Le terre rare sono un gruppo di 17 elementi chimici: i 15 lantanidi più scandio e ittrio. Nonostante il nome, non sono introvabili: sono presenti in buona quantità nella crosta terrestre, ma raramente si concentrano in giacimenti che conviene sfruttare. La Cina ne produce la quota maggiore, seguita da Stati Uniti, Australia e Myanmar. Servono soprattutto a costruire magneti permanenti molto potenti, oltre a catalizzatori, laser, vetri speciali e alcune applicazioni mediche.
Punti Chiave
Le terre rare sono 17 elementi: i 15 lantanidi (dal lantanio al lutezio) più scandio e ittrio.
Il nome 'rare' è fuorviante: sono relativamente diffuse nella crosta terrestre, ma difficili da trovare in concentrazioni sfruttabili.
Nel 2025 la produzione mondiale è stata di circa 390.000 tonnellate, secondo l'USGS; la Cina ne ha fornite circa 270.000.
L'uso più diffuso a livello mondiale è nei magneti permanenti; seguono catalizzatori, batterie, vetri e leghe metalliche.
Neodimio, praseodimio, terbio e disprosio sono gli elementi chiave dei magneti permanenti ad alte prestazioni.
Si estraggono soprattutto da due minerali, monazite e bastnaesite, con processi di separazione complessi.
I numeri chiave
390.000 t Produzione mondiale di terre rare (equivalente ossido, REO) nel 2025 Fonte: USGS, Mineral Commodity Summaries 2026 (febbraio 2026)
~69% Quota della Cina sulla produzione mondiale di terre rare nel 2025 (270.000 t su 390.000 t) Fonte: USGS, Mineral Commodity Summaries 2026 (febbraio 2026)
oltre 85 milioni di t Riserve mondiali stimate di terre rare (equivalente ossido, REO) nel 2025 Fonte: USGS, Mineral Commodity Summaries 2026 (febbraio 2026)
L'Approfondimento
Le terre rare non sono un minerale unico, ma una famiglia di 17 elementi che occupano un angolo preciso della tavola periodica: i 15 lantanidi, dal lantanio al lutezio, a cui si aggiungono scandio e ittrio per via delle proprietà chimiche molto simili. Furono isolati per la prima volta a partire da una cava vicino al villaggio svedese di Ytterby, che ha dato il nome a diversi di loro — itterbio, ittrio, terbio ed erbio derivano tutti da lì.
Elemento
Simbolo
Lantanio
La
Cerio
Ce
Praseodimio
Pr
Neodimio
Nd
Promezio
Pm
Samario
Sm
Europio
Eu
Gadolinio
Gd
Terbio
Tb
Disprosio
Dy
Olmio
Ho
Erbio
Er
Tulio
Tm
Itterbio
Yb
Lutezio
Lu
Scandio
Sc
Ittrio
Y
Il nome “terre rare” risale a un’epoca in cui questi elementi sembravano scarsi, perché si trovavano solo in pochi minerali poco comuni. Oggi sappiamo che sono relativamente diffusi nella crosta terrestre. Quello che è raro non è l’elemento in sé, ma la sua concentrazione: raramente si accumula in giacimenti abbastanza ricchi da rendere conveniente estrarlo, mentre altre risorse minerarie più “comuni” formano più spesso depositi sfruttabili.
La produzione mondiale nel 2025 ha raggiunto circa 390.000 tonnellate di equivalente ossido, secondo l’USGS. La Cina resta il primo produttore con circa 270.000 tonnellate, quasi sette decimi del totale, ma non è l’unico paese in campo.
Paese
Produzione 2025 (tonnellate REO)
Cina
270.000
Stati Uniti
51.000
Australia
29.000
Myanmar (Birmania)
22.000
Thailandia
4.800
India
2.900
Madagascar
2.700
Russia
2.600
Brasile
2.000
Nigeria
1.500
Vietnam
150
Malaysia
110
Negli Stati Uniti la produzione arriva soprattutto dalla miniera di Mountain Pass, in California, dove si estrae bastnaesite. Bastnaesite e monazite sono infatti i due minerali da cui si ricava la maggior parte dei lantanidi, con processi di separazione chimica come lo scambio ionico e l’estrazione con solventi — la lavorazione di raffinazione, però, resta concentrata quasi del tutto in Cina.
A cosa servono, in pratica? A livello mondiale l’impiego principale è nei magneti permanenti; negli Stati Uniti, invece, l’uso interno prevalente è nei catalizzatori. Tra i 17 elementi, quattro in particolare — neodimio, praseodimio, terbio e disprosio — sono considerati cruciali per i magneti permanenti ad alte prestazioni, quelli capaci di generare un campo magnetico intenso restando compatti.
Esempio pratico: il motore di un’auto elettrica o il generatore di una turbina eolica contengono spesso magneti permanenti al neodimio-ferro-boro. Piccole quantità di disprosio o terbio vengono aggiunte alla lega per farla resistere al calore prodotto dal motore in funzione, evitando che il magnete perda la sua forza magnetica.
Gli usi non finiscono con i magneti. Il cerio, l’elemento più comune del gruppo, entra nei catalizzatori e nei vetri autopulenti dei forni; l’ittrio forma il cristallo YAG usato nei laser che tagliano i metalli, oltre ad avere un isotopo impiegato in alcuni trattamenti medici; il disprosio compare anche nelle lampade a scarica alogena e nelle barre di controllo dei reattori nucleari; lo scandio, in lega con l’alluminio, irrobustisce telai di biciclette e componenti aeronautici. Molte di queste applicazioni si basano sulle proprietà magnetiche ed elettriche di questi elementi, lo stesso terreno su cui si muove la corrente elettrica quando attraversa un magnete o un motore.
Le riserve mondiali stimate nel 2025 superano gli 85 milioni di tonnellate di equivalente ossido: la Cina ne detiene la quota maggiore, seguita da Brasile. Sono numeri che spiegano perché questi elementi, pur non essendo affatto introvabili in natura, siano diventati un tema di attenzione internazionale: la loro estrazione e soprattutto la loro lavorazione sono concentrate in poche mani, ed è per questo che le terre rare compaiono spesso nel dibattito sulle materie prime critiche e sulla sicurezza delle catene di fornitura industriali — un tema più economico e geopolitico, distinto dalla loro natura chimica.
Falsi miti
✗ Mito Le terre rare sono rarissime, quasi introvabili sulla Terra.
✓ Realtà Sono relativamente abbondanti nella crosta terrestre: il problema è che raramente si trovano concentrate in giacimenti abbastanza ricchi da rendere conveniente l'estrazione. È per questo che il nome, coniato secoli fa quando si conoscevano pochi minerali che le contenevano, oggi trae in inganno.
✗ Mito Le terre rare si estraggono solo in Cina.
✓ Realtà La Cina è il primo produttore, con circa 270.000 tonnellate su un totale mondiale di 390.000 nel 2025: gli Stati Uniti ne hanno prodotte 51.000, l'Australia 29.000 e il Myanmar 22.000, oltre a quantità minori in Thailandia, India, Madagascar, Russia, Brasile, Nigeria, Vietnam e Malaysia.
✗ Mito Le terre rare servono solo a fare magneti per gli smartphone.
✓ Realtà I magneti permanenti sono l'uso più diffuso a livello mondiale: il disprosio si usa anche nelle lampade a scarica alogena e nelle barre di controllo dei reattori nucleari, il cerio nei catalizzatori e nei vetri autopulenti dei forni, l'ittrio nei laser medici e industriali a cristallo YAG.
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Le terre rare sono un gruppo di 17 elementi chimici: i 15 lantanidi più scandio e ittrio. Nonostante il nome, non sono introvabili: sono presenti in buona quantità nella crosta terrestre, ma raramente si concentrano in giacimenti che conviene sfruttare. La Cina ne produce la quota maggiore, seguita da Stati Uniti, Australia e Myanmar. Servono soprattutto a costruire magneti permanenti molto potenti, oltre a catalizzatori, laser, vetri speciali e alcune applicazioni mediche.
Domande e risposte
Cosa sono le terre rare?
Sono un gruppo di 17 elementi chimici della tavola periodica: i 15 lantanidi, dal lantanio al lutezio, più scandio e ittrio. Condividono proprietà chimiche simili e si trovano spesso insieme negli stessi minerali.
Quali sono le terre rare, l'elenco completo?
I 15 lantanidi (lantanio, cerio, praseodimio, neodimio, promezio, samario, europio, gadolinio, terbio, disprosio, olmio, erbio, tulio, itterbio, lutezio) più scandio e ittrio, per un totale di 17 elementi.
Dove si trovano le terre rare?
Il principale paese produttore è la Cina, con circa 270.000 tonnellate nel 2025 su un totale mondiale di 390.000. Seguono Stati Uniti, Australia, Myanmar e, in quantità minori, Thailandia, India, Madagascar, Russia, Brasile, Nigeria, Vietnam e Malaysia.
A cosa servono le terre rare?
Il loro impiego più diffuso a livello mondiale è nei magneti permanenti per motori elettrici e turbine eoliche. Servono anche per catalizzatori, batterie, vetri e ceramiche speciali, leghe metalliche, laser e alcune applicazioni mediche.
Le terre rare sono davvero rare?
No, non nel senso comune del termine: sono relativamente abbondanti nella crosta terrestre. Sono rari i giacimenti dove si concentrano abbastanza da rendere conveniente estrarle.
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