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11 settembre 2001: cosa successe quel giorno e cosa cambiò dopo |
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11 settembre 2001: cosa successe quel giorno e cosa cambiò dopoCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta18 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoL'11 settembre 2001 diciannove uomini legati al gruppo islamista al-Qaeda dirottano quattro aerei di linea negli Stati Uniti. Due aerei colpiscono le Torri Gemelle del World Trade Center a New York, che crollano entro un'ora e 42 minuti dal primo impatto; un terzo colpisce il Pentagono, vicino Washington; il quarto si schianta in un campo della Pennsylvania dopo che i passeggeri tentano di riprendere il controllo della cabina. Muoiono complessivamente 2.977 persone, la maggior parte a New York. Nelle ore successive gli Stati Uniti chiudono per la prima volta nella loro storia l'intero spazio aereo nazionale, e nei mesi e negli anni che seguono il paese cambia leggi, apparato di sicurezza e politica estera, dalla guerra in Afghanistan al PATRIOT Act. Punti Chiave
I numeri chiave
L'ApprofondimentoUna mattina di settembreAlle 8:46 del mattino di martedì 11 settembre 2001, ora di New York, un aereo di linea colpisce la Torre Nord del World Trade Center. È l’inizio di una sequenza di attacchi pianificati dal gruppo islamista al-Qaeda: nel giro di poco più di un’ora, quattro aerei di linea dirottati in volo vengono usati come armi contro obiettivi negli Stati Uniti. A bordo dei quattro aerei ci sono in tutto diciannove dirottatori: quindici cittadini dell’Arabia Saudita, due degli Emirati Arabi Uniti, uno dell’Egitto, Mohamed Atta, e uno del Libano, Ziad Jarrah. Atta guida il commando sul campo; il pianificatore operativo dell’attacco è Khalid Sheikh Mohammed; il mandante indicato dalle indagini successive è Osama bin Laden, leader di al-Qaeda. I quattro voliIl volo American Airlines 11, un Boeing partito da Boston verso Los Angeles, decolla alle 7:59 con 92 persone a bordo, equipaggio e passeggeri compresi. Alle 8:14 arriva l’ultima comunicazione radio di routine; sedici secondi dopo il controllo di volo chiede all’aereo di salire di quota, senza ricevere risposta. Alle 8:19 un’assistente di volo avverte la compagnia aerea che è in corso un dirottamento. Circa mezz’ora dopo il decollo, alle 8:46, l’aereo colpisce la Torre Nord del World Trade Center fra i piani 93 e 99. Il volo United Airlines 175, gemello del precedente per rotta e orario di partenza previsto, decolla anch’esso da Boston alle 8:14 con 65 persone a bordo. Viene dirottato verso le 8:42 e colpisce la Torre Sud, fra i piani 77 e 85, alle 9:03. Il volo American Airlines 77 decolla alle 8:20 dall’aeroporto di Washington Dulles diretto a Los Angeles, con 64 persone a bordo. L’ultimo contatto radio di routine è delle 8:51; fra le 8:51 e le 8:54, mentre l’aereo sorvola il Kentucky orientale, i dirottatori ne prendono il controllo. A pilotarlo verso Washington è Hani Hanjour, l’unico dei cinque dirottatori con un brevetto di volo. Alle 9:37:46 l’aereo colpisce il Pentagono viaggiando a circa 530 miglia orarie, attraversando tre dei cinque anelli concentrici dell’edificio e distruggendo la capacità di carico di circa 30 colonne al primo piano. Il volo United Airlines 93 decolla da Newark alle 8:42, con circa 45 minuti di ritardo per il traffico aereo, diretto a San Francisco: 44 persone a bordo, quattro delle quali dirottatori. Grazie ai telefoni di bordo e ai cellulari, alcuni passeggeri vengono a sapere di quanto è successo agli altri tre voli. Alle 9:57 votano di tentare l’assalto alla cabina di pilotaggio. In una chiamata con un’operatrice telefonica, il passeggero Todd Beamer viene sentito dire: «Are you ready. Okay. Let’s roll». Di fronte al tentativo dei passeggeri di sfondare la porta della cabina, i dirottatori fanno precipitare volontariamente l’aereo, che si schianta in un campo vicino a Shanksville, in Pennsylvania, alle 10:03, a circa 580 miglia orarie. Non ci sono sopravvissuti.
Le indagini successive, comprese quelle sulle registrazioni di bordo recuperate nei mesi seguenti, hanno permesso di ricostruire con precisione la sequenza di ognuno dei quattro voli; per capire come funzionano gli strumenti che permettono queste ricostruzioni anche quando un aereo va distrutto si può leggere l’articolo sulla scatola nera degli aerei. Il crollo delle Torri Gemelle e del World Trade Center 7La Torre Sud crolla alle 9:59, 56 minuti dopo essere stata colpita. La Torre Nord, colpita per prima, crolla alle 10:28, un’ora e 42 minuti dopo l’impatto. Secondo l’indagine tecnica del NIST, l’ente federale statunitense che ha condotto lo studio ufficiale sul crollo, l’impatto degli aerei recise colonne di supporto strutturale e rimosse l’isolamento antincendio dalle travi d’acciaio; gli incendi su più piani, alimentati non solo dal cherosene ma anche da arredi e materiali d’ufficio, raggiunsero temperature fino a circa 1.000 °C. A quella temperatura la resistenza dell’acciaio si riduce a circa il 10% del valore a temperatura ambiente: non serve che l’acciaio fonda, e infatti il NIST conferma che non fuse, perché il suo punto di fusione è di circa 1.500 °C. Alle 17:20:52 dello stesso giorno crolla anche il World Trade Center 7, un edificio di 47 piani che non era stato colpito da alcun aereo. I detriti del crollo della Torre Nord avevano innescato incendi incontrollati su almeno dieci dei suoi piani, mentre l’impianto sprinkler nella zona interessata non funzionava. Il calore indebolì una colonna di supporto critica, la Colonna 79, fino al cedimento: come sintetizza il rapporto NIST, «il riscaldamento delle travi e dei traversi ha causato il cedimento di una colonna di supporto critica, innescando un collasso progressivo indotto dal fuoco». La facciata nord dell’edificio scese in circa 5,4 secondi, circa il 40% più lento di una caduta libera nel vuoto. È il primo caso conosciuto al mondo di un edificio alto crollato interamente a causa di un incendio, senza un impatto strutturale diretto. Le vittime, i soccorsi, gli effetti sanitariLe vittime totali degli attacchi sono 2.977, provenienti da 90 paesi diversi: 2.753 a New York, 184 al Pentagono, 40 sul volo United 93. Al Pentagono, 125 persone morirono all’interno dell’edificio e 59 erano a bordo del volo 77; la sezione colpita dell’edificio crollò circa 30 minuti dopo l’impatto, verso le 10:15; la stazione antincendio del Pentagono rispose immediatamente, e i vigili del fuoco di Reagan National Airport e dell’Arlington County Fire Department arrivarono in pochi minuti, contribuendo a salvare vite. A New York, delle vittime del World Trade Center 343 erano vigili del fuoco; le restanti 2.410 erano persone che si trovavano dentro o intorno agli edifici, compresi agenti di polizia. Nei giorni e nei mesi successivi, decine di migliaia di persone arrivarono a Ground Zero per i soccorsi e il recupero delle vittime, un lavoro proseguito per quasi nove mesi; circa 300 cani addestrati parteciparono alle ricerche. L’ultima persona estratta viva dalle macerie, Genelle Guzman-McMillan, impiegata al 64° piano della Torre Nord, fu soccorsa dopo 27 ore sotto le macerie. Gli effetti sanitari sono durati ben oltre il giorno degli attacchi: oltre 400.000 persone furono esposte alle tossine liberate dal crollo delle torri e dall’incendio prolungato, e secondo i dati più recenti consultati nel 2026 decine di migliaia convivono con malattie croniche respiratorie, disturbi della salute mentale e oltre 100 tipi diversi di cancro legati a quell’esposizione; il Congresso ha finanziato le cure e i risarcimenti con il James Zadroga 9/11 Health and Compensation Act del 2010. A distanza di oltre due decenni, secondo i dati più recenti consultati nel 2026 dall’Ufficio del Medico Legale di New York, circa il 40% delle vittime del World Trade Center, all’incirca 1.099 persone, risultava ancora non identificato; l’identificazione prosegue con tecniche di genetica forense sempre più avanzate. Uno spazio aereo chiuso per la prima volta nella storiaAlle 9:06 la FAA, l’agenzia federale statunitense per l’aviazione civile, ferma a terra tutto il traffico non ancora decollato diretto verso lo spazio aereo di New York. Alle 9:45 arriva la decisione più drastica: la chiusura totale dello spazio aereo degli Stati Uniti, la prima volta nella storia del paese che questo accade, con la stessa misura applicata in coordinamento anche in Canada. Nel giro di poche ore ogni volo commerciale e privato in corso viene fatto atterrare. Gli aeroporti riprendono l’attività gradualmente due giorni dopo, il 13 settembre 2001, con controlli di sicurezza molto più stringenti di prima. Le conseguenze politiche e l’indagine ufficialeIl 20 settembre 2001 il presidente George W. Bush si presenta davanti al Congresso e dichiara guerra «a una rete radicale di terroristi e ogni governo che li sostiene». Il 7 ottobre 2001 iniziano gli attacchi militari statunitensi in Afghanistan, l’apertura di quella che verrà chiamata guerra al terrore. Il 26 ottobre 2001 Bush firma lo USA PATRIOT Act, che amplia gli strumenti di raccolta di informazioni del governo e la capacità di detenere ed espellere immigrati sospettati di terrorismo. Il 25 novembre 2002 l’Homeland Security Act crea il Department of Homeland Security, il Dipartimento della Sicurezza Nazionale: la più grande riorganizzazione del governo federale statunitense dagli anni Quaranta. Il 2 maggio 2011 il presidente Barack Obama annuncia l’uccisione di Osama bin Laden in un raid delle forze speciali statunitensi ad Abbottabad, in Pakistan. Il 22 luglio 2004 la Commissione d’inchiesta bipartisan istituita dal Congresso, dopo oltre 1.200 interviste in dieci paesi e la revisione di più di 2,5 milioni di pagine di documenti, pubblica il proprio rapporto: 585 pagine, tredici capitoli. La conclusione della Commissione non indica una causa isolata, ma un insieme di fallimenti da parte delle agenzie di intelligence e sicurezza statunitensi: «failure of imagination, policy, capabilities, and management», fallimenti di immaginazione, politica, capacità e gestione. Fra i problemi individuati: difficoltà nell’intelligence, sforzi diplomatici infruttuosi dal 1997 al 2001, mancanza di opzioni militari contro la minaccia terroristica emergente, controlli permeabili su confini e sicurezza aeroportuale, difficoltà nel tracciare il finanziamento del terrorismo. Le raccomandazioni della Commissione portarono, fra le altre cose, alla creazione del Director of National Intelligence e del National Counterterrorism Center. Chi vuole ripercorrere il contesto internazionale che gli Stati Uniti attraversavano nei decenni precedenti trova un riferimento nella Guerra fredda, il confronto che per oltre quarant’anni aveva definito la politica estera e i servizi di sicurezza statunitensi prima del 2001; per l’ultimo precedente di una riorganizzazione federale su questa scala si può risalire alla Seconda guerra mondiale. PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
Mappa concettualeTrascina lo sfondo per muoverti e i nodi per riposizionarli; usa − e + per chiudere e aprire i rami.
Quiz: mettiti alla provaRispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione. Voto 0/10 0/5
FlashcardsTocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva. 1 / 8 Spiegalo con parole tueIl test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap. La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.
Domande e risposteQuante persone morirono l'11 settembre 2001?2.977 persone, secondo i dati più recenti del National September 11 Memorial & Museum: 2.753 al World Trade Center di New York, 184 al Pentagono e 40 sul volo United 93. Le vittime provenivano da 90 paesi diversi; tra loro 343 vigili del fuoco di New York. Perché è crollato il World Trade Center 7, se non fu colpito da nessun aereo?Secondo l'indagine ufficiale del NIST, i detriti del crollo della Torre Nord innescarono incendi incontrollati su più piani del WTC7, mentre l'impianto sprinkler nella zona interessata non funzionava; il calore indebolì una colonna di supporto critica, la Colonna 79, fino al cedimento e al collasso progressivo dell'intero edificio, circa 7 ore dopo il crollo della Torre Nord. È il primo caso conosciuto al mondo di un grattacielo crollato interamente per un incendio, senza un impatto strutturale diretto. Cosa cambiò negli Stati Uniti dopo l'11 settembre 2001?Nelle settimane e negli anni successivi gli Stati Uniti avviarono la guerra in Afghanistan (dal 7 ottobre 2001), approvarono lo USA PATRIOT Act (26 ottobre 2001), che ampliò gli strumenti di raccolta di informazioni del governo, e crearono il Dipartimento della Sicurezza Nazionale con l'Homeland Security Act del 25 novembre 2002, la più ampia riorganizzazione del governo federale dagli anni Quaranta. Il mandante indicato dalle indagini, Osama bin Laden, fu ucciso il 2 maggio 2011. Chi furono i responsabili degli attentati dell'11 settembre?Diciannove dirottatori legati al gruppo islamista al-Qaeda: quindici cittadini dell'Arabia Saudita, due degli Emirati Arabi Uniti, uno dell'Egitto (Mohamed Atta, capo operativo sul campo) e uno del Libano (Ziad Jarrah). Il pianificatore operativo fu Khalid Sheikh Mohammed; il mandante indicato dalle indagini fu Osama bin Laden, leader di al-Qaeda, ucciso il 2 maggio 2011 in un raid statunitense in Pakistan. Cosa dice il rapporto della Commissione d'inchiesta sull'11 settembre?Pubblicato il 22 luglio 2004 dopo oltre 1.200 interviste in 10 paesi e la revisione di più di 2,5 milioni di pagine di documenti, il rapporto della Commissione bipartisan istituita dal Congresso conclude che gli attacchi furono resi possibili da un insieme di fallimenti — di immaginazione, politica, capacità e gestione — da parte delle agenzie di intelligence e sicurezza statunitensi, non da una causa isolata. Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |
















