datata fra il 700 e il 500 a.C. e ritrovata a Sippar, nell’attuale Iraq meridionale. Fu l’archeologo britannico Hormuzd Rassam a scoprirla, nel 1881; è conservata al British Museum di Londra, e misura appena 12,2 per 8,2 centimetri. Al centro della tavoletta c’è Babilonia. Intorno compaiono altri luoghi noti agli scribi babilonesi, come l’Assiria e l’Elam, e l’intera area è circondata da un corso d’acqua circolare, chiamato il Mar Salato. Non è, in senso stretto, una mappa geografica: il suo scopo era spiegare la visione mitologica del mondo che avevano i babilonesi, non aiutare qualcuno a orientarsi da un luogo all’altro. Mercator, 1569: la mappa che ancora navigaPassano più di duemila anni prima del salto successivo, quello che rese possibile una navigazione precisa su lunghe distanze. Nel 1569 il cartografo fiammingo Gerardus Mercator (1512-1594) pubblica una mappa dal titolo lunghissimo, “Nova et Aucta Orbis Terrae Descriptio ad Usum Navigantium Emendate Accommodata”, cioè una rappresentazione del globo corretta apposta per l’uso dei naviganti. È stampata su 18 fogli separati, ciascuno di 33 per 40 centimetri, che assemblati raggiungono i 202 per 124 centimetri complessivi. L’innovazione sta nel modo in cui la Terra sferica viene appiattita su un foglio. Mercator disegna meridiani paralleli fra loro e paralleli perpendicolari ai meridiani, con una spaziatura fra i paralleli che cresce via via che ci si avvicina ai poli. Quella scelta tecnica ha una conseguenza pratica enorme: permette di tracciare le rotte di navigazione, le cosiddette lossodromie, come linee rette sulla carta piatta.
La mappa di Mercator fonde due tradizioni che fino ad allora erano rimaste separate: le mappe teoriche del mondo, pensate per rappresentare la conoscenza geografica, e le carte nautiche pratiche che i marinai si tramandavano per orientarsi in mare. È anche una delle prime mappe a usare i nomi “North America” e “South America” per i due continenti.
Chi ammette un nuovo stato, e chi lo riconosce davveroIl Novecento riscrisse la mappa politica più volte, e non per gentilezza: la Prima guerra mondiale fece crollare gli imperi centrali e multinazionali che dominavano l’Europa e il Vicino Oriente, mentre la Seconda ridisegnò ancora i confini e portò, nel 1945, alla fondazione delle Nazioni Unite, l’organizzazione che da allora custodisce l’elenco ufficiale degli stati del mondo. Quando nasce un nuovo stato, però, l’ONU non lo “riconosce” in senso giuridico-formale: lo ammette come membro, ed è una procedura precisa in due passaggi. Il Consiglio di Sicurezza raccomanda l’ammissione, poi l’Assemblea Generale adotta una risoluzione che la rende effettiva. Il riconoscimento di uno stato da parte di un altro, invece, resta un atto politico bilaterale: ogni paese decide per conto proprio se e quando riconoscere un altro paese, indipendentemente dalla sua ammissione alle Nazioni Unite.
Il caso più completo di questa procedura è il Sud Sudan. Il 13 luglio 2011 il Consiglio di Sicurezza raccomandò l’ammissione; il giorno dopo, il 14 luglio 2011, l’Assemblea Generale adottò la risoluzione per acclamazione, e il Sud Sudan divenne il 193° stato membro delle Nazioni Unite. Il paese aveva dichiarato l’indipendenza il 9 luglio 2011, dopo un referendum tenuto a gennaio dello stesso anno in base all’Accordo di pace globale del 2005, che aveva chiuso la guerra civile fra Nord e Sud Sudan. Cinque anni prima, il 28 giugno 2006, era stato il Montenegro a diventare il 192° membro. Un confine nuovo non è mai una novità assoluta nella storia. Nell’Ottocento fu il Risorgimento a ridisegnare la penisola italiana, unendo stati preesistenti in un unico regno; nel Novecento è toccato, fra gli altri, al Sud Sudan. Non tutti i confini nascono però da un processo negoziato con questa chiarezza: la divisione che separa le due Coree fu tracciata lungo il 38° parallelo in circostanze molto diverse, senza un percorso ONU paragonabile a quello del Sud Sudan. Chi decide i nomi sulla mappaAmmettere uno stato è una cosa; decidere come si chiama, in ogni lingua e su ogni mappa del mondo, è un lavoro diverso e continuo. Se ne occupa l’UNGEGN, il Gruppo di esperti delle Nazioni Unite per i nomi geografici, uno dei nove gruppi di esperti del Consiglio Economico e Sociale (ECOSOC). Il gruppo si riunì per la prima volta nel 1960 a New York e tenne la sua conferenza ufficiale nel 1967 a Ginevra; nell’agosto e settembre del 1977 la Terza conferenza delle Nazioni Unite sulla standardizzazione dei nomi geografici, ad Atene, avviò la compilazione di linee guida toponomastiche condivise. La struttura dell’UNGEGN comprende un ufficio di presidenza, 24 divisioni geografiche e linguistiche e 9 gruppi di lavoro tematici, e il suo obiettivo dichiarato non è imporre nomi dall’alto: è che ogni paese decida i propri nomi ufficiali attraverso un’autorità nazionale o un processo amministrativo riconosciuto. La conferenza si tiene ogni cinque anni; l’undicesima edizione fu ad agosto 2017 a New York, e la prossima è fissata dal 26 al 30 aprile 2027, di nuovo nella sede delle Nazioni Unite. Due modi diversi di cambiare la mappaNon tutte le modifiche alla mappa politica sono uguali fra loro, e un esempio recente aiuta a distinguerle da un caso più vecchio come quello del Sud Sudan. Il 26 giugno 2026 Nauru ha notificato ufficialmente alle Nazioni Unite il proprio cambio di nome in Repubblica di Naoero. Il percorso era cominciato mesi prima: il presidente David Adeang aveva presentato la proposta a gennaio 2026, il parlamento l’aveva approvata all’unanimità a maggio, con certificazione ufficiale il 13 maggio 2026, e l’annuncio pubblico più ampio era arrivato il 30 luglio 2026. La motivazione dichiarata riguardava il legame con il patrimonio, la lingua e l’identità del paese: il nome Naoero era già presente sullo stemma nazionale e in uso nella lingua locale; non si è tenuto un referendum. Cambiano la designazione ufficiale, “Repubblica di Naoero”, la forma abbreviata, “Naoero”, e il codice internazionale, aggiornato a “NRO”; restano lo stesso confine, lo stesso territorio e lo stesso seggio alle Nazioni Unite. Il caso del Sud Sudan, descritto sopra, è diverso nella sostanza: nel 2011 non cambiò nome a uno stato già esistente, ne nacque uno nuovo, con un confine nuovo tracciato rispetto al Sudan. Confondere i due tipi di evento, un cambio di denominazione e la nascita di un nuovo stato, è uno degli errori più comuni quando si legge una notizia di geografia politica. Lo sguardo dei satellitiUn altro grande cambiamento nella cartografia non riguarda i confini, ma il modo di osservarli. Il 23 luglio 1972 gli Stati Uniti lanciarono da Vandenberg, in California, il primo satellite del programma Landsat, all’epoca chiamato ERTS (Earth Resources Technology Satellite): il primo satellite progettato esplicitamente per studiare il pianeta, gestito insieme da NASA e USGS, lo United States Geological Survey. Il suo sensore principale, il Multispectral Scanner, fu ideato dall’ingegnera Virginia Norwood, ricordata come la “madre di Landsat”. Da quel lancio il programma non si è più fermato: è diventato il programma di osservazione satellitare della Terra più longevo, con un archivio continuo di immagini che copre oltre 50 anni e otto satelliti lanciati con successo. I dati che produce servono a chi gestisce il territorio, per monitorare l’uso del suolo e seguire come cambiano nel tempo paesaggi, coste e confini che un tempo si potevano misurare solo da terra. PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
Mappa concettualeTrascina lo sfondo per muoverti e i nodi per riposizionarli; usa − e + per chiudere e aprire i rami.
Quiz: mettiti alla provaRispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione. Voto 0/10 0/5
FlashcardsTocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva. 1 / 7 Spiegalo con parole tueIl test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap. La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.
Domande e risposteChi decide i confini degli stati nel mondo?Non esiste un'autorità unica che disegna i confini. Quando nasce un nuovo stato, l'ONU lo ammette come membro con una procedura in due passaggi: il Consiglio di Sicurezza raccomanda l'ammissione, poi l'Assemblea Generale la vota. È successo così per il Sud Sudan, ammesso come 193° membro il 14 luglio 2011. Il confine fisico nasce invece da trattati, accordi di pace o processi di indipendenza specifici di ciascun caso. L'ONU riconosce ufficialmente gli stati?No, non nel senso giuridico-formale del termine. L'ONU ammette gli stati come membri, su raccomandazione del Consiglio di Sicurezza e voto dell'Assemblea Generale. Il riconoscimento di uno stato da parte di un altro resta invece un atto bilaterale, che ciascun paese decide per conto proprio. Chi stabilisce i nomi ufficiali sulla mappa?Il Gruppo di esperti delle Nazioni Unite per i nomi geografici, l'UNGEGN, nato nel 1960 e attivo sotto il Consiglio Economico e Sociale (ECOSOC). Non impone nomi dall'alto, il suo obiettivo dichiarato è che ogni paese decida i propri nomi standardizzati attraverso autorità nazionali o processi amministrativi riconosciuti. Perché Nauru ha cambiato nome in Naoero?Il presidente David Adeang presentò la proposta a gennaio 2026; il parlamento l'approvò all'unanimità a maggio, con certificazione ufficiale il 13 maggio 2026, e la notifica formale alle Nazioni Unite arrivò il 26 giugno 2026. La motivazione dichiarata riguardava il legame con il patrimonio, la lingua e l'identità del paese, il nome Naoero era già presente sullo stemma nazionale e in uso nella lingua locale. Come hanno cambiato le mappe i satelliti?Dal 23 luglio 1972, con il lancio del primo satellite Landsat, un programma gestito insieme da NASA e USGS, è disponibile un archivio di immagini continuo del territorio terrestre. Il programma, arrivato a otto satelliti lanciati con successo, fornisce dati costanti sull'uso del suolo, utili a chi deve gestire il territorio e monitorarne i cambiamenti. Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |













