|
recaplica
Obbligazioni: cosa sono, come rendono e perché il prezzo cambia | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| © 2026 Recaplica · recaplica.com — Tutti i diritti riservati | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Obbligazioni: cosa sono, come rendono e perché il prezzo cambiaCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta18 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoUn'obbligazione è un prestito: chi la compra dà denaro a uno Stato, a una banca o a un'impresa, che promette di restituire il valore nominale a una data fissata e, spesso, di pagare nel frattempo un interesse chiamato cedola. Chi la possiede è un creditore, non un socio. Il guadagno effettivo dipende anche dal prezzo pagato, che può essere più alto o più basso del valore di rimborso. Quando i tassi di mercato salgono, il prezzo delle obbligazioni a tasso fisso già in circolazione scende, e viceversa. Sono di norma meno rischiose delle azioni, ma non prive di rischi. Punti Chiave
I numeri chiave
L'ApprofondimentoUn’obbligazione è una promessa scritta. Chi la compra consegna una somma di denaro a qualcuno, l’emittente, che si impegna a restituirla a una data precisa, la scadenza, e spesso a pagare un interesse lungo la strada. L’emittente può essere uno Stato, una banca, un’impresa o un ente sovranazionale; lo scopo, per tutti, è finanziarsi. La somma che verrà restituita si chiama valore nominale. La particolarità rispetto a un prestito tra amici è che questa promessa è un titolo: si può rivendere a un’altra persona prima della scadenza. Ed è da qui che nasce quasi tutto quello che rende le obbligazioni meno semplici di quanto sembrino, a partire dal prezzo che cambia. Un prestito con molti creditoriL’idea di chiedere soldi in prestito al pubblico ha qualche secolo alle spalle. Nel 1694 il re Guglielmo III d’Inghilterra cercava fondi per la guerra contro la Francia, e il mercante scozzese William Paterson propose di farli prestare direttamente ai cittadini: 1,2 milioni di sterline, con un interesse dell’8%. Secondo il museo della Banca d’Inghilterra la somma fu raccolta in 11 giorni da 1.268 persone, e il 27 luglio di quell’anno nacque la banca stessa. La fiducia non era scontata: nel 1672 Carlo II non aveva restituito i prestiti ricevuti dagli orafi. Il meccanismo di fondo è rimasto quello. Borsa Italiana definisce le obbligazioni come titoli che rappresentano un prestito, emesso da una società privata o da un soggetto pubblico per raccogliere una parte dei soldi di cui ha bisogno. Quando a chiedere il prestito è uno Stato, quei titoli vanno a comporre il suo debito pubblico. Socio o creditore: azioni e obbligazioni a confrontoLa distinzione più importante da fissare è questa. Chi compra un’azione diventa socio di una società. Chi compra un’obbligazione diventa suo creditore. La Consob precisa che il diritto dell’obbligazionista al rimborso del capitale può essere ritardato o messo in coda ad altri creditori, ma non escluso.
Gli obbligazionisti di una società non sono comunque soli: possono riunirsi in un’assemblea, che a maggioranza può modificare le condizioni del prestito, e hanno un rappresentante comune incaricato di tutelarne gli interessi nei rapporti con la società. La cedola e il rendimento veroL’interesse che l’emittente paga periodicamente si chiama cedola, e la sua percentuale sul valore nominale è il tasso cedolare. Un BTP, per esempio, paga una cedola fissa annua divisa in due rate semestrali. La Consob definisce l’interesse come il prezzo che chi investe pretende per prestare il proprio denaro, e le cedole possono seguire regole diverse:
La cedola, però, non basta a dire quanto si guadagna. Il rendimento a scadenza, cioè il guadagno di chi tiene il titolo fino alla fine, somma le cedole e lo scarto: la differenza tra il valore di rimborso e il prezzo pagato.
Il prezzo di un titolo, infatti, raramente coincide col valore nominale. La Banca d’Italia porta l’esempio di BTP da 1.000 euro di nominale comprati a 923 oppure a 1.015 euro. Nel gergo si dice che un titolo è sotto la pari quando costa meno del nominale e sopra la pari quando costa di più; il rimborso, per BOT e BTP, avviene alla pari. Chi compra sotto la pari aggiunge un guadagno alle cedole, chi compra sopra la pari ne cede una parte, e il suo rendimento a scadenza risulta più basso della cedola. Perché il prezzo scende quando i tassi salgonoQui sta il punto che confonde di più. Prezzo e tassi di mercato si muovono in direzioni opposte. Il motivo è concreto: la cedola di un titolo a tasso fisso è scritta nel contratto e non cambia. Se nel frattempo escono obbligazioni simili che pagano di più, nessuno è disposto a comprare quella vecchia allo stesso prezzo. Per tornare competitiva, deve costare meno.
La SEC, l’autorità di Borsa americana, fa i conti su un titolo da 1.000 dollari con cedola al 3% e scadenza a dieci anni. Se dopo un anno i tassi di mercato salgono al 4%, il prezzo scende a 925 dollari e il rendimento a scadenza per chi lo compra sale al 4%. Se invece i tassi scendono al 2%, il prezzo sale a 1.082 dollari e il rendimento a scadenza cala al 2%.
L’effetto non è uguale per tutti i titoli. È di norma più forte quando la scadenza è lontana e quando la cedola è bassa. Per misurarlo si usa la duration: secondo la FINRA, come regola pratica, per ogni punto percentuale di variazione dei tassi il prezzo si muove in senso opposto di una percentuale pari alla duration. Un titolo con duration 10 perde circa il 10% se i tassi salgono di un punto. Chi tiene il titolo fino alla scadenza, ricorda la SEC, riceve comunque le cedole promesse e il valore nominale, qualunque cosa sia successa al prezzo nel frattempo. Non tutte le obbligazioni sono ugualiOltre al tipo di cedola, contano la durata e il posto in fila tra i creditori. La Banca d’Italia chiama a breve termine le obbligazioni che scadono entro uno o due anni, a lungo termine quelle che durano dai cinque o dieci anni in su.
I rischi, uno per unoLa Banca d’Italia scrive che le obbligazioni sono normalmente meno rischiose delle azioni. “Meno” è la parola da tenere a mente. I rischi principali sono questi:
Il rischio di inflazione è facile da vedere con i numeri della FINRA: se un titolo paga il 5% e i prezzi salgono dell’8%, il potere d’acquisto degli interessi si riduce. Chi vuole ripassare il meccanismo trova i dettagli nel Recap sull’inflazione. Il rischio di credito ha anche un caso italiano da manuale. Le obbligazioni legate a Parmalat, ricorda la Banca d’Italia, furono rimborsate solo in parte, con perdite per chi ci aveva messo i propri risparmi. La stessa Banca d’Italia avverte anche che concentrare il denaro sulle obbligazioni di un solo emittente è molto rischioso. Per le banche esiste poi il bail-in, introdotto dall’Unione europea nel 2014 e in vigore in Italia dal 1° gennaio 2016. Se una banca va in crisi, le perdite colpiscono in quest’ordine gli azionisti, chi ha obbligazioni subordinate, chi ha obbligazioni ordinarie non garantite e infine i depositi oltre 100.000 euro. Restano fuori, tra gli altri, i depositi fino a 100.000 euro e le obbligazioni garantite. Rating e spreadPer orientarsi sull’affidabilità di un emittente esistono le agenzie di rating, che assegnano un giudizio su una scala che va da AAA, la massima affidabilità, fino a D, che indica il fallimento. I titoli da AAA a BBB- sono detti investment grade; sotto BBB- si parla di titoli speculativi, o junk. Più il rating è basso, più chi presta chiede un compenso alto per il rischio che si prende. Lo spread misura proprio questa differenza: è lo scarto tra i rendimenti a scadenza di due titoli di emittenti diversi. In Italia di solito si confronta il BTP a dieci anni con l’equivalente tedesco, il Bund.
I titoli di Stato italianiQuando l’emittente è uno Stato, l’obbligazione si chiama titolo di Stato. In Italia li emette il Dipartimento del Tesoro del Ministero dell’Economia, con tagli minimi da 1.000 euro di valore nominale.
Chi trova i CTZ (Certificati del Tesoro zero coupon) nei libri deve sapere che non vengono più emessi: il Ministero ha sospeso le loro emissioni dall’asta del 25 marzo 2021, quando ha debuttato il BTP Short Term, pensato per rendere più efficiente il comparto a breve. C’è anche una differenza fiscale. A settembre 2026 la Banca d’Italia indica che i rendimenti dei titoli di Stato italiani sono tassati al 12,5%, contro il 26% di altre obbligazioni. Dove si comprano: mercato primario e secondarioUn’obbligazione si può comprare in due momenti. Il mercato primario è quello dell’emissione, quando il titolo viene offerto per la prima volta. Per i titoli di Stato italiani avviene di norma con un’asta, a cui i risparmiatori partecipano attraverso un intermediario, come una banca. Le regole cambiano col titolo: per i BOT l’asta è competitiva, le offerte si fanno in termini di rendimento e ciascuna viene assegnata al tasso proposto; per i titoli a medio e lungo termine l’asta è marginale, e tutte le richieste accolte pagano lo stesso prezzo. Il pagamento avviene due giorni lavorativi dopo l’asta. Il mercato secondario comprende tutte le compravendite successive, tra investitori. In Italia c’è il MOT, gestito da Borsa Italiana; l’MTS è invece riservato agli intermediari autorizzati, con scambi minimi da 2 milioni di euro.
PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
Mappa concettualeTrascina lo sfondo per muoverti e i nodi per riposizionarli; usa − e + per chiudere e aprire i rami.
Quiz: mettiti alla provaRispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione. Voto 0/10 0/5
FlashcardsTocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva. 1 / 8 Spiegalo con parole tueIl test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap. La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.
Domande e risposteChe differenza c'è tra azioni e obbligazioni?Con un'azione si diventa soci di una società; con un'obbligazione si presta denaro a chi la emette e se ne diventa creditori. L'obbligazionista ha diritto al rimborso del valore nominale alla scadenza, un diritto che può essere ritardato o messo in coda ad altri creditori ma non cancellato. Secondo la Banca d'Italia le obbligazioni sono normalmente meno rischiose delle azioni, il che non significa prive di rischi. Cosa succede a chi ha obbligazioni se l'emittente va in crisi?Può perdere una parte dei soldi: le obbligazioni legate a Parmalat, per esempio, furono rimborsate solo in parte. Conta il posto in fila. Chi ha obbligazioni ordinarie (senior) viene soddisfatto prima di chi ha obbligazioni subordinate. Per le banche vale il bail-in, in vigore in Italia dal 1° gennaio 2016: le perdite toccano prima gli azionisti, poi le obbligazioni subordinate, poi quelle ordinarie non garantite, poi i depositi oltre 100.000 euro. Come si comprano i BTP e gli altri titoli di Stato?All'emissione si partecipa all'asta del Tesoro attraverso un intermediario, come una banca, con un importo minimo di 1.000 euro di valore nominale. Dopo l'emissione i titoli si comprano e si vendono sul mercato secondario, per esempio sul MOT di Borsa Italiana. Cos'è lo spread di cui parlano i telegiornali?È la differenza tra i rendimenti a scadenza di due titoli di emittenti diversi. In Italia di solito si confronta il BTP a dieci anni con il titolo tedesco di pari durata. Il 29 dicembre 2025, secondo la Banca d'Italia, il BTP decennale rendeva circa il 3,5% e il Bund circa il 2,8%: uno spread di 0,7 punti, cioè 70 punti base. Le obbligazioni sono adatte ai miei risparmi?Questo Recap spiega come funzionano le obbligazioni e non può rispondere a una domanda che dipende dalla situazione di ciascuno: obiettivi, tempi, tolleranza alle perdite. Per una scelta personale conviene rivolgersi a un consulente finanziario abilitato. Per capire meglio i singoli strumenti ci sono i materiali di educazione finanziaria della Banca d'Italia (il portale L'economia per tutti) e della Consob. Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |
















