Il sudore, appena esce dalla pelle, è quasi del tutto inodore: a puzzare non è lui, ma i batteri che lo trovano e lo scompongono. Le ghiandole eccrine, sparse su tutto il corpo, producono un sudore acquoso che serve solo a raffreddarci; le ghiandole apocrine, concentrate in ascelle e inguine e attive dalla pubertà, rilasciano invece un fluido oleoso ricco di proteine e grassi — il vero banchetto per i batteri della pelle. Sono i loro scarti metabolici a produrre gli odori acidi, di cipolla o di formaggio che associamo al sudore. Quanto puzziamo dipende poi da una combinazione di fattori — genetica, sesso, età, dieta, ormoni e igiene — nessuno dei quali basta da solo a spiegare tutto.
Punti Chiave
Il sudore appena secreto è naturalmente quasi inodore, sia quello acquoso delle ghiandole eccrine sia quello oleoso delle apocrine.
L'odore nasce quando i batteri della pelle metabolizzano le secrezioni, in particolare quelle delle ghiandole apocrine (ascelle, inguine), ricche di proteine, grassi e steroidi.
Le specie batteriche più coinvolte sono Staphylococcus, Corynebacterium e Cutibacterium/Propionibacterium, ognuna con composti odorosi propri.
L'intensità dell'odore varia con genetica, sesso, età, dieta, ormoni e igiene, senza che un solo fattore la spieghi da solo.
Una variante del gene ABCC11, diffusa nell'80-95% delle popolazioni est-asiatiche, produce un sudore ascellare con odore minimo o assente.
Gli antitraspiranti riducono di molto la carica batterica ascellare, ma non la azzerano e possono anche cambiare l'equilibrio dei batteri presenti.
I numeri chiave
80-95% la quota delle popolazioni est-asiatiche che porta la variante del gene ABCC11 legata a un sudore ascellare con odore minimo o assente Fonte: American Society for Microbiology
50 volte quanto in meno era la carica batterica ascellare misurata negli utilizzatori abituali di antitraspirante rispetto ai non utilizzatori, in uno studio su 24 volontari Fonte: studio su PubMed Central (Mapping axillary microbiota)
96% la quota di sequenze batteriche ascellari appartenenti a soli tre generi — Staphylococcus, Corynebacterium e Propionibacterium — nello stesso studio Fonte: studio su PubMed Central (Mapping axillary microbiota)
L'Approfondimento
Il colpevole non è il sudore
C’è un chiarimento che sorprende quasi tutti, ed è il punto di partenza
giusto: il sudore, appena esce dalla pelle, non puzza. È un liquido quasi inodore, sia quello
acquoso che ci raffredda quando fa caldo sia quello più oleoso che esce dalle
ascelle. L’odore che conosciamo bene è un prodotto secondario: nasce quando i
batteri che vivono stabilmente sulla nostra pelle trovano quel liquido e lo
scompongono, ricavandone energia e rilasciando come scarto composti volatili
maleodoranti — un meccanismo che ricorda da lontano quello della
fermentazione: microrganismi che degradano
sostanze organiche e ne ricavano energia.
Due ghiandole, due sudori molto diversi
La pelle non ha un solo tipo di ghiandola sudoripara, ma due, con compiti e
composizione chimica differenti.
Ghiandole eccrine
Ghiandole apocrine
Dove si trovano
Su tutta la pelle del corpo
Soprattutto ascelle e inguine
Quando si attivano
Fin dalla nascita
Dalla pubertà
Cosa producono
Sudore acquoso, quasi solo acqua e sali
Fluido oleoso con proteine, grassi e steroidi
Funzione
Raffreddare il corpo
Rilasciare il fluido nei follicoli piliferi
Legame con l’odore
Minimo
È la fonte principale dell’odore corporeo
Le eccrine secernono direttamente sulla superficie della pelle un liquido
povero di nutrienti, poco appetibile per i batteri. Le apocrine, invece, si
aprono nei follicoli dei peli e rilasciano un fluido molto più ricco — un
vero banchetto per i microrganismi che vivono lì intorno. Non a caso l’odore
corporeo si
concentra proprio dove le ghiandole apocrine sono più numerose, e compare con
la pubertà, quando queste ghiandole iniziano a funzionare.
Chi sono i batteri che producono l’odore
Sulla pelle vive una comunità di microrganismi che varia da persona a
persona, e perfino tra un’ascella e l’altra della stessa persona. Tra questi,
alcuni generi ricorrono più spesso come protagonisti dell’odore: soprattutto
Staphylococcus, Corynebacterium e Cutibacterium (chiamato anche
Propionibacterium). In uno studio su 24 volontari, quasi tutte le sequenze
batteriche trovate nelle ascelle — il 96% — appartenevano proprio a questi
tre generi, con Staphylococcus nettamente il più abbondante.
Ognuno lascia una firma chimica diversa. Alcuni ceppi di Corynebacterium
producono acidi con un odore descritto come “di capra” o “di cumino”; un
batterio molto comune, Staphylococcus epidermidis, trasforma un amminoacido
del sudore in un composto dall’odore di formaggio; un altro,
Staphylococcus hominis, produce tioalcoli responsabili del tipico sentore
di cipolla marcia o carne avariata. Non tutti i batteri, però, peggiorano le
cose: nello stesso studio, la presenza di Cutibacterium acnes era associata
a un odore complessivamente più basso, non più alto.
Esempio pratico: due persone fanno la stessa corsa, con lo stesso
sforzo per l’apparato muscolare, e
sudano più o meno la stessa quantità, ma una torna a casa con un odore
molto più intenso dell’altra. La differenza non sta (solo) in quanto
sudore hanno prodotto,
ma in quali batteri popolano la loro pelle e in quanto sono attivi: uno
studio non ha trovato una correlazione diretta tra la concentrazione delle
sostanze precursori nel sudore e l’intensità dell’odore percepito — conta
di più il lavoro metabolico specifico dei batteri presenti.
Perché l’intensità cambia da persona a persona
Nessun fattore da solo spiega quanto una persona puzzi di sudore: si tratta
piuttosto di una combinazione. Tra questi c’è la genetica: una
variante del gene ABCC11, scritta nel DNA e che regola
il trasporto di alcune molecole attraverso le membrane delle
cellule, è diffusa
nell’80-95% delle popolazioni est-asiatiche e riduce fortemente, o azzera,
l’odore del sudore ascellare. Anche il sesso conta: gli uomini hanno in media
ghiandole sudoripare più grandi e più pelo, che trattiene sudore e batteri
più a lungo a contatto con la pelle, e uno studio ha misurato nei maschi un
rapporto tra due composti precursori dell’odore (un acido e uno solforato)
circa tre volte più alto rispetto alle femmine. Tra gli altri fattori
citati dalle fonti mediche
figurano l’età (con l’avanzare degli anni compare un composto caratteristico,
il 2-nonenale), la dieta (alimenti ricchi di zolfo come aglio, cipolla e
curry), gli ormoni (la menopausa, per esempio, è associata a un odore più
marcato) e l’igiene quotidiana.
Cosa si può fare, e quando preoccuparsi
Lavare regolarmente la pelle riduce il numero di batteri disponibili a
scomporre il sudore, ed è per questo il primo intervento suggerito dalle
fonti mediche consultate. Gli antitraspiranti agiscono in modo diverso:
contengono cloruro di alluminio, che forma un tappo gelatinoso nei dotti
sudoripari e riduce la quantità di sudore che arriva in superficie, spesso in
aggiunta ad antimicrobici. In uno studio, chi li usava abitualmente aveva una
carica batterica ascellare circa 50 volte più bassa di chi non li usava, e un
pH della pelle più acido. L’effetto, però, non è sempre lineare: in alcuni
individui l’uso di antitraspiranti ha favorito la crescita di altri batteri
produttori di odore, come alcuni Actinobacteria.
Un odore corporeo insolitamente forte o cambiato — la bromidrosi, nel
linguaggio medico — può in alcuni casi segnalare qualcosa di più della
semplice attività batterica: le fonti mediche citano, tra le possibili cause,
il diabete non controllato, alcune malattie del fegato o dei reni e problemi
alla tiroide. Non è la regola, ma è uno dei motivi per cui un cambiamento
marcato e persistente, senza una spiegazione evidente, è meglio segnalarlo
a un medico.
Presentazione
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✓ Realtà Il sudore appena secreto, sia quello acquoso delle ghiandole eccrine sia quello oleoso delle apocrine, è quasi del tutto inodore. L'odore compare solo dopo, quando i batteri che vivono sulla pelle metabolizzano le sostanze presenti nella secrezione — soprattutto proteine e grassi delle ghiandole apocrine — e rilasciano composti volatili maleodoranti come scarto del loro metabolismo.
✗ Mito Sudare molto vuol dire essere sporchi o poco puliti.
✓ Realtà La quantità di sudore prodotta dipende da fattori come genetica, sesso, temperatura e sforzo fisico, non dall'igiene personale. L'igiene incide su un aspetto diverso: quanto sudore e batteri restano accumulati sulla pelle nel tempo, e per questo lavarsi regolarmente riduce l'odore — ma sudare tanto, di per sé, non è un segno di scarsa pulizia.
✗ Mito Gli antitraspiranti eliminano l'odore alla radice, bloccando ogni batterio.
✓ Realtà Gli antitraspiranti riducono di molto la carica batterica ascellare — in uno studio fino a circa 50 volte in meno rispetto a chi non li usa — ma non la azzerano. In alcuni individui, inoltre, il loro uso ha favorito la crescita di altri batteri produttori di odore (come alcuni Actinobacteria): l'effetto non è sempre lineare.
Mappa concettuale
Trascina lo sfondo per muoverti e i nodi per riposizionarli; usa − e + per chiudere e aprire i rami.
Ghiandole eccrineSu tutto il corpo, sudore acquoso, funzione termoregolatrice.
Ghiandole apocrineAscelle e inguine, attive dalla pubertà.
Il fluido apocrinoRicco di proteine, grassi e steroidi, cibo dei batteri.
I batteri della pelle
StaphylococcusSpecie hominis ed epidermidis tra le più legate all'odore.
CorynebacteriumProduce acidi dall'odore di capra e di cumino.
CutibacteriumIn alcuni casi correlato a MENO odore, non a più.
Le sostanze prodotte
Acidi grassi volatiliOdore di capra o di cumino.
TioalcoliOdore di cipolla marcia o carne avariata.
Acido isovalericoOdore di formaggio.
Fattori che cambiano l'intensità
GeneticaGene ABCC11, variante diffusa in Asia orientale.
SessoUomini, ghiandole più grandi, più pelo.
Età2-nonenale nelle persone anziane.
Dieta e ormoniCibi ricchi di zolfo, menopausa.
Come si interviene
Igiene quotidianaRiduce la carica batterica sulla pelle.
AntitraspirantiFino a 50 volte meno batteri, non azzerati.
Casi mediciBromidrosi, da valutare col medico nei casi marcati.
Quiz: mettiti alla prova
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Il sudore, appena esce dalla pelle, è quasi del tutto inodore: a puzzare non è lui, ma i batteri che lo trovano e lo scompongono. Le ghiandole eccrine, sparse su tutto il corpo, producono un sudore acquoso che serve solo a raffreddarci; le ghiandole apocrine, concentrate in ascelle e inguine e attive dalla pubertà, rilasciano invece un fluido oleoso ricco di proteine e grassi — il vero banchetto per i batteri della pelle. Sono i loro scarti metabolici a produrre gli odori acidi, di cipolla o di formaggio che associamo al sudore. Quanto puzziamo dipende poi da una combinazione di fattori — genetica, sesso, età, dieta, ormoni e igiene — nessuno dei quali basta da solo a spiegare tutto.
Domande e risposte
Perché l'odore è più forte sotto le ascelle che sul resto del corpo?
Perché lì si concentrano le ghiandole apocrine, che dalla pubertà rilasciano un fluido oleoso ricco di proteine e grassi — il "cibo" preferito dei batteri della pelle. Il resto del corpo è coperto soprattutto da ghiandole eccrine, che producono un sudore acquoso e quasi inodore con la sola funzione di raffreddare la pelle.
Gli uomini sudano e puzzano più delle donne?
In media sì, secondo le fonti consultate. Gli uomini hanno ghiandole sudoripare più grandi e più pelo, che trattiene più a lungo sudore e batteri a contatto con la pelle; uno studio ha anche misurato nei maschi una carica batterica ascellare più alta e un rapporto tra due composti precursori dell'odore (un acido e uno solforato) circa tre volte più alto rispetto alle femmine.
L'odore corporeo cambia nel corso della giornata?
Sì: in uno studio l'intensità dell'odore ascellare percepita è risultata generalmente più alta nelle sessioni pomeridiane rispetto a quelle del mattino, coerente con il tempo che i batteri hanno avuto per metabolizzare le secrezioni accumulate.
Un cattivo odore corporeo è sempre segno di scarsa igiene?
No, non da solo. L'igiene è uno dei fattori che influenzano l'intensità dell'odore, insieme a genetica, sesso, età, dieta e ormoni. In alcuni casi un odore corporeo insolito o persistente può anche essere legato a condizioni mediche — per esempio il diabete non controllato, alcune malattie del fegato o dei reni, o problemi alla tiroide — meglio farlo valutare da un medico se il cambiamento è marcato e non spiegabile altrimenti.
Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione.
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