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    recaplica Scatola nera degli aerei: come funziona e perché non è nera
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    Scatola nera degli aerei: come funziona e perché non è nera

    Di Redazione Recaplica · Aggiornato il 5 settembre 2026

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    La scatola nera degli aerei non è né nera né un solo apparecchio: sono in realtà due registratori arancioni, il FDR (dati di volo) e il CVR (audio di cabina), spesso oggi uniti in un unico dispositivo. Nascono da un'idea del chimico australiano David Warren nel 1956, adottata per legge solo dopo un incidente del 1960 in cui la causa non fu mai accertata. Sono costruiti per sopravvivere a urti violentissimi, incendi e la pressione degli abissi, così che gli inquirenti possano ricostruire cosa è successo anche quando dell'aereo resta ben poco.

    Punti Chiave

    • 'Scatola nera' è un nome popolare per due apparecchi distinti: il FDR (Flight Data Recorder), che registra i parametri tecnici del volo, e il CVR (Cockpit Voice Recorder), che registra l'audio della cabina di pilotaggio; oggi sono spesso uniti in un solo dispositivo combinato.
    • Non sono nere: sono dipinte di arancione acceso fin dalla loro concezione, proprio per essere individuate più facilmente tra i detriti di un incidente.
    • L'idea nacque nel 1956 dal chimico australiano David Warren, che costruì il primo prototipo (l'ARL Flight Memory Unit) dopo aver indagato sui misteriosi incidenti del De Havilland Comet a metà degli anni '50.
    • Le autorità australiane rifiutarono a lungo l'invenzione di Warren; solo dopo un incidente vicino a Mackay nel 1960, di cui l'inchiesta non riuscì a stabilire la causa, l'Australia rese obbligatoria la registrazione vocale di cabina nel 1961, prima nazione al mondo a farlo.
    • I registratori moderni resistono a urti fino a 3.400 G, a incendi fino a 1.100 °C e alla pressione dell'acqua fino a 6.100 metri di profondità, e portano un localizzatore acustico subacqueo per essere ritrovati anche in mare.
    • Le norme internazionali (ICAO, FAA, EASA) impongono soglie precise su quanti parametri registrare e per quante ore: un FDR moderno arriva a monitorare oltre 1.000 parametri per 25 ore continue.

    I numeri chiave

    • 3.500 parametri quanti parametri di volo può registrare in 25 ore continue un FDR moderno come quello dell'Airbus A350, contro circa 100 dell'Airbus A300B2 di fine anni '70 Fonte: Airbus
    • 3.400 G la forza d'urto a cui deve resistere per 6,5 millisecondi la custodia di un registratore, che regge anche 1.100 °C di fuoco per 30-60 minuti e la pressione dell'acqua fino a 6.100 metri di profondità Fonte: NTSB, eCFR/TSO-C124
    • 1956 → 1961 dal primo prototipo di scatola nera costruito da David Warren in Australia all'obbligo, nello stesso Paese, di registrare l'audio di cabina sugli aerei commerciali, dopo l'incidente di Mackay del 1960 Fonte: Australian Aviation Hall of Fame, Wikipedia

    L'Approfondimento

    Due registratori, un nome solo

    Quando si parla di “scatola nera” di un aereo, in realtà si intende un sistema fatto di due apparecchi distinti, che nella maggior parte degli aerei moderni convivono in un solo dispositivo combinato. Il primo è il FDR (Flight Data Recorder, registratore dei dati di volo): registra parametri tecnici come quota, velocità e rotta, e sui modelli più recenti può arrivare a monitorarne oltre mille. Il secondo è il CVR (Cockpit Voice Recorder, registratore vocale di cabina): cattura, tramite un microfono d’ambiente posizionato tra i due piloti, le comunicazioni radio, la conversazione in cabina e i rumori utili a un’inchiesta, come il funzionamento dei motori o un allarme di stallo.

    Sull’Airbus A320, per esempio, sono stati introdotti registratori combinati capaci di conservare in un solo apparecchio sia i dati di volo sia l’audio di cabina, oltre a testo e comunicazioni digitali scambiate in volo. La distinzione tra FDR e CVR resta comunque utile, perché insieme restituiscono un quadro completo di un volo: i parametri tecnici da un lato, l’ambiente di cabina dall’altro.

    C’è poi un dettaglio poco noto: il nome è sbagliato. Le scatole nere non sono nere. Sono arancioni, un colore scelto fin dall’inizio perché rende molto più facile individuare la custodia metallica tra i rottami di un incidente. Il termine “black box” nasce da tutt’altra ragione: risale agli anni ‘30 e al registratore a pellicola fotografica dell’ingegnere francese François Hussenot, racchiuso in una scatola leggera ed ermetica. Il nome è rimasto, il colore no.

    Come nacque l’idea: David Warren e il mistero del Comet

    L’invenzione ha un padre preciso: David Warren, chimico australiano nato nel 1925 a Groote Eylandt, nel Territorio del Nord, specializzato in carburanti per aviazione e ricercatore presso gli Aeronautical Research Laboratories (ARL) di Melbourne. A metà degli anni ‘50 fu coinvolto nelle indagini su una serie di incidenti che coinvolsero il De Havilland Comet, il primo aereo di linea a reazione del mondo, precipitato più volte tra il 1953 e il 1954 senza che si riuscisse a capire perché.

    L’intuizione arrivò a Warren osservando, a una fiera commerciale, uno dei primi registratori vocali miniaturizzati mai messi in vendita: se un apparecchio del genere fosse rimasto acceso in cabina fino al momento dell’impatto, ragionò, recuperarlo dal relitto avrebbe permesso di capire cosa era davvero successo, invece di limitarsi a formulare ipotesi sui rottami. Il suo contributo tecnico decisivo fu introdurre il nastro magnetico al posto della pellicola: un supporto che si poteva cancellare e riscrivere in continuazione, e che quindi funzionava anche per un volo di routine, non solo per registrare un singolo evento irripetibile. Warren costruì il primo prototipo, chiamato ARL Flight Memory Unit, nel 1956.

    Esempio pratico: i vecchi registratori a pellicola fotografica somigliavano a una macchina fotografica usa e getta, buona per un solo “scatto” prima di dover cambiare il rullino. Il nastro magnetico introdotto da Warren funzionava più come un vecchio registratore a cassetta che si può riavvolgere e riusare all’infinito: proprio questa differenza rendeva il dispositivo installabile in modo permanente su un aereo di linea, senza doverlo smontare dopo ogni volo.

    Il rifiuto australiano e l’incidente di Mackay

    La storia dell’adozione della scatola nera non fu affatto lineare, ed è la parte meno conosciuta della vicenda. Le autorità militari australiane liquidarono con un rifiuto sprezzante il progetto di installare i registratori sui velivoli della Royal Australian Air Force, e il Dipartimento della Difesa si rifiutò persino di brevettare l’invenzione, giudicando ingiustificata la spesa di 2.000 sterline australiane richiesta per farlo. Fu invece un funzionario britannico, Sir Robert Hardingham dell’Air Registration Board, a mostrarsi interessato all’idea quando Warren gliela presentò nel 1958.

    A convincere l’Australia ci pensò, indirettamente, una tragedia. Il 10 giugno 1960 un Fokker F27 Friendship della Trans Australia Airlines precipitò vicino a Mackay, nel Queensland, uccidendo tutte le 29 persone a bordo. La commissione d’inchiesta che seguì si concluse il 10 novembre 1960, senza riuscire a stabilire la causa dell’incidente. Fu proprio l’impossibilità di rispondere alla domanda più semplice — cosa è successo — a spingere il giudice dell’inchiesta a raccomandare l’installazione obbligatoria delle scatole nere sugli aerei commerciali.

    Il governo federale australiano recepì la raccomandazione l’anno successivo, nel 1961: l’Australia divenne così il primo Paese al mondo a rendere obbligatoria la registrazione vocale di cabina sui voli commerciali, anche se il Dipartimento dell’Aviazione Civile finì per acquistare un sistema americano al posto di quello sviluppato da Warren. Negli Stati Uniti lo stesso obbligo arrivò solo nel 1965. Per una delle ironie della storia tecnologica, il primo apparecchio prodotto commercialmente su scala industriale nacque nel Regno Unito, e il riconoscimento delle origini australiane dell’invenzione, presente nelle prime comunicazioni, scomparve poi dai documenti ufficiali successivi.

    Cosa registrano davvero FDR e CVR

    Mettiamo a confronto i due apparecchi fianco a fianco: le differenze sono più marcate di quanto il nome comune lasci intuire.

    FDR (dati di volo)CVR (audio di cabina)
    Cosa registraParametri tecnici: quota, velocità, rotta e centinaia di altri valoriRadio, conversazioni tra piloti, rumori d’interesse investigativo, su 4 canali audio
    Quanti parametriDa un minimo normativo di 88 fino a oltre 1.000 sui modelli più recentiNon applicabile: è audio, non dati numerici
    Durata di registrazione25 ore continue30 minuti nelle vecchie unità, 2 ore nelle prime a stato solido, fino a 25 ore sui modelli europei più recenti
    Dove si trova il sensore chiaveSensori sparsi sull’aereo (velocità, quota, accelerazione)Un microfono d’ambiente sopra il pannello strumenti, tra i due piloti

    Il salto tecnologico nel numero di parametri registrati dal FDR è stato enorme: l’Airbus A300B2, entrato in servizio a fine anni ‘70, ne registrava circa 100; un Airbus A350, aereo moderno, ne gestisce circa 3.500 per 25 ore continue. Gli elicotteri, che affrontano dinamiche di volo diverse da quelle degli aerei ad ala fissa, registrano tipicamente tra 800 e 1.200 parametri.

    Il salto tecnologico riguarda anche il supporto di memoria: dalla pellicola fotografica delle origini, al nastro magnetico introdotto da Warren, fino alla memoria a stato solido, che ha eliminato le parti meccaniche in movimento e con esse gran parte del rischio di rottura durante un impatto — la stessa tecnologia di memorizzazione che, ormai, si trova in gran parte dei dispositivi digitali di uso quotidiano.

    Dove si trova e quanto resiste

    Fisicamente, FDR e CVR si trovano quasi sempre nella sezione di coda dell’aereo, la parte che secondo l’NTSB risulta statisticamente più resistente agli impatti rispetto al resto della fusoliera. Il sensore che misura l’accelerazione verticale, in particolare, deve essere fissato rigidamente alla struttura, entro limiti precisi rispetto al centro di gravità dell’aereo, secondo la normativa federale statunitense.

    Ma la vera protezione non viene dalla posizione soltanto: viene dalla custodia. Gli standard tecnici, tra cui il TSO-C124 della FAA e l’equivalente europeo EUROCAE ED-112A, impongono che il contenitore resista a:

    • un urto di 3.400 G per 6,5 millisecondi;
    • un incendio fino a 1.100 °C, per 30 minuti secondo l’NTSB (sugli elicotteri, Airbus distingue tra apparecchi “pesanti”, che reggono un’ora a quella temperatura, e “leggeri”, che ne reggono un quarto);
    • la pressione dell’acqua fino a 6.100 metri di profondità, per un periodo prolungato di 30 giorni o più, secondo la normativa federale statunitense.

    Sono soglie pensate da chi progetta questi apparecchi con un unico obiettivo in mente: far sopravvivere il registratore anche quando quasi tutto il resto dell’aereo non ce l’ha fatta.

    Dopo l’incidente: dal recupero al laboratorio

    Se un aereo cade in mare, ritrovare un oggetto delle dimensioni di una scatola da scarpe in mezzo a chilometri di fondale non sarebbe possibile senza un aiuto tecnico. Per questo ogni registratore porta un localizzatore acustico subacqueo (ULB): un dispositivo che, appena entra in contatto con l’acqua tramite un interruttore dedicato, comincia a emettere un impulso ultrasonico a 37,5 kHz una volta al secondo, rilevabile da 1-2 chilometri in condizioni normali e fino a 4-5 chilometri in condizioni ideali. Sugli aerei di grandi dimensioni che volano oltre le 180 miglia nautiche dalla costa, l’EASA impone dal 2019 anche un secondo localizzatore a bassa frequenza (8,8 kHz), rilevabile da 13 a 22 chilometri: circa quattro volte più lontano del modello standard. La batteria di questi dispositivi, una volta attivata, deve garantire almeno 90 giorni di trasmissione continua secondo la normativa EASA in vigore dal 2020, contro i 30-40 giorni delle generazioni precedenti.

    Una volta recuperato, il registratore non viene “letto” al volo: passa nelle mani di specialisti che devono scaricare, decodificare, validare e analizzare i dati contenuti, un processo che negli Stati Uniti avviene nella sede centrale dell’NTSB a Washington. Non è un lavoro isolato: gli specialisti sincronizzano l’audio di cabina con i parametri del FDR, i dati radar, i video delle telecamere aeroportuali e le registrazioni del controllo del traffico aereo, ricostruendo la sequenza degli eventi minuto per minuto — un procedimento sistematico, non troppo diverso nella logica da come un algoritmo segue passi precisi e ripetibili per arrivare a un risultato verificabile. Negli Stati Uniti, per legge, l’NTSB non può comunque rilasciare pubblicamente alcuna parte della registrazione audio del CVR, per la natura sensibile delle comunicazioni private in cabina.

    Esempio pratico: un aereo che registra costantemente i propri parametri di volo — quota, velocità, accelerazione e molto altro — genera in ogni istante una quantità enorme di dati numerici, un po’ come i sensori di un robot aspirapolvere accumulano dati per orientarsi in casa. Il FDR non fa altro che raccogliere e conservare quel flusso, parametro dopo parametro, per 25 ore di fila.

    Le norme che impongono tutto questo

    Niente di ciò che abbiamo descritto è lasciato alla buona volontà dei singoli costruttori: esiste un impianto normativo internazionale piuttosto dettagliato, non diverso nello spirito da altri ambiti tecnologici in cui l’Unione Europea ha scelto di fissare standard vincolanti, come l’AI Act per l’intelligenza artificiale. Sotto l’ICAO Annex 6, la norma internazionale di riferimento, dal 2001 i CVR di nuova installazione devono garantire almeno 2 ore di registrazione più un’alimentazione di riserva di 10 minuti; il CVR è obbligatorio per tutti gli aerei a turbina con più di 9 posti passeggeri usati per trasporto a pagamento.

    Negli Stati Uniti, la normativa federale (14 CFR 25.1459) impone requisiti puntuali sull’installazione, sull’alimentazione elettrica del registratore — che deve restare attivo il più a lungo possibile senza compromettere i sistemi di emergenza dell’aereo — e sulla resistenza della custodia. In Europa, l’EASA ha alzato ulteriormente l’asticella per gli aerei più pesanti di 27.000 kg costruiti dopo il 1° gennaio 2021, imponendo un CVR capace di registrare 25 ore continue, contro le 2 ore che bastavano in precedenza. Ogni nuovo aereo, in ogni caso, deve monitorare almeno 88 parametri di volo considerati importanti dal regolatore: un minimo che i costruttori, come si è visto, superano ampiamente già da diversi decenni.

    Presentazione

    Slide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo.

    Slide 1 della presentazione su Scatola nera degli aerei: La scatola nera degli aereiSlide 2 della presentazione su Scatola nera degli aerei: Come si ricostruisce un volo quando dell'aereo resta ben poco?Slide 3 della presentazione su Scatola nera degli aerei: Di cosa parliamoSlide 4 della presentazione su Scatola nera degli aerei: Capitolo 01: Due registratori, un nome soloSlide 5 della presentazione su Scatola nera degli aerei: Due apparecchi, due mestieriSlide 6 della presentazione su Scatola nera degli aerei: Quanti dati entrano in un registratoreSlide 7 della presentazione su Scatola nera degli aerei: Capitolo 02: L'idea di David WarrenSlide 8 della presentazione su Scatola nera degli aerei: L'inventoreSlide 9 della presentazione su Scatola nera degli aerei: Dal prototipo all'obbligo di leggeSlide 10 della presentazione su Scatola nera degli aerei: Capitolo 03: Costruita per sopravvivereSlide 11 della presentazione su Scatola nera degli aerei: Impatto · Incendio · AbissiSlide 12 della presentazione su Scatola nera degli aerei: Perché il registratore sta nella coda dell'aereo?Slide 13 della presentazione su Scatola nera degli aerei: Capitolo 04: Dopo l'incidenteSlide 14 della presentazione su Scatola nera degli aerei: Dal fondale al laboratorio: Localizzatore, Laboratorio, SincronizzazioneSlide 15 della presentazione su Scatola nera degli aerei: Le soglie fissate dalle normeSlide 16 della presentazione su Scatola nera degli aerei: Le scatole nere non sono nere.Slide 17 della presentazione su Scatola nera degli aerei: Cosa registra, di preciso, il CVR?Slide 18 della presentazione su Scatola nera degli aerei: E adesso, il ripasso
    Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta18 slideTutti i capitoli e gli approfondimenti

    Falsi miti

    • ✗ Mito Le scatole nere sono, letteralmente, nere.

      ✓ Realtà Sono dipinte di arancione acceso fin dall'inizio, una scelta voluta apposta per renderle più facili da individuare tra i detriti di un incidente: un colore nero, in mezzo a lamiere bruciate e terreno, sarebbe quasi impossibile da distinguere a vista. Il nome 'black box' viene da un'altra ragione, storica: risale agli anni '30 e ai primi registratori a pellicola fotografica chiusi in una custodia ermetica.

    • ✗ Mito In un incidente aereo, la scatola nera esplode o si distrugge insieme al resto dell'aereo.

      ✓ Realtà È vero il contrario: è progettata apposta per sopravvivere a condizioni che distruggerebbero qualunque altro componente dell'aereo. Gli standard tecnici richiedono di resistere a un urto di 3.400 G per 6,5 millisecondi, a un incendio fino a 1.100 °C per 30-60 minuti e alla pressione dell'acqua fino a 6.100 metri di profondità. Se non resistesse a queste condizioni estreme, in un'inchiesta non servirebbe a niente.

    • ✗ Mito Una scatola nera è indistruttibile al 100%, in ogni circostanza.

      ✓ Realtà La sua resistenza è certificata per soglie precise di tempo e temperatura, non per una durata infinita: 1.100 °C per 30-60 minuti, non per ore. In incidenti eccezionalmente violenti, o con incendi molto più prolungati di quelli previsti dagli standard, i dati possono comunque andare persi, oppure richiedere settimane o mesi di lavoro specialistico in laboratorio per essere recuperati.

    Mappa concettuale

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    Mappa concettuale: Scatola nera degli aerei: come funziona e perché non è nera
    • Scatola nera degli aerei
      • Cos'è
        • Due dispositivi distinti FDR per i dati di volo, CVR per l'audio di cabina
        • Nome improprio 'Nera' solo di nome, in realtà è arancione
        • Oggi spesso un solo apparecchio registratore combinato FDR+CVR
      • Storia
        • David Warren chimico australiano, Aeronautical Research Laboratories di Melbourne
        • L'indagine sul Comet incidenti del primo aereo di linea a reazione, 1953-1954
        • Il prototipo del 1956 l'ARL Flight Memory Unit
        • L'incidente di Mackay, 1960 29 morti, causa mai accertata
      • Come funziona
        • I sensori del FDR quota, velocità, rotta e centinaia di altri parametri
        • Il microfono di cabina 4 canali audio per il CVR
        • Memoria a stato solido niente parti meccaniche in movimento
        • Custodia crash-survivable pensata per resistere a impatto, fuoco e acqua
      • Dove si trova
        • La sezione di coda statisticamente la parte più resistente agli impatti
        • Fissata rigidamente alla struttura
      • Dopo l'incidente
        • Il localizzatore subacqueo impulso acustico a 37,5 kHz
        • Recupero e trasporto in laboratorio
        • Sincronizzazione dei dati audio, parametri di volo, radar, video aeroportuali
      • Norme
        • ICAO Annex 6 almeno 2 ore di registrazione per i CVR dal 2001
        • FAA, Stati Uniti TSO-C124, 14 CFR 25.1459
        • EASA, Europa 25 ore di CVR obbligatorie dal 2021 sugli aerei più pesanti

    Quiz: mettiti alla prova

    Rispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione.

    Voto 0/10 0/5
    1 Cosa registra, di preciso, il CVR (Cockpit Voice Recorder)?

    Il CVR usa un microfono d'ambiente in cabina e registra su 4 canali audio: le trasmissioni radio, la conversazione tra i piloti e con l'equipaggio, e i rumori utili a un'inchiesta, come il rumore dei motori, gli allarmi di stallo o l'estensione del carrello.

    2 Perché le scatole nere sono dipinte di arancione e non di nero?

    Secondo Airbus, l'arancione è stato scelto fin dall'inizio proprio perché rende più facile individuare la custodia metallica in mezzo ai rottami. Il nome 'scatola nera' resta per ragioni storiche, non per il colore reale dell'apparecchio.

    3 Quanti parametri di volo può arrivare a registrare un FDR moderno come quello montato su un Airbus A350?

    Secondo Airbus l'A350 può gestire circa 3.500 parametri per 25 ore continue, contro i circa 100 dell'A300B2 di fine anni '70: un salto enorme nella quantità di dati che un FDR moderno riesce a tenere sotto controllo.

    4 Vero o falso: una scatola nera è garantita indistruttibile in qualunque circostanza, senza limiti di tempo o temperatura.

    Falso: la resistenza è certificata per soglie precise, ad esempio 1.100 °C per 30-60 minuti, non per un tempo indefinito. In incidenti eccezionalmente violenti o con incendi molto prolungati i dati possono comunque andare persi, o richiedere settimane di lavoro in laboratorio per essere recuperati.

    5 Cosa successe, in concreto, dopo l'incidente del volo Trans Australia Airlines vicino a Mackay, nel 1960?

    L'inchiesta sull'incidente di Mackay non riuscì a stabilirne la causa, e il giudice che la presiedeva raccomandò l'installazione delle scatole nere sugli aerei commerciali. Il governo australiano recepì la raccomandazione nel 1961, anche se finì per acquistare un sistema americano invece di quello sviluppato da Warren.

    Risposte: 1-B · 2-C · 3-C · 4-B · 5-A

    Flashcards

    Tocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva.

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    La scatola nera degli aerei non è né nera né un solo apparecchio: sono in realtà due registratori arancioni, il FDR (dati di volo) e il CVR (audio di cabina), spesso oggi uniti in un unico dispositivo. Nascono da un'idea del chimico australiano David Warren nel 1956, adottata per legge solo dopo un incidente del 1960 in cui la causa non fu mai accertata. Sono costruiti per sopravvivere a urti violentissimi, incendi e la pressione degli abissi, così che gli inquirenti possano ricostruire cosa è successo anche quando dell'aereo resta ben poco.

    Domande e risposte

    Perché si chiama scatola nera se in realtà è arancione?

    Il nome 'black box' risale agli anni '30, ai primi registratori a pellicola fotografica racchiusi in una custodia ermetica. Il colore reale, però, è arancione acceso fin dalla concezione del dispositivo: una scelta pensata apposta per individuarlo più facilmente tra i detriti dopo un incidente.

    Dove si trova fisicamente la scatola nera in un aereo?

    Di solito nella sezione di coda, che secondo l'NTSB è la parte dell'aereo statisticamente più resistente agli impatti. Il registratore è fissato rigidamente alla struttura, ed è progettato per restare integro anche quando il resto della fusoliera si è disintegrato.

    Quanto dura la registrazione di una scatola nera?

    Dipende dall'apparecchio e dall'epoca. Il FDR registra 25 ore continue in loop, sovrascrivendo i dati più vecchi. Il CVR varia di più nella storia: 30 minuti nelle vecchie unità, 2 ore nelle prime unità a stato solido; dal 2021 l'EASA impone 25 ore continue di CVR sugli aerei europei più pesanti di 27.000 kg.

    Chi ha inventato la scatola nera degli aerei?

    Il chimico australiano David Warren, ricercatore negli Aeronautical Research Laboratories di Melbourne, che nel 1956 costruì il primo prototipo dopo aver lavorato alle indagini sugli incidenti del De Havilland Comet a metà degli anni '50. Le autorità australiane rifiutarono a lungo di finanziare l'idea; il primo Paese a renderla obbligatoria per legge, nel 1961, fu comunque l'Australia stessa.

    Cosa succede alla scatola nera dopo un incidente aereo?

    Se l'aereo è caduto in acqua, un localizzatore acustico (ULB) montato sul registratore emette un impulso a 37,5 kHz per guidare i soccorritori fino al relitto sommerso. Recuperato l'apparecchio, i tecnici lo portano in un laboratorio specializzato (negli Stati Uniti, la sede centrale dell'NTSB a Washington) per scaricare, decodificare e validare i dati, sincronizzandoli con quelli radar, i video aeroportuali e le registrazioni del controllo del traffico aereo.

    Fonti consultate

    • NTSB — Cockpit Voice Recorders (CVR) and Flight Data Recorders (FDR)
    • Airbus — What is a black box and how does it work?
    • eCFR — 14 CFR 25.1459, Flight data recorders (FAA)
    • Wikipedia — David Warren (inventor)
    • The Conversation — The black box, an Australian invention that nearly didn't happen
    • Wikipedia — Underwater locator beacon
    • Wikipedia — Trans Australia Airlines Flight 538
    • Australian Aviation Hall of Fame — Dr David de Mey Warren

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